<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542</id><updated>2011-12-15T04:13:58.347+01:00</updated><title type='text'>Modenapiù</title><subtitle type='html'>Una Città e il Mondo: politica, cultura, economia, società a cura di Roberto Gazzotti.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://modenapiu.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>186</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-6169395585901222783</id><published>2008-02-06T09:00:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T11:36:03.165+01:00</updated><title type='text'>RICORDO DI MARIO PECORARO: COSÌ MUORE UN INTELLETTUALE NELLA CIVILE MODENA</title><content type='html'>Mario Pecoraro, studioso e giornalista carpigiano, è morto lo scorso 29 gennaio al Policlinico di Modena per arresto cardiaco conseguente ad insufficienza renale, dopo un mese di coma. Le sue ceneri riposano al cimitero di Carpi, nella tomba di famiglia dell’amata moglie. Nato il 13 ottobre 1946 a Calimera (Lecce), Pecoraro si era trasferito a Carpi una quarantina di anni fa, insegnando materie letterarie nelle scuole medie, inserendosi attivamente nel dibattito politico e culturale locale con i suoi articoli su giornali come &lt;em&gt;Luce, il Giornale, Gazzetta di Carpi, ModenaStoria, Modenapiù&lt;/em&gt;, e soprattutto per le ricerche storiche e i convegni sul movimento operaio e socialista e sul Risorgimento modenese (ne tratta Giuseppe Bertoni qui accanto). &lt;br /&gt;Se ne è andato in silenzio, per paura di disturbare, e per non subire l’affronto di essere commemorato ipocritamente da coloro che negli ultimi tempi l’avevano emarginato e cancellato dalla vita pubblica ed intellettuale.&lt;br /&gt;«Cammino per la strada, e gente che fino all’altro ieri mi salutava e scambiava opinioni con me ora si volta dall’altra parte per non vedermi» diceva «non riesco più a trovare interlocutori nelle istituzioni locali per sottoporre loro progetti ed iniziative culturali: si sono tutti  volatilizzati».&lt;br /&gt;Nel maggio 1980 in un articolo dal titolo “I cittadini protagonisti della politica culturale”, pubblicato sul periodico &lt;em&gt;Luce &lt;/em&gt;dei socialisti carpigiani, Mario Pecoraro esponeva con chiarezza la sua idea di politica culturale, cui è rimasto fedele fino all’ultimo: «Credendo fermamente nel pluralismo, nella partecipazione, nel decentramento, noi socialisti non possiamo non esprimere un rifiuto netto per l’Ente locale quale macchina “dispensatrice” di cultura. A questa presenza totalizzante noi intendiamo contrapporre una articolazione diffusa di centri e momenti culturali sì da rendere possibili esperienze significative di autogestione, partecipazione e corresponsabilità culturale. Per noi la cultura non è un fatto di pianificazione istituzionale, ma una linfa che deve circolare in diversi organismi».  &lt;br /&gt;Naturalmente all’epoca l’articolo fu oggetto di scandalo, scherno e disapprovazione da parte del ceto intellettuale marchettaro che allora (e tuttora) si pasce di pubbliche elargizioni. E a tutt’oggi la “cultura” a livello locale è soprattutto un fatto di pianificazione istituzionale o frutto del capriccio di qualche assessore più o meno competente. &lt;br /&gt;Ma neppure la carta stampata - che dal Settecento, quando secondo Jürgen Habermas nacque l’opinione pubblica, ha rappresentato lo sfogo e il mezzo privilegiato dello scambio e della circolazione delle idee - a livello locale ha offerto ospitalità in maniera continuativa ad uno spirito critico come Mario Pecoraro.&lt;br /&gt;Nei giornali locali la cronaca e il pettegolezzo – o la marchetta pubblicitaria scodellata da qualche generoso ufficio stampa - hanno la prevalenza su qualsiasi discorso critico o culturale. Le rivistine che ogni tanto sorgono poi sono effimere, non appartenendo a grandi gruppi editoriali dispongono infatti di risorse limitate e, visto il mercato ristretto dei lettori e degli inserzionisti, campano mediamente un paio di anni e poi sono costrette a chiudere. Come è successo anche al mio &lt;em&gt;Modenapiù&lt;/em&gt;, su cui Pecoraro ha sempre potuto scrivere in piena libertà, anche quando io come editore / direttore non ne condividevo le argomentazioni.&lt;br /&gt;«Per continuare nella mia riflessione e per essere presente nel dibattito culturale ormai non mi rimane che pubblicare libri a mie spese – confidava Mario – Non voglio scrivere per un giornale che poi mette il mio scritto nella pagina delle lettere, magari tagliandolo. E non mi va di andare a chiederne la pubblicazione, sarebbe un elemosinare umiliante». &lt;br /&gt;Grande fu perciò fu la sua soddisfazione – forse l’ultima - quando qualche tempo fa la &lt;em&gt;Gazzetta&lt;/em&gt; gli pubblicò come articolo uno scritto che lui pudicamente aveva inviato alla rubrica delle lettere al direttore (mi sembra che riguardasse un anniversario del generale Manfredo Fanti dimenticato dal Comune di Carpi). &lt;br /&gt;“Una voce fuori dal coro” e “Sguardi su Carpi e oltre” sono le sue due ultime fatiche, raccolte di articoli scritti per passione civile il primo, annotazioni personali di pubblicista senza giornale il secondo. Che Mario veniva a casa mia a farmele leggere in anteprima per trovarne assieme i titoli “giusti”. Libri stampati a sue spese, non senza difficoltà.&lt;br /&gt;«In occasione della stampa del mio ultimo libro “Una voce fuori dal coro”, l’editore mi consegna le bozze senza il colofone – ha scritto Mario - Alla mia osservazione che non viviamo – grazie al cielo – in tempi di regimi assoluti e polizieschi nei quali agli oppositori non rimaneva altro che la stampa clandestina, mi sento rispondere testuale: “Ma, sa, noi lavoriamo per il Comune e nel suo libro ci sono aspre critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale”. Mi permetto di osservare – replico – che, se non riportate la data di pubblicazione e il nome dello stampatore (il che è postulato dalla legge), il libro è come se fosse stato stampato, come si diceva nell’Ottocento, alla macchia».&lt;br /&gt;Ecco, ora Mario Pecoraro non è più tra noi, scomparso prematuramente a 61 anni, ma non possiamo tollerare che il suo ricordo sia messo anch’esso alla macchia da una Modena (e da una Carpi) ostile ed indifferente che tanto l’hanno angosciato nel suo ultimo difficile e doloroso frammento di vita. Te ne sei voluto andare in silenzio per non disturbare, caro Mario, perdonaci se questo silenzio noi lo rompiamo per riaffermare con forza la tua libertà, serietà, probità ed intelligenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Roberto Gazzotti &lt;/strong&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;___________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;UN OSSERVATORE SCRUPOLOSO E CURIOSO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più che uno storico in senso stretto, uno studioso, un osservatore scrupoloso e curioso di diversi aspetti del suo tempo nei dintorni di casa e oltre. Sono le sue pubblicazioni e ricerche a dimostrarlo.&lt;br /&gt;Forse non è un caso che Mario Pecoraro sia stato un appassionato e abile cercatore di funghi, esperto di una gamma assai vasta di varietà commestibili: altrettanto vari, infatti, sono stati gli ambiti di interesse in cui si è concentrato per la stesura dei suoi libri.&lt;br /&gt;A parte collaborazioni di tipo giornalistico con diverse testate, cui si dedicò per tutta la vita, i primi lavori 'corposi' risalgono agli anni Ottanta, a cominciare da &lt;em&gt;Le istituzioni ospedaliere di Carpi nei secoli&lt;/em&gt;, dove, almeno a livello provinciale, fu un pioniere della ricerca archivistica nel settore medico-assistenziale, un argomento approfondito in seguito con  &lt;em&gt;L'assistenza a Carpi dal Trecento ai giorni nostri &lt;/em&gt;(1997) e, in qualità di co-curatore, con gli Atti del convegno concernente &lt;em&gt;La Chiesa modenese e il problema dell'assistenza nei secoli XIII-XVII &lt;/em&gt;(2001).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il socialismo carpigiano nelle pagine di “Luce”&lt;/em&gt; e la cura di &lt;em&gt;Cento anni di stampa socialista nella Bassa Padania&lt;/em&gt;, sono opere invece nelle quali entra il suo cuore, pulsando sincronico da quella parte per una sorta di condivisione politica metastorica. Analogamente, trovano identica ispirazione lavori successivi: negli anni Novanta, due volumi su &lt;em&gt;La figura e l'opera &lt;/em&gt;di due socialisti di spicco della storia locale primonovecentesca, &lt;em&gt;Gregorio Agnini &lt;/em&gt;(che sarà spunto per un convegno del 1997, organizzato da Mario in collaborazione con Giuliano Muzzioli) e &lt;em&gt;Alfredo Bertesi&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ricercatore poliedrico, costantemente attento alla trasmissione del sapere e ai suoi veicoli di comunicazione libera e indipendente, le pubblicazioni quali &lt;em&gt;Come ridevano i carpigiani. Ottantacinque anni di stampa umoristico-satirica &lt;/em&gt;(1991), oppure &lt;em&gt;Come ridevano i modenesi &lt;/em&gt;(1996, in collaborazione con S. Bellei) ma anche &lt;em&gt;L'insegnamento nella scuola superiore: problemi e prospettive &lt;/em&gt;(1991) offrono una dimostrazione concreta di questa peculiarità di Mario.&lt;br /&gt;Scrisse una monografia su &lt;em&gt;Ciro Menotti. Un uomo che fece l'Italia &lt;/em&gt;(1996) e ne andava fiero, avendo apportato alcuni contributi inediti per lo studio e la conoscenza dell'eroe/rivoluzionario, ad esempio la data di nascita, accertata una volta per tutte nel 22 e non nel 23 Gennaio, come da sempre era fino ad allora erroneamente riportato, perfino sul monumento funerario nella chiesa di Spezzano. Anche da qui scaturì un convegno, con Atti relativi, sulla &lt;em&gt;Congiura estense&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Con diversi compagni e collaboratori redasse in due volumi il &lt;em&gt;Dizionario biografico dei Carpigiani del Novecento &lt;/em&gt;sul finire degli anni Novanta, e fornì contributi alla stesura del &lt;em&gt;Dizionario Biografico degli Italiani &lt;/em&gt;Treccani.&lt;br /&gt;Scrisse qualcosa sugli aspetti dell'artigianato carpigiano, &lt;em&gt;Impara l'arte ed entrane a far parte &lt;/em&gt;(1998), nel 2002 è sua una delle relazioni in &lt;em&gt;Arte e istruzione musicale a Carpi&lt;/em&gt;, uscito in occasione dei 200 anni dell'Istituto musicale pareggiato A. Tonelli. È del 2002 il volume &lt;em&gt;Dal Consorzio Acquedotto a Sorgea&lt;/em&gt;,  del 2004 &lt;em&gt;Vent'anni insieme: storia del Movimento della terza età carpigiana&lt;/em&gt;, del 2005 un diario personale &lt;em&gt;Sguardi su Carpi e oltre&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Strenuamente convinto dell'importanza del momento divulgativo dell'agire culturale in ogni sua manifestazione e occasione, sia essa artistica, storica o scientifica, Mario Pecoraro cercò sempre di abbinare a manifestazioni e iniziative, quali una mostra o un convegno commemorativo o celebrativo, un volume che raccogliesse e trattenesse quegli apporti significativi, frutto di studio e ricerca, che sarebbero invece sfumati se affidati unicamente  a una esposizione temporanea o viceversa. Anche per questo si spinse al punto di scrivere un 'libello', così lo chiamava lui, una &lt;em&gt;Storia di una mostra. Una vicenda che rasenta il grottesco&lt;/em&gt;, in cui lamentava il “voltafaccia” di un Ente rispetto agli impegni presi e sottoscritti per realizzare una mostra ideata da Mario dalla quale ricavarne poi una pubblicazione. Ci furono strascichi polemici (basta leggere l'appendice di una delle sue ultime pubblicazioni, &lt;em&gt;Una voce fuori dal coro&lt;/em&gt;) con minacce di querele, da una tale situazione ebbe modo di uscire allo scoperto la vera natura di quest'uomo. Altroché “timoroso fin della propria ombra” come lo voleva qualcuno; da vero cercatore di funghi quando ne odora la presenza vicina, non esitò ad avventurarsi per i sentieri impervi del bosco. Lungo uno dei quali si è ora allontanato per sempre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Bertoni&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-6169395585901222783?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/6169395585901222783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/6169395585901222783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2008/02/ricordo-di-mario-pecoraro-cos-muore-un.html' title='RICORDO DI MARIO PECORARO: COSÌ MUORE UN INTELLETTUALE NELLA CIVILE MODENA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-6212949905539243945</id><published>2008-01-18T22:48:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T22:49:50.891+01:00</updated><title type='text'>LIBIA: PREOCCUPAZIONE PER LE ANNUNCIATE DEPORTAZIONI DI MASSA DI MIGRANTI</title><content type='html'>Le associazioni ed enti di tutela del diritto d’asilo esprimono profonda &lt;br /&gt;preoccupazione in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Governo di &lt;br /&gt;Tripoli attraverso un comunicato stampa con il quale e’ stato annunciato &lt;br /&gt;che tutti gli immigrati illegali, presenti sul territorio nazionale &lt;br /&gt;saranno espulsi senza eccezioni.  Si tratterebbe, secondo una stima delle &lt;br /&gt;autorita’ libiche, di 2 milioni di persone, tra cui numerosi richiedenti &lt;br /&gt;asilo e rifugiati, provenienti in maggioranza dal Corno d’Africa, donne e &lt;br /&gt;minori. La condizione dei migranti irregolari, arrestati o detenuti in &lt;br /&gt;Libia, denunciata da diverse agenzie umanitarie, e confermate dalle &lt;br /&gt;testimonianze degli stranieri che giungono in Italia, e’ allarmante per &lt;br /&gt;cio’ che riguarda il trattamento nei centri di detenzione per migranti, &lt;br /&gt;particolarmente duro, e  per le frequenti violenze a cui i migranti sono &lt;br /&gt;sottoposti. Inoltre, preoccupano le condizioni di migliaia di minori che &lt;br /&gt;si trovano ad altissimo rischio di violenze ed abusi, privi di qualsiasi &lt;br /&gt;tipo di tutela specifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ministero dell’Interno Amato ha stipulato il 29 dicembre scorso un &lt;br /&gt;accordo per un pattugliamento marittimo congiunto col Ministro degli &lt;br /&gt;Esteri libico Abdurrahman Mohamed Shalgam. L’accordo, che rientra tra le &lt;br /&gt;misure di contrasto degli arrivi irregolari via mare in provenienza dalla &lt;br /&gt;Libia, prevede anche il trasferimento di risorse economiche al Governo di &lt;br /&gt;Tripoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mancanza di un sistema di garanzie e di controlli sulla sorte effettiva &lt;br /&gt;delle persone intercettate in mare e restituite alle autorita’ libiche, &lt;br /&gt;gli accordi di collaborazione, il cui contenuto e i cui oneri di spesa non &lt;br /&gt;sono comunque mai stati resi noti, ne’ sono stati discussi in Parlamento &lt;br /&gt;chiamano direttamente in causa gravi responsabilita’ dell’Italia, in &lt;br /&gt;relazione alle violazioni dei diritti umani fondamentali che in territorio &lt;br /&gt;libico possono essere commesse a danno dei migranti riportati in Libia a &lt;br /&gt;seguito delle operazioni di pattugliamento navale e successivamente &lt;br /&gt;deportati verso i paesi di origine.&lt;br /&gt;Per questo, chiediamo &lt;br /&gt;* Al Governo italiano e all’Unione Europea di fare immediate pressioni &lt;br /&gt;sulla Libia affinche’ non attui l’annunciato programma di deportazioni di &lt;br /&gt;massa.&lt;br /&gt;* Al Governo italiano di rendere noto il contenuto degli accordi ad oggi &lt;br /&gt;stipulati con la Libia nel settore dell’immigrazione, e i relativi costi &lt;br /&gt;che l’Italia ha sostenuto o che intende sostenere. &lt;br /&gt;* Al Governo italiano di sospendere gli attuali accordi in ragione della &lt;br /&gt;evidente assoluta mancanza di garanzie sul rispetto dei diritti dei &lt;br /&gt;migranti in Libia.&lt;br /&gt;* Al Governo italiano di rivedere la partecipazione dell’Italia al &lt;br /&gt;programma Frontex, che rischia di avere un impatto negativo sull’accesso &lt;br /&gt;alla protezione in Europa e di favorire, anche implicitamente, &lt;br /&gt;deportazioni di massa dalla Libia di migranti e richiedenti asilo verso &lt;br /&gt;aree a rischio. &lt;br /&gt;* Al Governo italiano e all’Unione Europea di adoperarsi, di concerto con &lt;br /&gt;l’ACNUR e le associazioni di tutela dell’asilo, per un rafforzamento delle &lt;br /&gt;misure di protezione dei rifugiati comunque presenti in Libia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firmatari, ASGI, ARCI, ICS, Centro Astalli, CIR, Senza Confine, &lt;br /&gt;Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Save The Children, Amnesty &lt;br /&gt;International – Sezione Italiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-6212949905539243945?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/6212949905539243945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/6212949905539243945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2008/01/libia-preoccupazione-per-le-annunciate.html' title='LIBIA: PREOCCUPAZIONE PER LE ANNUNCIATE DEPORTAZIONI DI MASSA DI MIGRANTI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-9190125785144123003</id><published>2007-09-26T09:35:00.000+02:00</published><updated>2007-09-26T09:41:28.625+02:00</updated><title type='text'>LE AZIENDE ITALIANE HANNO SEMPRE PIU' FAME DI IMMIGRATI: 228.000 NEL 2007</title><content type='html'>E’ record di richieste di lavoratori immigrati da parte delle imprese italiane. A mostrarlo è l’approfondimento specifico di Excelsior, il Sistema informativo di Unioncamere e Ministero del Lavoro sui fabbisogni occupazionali e le previsioni di assunzione delle imprese italiane.&lt;br /&gt;Il fabbisogno previsto per il 2007 è compreso tra un minimo di 160.000 lavoratori stranieri (54mila in più rispetto al 2006) e un massimo di quasi 228.000 (oltre 65mila in più dell’anno scorso). Quest’ultimo dato è anche superiore al livello record del 2003 (224.400 unità). Si tratta di un incremento rilevante non solo in termini assoluti ma anche relativi, visto che le assunzioni di lavoratori immigrati a fine anno potrebbero rappresentare il 27,1% delle entrate complessive (erano il 23,3% nel 2006 e al 28,2% nel 2005). &lt;br /&gt;L’andamento delle assunzioni previste prova il carattere strutturale del lavoro immigrato. Ciò non toglie che le imprese italiane appaiano sempre più orientate ad assumere stranieri che abbiano già maturato specifiche esperienze lavorative: circa la metà degli assunti dovrà infatti avere un certo livello di esperienza. In ogni caso, le imprese prevedono sia necessaria ulteriore formazione per il 75,7% delle assunzioni di immigrati, valore elevato ma in linea con gli anni precedenti (nel 2006 il 74,4% e nel 2005 il 76,1%). &lt;br /&gt;Ad assumere di più si prevede siano ancora i servizi (134mila gli immigrati richiesti) rispetto all’industria (93mila). Il comparto con la più spiccata propensione a ricorrere a manodopera straniera è, anche quest’anno, quello dei servizi operativi alle imprese, dove la stima di massima (27.100 entrate) arriva a coprire oltre la metà del totale delle assunzioni programmate. Al secondo posto - in termini relativi sul totale dei flussi in entrata previsti per il 2007 - si collocano la sanità e i servizi sanitari privati (quasi 15mila), seguiti dal settore turistico (37mila). Alle spalle si ritrovano alcune attività dell’industria: non solo le costruzioni (il cui grado di “etnicizzazione” è evidente con 38mila richieste di lavoratori immigrati nel 2007) ma anche la metalmeccanica (9mila) e, a poca distanza, il legno-arredo (circa 5mila). Se si considera l’incidenza di assunzioni di stranieri sul totale, spicca anche per il 2007 il dato relativo alle industrie della gomma e delle materie plastiche (3mila le assunzioni previste), forse per una scarsa “appetibilità” dei lavori offerti (per le mansioni più a rischio dal punto di vista sanitario) e di quelle dei metalli (14mila).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nei lavori meno qualificati immigrati preferiti agli italiani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Poche le novità per quanto riguarda la domanda di figure professionali. Sempre consistente è la richiesta di figure medio-basse. Le assunzioni di profili dirigenziali, di elevata specializzazione e di professioni tecniche superano di poco il 6% delle entrate complessive, guadagnando 1,2 punti percentuali rispetto al 2006. In leggera crescita il peso delle assunzioni di figure da inserire in attività amministrative (dal 3,0 al 5,7%), a fronte però di una flessione delle figure relative alle vendite e ai servizi (22,3% rispetto al 24,1% del 2006). Stabile il peso dei conduttori di impianti e assimilati, mentre cresce di un punto percentuale l’incidenza degli operai specializzati e diminuisce di tre punti – rispetto all’anno scorso – l’incidenza del personale non qualificato. &lt;br /&gt;La sostanziale stabilità della composizione professionale dei lavoratori immigrati da assumere trova conferma nel rapporto tra assunzioni di lavoratori immigrati e assunzioni di lavoratori italiani, che evidenzia in maniera netta come il peso dei primi sia elevato e vada crescendo solo in corrispondenza di figure medio-basse: nel 2007 per ogni 100 italiani assunti e classificati come personale non qualificato si dovrebbero registrare 118,5 lavoratori immigrati (erano 83 per ogni 100 nel 2006 e 81,8 nel 2005). Appaiono ormai chiare alcune chiare tendenze verso l’etnicizzazione di una serie di professioni, non solo come conseguenza di problemi di reclutamento o delle condizioni di lavoro e retributive ritenute scarsamente appetibili dai lavoratori italiani, quanto anche per una presenza ormai già cospicua di lavoratori stranieri in corrispondenza di alcuni specifici profili. Quest’ultima circostanza ha l’effetto di rafforzare gli stereotipi in ordine alla particolare idoneità dei lavoratori immigrati a svolgere determinate mansioni, dando vita talvolta a possibili barriere all’accesso dei (pochi) lavoratori italiani ancora disponibili. In particolare, questo processo di etnicizzazione è palese per le professioni di assistenza (assistenti socio-sanitari a domicilio o presso istituzioni, infermieri, ecc.), per gli addetti alle pulizie, nonché per diverse professioni del comparto edile, dell’industria meccanica e della gomma.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il territorio: nel Nord-Est un assunto su 3 è straniero&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Nord-Est si conferma anche quest’anno l’area in cui si registra la maggiore incidenza, sul totale delle assunzioni, mentre il Nord-Ovest è quella con la maggior capacità di assorbimento in valori assoluti. Roma Milano e – new entry – Brescia le province che guidano la classifica delle assunzioni di immigrati previste in valore assoluto; Belluno, Forlì-Cesena e Ravenna primeggiano invece per le opportunità offerte ai cittadini stranieri in rapporto al totale delle assunzioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-9190125785144123003?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/9190125785144123003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/9190125785144123003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2007/09/le-aziende-italiane-hanno-fame-di.html' title='LE AZIENDE ITALIANE HANNO SEMPRE PIU&apos; FAME DI IMMIGRATI: 228.000 NEL 2007'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-551667004596478402</id><published>2007-09-24T22:19:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T22:37:04.417+02:00</updated><title type='text'>RAPPORTO DI AMNESTY SULL’IRAQ: CRISI DEI RIFUGIATI SEMPRE PIU’ EVIDENTE</title><content type='html'>In un rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha segnalato che la comunita’ internazionale non sta affrontando in modo adeguato la crescente crisi dei rifugiati dall’Iraq, lasciando ricadere l’onere maggiore sulle spalle dei principali paesi ospitanti,  Giordania e Siria. Di conseguenza, questi due paesi stanno rafforzando i controlli alla frontiera e chiudendo le principali vie di fuga per chi cerca scampo dalla violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo rapporto, ‘Milioni in fuga: la crisi dei rifugiati iracheni’, Amnesty International apprezza la condotta delle autorita’ di Amman e Damasco che hanno tenuto aperti i confini fino a oggi, mentre accusa altri  governi di aver fatto troppo poco per aiutare Giordania e Siria a gestire l’emergenza e le necessita’ derivanti dall’afflusso di quasi due milioni di rifugiati iracheni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘La disperata situazione umanitaria degli iracheni, tanto dei rifugiati quanto di coloro che hanno cercato riparo in altre regioni del paese, e’ largamente ignorata dal mondo’ – ha affermato Malcolm Smart, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. ‘Se la comunita’ internazionale non si impegnera’ a trovare un modo piu’ equo di suddivisione delle responsabilita’ per la protezione e l’assistenza dei rifugiati iracheni, andremo incontro a una piu’ acuta crisi umanitaria e a una maggiore instabilita’ politica della regione’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almeno quattro milioni di iracheni sono stati costretti a lasciare i loro luoghi di origine e il numero continua a crescere al ritmo di 2000 persone al giorno. Non c’e’ al mondo altra crisi che si sia sviluppata con tale  rapidita’. La Siria ospita 1,4 milioni di rifugiati, la Giordania almeno mezzo milione. Gli iracheni che hanno cercato riparo all’interno del proprio paese sono 2,2 milioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Temiamo che le nuove regole sui visti, in via d’introduzione in Giordania e Siria, impediranno agli iracheni di ricevere la protezione di cui hanno bisogno. Amnesty International chiede a entrambi gli Stati di continuare a  tenere aperti i confini a tutti coloro che fuggono per salvarsi la vita’ – ha proseguito Smart. ‘Chiediamo agli altri Stati di fare di piu’ per aiutare i governi di Amman e Damasco, fornendo loro maggiore assistenza  finanziaria, tecnica e materiale e consentendo il reinsediamento di un numero maggiore di rifugiati, soprattutto di coloro che si trovano in particolare condizione di vulnerabilita’’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, Amnesty International chiede alla comunita’ internazionale di fornire assistenza all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e alle organizzazioni umanitarie nazionali e  internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘I modesti passi sin qui fatti dalla comunita’ internazionale non sono commensurabili alla gravita’ della crisi in corso’ – ha sottolineato Smart. ‘Non solo, ma alcuni Stati stanno adottando misure negative, come  il rimpatrio forzato di iracheni cui e’ stato rifiutato l’asilo politico o persino la revoca dello status ad alcuni rifugiati iracheni’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto di Amnesty critica la lentezza dei piani di reinsediamento di rifugiati in particolare condizione di vulnerabilita’, attualmente ospitati da Giordania e Siria, come le vittime di tortura e di altre violazioni dei diritti umani. L’organizzazione sottolinea che tra il 2003 e il 2006, il numero dei rifugiati iracheni reinsediati in paesi terzi si e’ ben piu’ che dimezzato, da 1425 a 404 secondo l’Unhcr, a fronte dell’escalation della violenza politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘La comunita’ internazionale deve accettare una responsabilita’ condivisa nel reinsediamento degli iracheni attualmente rifugiati in Giordania e Siria, soprattutto di quelli in particolare condizione di vulnerabilita’, con l’obiettivo di aumentare il numero complessivo dei reinsediamenti nei paesi terzi. Infine, dato il loro coinvolgimento diretto nel conflitto, gli Stati che fanno parte della Forza multinazionale a guida Usa dovranno  fare ancora di piu’ per alleviare la sofferenza di coloro che sono stati costretti dalla violenza a lasciare le  proprie case’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto ‘Milioni in fuga: la crisi dei rifugiati iracheni’ e’ disponibile in inglese all’indirizzo: &lt;a href="http://www.amnesty.org"&gt;http://www.amnesty.org&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-551667004596478402?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/551667004596478402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/551667004596478402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2007/09/rapporto-di-amnesty-sulliraq-crisi-dei.html' title='RAPPORTO DI AMNESTY SULL’IRAQ: CRISI DEI RIFUGIATI SEMPRE PIU’ EVIDENTE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-113440293109779787</id><published>2005-12-06T16:52:00.000+01:00</published><updated>2006-02-19T23:39:50.686+01:00</updated><title type='text'>AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA 800 VOLI SEGRETI DELLA CIA DA E PER L’EUROPA</title><content type='html'>Amnesty International ha rivelato oggi che sei aeroplani usati dalla Cia per le consegne di prigionieri hanno effettuato circa 800 voli da e per l’Europa, compresi 50 atterraggi all’aeroporto irlandese di Shannon. Queste informazioni contraddicono quanto detto la settimana scorsa dalla segretaria di Stato Usa, Condoleezza Rice, al ministro degli Esteri irlandese Dermon Ahern, e cioe’ che l’aeroporto di Shannon non era stato usato per finalita’ ‘sconvenienti’ o come punto di transito per trasferimenti di presunti terroristi.&lt;br /&gt;Amnesty International ha respinto le affermazioni rese da Rice alla vigilia del suo viaggio in Europa. La segretaria di Stato aveva dichiarato che trasferire detenuti da un paese all’altro al di fuori di un procedimento legale e’ consentito dal diritto internazionale. Nonostante i prigionieri trasferiti finiscano solitamente in paesi in cui si usa la tortura durante gli interrogatori, Rice aveva aggiunto che il governo Usa chiede al paese ricevente assicurazioni sul trattamento dei detenuti.&lt;br /&gt;‘Trasferire prigionieri verso paesi nei quali rischiano di subire torture e maltrattamenti e’ una violazione diretta e flagrante del diritto internazionale, che vi siano o meno le cosiddette ‘assicurazioni diplomatiche’. Paesi noti per praticare sistematicamente la tortura negano queste pratiche in modo altrettanto sistematico’ – ha dichiarato Claudio Cordone, Direttore dei programmi regionali del Segretariato Internazionale di Amnesty International.&lt;br /&gt;L’organizzazione ha ottenuto i piani di volo di sei aerei noleggiati dalla Cia dal settembre 2001 al settembre 2005. Secondo l’Amministrazione federale dell’aviazione Usa, in quel periodo i sei aerei hanno effettuato 50 atterraggi e 35 decolli a Shannon: cio’ lascia supporre che alcuni voli siano stati tenuti segreti. Sebbene l’aeroporto di Shannon sia utilizzato come scalo di rifornimento per i voli militari Usa, nessuno degli aerei in questione era adibito al trasporto militare. In totale, nel periodo considerato, i sei aerei hanno effettuato 800 voli verso e dall’Europa.&lt;br /&gt;I piani di volo comprendono:&lt;br /&gt;- Boeing 737-7ET, sigla N313P (in seguito nuovamente registrato come N4476S). Questo aereo, il piu’ grande dei sei, appartiene alla Premier Executive Transport Services, una compagnia prestanome della Cia proprietaria anche dell’aereo N379P (vedi sotto). L’aereo N313P e’ stato spesso visto nelle basi militari Usa, tra cui quelle in Afghanistan.&lt;br /&gt;- Gulfstream V, sigla N379P (in seguito nuovamente registrato come N8068V e poi ancora come N44982). Questo aereo ha effettuato oltre 50 voli verso il centro di detenzione di Guantanamo Bay e per questo e’ stato soprannominato ‘Guantanamo Bay Express’. E’ stato inoltre usato dalla Cia per la ‘consegna’ di Ahmed Agiza e Mohammed al-Zari dalla Svezia all’Egitto.&lt;br /&gt;- Gulfstream III, sigla N829MG (in seguito nuovamente registrato come N259SK). Questo aereo ha trasferito Maher Arar, cittadino di nazionalita’ siriana-canadese, dagli Usa alla Siria. Il detenuto e’ rimasto in carcere 13 mesi, durante i quali e’ stato torturato. E’ stato rilasciato nell’ottobre 2003.&lt;br /&gt;- Gulfstream IV, sigla N85VM (in seguito nuovamente registrato come N227SV). Questo aereo ha portato Abu Omar, il cittadino egiziano sequestrato in Italia, dalla Germania all’Egitto ed e’ poi tornato indietro a Shannon. Il registro di volo mostra passaggi in Afghanistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Italia, Giappone, Svizzera, Azerbaigian e Repubblica Ceca.&lt;br /&gt;Amnesty International ha reso note queste informazioni dopo che il ministro degli Esteri irlandese Ahern aveva dichiarato: ‘Se qualcuno ha delle prove su uno solo di questi voli, me lo dica e io indaghero’ immediatamente’. Il 17 febbraio 2003, ad esempio, l’aereo Gulfstream IV, sigla N85VM, trasferi’ Abu Omar da Ramstein (Germania) al Cairo e poi si diresse verso Shannon, dove atterro’ alle 05.52 del giorno dopo.&lt;br /&gt;Queste notizie confermano altre attendibili denunce dei mezzi d’informazione e di organismi non governativi, secondo cui la Cia ha noleggiato aerei per trasferire prigionieri. Amnesty International ha scoperto i piani di volo di sei aerei, mentre secondo varie fonti la Cia ne avrebbe utilizzati una trentina.&lt;br /&gt;Paesi europei hanno permesso a questi aerei di atterrare, fare rifornimento e decollare. In base alle norme e agli standard del diritto internazionale, tutti gli Stati devono cooperare per impedire ogni violazione del divieto generale di tortura e di altre norme consuetudinarie del diritto internazionale. Gli Stati devono astenersi dall’assistere o aiutare chiunque compia queste violazioni.&lt;br /&gt;Amnesty International chiede ai paesi europei di indagare immediatamente e in modo completo sulle denunce secondo cui il loro territorio e’ stato usato per dare assistenza a voli noleggiati dalla Cia per trasferire segretamente prigionieri, in paesi dove questi avrebbero potuto subire maltrattamenti e torture o ‘sparire’. In attesa degli esiti di queste indagini, tutti gli Stati dovranno assicurare che i loro territori e le loro strutture non siano utilizzati per assistere tali voli.&lt;br /&gt;Amnesty International, infine, sollecita tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa a offrire piena collaborazione all’indagine dell’Assemblea parlamentare sulle denunce relative ai centri segreti di detenzione e a fornire informazioni complete sulle leggi e sulle procedure interne relative ai voli segreti, come richiesto dal Segretario generale del Consiglio d’Europa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-113440293109779787?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/113440293109779787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/113440293109779787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/12/amnesty-international-denuncia-800.html' title='AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA 800 VOLI SEGRETI DELLA CIA DA E PER L’EUROPA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-113325981285372477</id><published>2005-11-29T11:21:00.000+01:00</published><updated>2005-11-29T11:23:32.863+01:00</updated><title type='text'>CONTRO LA PENA DI MORTE GHIRLANDINA ILLUMINATA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sino a mercoledì 30 novembre filtri di colore diverso rispetto alle luci tradizionali&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si svolgerà il 30 novembre la Giornata Internazionale "Città per la Vita - Città contro la Pena di Morte" che ricorda l'anniversario della prima abolizione della pena di morte dall'ordinamento di uno stato europeo, da parte del Granducato di Toscana nel 1786. L'iniziativa – giunta alla sua quarta edizione - è promossa dalla Comunità di Sant'Egidio e sostenuta dalle principali associazioni internazionali per i diritti umani, raccolte all'interno della World Coalition Against the Death Penalty, insieme a tantissimi Enti Locali sparsi nel mondo.&lt;br /&gt;Tante città di tutti i continenti illumineranno i loro monumenti simbolo – dal Colosseo a Roma alla Plaza de Santa Ana di Madrid, dall'Obelisco centrale di Buenos Aires al Palazzo della Moneda a Santiago, dall’Atomium di Bruxelles alla Piazza della cattedrale di Barcellona - formando un ampio schieramento morale mondiale per chiedere di fermare tutte le esecuzioni capitali. Il Comune di Modena ha sempre aderito all’iniziativa e si propone di illuminare la Ghirlandina con filtri di colore diverso dall’illuminazione tradizionale dal 28 al 30 novembre, così come succede in tutte le parti del mondo e dopo adeguata informazione agli organi di stampa.&lt;br /&gt;La pena di morte nel mondo segna, nonostante le difficoltà legate al clima di guerra e di scontro a livello internazionale, dopo l’11 settembre 2001, alcuni arretramenti e, nel lungo periodo la tendenza appare costante nell’ultimo quarto di secolo. Arretramenti si segnano, a livello di opinione pubblica o nelle leadership, anche in molti stati mantenitori negli Stati Uniti, in paesi chiave dell’Asia (Taiwan, Corea del Sud, un inizio di azione parlamentare in Giappone). L’Africa, nonostante i molti problemi che la attraversano, dall’AIDS a numerosi conflitti a povertà e sottosviluppo cronici in diversi stati, si distingue per un trend positivo in direzione abolizionista. Numerosi varchi si sono aperti negli ultimi anni e un’azione rivolta a singoli paesi africani e all’Africa nel suo complesso appare destinata a incontrare numerose possibilità di successo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-113325981285372477?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/113325981285372477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/113325981285372477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/11/contro-la-pena-di-morte-ghirlandina.html' title='CONTRO LA PENA DI MORTE GHIRLANDINA ILLUMINATA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-113256937639305011</id><published>2005-11-21T11:30:00.000+01:00</published><updated>2005-11-21T11:36:16.406+01:00</updated><title type='text'>MODENA CELEBRA GUANDA A CENTO ANNI DALLA NASCITA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il 23 e il 30 novembre letture nel teatro del San Carlo per ricordare l’editore che fece conoscere agli italiani Pound, Neruda e Prévert. Mostra al Caffè dell’orologio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fece conoscere agli italiani i grandi poeti stranieri come Eliot, Pound, Neruda, Prévert e Lorca, ma rivelò al grande pubblico anche gli italiani Mario Luzi, Alfonso Gatto, Alessandro Parronchi e Gaetano Arcangeli. Il modenese Ugo Guandalini, detto Guanda, fu intellettuale “scomodo” e scrittore, professore universitario ed editore, amico di Antonio Delfini e del poeta Attilio Bertolucci, ma anche di Carlo Bo, Pasolini, Ungaretti, Macrì e Quasimodo. A cento anni dalla nascita, avvenuta nel 1905, Modena lo ricorda con una serie di iniziative, coordinate dall’assessorato alla Cultura del Comune, che rappresentano l’anteprima del più vasto programma dal titolo “Ugo Guanda e la cultura modenese”, in calendario nell’autunno del 2006 con un convegno nazionale e alcune mostre (il Comitato scientifico è presieduto dal professor Emilio Mattioli). Mercoledì 23 novembre alle 21, nel teatro della Fondazione san Carlo, Alberto Bertoni e Carlo Alberto Sitta leggeranno “Adamo: libro per gli uomini di buona volontà”, scritto e pubblicato da Guanda nel 1933. Si tratta di un romanzo a tesi, con considerazioni di natura morale ed estetica abbastanza controcorrente, inserite in una cornice narrativa che contiene diversi spunti autobiografici. Emergono con lucida insofferenza la Modena di quegli anni e il clima soffocante del regime fascista. Il volume è in assoluto il primo della casa editrice Guanda, destinata in seguito a crescere a grandi livelli di notorietà e a segnalarsi per l’alta qualità culturale in numerosi campi, dalla poesia alla narrativa, dalla filosofia alla traduzione. Nell’ultimo capitolo, a chiusura del romanzo, l’io narrante pronuncia una sentenza che si rivelerà profetica: “In un modo o nell’altro voi sentirete ancora parlare di me”. E di Guanda si parlerà anche nella serata in programma mercoledì 30 novembre alle 21 sempre nel teatro della Fondazione san Carlo, quando Jonathan Sisco e Carlo Alberto Sitta leggeranno il romanzo di Guandalini “Il Signor S.T.”, pubblicato nel 1934. Un omaggio al grande modenese sarà reso anche dal Caffè dell’orologio di piazzetta delle Ova, che dal 10 dicembre al 12 gennaio esporrà libri, lettere e documenti. Ideata da Luca Bonacini e curata da Stefano Bulgarelli, l’esposizione propone fotografie e rari documenti originali e riprodotti, libri e manifesti provenienti dalla Biblioteca Estense Universitaria di Modena e da collezioni private. “Le iniziative di quest’anno e del prossimo – spiega l’assessore comunale alla Cultura Mario Lugli – si propongono di approfondire e illustrare l’opera e l’attività di Ugo Guanda nei campi della filosofia, della poesia, della narrativa, dell’editoria, della traduzione e delle arti visive mettendo in luce la figura di un grande modenese che ha fatto conoscere all’Italia alcuni dei maggiori poeti del Novecento”. Tra le iniziative in programma il prossimo anno spiccano un convegno nazionale sulle relazioni e le corrispondenze tra Guanda e altre figure di spicco della cultura modenese (da Antonio Delfini a Pietro Zanfrognini, da Carlo Mattioli a Elpidio Bertoli), mostre alla Biblioteca Estense e al Laboratorio di Poesia e un’attività di ricerca sui fondi Delfini e Zanfrognini conservati alla Biblioteca Estense, sulla Biblioteca “Ferrarini”e sui documenti della “Società di Incoraggiamento per gli Artisti della Provincia di Modena conservati al “Laboratorio di Poesia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;UN INTELLETTUALE TRA MODENA E PARMA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ugo Guanda dalle riviste degli anni Venti all’attività della casa editrice&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nato a Modena nel 1905, Ugo Guandalini, detto Guanda, a 22 anni fonda con Antonio Delfini la rivista “L’Ariete”, il cui primo numero porta la data del 24 maggio 1927 e indica Corso Umberto I come sede della redazione, e nel 1928, sempre con Delfini, “Lo spettatore italiano”, due pubblicazioni che incontrano l’ostilità del regime fascista. Spirito libero schierato in favore del filosofo Pietro Zanfrognini nella sua polemica contro i Gesuiti, Guanda pubblica nel 1932 “Ballata delle streghe”, sette poesie che confluiranno in opere successive. Nel 1933 esce “Adamo: libro per gli uomini di buona volontà”, volume di battesimo della futura casa editrice, e nel 1934 il singolare romanzo “Il Signor S.T.”. Nominato nel 1936 docente di cristallografia, Guanda si trasferisce a Parma, ma resta legato all’ambiente modenese e continua a stampare per anni alla Tipografia Ferraguti. Nascono intanto le più note e importanti collane di poesia, di narrativa, di filosofia e di critica, con numerose e tempestive traduzioni di opere di grande rilievo nel panorama europeo. I bombardamenti della seconda guerra mondiale distruggono però completamente il suo archivio e la conservazione di molte rarità bibliografiche è affidata alla lungimiranza di pochi collezionisti. Ugo Guanda muore nel 1971. La casa editrice da lui fondata continua ancora oggi a pubblicare, con sede a Milano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-113256937639305011?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/113256937639305011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/113256937639305011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/11/modena-celebra-guanda-cento-anni-dalla.html' title='MODENA CELEBRA GUANDA A CENTO ANNI DALLA NASCITA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-112919843491644762</id><published>2005-10-13T11:55:00.000+02:00</published><updated>2005-10-13T16:34:53.246+02:00</updated><title type='text'>DOMENICA LE PRIMARIE DELL'UNIONE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ivanscalfarotto.info/index.php"&gt;UN VOTO PER IVAN SCALFAROTTO&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E’ ormai tutto pronto per le primarie dell’Unione in programma domenica prossima, 16 ottobre. Da Roma, alla sede organizzativa modenese di via Divisione Acqui, sono arrivati i kit per l’allestimento dei seggi elettorali, con tanto di urne, bandiere, adesivi e soprattutto schede e programmi del centrosinistra, che chi voterà, oltre a versare almeno un euro, dovrà dire di condividere. Complessivamente ogni seggio avrà in dotazione duecento schede, cui si aggiungeranno quelle richieste espressamente dal comitato modenese. In totale le schede distribuite saranno 48mila, esattamente il 20 percento degli elettori della provincia che alle ultime elezioni ha votato per il centrosinistra.&lt;br /&gt;Tra i diversi candidati in lizza, &lt;em&gt;Modenapiù&lt;/em&gt; invita a votare per &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ivanscalfarotto.info/main.php?id=1"&gt;Ivan Scalfarotto&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, rappresentante della società civile, volto nuovo, ma già con esperienze politiche e un &lt;a href="http://www.ivanscalfarotto.info/main.php?id=23"&gt;programma&lt;/a&gt; elettrizzante di rinnovamento del centrosinistra.&lt;br /&gt;L’Unione ha indicato i seggi in cui sarà possibile votare nella provincia di Modena. Saranno 105 i luoghi aperti alle consultazioni dalle ore 8 alle ore 22 per tutti coloro che, muniti di carta d’identità e tessera elettorale, intenderanno votare per uno dei sette candidati alla guida della coalizione di centrosinistra. Per sapere dove votare, sarà quindi necessario controllare sulla tessera elettorale il numero della sezione a cui si è iscritti, quindi verificare il corrispondente seggio per le primarie. L’ubicazione dei seggi avverrà nel modo seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;NR. SEGGIO COMUNE UBICAZIONE (Corrisp.sezioni elettorali)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;1 Bastiglia Sala Cultura Municipio - piazza Repubblica 57 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;2 Bomporto Palestra Scuole Elementari - Via Ravarino-Carpi (1-2-3-4-5) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;3 Bomporto Palestra Sc.Elem. - piazza dei Tigli 3 - Sorbara (6-7-8) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;4 Campogalliano Dancing La Montagnola - Via Garibaldi 57 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;5 Camposanto Sala del Consiglio - Via Roma (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;6 Carpi Circolo Guerzoni - Via Genova 1 (7-11-12-13-14-16-15-17-18-19-20-21-22-23-24-42-43-44-51-52-53-54-55-56-62-64)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;7 Carpi Circolo Arci Kalinka - via Tassoni 6 - Carpi (1-2-3-4-5-6-8-9-10-26-27-28-29-30-31-32-45-46-47-48-49-50-63-65-66) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;8 Carpi Circolo Arci Migliarina - via Budrione-Migliarina 112 (39-40-41) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;9 Carpi Circolo La Fontana - via Martinelli 1 - Fossoli (36-37-38-25) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;10 Carpi Circolo Arci "B.Mora"-via Prov.Motta 40/a - S.Marino (33-35-34) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;11 Carpi Circolo Arci Arcobaleno-via Giliberti 1 - S.Croce (57-58-59-60) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;12 Castelfranco Sala Cultura presso Biblioteca - via Circondaria sud 22 (1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;13 Castelfranco Sala "Peter Pan" - via Chiesa 21 - Gaggio (14-15-23) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;14 Castelfranco Palestra Scuole Manzolino (16-17) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;15 Castelfranco Sala "Ligabue" Cavazzona - via Andreoli 18 (18) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;16 Castelfranco Palestra Scuole Piumazzo (19-20-21-22) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;17 Castelnuovo Auditorium "R.Bavieri" - Piazza Brodolini (1-2-3-4-5-6-7-12) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;18 Castelnuovo Biblioteca Comunale - via C.A. Dalla Chiesa 29 - Montale (8-9-10-11) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;19 Castelvetro Bocciodromo comunale - via Costituzione - Castelvetro (1-2-3-4-5) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;20 Castelvetro Centro Civico via del Parco - Solignano (6-7-8-9) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;21 Cavezzo Villa Giardino - via della Libertà (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;22 Concordia Sala consigliare Muncipio - piazza Repubblica 19 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;23 Concordia dalle 8 alle 14 Scuola materna Fossa - dalle 14 alle 22 Teatro di Vallalta ( 6-7) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;24 Fanano Camper in Piazza Corsini-giro frazioni nel pomeriggio (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;25 Finale Emilia Sala Mostra ex Palazzo Bortolazzi - via Battisti 1/c (1-2-3-4-5-6-7-8-9-14) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;26 Finale Emilia Sala Civica/Delegazione comunale - Piazza Caduti Libertà - Massa Finalese (10-11-12-13) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;27 Fiorano Cinema Astoria - Piazza C.Menotti (1-2-3-4-5-6) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;28 Fiorano Teatrino Scuole via Tamigi - Crociale (8-11-12) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;29 Fiorano via Di Vittorio (adiac.Palestra scuole Menotti) - Spezzano (7-9-10-13-14) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;30 Fiumalbo Sede Cia-Cgil - Via Roma (tutte le sezioni)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;31 Formigine Sala Loggia - piazza Repubblica 5  (1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;32 Formigine Sala Riunioni - via Don Orione 34 - Magreta (21-22-23-24) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;33 Formigine Sala Civica Sc.Media Bianchi - via Landucci 1 - Casinalbo (16-17-18-19-20) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;34 Formigine Sala Civica Sc.Elementari - via S.Antonio - Colombaro (27-28)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;35 Formigine Palestra comunale - via Corletto - Corlo (25-26) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;36 Frassinoro Teatro - via Beatrice di Lorena (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;37 Guiglia Sede CGIL - via Roma 38 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;38 Lama Mocogno Sala Consigliare Municipio - via XXIV Maggio 31 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;39 Maranello Sala Bocciodromo - via D.Ferrari 45 (1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-18) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;40 Maranello Palestra Sc.Elem.Rodari - via Vandelli 195 - Pozza (11-12-13-14) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;41 Maranello Sala ex-Scuole Elem.Coppi - via Vandelli 476 - Gorzano (15-16-17) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;42 Marano Centro Cult.Polivalente - Via 1° Maggio (1-2-3-4) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;43 Marano Centro Sportivo Casona - via Fondovalle (5) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;44 Medolla Via Roma 54 (a fianco gelateria k2) (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;45 Mirandola Sala Bocciodromo - Via D.Pietri 13/15 - Mirandola (1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17-18) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;46 Mirandola Saletta Banca Popolare Mortizzuolo (19) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;47 Mirandola Saletta Comunale - via Valnemorosa 1 S.Martino Spino (20-21) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;48 Mirandola Sede DS - via Valli - Quarantoli (22-23) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;49 Modena Sala delle Dame (presso Ist.Venturi) Via dei Servi 21 (dal 1 al 14, dal 19 al 21) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;50 Modena Palazzo Europa, Via Emilia Ovest 101 (dal 15 al 18, dal 137 al 141e immigrati/fuori sede) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;51 Modena Sala Liberazione, Piazza Liberazione 13 (dal 35 al 45) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;52 Modena Sala Spontini, Via Spontini 4 (dal 46 al 58) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;53 Modena Sala Canaletto, Via Canaletto 88 (dal 22 al 28) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;54 Modena Sala Canaletto, Via Canaletto 88 (34 e dal 59 al 70) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;55 Modena Pol.Forese Nord, Via Albareto 568 - Albareto (dal 29 al 33) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;56 Modena Pol. G. Nasi - Sala Consiglio, Via Tarquinia 55 (dal 79 al 86, dal 88 al 90 e la sez. 122) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;57 Modena Circolo U.S.L. 16, Via Del Pozzo 17 (dal 71 al 78 e la sez. 87) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;58 Modena Comitato Anziani, Via Panni 202 (dal 111 al 120 e la sez. 156) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;59 Modena Pol. Morane, Strada Morane 361 (dal 91 al 105 e le sez. 107,121) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;60 Modena Punto Lettura Poliv.S. Damaso, Via Scartazzetta 53 (dal 123 al 127) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;61 Modena Pol.Union 81, Via Tincani Martelli 32 - Portile (128 e 129)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;62 Modena Sala Villaggio Giardino, Via M. Curie 22/A (132, dal 145 al 155 e dal 157 al 159) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;63 Modena Pol. S. Faustino, Via Wiligelmo 72 (106, dal 108 al 110, dal 130 al 131, dal 133 al 136, dal 142 al 144) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;64 Modena Sala Barchetta, Strada Barchetta 77 (dal 160 al 168) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;65 Modena Pol. Quattroville, Via Barbolini 7 - Villanova (dal 169 al 171) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;66 Modena USD Marzaglia, via dell’Aratro 42/a - Marzaglia (dal 172 al 174) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;67 Modena Sala Cognento, Largo Traeri 100 - Cognento (dal 175 al 177) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;68 Modena Pol. Baggiovara, Strada Cavezzo 27 - Baggiovara (dal 178 al 180) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;69 Montecreto Sala Consigliare - via Roma (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;70 Montefiorino Sede Ulivo - piazza Marconi (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;71 Montese Sala "A.Righi" Municipio - via Panoramica 60 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;72 Nonantola Palestra Scuola Media - via Grieco (1-6) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;73 Nonantola Palestra Scuola Media - via Grieco (7-12) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;74 Novi Sala civica "E.Ferraresi" - Piazza 1 Maggio (1-2-3-4-5) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;75 Novi Sala civica Scuole Elem. - via 4 novembre - Rovereto (6-7-8-9) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;76 Palagano Cinema Teatro "Ing.Ranucci" - via Panoramica (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;77 Pavullo Comunità Montana - via Giardini 15 (1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-20-21) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;78 Pavullo Palestra Comunale - Via Boccaccio - S.Antonio (16-17-18-19)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;79 Pievepelago Sala di Cultura - Piazza V.Veneto 16 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;80 Polinago Sala Pro Loco - via Roma (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;81 Prignano Tenda dell'Unione - piazza Roma (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;82 Ravarino Aula magna Scuole elementari - via Gramsci 55 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;83 Riolunato ex-Biblioteca comunale - via Castello 8 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;84 San Cesario Sala Grande - Villa Boschetti - C.so Libertà 49 (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;85 San Felice Ex-negozio Risparmio - via Marconi 22 (1-2-3-4-5-6-7-9-10) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;86 San Felice Centro Civico S.Biagio (8) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;87 San Possidonio Palestra comunale - via Chiavica (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;88 San Prospero Centro giovani - via Chiletti (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;89 Sassuolo Sala pubblica Piazza Rossellini - San Michele (23-34) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;90 Sassuolo Sala di quartiere "Falcone e Borsellino" (Parco Albero d'Oro) via Refice (22-24-26-29-32-33) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;91 Sassuolo Circolo Fossetta - via Guicciardini (2-3-4-5-6-8-9-10-11-12-14-15-16-35-36) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;92 Sassuolo Galleria ex Cavedoni - v.le XX Settembre (1-7-17-18-19-20-21-25-27-28-30-31) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;93 Savignano Circolo Arci Formica - via della Resistenza 325 (5-7-9) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;94 Savignano Centro Pol.Nuvolari - via Emilia Romagna 721 (1-2-3-4-6-8) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;95 Serramazzoni Sala Polivalente - via Roma (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;96 Sestola Ex scuole elementari - via Panorama (tutte le sezioni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;97 Soliera Centro Culturale Il Mulino - Via Nenni 55 (1-2-3-4-5-6-7-8-13-14) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;98 Soliera via Carpi-Ravarino- piazzale di fronte all'edicola - Limidi (9-10-11) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;99 Soliera Centro Civico Sozzigalli- via Carpi-Ravarino (12) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;100 Spilamberto Sala Cultura (ex Vigili Urbani) - Piazza Caduti Libertà (1-2-3-4-5-6-9-10-11) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;101 Spilamberto Circolo Arci Rinascita - via Medicine - S.Vito (7-8) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;102 Vignola Sala Consiglio Municipio - via Bellucci 1 (1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;103 Vignola Uffici Comunali - piazza Carducci 3 (12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;104 Zocca Centro Aziani - Piazza Nicolajewka (1-2-3-7-8) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;105 Zocca Ex-mensa Asilo - Monteombraro (4-5-6)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-112919843491644762?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112919843491644762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112919843491644762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/10/domenica-le-primarie-dellunione.html' title='DOMENICA LE PRIMARIE DELL&apos;UNIONE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-112921647011346250</id><published>2005-10-13T11:25:00.000+02:00</published><updated>2005-10-13T17:17:47.980+02:00</updated><title type='text'>PER UN'IMPRESA "COSTITUZIONALE"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;ECCO DI CHE COSA SI È DISCUSSO NELLA TAVOLA ROTONDA ORGANIZZATA DAL CIRCOLO MODENESE DI LIBERTÀ E GIUSTIZIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In che modo i principi fondamentali della nostra Costituzione si rispecchiano nel mondo dell’impresa. E’ stato questo l’interrogativo che ha animato la tavola rotonda modenese di martedì sera. A discutere di Impresa nella Costituzione della Repubblica, nell’auditorium Enzo Ferrari di Maranello, si sono ritrovati teorici e tecnici: il professore di sociologia Luciano Gallino, l’economista Giovanni Solinas e il giudice di Cassazione Gherardo Colombo; l’assessore regionale al lavoro e pari opportunità Mariangela Bastico, il presidente Legacoop Emilia Romagna Egidio Checcoli e l’assessore provinciale Morena Diazzi. Il mondo del lavoro e delle istituzioni a confronto con lo sguardo puntato al futuro, dopo la legge 30, più nota come legge Biagi, la recente riforma del diritto societario e l’approvazione del decreto legge sulla tutela del risparmio.&lt;br /&gt;E’ Sandra Bonsanti che coordina la serata a lanciare la sfida: è possibile fare impresa secondo il dettato costituzionale? Esiste l’impresa buona, the good company, di cui l’Economist ha tentato di tracciare il profilo, qualche settimana fa?“Una cosa è certa - spiega Gherardo Colombo – libertà è un concetto che va tenuto distante da arbitrio, ha valore solo nell’ambito di regole che la definiscono. La libertà d’impresa non può confliggere con l’interesse collettivo e non può limitare i diritti della persona”. Colombo individua due strade possibili per lo sviluppo, “una passa attraverso la competizione che elimina l’avversario, l’altra attraverso la partecipazione. E la Costituzione – dice - ha scelto il secondo modello di sviluppo”. Ecco perché, provocatoriamente, alza il tono del dibattito: “Se la Carta ripudia la guerra – chiede - la produzione di mine anti-uomo si trova in sintonia con il dettato costituzionale?”. Pubblico attentissimo in sala. Il discorso si muove entro due cardini: la legge, l’etica.&lt;br /&gt;Tocca a Luciano Gallino spiegare la modernità e la lungimiranza della Costituzione anche sulle questioni imprenditoriali. E se nell’articolo 41 legge il tema della responsabilità sociale dell’impresa, nel 46 scorge, per esempio, le indicazioni per i consigli di gestione, “attuate in minima parte e solo in aziende come la Olivetti, fino agli anni '60, ma del tutto disattese dal decreto legge appena varato in Senato”. Certo, molte cose sono cambiate dagli anni '50, “prima di tutto – dice ancora Gallino – sono cambiati gli scopi del fare impresa, tutti concentrati nella massimizzazione del valore degli azionisti e non più come una volta nella produzione, nell’aggiornamento tecnologico, nella creazione di lavoro o nella distribuzione delle ricchezze”. Così grandi investitori, giro vorticoso di denaro, debutti in Borsa e scalate azionarie hanno stravolto le regole del mercato e “reso le indicazioni costituzionali pure eresie. Ora le decisioni si prendono guardando unicamente agli azionisti, i dipendenti non contano. Se si applicasse la Costituzione, bisognerebbe modificare l’impresa contemporanea”.&lt;br /&gt;Lo spettro della cronaca aleggia in sala e i casi Enron, per gli Stati Uniti, ma anche Parmalat e Cirio per l’Italia, si materializzano. "Ricucci e Tangentopoli?", azzarda Sandra Bonsanti. “La Costituzione è stata disattesa – insiste Gallino – la riforma del diritto societario del 2003 e la legge sulla tutela del risparmio non vanno in direzione della Carta”. Il giudice Colombo, pm ai tempi di Mani Pulite, rincara la dose: “L’amministratore pubblico che non si dimostra imparziale viola il codice penale ma anche la Carta. Gran parte del denaro delle tangenti è servito a comprare finte tessere di partito per garantirsi un consenso di fatto non vero”.&lt;br /&gt;Giovanni Solinas che è professore di economia all’università di Modena e Reggio Emilia sposta l’attenzione sul punto di partenza: “Nei capitalismi di oggi la partecipazione è l’unica condizione di esistenza”. Poi spiega: “Il cuore della questione sta nell’informalità, in un sistema cioè in cui i compiti non siano decisi in modo verticistico e preciso, dove l’informalità deriva da obblighi basati su valori condivisi. Poi conta molto il mondo al di fuori dell’impresa”. Così, sintetizza: “Ci sono le leggi e i contratti che costituiscono il quadro di riferimento e ci sono nelle piccole imprese sistemi normativi di livello basso. Arbitro della contesa, del gioco partecipativo è la polis. E la Costituzione, ancora una volta, ha visto lontano”.&lt;br /&gt;Egidio Checcoli della Legacoop ha difeso il ruolo delle cooperative che, “nel solco della Costituzione sono imprese che ridistribuiscono ricchezza sul territorio”. A Mariangela Bastico il compito di illustrare l’esperienza modello della Regione Emilia Romagna che, “sulla base del Titolo V, ha inserito nello statuto un richiamo esplicito alla Costituzione, puntando sulla qualità del lavoro e sulla responsailità sociale dell’impresa”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(tratto dal sito &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.libertaegiustizia.it/new/index.php"&gt;&lt;em&gt;Libertà e Giustizia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; di oggi)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-112921647011346250?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112921647011346250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112921647011346250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/10/per-unimpresa-costituzionale.html' title='PER UN&apos;IMPRESA &quot;COSTITUZIONALE&quot;'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-112912286086960818</id><published>2005-10-12T15:10:00.000+02:00</published><updated>2005-10-12T15:14:20.876+02:00</updated><title type='text'>MERCATO DEL LAVORO, A MODENA L’OCCUPAZIONE SFIORA IL 70%</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Prevalgono i lavori dipendenti (75%). Il 93% ha contratti a tempo indeterminato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Modena, considerando la popolazione attiva – cioè compresa tra i 15 e i 65 anni – il tasso di occupazione è del 69,9%, la disoccupazione è del 3,5% e il tasso di inattività (che comprende studenti, pensionati e casalinghe) è del 30%. In particolare, tra gli inattivi il 40% sono pensionati, 36% studenti e 14% casalinghe. Sono questi i dati principali sul mercato del lavoro di Modena contenuti nella Lettera sull’Occupazione, redatta dall’assessorato alle Politiche Economiche del Comune di Modena.Lo strumento, che rileva semestralmente i dati principali del mercato del lavoro, evidenzia che il 75% delle persone occupate ha un lavoro dipendente, poco più del 5% è riferito al lavoro parasubordinato e circa il 20% rientra nella categoria del lavoro autonomo o indipendente. Nel dettaglio, il 60% degli occupati con un lavoro dipendente è impiegato, il 28% operaio e il 13% riguarda dirigenti e quadri. Sempre in riferimento al lavoro dipendente, inoltre, il 93% ha un contratto a tempo indeterminato, mentre il 4% a tempo determinato. Ancora più marginale, inoltre, appare la quota riferita a contratti come l’apprendistato o di lavoro interinale.Rispetto al lavoro autonomo o indipendente, invece, spicca il 17% di contratti di lavoro part-time, che riguarda principalmente le donne, ma anche una discreta percentuale (9%) di lavoratori che scelgono il part-time come ripiego in attesa di un lavoro a tempo pieno.Scendendo infine nel dettaglio della struttura delle professioni, la categoria più rilevante è quella delle “professioni intermedie” (tecnici) con il 30,4%, seguita da “professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione” con il 16,4% e da “professioni relative alle vendite e ai servizi per le famiglie” con il 12,3%.“Dal punto di vista quantitativo i dati sono confortanti, si conferma una situazione di buona tenuta del lavoro – commenta Giorgio Razzoli, assessore alle Politiche Economiche del Comune di Modena – oltre al dato quantitativo occorre però vigilare sul mantenimento di una buona qualità del lavoro.In questa direzione un ruolo importante può essere giocato anche dagli enti locali rafforzando, in una logica di rete, le azioni di sostegno alla ricerca del lavoro e alla formazione, con un occhio particolare alle fasce di lavoratori che hanno maggiori difficoltà, principalmente le donne e i giovani”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MERCATO DEL LAVORO: IL73% DEI DISOCCUPATI SONO DONNE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una su due è laureata. Nessun maschio disoccupato nella fascia 19-24 anni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su dieci disoccupati a Modena, sette sono donne. Il dato, contenuto nella Lettera sull’Occupazione del Comune di Modena, sottolinea che le 2150 donne disoccupate (su un totale complessivo di 2931) nel 32% dei casi sono laureate, il 48,8% è in possesso di Diploma o licenza professionale, il 16,1% ha la licenza media e il 2,4% la licenza elementare. Sul fronte maschile, invece, il 14,4% è laureato, il 17% ha un Diploma o una licenza professionale, il 31,6% ha la licenza media e il 37% la licenza elementare.Nell’insieme, quindi, quasi il 70% delle persone disoccupate è in possesso di un titolo di studio superiore alla scuola dell’obbligo, mentre i disoccupati con licenza media o elementare sono poco più del 30%. La Lettera sull’Occupazione, inoltre, sottolinea anche che non ci sono disoccupati con meno di 24 anni in possesso di licenza media.La distribuzione dei disoccupati uomini è molto disomogenea e si concentra in prevalenza nella fascia tra i 30 e i 64 anni (77%), mentre tra le donne la distribuzione è più equilibrata nelle diverse fasce, con il 30% tra i 19 e 24 anni, il 26% tra i 25 e i 29 anni e il 45% tra i 30 e i 64 anni. Infine, la disoccupazione è del tutto assente nella fascia di età compresa tra i 19 e i 24 anni per gli uomini e sopra i 65 anni per le donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MERCATO DEL LAVORO: OLTRE 10MILA CERCANO OCCUPAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quasi il 40% delle donne e il 35% degli uomini cerca lavoro tramite Internet&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono oltre diecimila le persone in cerca di lavoro a Modena. Nel dettaglio, 4988 sono non occupate (quota che comprende i disoccupati e altre categorie di popolazione), 5562 sono occupate in cerca di un nuovo lavoro e 312 sono occupate in cerca di un secondo lavoro. I dati, contenuti nella Lettera sull’Occupazione del Comune di Modena, sottolinea anche che a cercare lavoro sono soprattutto le donne (60,8%), contro il 39,2% degli uomini. Tra le numerose azioni messe in campo per la ricerca del lavoro il 49,7% degli uomini e il 56,3% delle donne utilizza il canale della richiesta a parenti, amici e conoscenti. Molto alte anche le percentuali relative al colloquio di lavoro o selezione presso di datori di lavoro privati, scelto dal 44,3% degli uomini e dal 31,3% delle donne, ma anche l’invio di domande di lavoro o curriculum a privati, scelto dal 44,7% degli uomini e dal 53,9% delle donne. Percentuali significative anche sul fronte della ricerca di offerte di lavoro sui giornali, metodo adottato dal 46,3% degli uomini e dal 44,2% delle donne, oltre che della ricerca di lavoro tramite Internet, scelto dal 35,3% degli uomini e dal 39,6% delle donne. Significativa anche la via del contatto con il Centro per l‘Impiego, a cui si rivolge il 25,% degli uomini e il 24,9% delle donne.Differenze sostanziali tra uomini e donne, inoltre, si riscontrano nella propensione ad utilizzare le agenzie interinali, scelta privilegiata dal 24,8% degli uomini contro il 13,8% delle donne. Analogo scostamento si registra anche sul fronte dei concorsi pubblici, a cui partecipa l’11,2% degli uomini contro il 2,9% delle donne.Infine, il 41,9% ricerca un lavoro esclusivamente o preferibilmente a tempo pieno (50,9% maschi e 36,1% donne), contro il 32,9% che punta al part-time (17,4% maschi, il 33,2% donne), mentre la quota residua non ha preferenze su questo fronte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-112912286086960818?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112912286086960818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112912286086960818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/10/mercato-del-lavoro-modena-loccupazione.html' title='MERCATO DEL LAVORO, A MODENA L’OCCUPAZIONE SFIORA IL 70%'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-112895161122316656</id><published>2005-10-10T15:34:00.000+02:00</published><updated>2005-10-10T15:45:56.333+02:00</updated><title type='text'>L'IMPRESA NELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Tavola rotonda organizzata a Maranello il 12 ottobre dal circolo modenese di Libertà e Giustizia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 12 Ottobre 2005 alle ore 20,30 presso l’Auditorium Ferrari di Via Nazionale, 78 a Maranello (Mo) si terrà la tavola rotonda “L'IMPRESA NELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA” organizzata dal circolo modenese dell’Associazione Libertà e Giustizia, con il patrocinio del Comune di Maranello, della Provincia di Modena e della Regione Emilia Romagna. Dopo i saluti delle Autorità (Sindaco di Maranello &lt;strong&gt;Lucia Bursi&lt;/strong&gt;, Assessore provinciale agli Interventi economici, rapporti con l'Università e la ricerca, infrastrutture telematiche e alle Pari opportunità &lt;strong&gt;Morena Diazzi&lt;/strong&gt;), prenderanno la parola: &lt;strong&gt;Mariangela Bastico&lt;/strong&gt; (Assessore scuola, formazione professionale, università, lavoro, pari opportunità della Regione Emilia-Romagna); &lt;strong&gt;Egidio Checcoli&lt;/strong&gt; (Presidente Legacoop Emilia Romagna); &lt;strong&gt;Gherardo Colombo&lt;/strong&gt; (Giudice della Corte di Cassazione – Roma); &lt;strong&gt;Luciano Gallino&lt;/strong&gt; (Professore di sociologia all'Università di Torino); &lt;strong&gt;Giovanni Solinas&lt;/strong&gt; (Professore di Economia all'Università di Modena e Reggio Emilia). Modera l'incontro &lt;strong&gt;Sandra Bonsanti&lt;/strong&gt; (Presidente nazionale Associazione Libertà e Giustizia, giornalista e scrittrice). Sono previsti contributi di rappresentanti del mondo dell'impresa, del mondo del lavoro e delle Istituzioni.&lt;br /&gt;Si tratta di un’iniziativa divulgativa, gratuita e aperta al pubblico, tesa ad informare i cittadini riguardo al tema di interesse generale relativo al “riconoscimento del fondamentale ruolo etico, sociale e culturale dell’impresa nel portato della Costituzione della Repubblica Italiana”. Il dibattito infuocato sulla riforma della Costituzione dei mesi scorsi stranamente non si è incrociato con gli altrettanto accesi dibattiti sul declino industriale dell’Italia, sulla flessibilità del lavoro e sulla “legge Biagi”, sulla tutela del risparmio dopo i crack finanziari Cirio e Parmalat, sulle scalate bancarie (e non solo) di questa torrida estate, sull’emergere di un tipo di impresa “irresponsabile” (cioè di un'impresa che al di là degli elementari obblighi di legge suppone di non dover rispondere ad alcuna autorità pubblica e privata, né all'opinione pubblica, in merito alle conseguenze in campo economico, sociale e ambientale delle sue attività).&lt;br /&gt;La tavola rotonda organizzata dal circolo modenese di Libertà e Giustizia, con la rilettura di questi avvenimenti alla luce degli articoli 41, 45, 46 e 47 della Carta costituzionale effettuata da autorevoli e competenti relatori, cerca di portare un contributo di chiarezza e coerenza al dibattito nazionale. Una tavola rotonda a cui tutti i cittadini e gli operatori economici e culturali modenesi sono caldamente invitati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;strong&gt;QUESTI GLI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;OGGETTO DI DISCUSSIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;strong&gt;Art. 41.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L'iniziativa economica privata è libera.&lt;br /&gt;Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.&lt;br /&gt;La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Art. 45.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.&lt;br /&gt;La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Art. 46.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;strong&gt;Art. 47.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.&lt;br /&gt;Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-112895161122316656?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112895161122316656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112895161122316656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/10/limpresa-nella-costituzione-della.html' title='L&apos;IMPRESA NELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-112870025959700948</id><published>2005-10-07T17:42:00.000+02:00</published><updated>2005-10-07T18:06:33.040+02:00</updated><title type='text'>10 OTTOBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA PENA DI MORTE</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span&gt;LE INIZIATIVE DI AMNESTY INTERNATIONAL PER ABOLIRE LA PENA CAPITALE IN AFRICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Coalizione Mondiale contro la pena di morte, di cui Amnesty&lt;br /&gt;International fa parte, ha dichiarato il 10 ottobre Giornata mondiale&lt;br /&gt;contro la pena di morte, promuovendo azioni e iniziative in tutto il&lt;br /&gt;mondo. Fondata a Roma nel maggio 2002, la Coalizione è composta da oltre 38 fra organizzazioni impegnate nel campo dei diritti umani, associazioni legali, sindacati e autorità locali, che hanno unito i propri sforzi in favore dell’abolizione della pena di morte in tutto il mondo. I suoi obiettivi sono i seguenti: stimolare il dibattito pubblico e rafforzare l’opposizione alla pena di morte; fare pressione sugli Stati mantenitori affinché fermino le esecuzioni e aboliscano la pena di morte; costruire legami con altre organizzazioni locali che aderiscono alla Coalizione Mondiale; promuovere eventi a livello mondiale, come la Giornata del 10 ottobre.&lt;br /&gt;In occasione della Giornata mondiale, i cittadini e le associazioni che in Italia hanno a cuore un mondo senza esecuzioni sono invitati a partecipare alle iniziative organizzate nelle proprie città - dibattiti, concerti, raccolte di firme e manifestazioni - per dare ampia risonanza alle richieste della Coalizione. Quest’anno, eventi sono in programma in numerose localita’ tra cui Biella, Bologna, Cagliari, Catania, Cento (FE), nei Comuni vesuviani (NA), a Cuneo, Genova, Lamezia Terme (CZ), Legnano (MI), Merate (LC), Milano, Montebelluna (TV), Napoli, Padova, Piacenza, Reggio Emilia, Roma, Rivoli (TO), Trento, Urbino (PU), Vercelli.&lt;br /&gt;La Giornata mondiale 2005 sarà dedicata all’abolizione della pena di morte in Africa. Nonostante la maggioranza degli Stati africani non ricorra più all’uso della pena capitale, il progresso dell’abolizione non si è ancora esteso a tutto il continente. Dei 53 paesi africani, 13 sono abolizionisti per tutti i crimini (l’ultimo paese ad aver abolito la pena di morte è stato la Liberia a settembre) e 20 sono abolizionisti nella pratica (non ancora dal punto di vista legislativo, ma non eseguono condanne a morte da lungo tempo). In almeno 2 Stati – Malawi e Zambia – è in vigore una moratoria e in altri 12 non vi sono state esecuzioni dall’inizio del 2000. Sette paesi abolizionisti su 13 hanno ratificato il II Protocollo opzionale del Patto internazionale sui diritti civili e politici mentre altri 2 lo hanno firmato. Sette Stati abolizionisti hanno previsto espressamente nelle rispettive costituzioni il divieto dell’uso della pena di morte. In Sudafrica la Corte costituzionale ha dichiarato la pena di morte incostituzionale.&lt;br /&gt;‘Da un continente devastato da conflitti interni, repressione politica, discriminazione, povertà ed epidemie, giungono in questi anni i segnali piu’ incoraggianti nel cammino verso l’abolizione della pena di morte. I passi avanti dell’Africa devono essere un monito e un esempio per quei paesi che ancora si ostinano a ricorrere alla pena capitale’ - ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International.&lt;br /&gt;In occasione della Giornata mondiale 2005, la Sezione Italiana di Amnesty International invita inoltre a sottoscrivere sul sito www.amnesty.it l’appello rivolto alle autorità dei paesi africani che ancora mantengono la pena di morte, chiedendo loro di porre fine immediata alle esecuzioni e di abolire la pena di morte per tutti i reati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-112870025959700948?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.amnesty.it/campagne/pena_di_morte/giornatamondiale/' title='10 OTTOBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA PENA DI MORTE'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112870025959700948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/112870025959700948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/10/10-ottobre-giornata-mondiale-contro-la.html' title='10 OTTOBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA PENA DI MORTE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-111645108905500062</id><published>2005-05-18T23:15:00.000+02:00</published><updated>2005-05-18T23:18:09.060+02:00</updated><title type='text'>A MODENA UNA NUOVA FACOLTA’ DI BIOSCIENZE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;SARA’ PRESENTATA A MIRANDOLA SABATO 21 MAGGIO ALLE 10&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;            “La presentazione della nuova Facoltà di bioscienze e biotecnologie rappresenta un momento di coordinamento tra enti, scuole e aziende del territorio. L’obiettivo è quello di far incontrare la crescita culturale e civica degli studenti con le esigenze d’innovazione delle imprese, le opportunità che offre l’Università e la qualità didattica delle scuole superiori”. E’ questo il commento dell’assessore alle Attività economiche, Maino Benatti all’iniziativa che si svolgerà sabato 21 maggio a Mirandola (ore 10, Sala polivalente del bocciodromo, via Dorando Pietri, n. 13/15). A Mirandola sarà presentata la nuova Facoltà di bioscienze e biotecnologie dell’Università di Modena e Reggio Emilia. “A Modena – afferma Benatti – ci sono un’Università importante e agenzie di promozione e ricerca d’eccellenza. Nell’Area Nord sono presenti il secondo polo scolastico superiore provinciale, dotato di grandi potenzialità, e produzioni artigiane e industriali che, nonostante la crisi, dimostrano ancora dinamicità e carattere innovativo. In una situazione di grave difficoltà per l’economia italiana, ognuno deve fare la propria parte, mettendo in sinergia le risorse economiche, produttive, culturali e di conoscenza di cui disponiamo”.&lt;br /&gt;            Comune e Provincia sono da tempo impegnati affinché vi sia una stretta collaborazione tra tutti i soggetti. Ne è una prova la sottoscrizione del protocollo d’intesa per il “Quality Center network” e nella richiesta di finanziamenti UE per il Centro di Documentazione ambientale.&lt;br /&gt;“E’ proprio attraverso una politica che determini reti tra imprese, Università e Centri per l’Innovazione – aggiunge Morena Diazzi, assessore agli Interventi economici e ai rapporti con l’Università – che possiamo investire sul nostro futuro sapendo che un vantaggio competitivo duraturo e stabile anche nel settore biomedicale, così importante per l’economia della nostra provincia, potrà determinare nel tempo nuovi vantaggi locali”. “Inutile sottolineare – prosegue l’assessore Diazzi – l’importanza che ha per la nostra realtà territoriale lo sviluppo dell’Università. Nel nostro Paese il numero di laureati nelle discipline scientifiche è  pari al 5,9 per mille della popolazione tra 20 e 29 anni contro il 19 per mille della Francia ed il 9,9 per mille della Spagna (Istat 2000). Nel caso della Facoltà di Bioscienze e Biotecnologie il legame con il distretto delle tecnologie del biomedicale può diventare particolarmente significativo per i processi di innovazione, diversificazione e crescita dell’intero comparto”.Alla presentazione di sabato 21 saranno presenti il rettore Giancarlo Pellacani, il preside della Facoltà di Bioscienze e Biotecnologie Stefano Ferrari e altri qualificati relatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-111645108905500062?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/111645108905500062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/111645108905500062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/05/modena-una-nuova-facolta-di-bioscienze.html' title='A MODENA UNA NUOVA FACOLTA’ DI BIOSCIENZE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-111600523815085639</id><published>2005-05-13T19:19:00.000+02:00</published><updated>2005-05-13T19:27:18.156+02:00</updated><title type='text'>GUANTANAMO E OLTRE: UN RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL</title><content type='html'>Amnesty International ha pubblicato oggi un nuovo rapporto sulle detenzioni praticate dagli Usa nel contesto della 'guerra al terrore'. Nel rapporto, intitolato &lt;a href="http://web.amnesty.org/library/Index/ENGAMR510632005"&gt;Guantánamo e oltre: la continua ricerca di un potere esecutivo senza freni&lt;/a&gt;, l'organizzazione per i diritti umani denuncia come l'ipocrisia, la predominante mentalità bellica e il rifiuto di aderire agli standard internazionali continuino a caratterizzare l'approccio dell'amministrazione Usa alla questione delle detenzioni nel contesto della 'guerra al terrore'.&lt;br /&gt;Un anno dopo lo scandalo di Abu Ghraib, le condizioni che permettono il verificarsi di maltrattamenti e torture nei confronti dei detenuti in custodia degli Usa rimangono inalterate. Mentre il governo di Washington porta avanti un esercizio di pubbliche relazioni per convincere il mondo che quanto rivelato dalle foto scattate ad Abu Ghraib è un piccolo problema oramai superato, migliaia di prigionieri nelle mani degli Usa in Iraq, in Afghanistan, a Guantánamo Bay e in altri centri segreti di detenzione rischiano ancora di subire maltrattamenti e torture. La ragione è che gli Usa insistono ad avere un approccio selettivo nei confronti delle norme e degli standard internazionali, a ricorrere alla detenzione segreta e a negare le revisioni giudiziarie, una garanzia fondamentale contro gli arresti arbitrari, le torture e le 'sparizioni'.&lt;br /&gt;È passato oltre un anno da quando la &lt;a href="http://web.amnesty.org/library/Index/ENGAMR511452004"&gt;Corte suprema degli Usa&lt;/a&gt; stabilì che i tribunali statunitensi erano competenti ad esaminare i ricorsi dei detenuti di Guantánamo Bay. Tuttavia, da allora non un solo prigioniero ha potuto ottenere una revisione giudiziaria della legittimità della propria detenzione. Il rapporto di Amnesty International descrive come gli Usa continuino a tentare di bloccare queste revisioni passo dopo passo o a procrastinarle nel tempo.&lt;br /&gt;Il rapporto contiene inoltre: un'analisi dei 'Tribunali per la revisione dello status di combattente', organi esecutivi che l'amministrazione Usa tenta di convincere un tribunale federale ad accettare al posto della revisione giudiziaria; casi di 'combattenti nemici' detenuti negli Usa; approfondimenti sui trasferimenti segreti e le detenzioni sotto la supervisione di personale statunitense; la descrizione del caso di un cittadino statunitense detenuto in Arabia Saudita per conto degli Usa e di quello di Zacarias Moussaoui, che rischia la pena di morte in quanto indiziato negli attacchi dell'11 settembre, che diedero vita alla 'guerra al terrore'.&lt;br /&gt;Le prove dei maltrattamenti e delle torture ad opera delle forze statunitensi continuano ad aumentare. A oggi, nessun funzionario Usa è stato incriminato ai sensi dell'Atto contro la tortura o dell'Atto sui crimini di guerra. Mentre pochi soldati, per lo  più di basso profilo, sono stati processati dalle corti marziali e altri sono stati oggetto di provvedimenti disciplinari, nessun esponente dell'amministrazione Usa è stato sospeso o sottoposto a un'indagine indipendente, nonostante le prove che le violazioni dei diritti umani fossero state autorizzate e che fosse operante una cospirazione ad alto livello per garantire immunità dalle indagini ai funzionari Usa accusati di tortura o crimini di guerra. Il rapporto contiene anche una prima reazione di Amnesty International al rapporto che gli Usa hanno presentato il 6 maggio al Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite. L'organizzazione per i diritti umani esamina, infine, le indagini ufficiali condotte sugli abusi e le recenti rivelazioni su decessi in custodia.&lt;br /&gt;Amnesty International continua a chiedere al Congresso Usa di istituire una commissione d'inchiesta indipendente e con pieni poteri sulle politiche e sulle procedure di detenzione e interrogatorio nel contesto della 'guerra al terrore', che riguardi anche il coinvolgimento nei trasferimenti segreti di prigionieri. L'organizzazione per i diritti umani chiede inoltre al Procuratore generale Usa di nominare un Consiglio speciale indipendente dal dipartimento di Giustizia, che conduca un'inchiesta penale su ogni pubblico ufficiale nei confronti del quale vi siano prove di un coinvolgimento in crimini commessi nel contesto della 'guerra al terrore', tra cui 'sparizioni', esecuzioni extragiudiziali, torture e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-111600523815085639?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/111600523815085639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/111600523815085639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/05/guantanamo-e-oltre-un-rapporto-di.html' title='GUANTANAMO E OLTRE: UN RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-111195458471279453</id><published>2005-03-26T22:12:00.000+01:00</published><updated>2005-03-27T22:21:51.040+02:00</updated><title type='text'>LE ARMI UCCIDONO UNA PERSONA AL MINUTO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;ANCHE IN ITALIA LA CAMPAGNA &lt;a href="http://www.controlarms.org"&gt;'CONTROL ARMS'&lt;/a&gt; DI AMNESTY INTERNATIONAL, OXFAM E IANSA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nel mondo in cui viviamo, sono in circolazione quasi 700 milioni di armi e altri otto milioni vengono prodotte ogni anno. Ci sono aziende che le fabbricano, intermediari che le mettono in commercio, governi e privati che le acquistano e le vendono, persone che le utilizzano. E, in fondo a questa catena, le persone che ne muoiono, una al minuto» ha dichiarato Marco Bertotto, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, presentando la campagna Control Arms. Obiettivo della campagna, promossa a livello mondiale insieme a Oxfam e Iansa (Rete internazionale di azione sulle armi leggere) e che in Italia + patrocinata dal Segretariato sociale della Rai, è l'adozione, entro il 2006, di un trattato sul commercio delle armi.&lt;br /&gt;«In questo stesso mondo, con queste stesse armi, ogni anno almeno 500.000 esseri umani vengono ammazzati, 300.000 bambini soldato sono costretti a imbracciarle e usarle in guerra come se fossero giocattoli, decine di conflitti vengono sostenuti e alimentati dal traffico incontrollato dei prodotti dell'industria militare» ha denunciato Bertotto. «Milioni di persone pagano a caro prezzo le scelte sbagliate dei rispettivi governi, che preferiscono investire risorse e ingigantire il loro debito estero nella corsa agli armamenti piuttosto che sostenere programmi virtuosi, e spesso meno costosi, di sviluppo economico e lotta alla povertà».&lt;br /&gt;Secondo Amnesty International, uscire da questo cortocircuito non è impossibile, ma richiede una mobilitazione costante e coordinata da parte di tutti. Le soluzioni concrete esistono e sono da tempo alla portata dei governi e della comunità internazionale: rafforzare i meccanismi di controllo nazionali, regionali e a livello globale sui trasferimenti irresponsabili di armi ed attrezzature militari, di sicurezza e di polizia; impedirne in ogni caso il commercio verso paesi in stato di conflitto o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani; adottare quanto prima un sistema globale di identificazione e tracciatura che consenta di risalire ai paesi che gestiscono la produzione e l'intermediazione illecita di armi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-111195458471279453?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/111195458471279453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/111195458471279453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/03/le-armi-uccidono-una-persona-al-minuto.html' title='LE ARMI UCCIDONO UNA PERSONA AL MINUTO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-111177111993406518</id><published>2005-03-25T18:14:00.000+01:00</published><updated>2005-10-08T21:37:41.840+02:00</updated><title type='text'>IL 2 GIUGNO SIA ANCHE LA FESTA DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Tante adesioni all'&lt;a href="http://www.libertaegiustizia.it/appelli/appello01.asp"&gt;appello&lt;/a&gt; di Libertà e Giustizia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 giugno 2005: una grande festa per la Costituzione repubblicana. Libertà e Giustizia si rivolge alla società civile, ai partiti che si oppongono alla riforma costituzionale approvata al Senato, ai sindacati, alle istituzioni, agli italiani tutti, affinché il 2 giugno 2005, “Festa nazionale della Repubblica”, si celebri in tutta Italia anche la “Festa della Costituzione repubblicana”. Libertà e Giustizia ricorda che l’assemblea costituente fu eletta proprio il 2 giugno 1946. Sarà così l’occasione per ricordare la nascita della nostra Carta, i suoi valori e i suoi principi messi in seria discussione dalla riforma approvata al Senato.&lt;br /&gt;Le modifiche introdotte mettono a rischio l’universalità di diritti fondamentali rompendo la coesione nazionale; propongono una forma di governo basato su un premier “assoluto”, l’assenza di contrappesi e il contemporaneo annullamento delle garanzie attuali; intervengono su un arco di materie così vasto che si può parlare di un vero e proprio mutamento radicale della nostra Carta.&lt;br /&gt;Non permetteremo questa demolizione e ci impegneremo perché la riforma approvata sia cancellata col referendum.&lt;br /&gt;Da oltre un anno Libertà e Giustizia è impegnata per costituire una rete di associazioni, movimenti, sindacati e partiti, oggi riuniti nel Coordinamento nazionale Salviamo la Costituzione. Sono ormai più di 300 i comitati che in ogni città, da Modena a Genova a Bologna, da Milano a Sondrio, da Empoli a Parma, a Firenze, Caserta e Palermo si mobilitano in difesa della Carta che porta le firme di De Nicola, Terracini e De Gasperi.&lt;br /&gt;Hanno già firmato l’appello di Libertà e Giustizia perché si celebri in tutta Italia il prossimo 2 giugno anche la “Festa della Costituzione repubblicana”:&lt;br /&gt;Romano Prodi, Arturo Parisi, Piero Fassino, Gianclaudio Bressa, Nando Dalla Chiesa, Roberto Zaccaria, Gavino Angius, Giovanna Melandri, Franco Bassanini, Enrico Letta, Willer Bordon, Andrea Manzella, Lapo Pistelli, Rosy Bindi, Giuseppe Giulietti.&lt;br /&gt;I candidati alle regionali: Mercedes Bresso, Riccardo Sarfatti, Massimo Carraro, Vasco Errani, Maria Rita Lorenzetti, Claudio Burlando, Claudio Martini, Nichi Vendola e Agazio Loiero, Gian Mario Spacca.&lt;br /&gt;La Cgil, Federico Orlando, l’associazione Articolo 21, Mario Pirani, Carla Voltolina Pertini e la Fondazione Sandro Pertini, Paolo Serventi Longhi, Leopoldo Elia, Francesco Rosi, Luciano Pizzetti, Raimondo Ricci (Anpi), Corrado Stajano, Gian Maria Fara, Franzo Grande Stevens.&lt;br /&gt;i garanti di LeG Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Claudio Magris.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-111177111993406518?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.libertaegiustizia.it/appelli/appello01.asp' title='IL 2 GIUGNO SIA ANCHE LA FESTA DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/111177111993406518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/111177111993406518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/03/il-2-giugno-sia-anche-la-festa-della.html' title='IL 2 GIUGNO SIA ANCHE LA FESTA DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-110970779378406070</id><published>2005-03-01T21:05:00.000+01:00</published><updated>2005-03-01T21:09:53.786+01:00</updated><title type='text'>REATO DI TORTURA: NUOVO APPELLO AL PARLAMENTO DI AMNESTY INTERNATIONAL</title><content type='html'>Amnesty International, Antigone e Medici contro la tortura hanno lanciato un appello a tutti i parlamentari italiani chiedendo di affrontare «la perdurante grave inadempienza del Parlamento circa l'introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano».&lt;br /&gt;L'Italia dovrebbe approvare ormai da 16 anni una specifica legge contro la tortura anche per ottemperare ai propri obblighi internazionali, derivanti soprattutto dalla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1988.&lt;br /&gt;«L'inadempienza del nostro paese non è passata inosservata negli organismi intergovernativi - scrivono le tre associazioni, da sempre impegnate sul tema della tortura - tanto da essere stata stigmatizzata negli ultimi anni dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti umani, dal Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura».&lt;br /&gt;Nei prossimi mesi - sottolineano Amnesty, Antigone e Medici contro la tortura -  l'Italia sarà nuovamente chiamata a rendere conto dell'attuazione del diritto internazionale in materia di diritti umani davanti al Comitato sui diritti umani  e al Comitato contro la tortura. In entrambi i casi, rischia di farlo senza aver introdotto la fattispecie specifica di tortura nel codice penale e senza aver ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura.&lt;br /&gt;«Spiace notare - prosegue l'appello - che neanche la XIV Legislatura ha posto l'impegno contro la tortura, in Italia e nel mondo, tra le sue priorità. Nonostante la presentazione di otto progetti di legge, sottoscritti da oltre cento Deputati e Senatori di tutti i gruppi parlamentari, l'esame dei testi, iniziato alla Camera il 18 aprile 2002, è stato infatti caratterizzato da tempi inspiegabilmente lunghi e da inaccettabili tentativi di introdurre una definizione di tortura più restrittiva di quella internazionale. In particolare, quando manca ormai poco più di un anno alla fine della Legislatura, risulta difficilmente comprensibile la ragione per cui da ormai dieci mesi il nuovo testo unificato sia fermo alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Se la legge non verra' approvata, il ricordo più forte sarà purtroppo associato al voto del 22 aprile 2004, quando venne approvato l'inaccettabile emendamento che intendeva limitare la nozione di tortura ai soli comportamenti ripetuti».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-110970779378406070?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/110970779378406070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/110970779378406070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/03/reato-di-tortura-nuovo-appello-al.html' title='REATO DI TORTURA: NUOVO APPELLO AL PARLAMENTO DI AMNESTY INTERNATIONAL'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-110970751231271553</id><published>2005-02-28T21:01:00.000+01:00</published><updated>2005-10-10T11:29:09.223+02:00</updated><title type='text'>PRESENTATO IL COORDINAMENTO MODENESE PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE</title><content type='html'>È nato anche a Modena il Coordinamento per la difesa della Costituzione, guidato a livello nazionale dal Presidente Emerito della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro.&lt;br /&gt;Il Coordinamento modenese, presieduto da Aude Pacchioni (presidente provinciale ANPI) e Maurizio Serofilli (Comitati Dossetti), prende posizione sul progetto di riforma della Costituzione attualmente in discussione in Parlamento mettendone in rilievo i pericoli che esso rappresenta.&lt;br /&gt;«La riforma proposta dal governo Berlusconi - hanno detto i due presidenti - attenta all’unità nazionale e compromette l’universalità e l’eguaglianza dei diritti istituzionalizzando il divario tra regioni e comuni poveri e regioni e comuni ricchi; istituisce un governo personale del Primo Ministro dotandolo di eccessivi e non bilanciati poteri, compreso quello di sciogliere a suo piacimento la Camera dei Deputati; spoglia delle sue responsabilità di garanzia il Presidente della Repubblica, e infirma le funzioni degli altri organi dello Stato, a cominciare dalla Corte Costituzionale».&lt;br /&gt;«Se il progetto di riforma dovesse passare – denunciano Pacchioni e Serofilli - il frutto del patto fondamentale del nostro popolo sarebbe cancellato ed il suo patrimonio disperso per sempre».&lt;br /&gt;Il coordinamento promuoverà prossimamente iniziative volte ad un’approfondita conoscenza da parte di tutti i cittadini della Costituzione. Si prefigge inoltre lo scopo di preparare per tempo la popolazione modenese a mobilitarsi in vista dell’eventuale referendum contro il progetto di riforma se fosse approvato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per aderire all’iniziativa di difesa della Costituzione, i cittadini possono contattare il coordinamento all’indirizzo di posta elettronica: cdcmodena@hotmail.it. o inviando un fax al numero 059 828173 oppure scrivendo a: Studio Pugnaghi, Rua Muro 65 41100 Modena. &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-110970751231271553?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/110970751231271553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/110970751231271553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/02/presentato-il-coordinamento-modenese.html' title='PRESENTATO IL COORDINAMENTO MODENESE PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-110979647602704700</id><published>2005-02-27T21:40:00.000+01:00</published><updated>2005-03-05T18:15:26.456+01:00</updated><title type='text'>MORTO PETER BENENSON, FONDATORE DI AMNESTY INTERNATIONAL</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;a href="http://www.economist.com/printedition/displayStory.cfm?Story_ID=3714949"&gt;Peter Benenson&lt;/a&gt; è spirato venerdì 25 febbraio, all'etàdi 83 anni, nell'ospedale John Radcliffe di Oxford&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peter è stato il &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2005/02/28/db2802.xml"&gt;fondatore e l'ispiratore&lt;/a&gt; di Amnesty International. Nel maggio 1961, informato dell'arresto di due giovani che in un caffè di Lisbona avevano brindato alla libertà delle colonie portoghesi, pubblicò su un settimanale di Londra un articolo intitolato 'I prigionieri dimenticati'. Era un appello per un campagna di 12 mesi dedicata alla liberazione di tutti i prigionieri per motivi di opinione: l'adesione entusiasta di migliaia di persone lo convinse a trasformare quella campagna in ciò che sarebbe divenuto il più importante movimento globale per i diritti umani: un'organizzazione diffusa in oltre 150 paesi, con quasi due milioni di iscritti.&lt;br /&gt;Nei primi anni di vita di AI, Peter assicurò all'organizzazione il sostegno finanziario per muovere i primi passi, prese parte ad alcune missioni di ricerca, si occupò in prima persona di tutte quelle incombenze necessarie a far crescere in dimensioni ed importanza la sua 'creatura'.&lt;br /&gt;L'intera sua vita è stata dedicata a combattere l'ingiustizia nel mondo. Peter credeva nel potere delle persone comuni di provocare straordinari cambiamenti: creando Amnesty International ha dato a ciascuno di noi l'opportunità di fare la differenza.&lt;br /&gt;Ad una cerimonia pubblica per il 25esimo compleanno di Amnesty International, Peter accese la candela con il filo spinato e recitò quello che viene ricordato come il suo testamento spirituale: «Questa candela non brucia per noi, ma per tutte quelle persone che non siamo riuscite a salvare dalla prigione, che sono state uccise, torturate, rapite, scomparse. È per loro che brucia la candela di Amnesty».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-110979647602704700?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/110979647602704700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/110979647602704700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2005/02/morto-peter-benenson-fondatore-di.html' title='MORTO PETER BENENSON, FONDATORE DI AMNESTY INTERNATIONAL'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109847585213706989</id><published>2004-10-22T22:05:00.000+02:00</published><updated>2004-10-22T22:15:12.660+02:00</updated><title type='text'>DIRITTO D'ASILO / LAMPEDUSA: 8 ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL PRESIDENTE BERLUSCONI E AL MINISTRO PISANU</title><content type='html'>Amnesty International, ARCI, Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, Comunità di Sant'Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, ICS - Consorzio italiano di solidarietà, Medici Senza Frontiere e Save the Children Italia hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, per sollecitare un incontro in relazione al recente respingimento oltre un migliaio di cittadini stranieri da Lampedusa.&lt;br /&gt;Nella lettera, le otto associazioni chiedono al presidente Berlusconi e al ministro Pisanu di rispondere a dieci domande riguardanti il mancato rispetto, durante i respingimenti da Lampedusa, della legislazione italiana e del diritto internazionale dei rifugiati. Tra le richieste elencate nella lettera, le associazioni chiedono di conoscere quali provvedimenti, di natura amministrativa o giudiziale, siano stati adottati nei confronti dei cittadini stranieri sbarcati a Lampedusa; se l'autorità giudiziaria abbia convalidato il trattenimento dei cittadini stranieri; se questi ultimi siano stati informati della possibilità di chiedere asilo politico e se siano state ascoltate le loro ragioni e abbiano avuto assistenza legale; in che modo siano stati disposti i provvedimenti di allontanamento o di accompagnamento alla frontiera; quali accertamenti siano stati fatti per non violare il principio internazionale di non respingimento; con quali modalità e tempi si è proceduto alla identificazione dei cittadini stranieri e della loro nazionalità; quali misure siano state prese per non violare il divieto di espulsioni collettive; quali misure siano state adottate per individuare l'eventuale presenza di minori stranieri non accompagnati e di minori vittime di tratta, e per valutare l'età dei cittadini stranieri dichiaratisi minorenni; quali provvedimenti di protezione e tutela siano stati adottati nei confronti dei minorenni presenti(accompagnati e non), sia nella fase del trattenimento che dell'eventuale allontanamento o respingimento.&lt;br /&gt;Inoltre, le associazioni chiedono in forza di quale accordo internazionale sia avvenuto il rimpatrio di centinaia di cittadini stranieri verso la Libia, e se sia stata accertata la conformità di tale accordo al diritto internazionale in materia di rifugiati.&lt;br /&gt;«Le associazioni scriventi - conclude la lettera - sono ben consce della difficile situazione che il Governo italiano si è trovato a gestire a Lampedusa. Tuttavia ritengono che in nessun caso le situazioni di emergenza possano diventare freno all'applicazione delle norme del diritto interno e internazionale».&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109847585213706989?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109847585213706989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109847585213706989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/10/diritto-dasilo-lampedusa-8.html' title='DIRITTO D&apos;ASILO / LAMPEDUSA: 8 ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL PRESIDENTE BERLUSCONI E AL MINISTRO PISANU'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109843810242978737</id><published>2004-10-22T11:39:00.000+02:00</published><updated>2004-10-22T11:41:42.430+02:00</updated><title type='text'>LA CISPADANA NON PUO’  PIU’ ATTENDERE</title><content type='html'>C’è una completa identità di vedute tra CNA e LAPAM Federimpresa di Mirandola e le parole del Sindaco di Finale Emilia Soragni, che nei giorni scorsi ha denunciato l’insoddisfazione per la lentezza con cui si stanno realizzando i progetti esecutivi dei vari stralci modenesi della Cispadana. «Proprio per cercare di recuperare questi grandi ritardi riteniamo opportuno premere costantemente, tanto sulla Regione, quanto sull’Amministrazione Provinciale, per verificare con continuità l’avanzamento dei lavori progettuali. Anche perché non vorremmo che questa arteria entrasse negli annali dei record negativi come è successo recentemente per la Salerno-Reggio Calabria, di cui si stima il completamento tra 36 anni!» commentano Franco Spaggiari e Carlo Alberto Rossi, rispettivamente direttori di CNA e LAPAM Federimpresa di Mirandola. «In questo contesto - continuano i funzionari delle due Associazioni - è determinante che questa opera di sollecitazione venga portata avanti da tutti i sindaci dell’area. Ci auguriamo che l’Unione dei Comuni modenesi dell’Area Nord, che ha, fra i propri compiti, quello della rappresentanza politica sovracomunale, sappia assumere questo compito».&lt;br /&gt;Le imprese, infatti, chiedono il rispetto delle promesse, cominciando dalla tempestiva realizzazione del primo stralcio della Cispadana, che prevede il collegamento tra Concordia e la A22 (nel quale, peraltro, sono già iniziate le procedure di esproprio). Ma importanti sono anche i raccordi con Ferrara per il secondo stralcio. «A questo proposito - ammoniscono Spaggiari e Rossi - deve essere chiaro a tutti che ogni cambiamento di progetto o priorità fa nascere dubbi sulla volontà di esecuzione di questa tanto attesa opera».&lt;br /&gt;«Apprezziamo - chiosano i rappresentanti di CNA e LAPAM - che si stia cablando il territorio dell’Area Nord, ma non bisogna dimenticare che i collegamenti telematici sono una cosa, quelli viari, necessari agli spostamenti di uomini e merci, tanto più importanti, se si pensa alla vocazione all’export del nostro territorio, ne sono un’altra, almeno altrettanto importante».&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109843810242978737?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109843810242978737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109843810242978737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/10/la-cispadana-non-puo-piu-attendere.html' title='LA CISPADANA NON PUO’  PIU’ ATTENDERE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109829221312653188</id><published>2004-10-18T19:05:00.000+02:00</published><updated>2004-10-20T19:10:13.126+02:00</updated><title type='text'>TORNANO LE TARGHE ALTERNE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Dal 21 ottobre al 2 dicembre e dal 13 gennaio al 31 marzo limitazioni al traffico nella giornata di giovedì per i veicoli catalizzati. Tre periodi di divieto per i mezzi senza marmitta catalitica, i diesel non conformi alle direttive europee, motocicli e ciclomotori a due tempi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Migliorare la qualità dell'aria aggredendo le cause dell'inquinamento con misure concrete e rendere inutile il ricorso alle targhe alterne nel giro di due anni. Sono questi gli obiettivi dell'accordo regionale sottoscritto dal Comune di Modena e da gran parte dei comuni emiliano-romagnoli oltre i 50mila abitanti per affrontare l'emergenza aria anche nel prossimo inverno.&lt;br /&gt;Il protocollo d'intesa contiene diverse novità importanti, esito anche del lavoro e delle proposte della Giunta modenese, che di fronte all'ipotesi di due giorni settimanali di targhe alterne ha richiesto di limitare il provvedimento ad un solo giorno (il giovedì) sollevando la necessità di individuare misure strutturali, e cioè interventi in grado di agire sulle cause dell'inquinamento da biossido d'azoto e da polveri sottili. Intanto, però, con le targhe alterne i modenesi dovranno fare ancora i conti. Vediamo, nel dettaglio, cosa accadrà nei prossimi mesi.&lt;br /&gt;Nei giorni di calendario pari potranno circolare solo i veicoli con l'ultima cifra della targa pari o uguale a zero, mentre nei giorni dispari potranno circolare solo i mezzi con l'ultima cifra della targa dispari.&lt;br /&gt;I veicoli catalizzati viaggeranno a targhe alterne nelle giornate di giovedì dal 21 ottobre al 2 dicembre e dal 13 gennaio al 31 marzo nelle fasce orarie 8.30-12.30 e 14.30-19.30.&lt;br /&gt;I veicoli non catalizzati, cioè quelli non dotati di marmitta catalitica (ma anche i veicoli diesel non conformi alle direttive più recenti, motocicli e ciclomotori a due tempi non catalizzati) resteranno fermi in tre periodi: Dal 21 ottobre al 2 dicembre non potranno circolare lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 10.30 e dalle 17.30 alle 19.30 e giovedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30. Dal 3 dicembre al 7 gennaio il divieto di circolazione è da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 10.30 e dalle 17.30 alle 19.30. Infine, dal 10 gennaio al 31 marzo il divieto è da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30.&lt;br /&gt;Le deroghe alle targhe alterne riguardano i veicoli elettrici, quelli alimentati a gpl o metano, quelli con almeno tre persone a bordo, quelli del servizio di car sharing, i veicoli commerciali leggeri (inferiori a 35 quintali) conformi alle direttive europee o immatricolati dopo il primo gennaio 2001. Le deroghe riguardano inoltre i veicoli commerciali pesanti (oltre i 35 quintali) conformi alle direttive europee o immatricolati dopo il primo gennaio 2001 e i veicoli dotati di filtro antiparticolato.&lt;br /&gt;Le restrizioni alla circolazione riguardano l'area compresa dalle seguenti strade: tangenziale Neruda, via Giardini, via Panni, via Salvo D'acquisto, via Pallanza, via Pavia, via Vaciglio, via Montanari, via Campi, via Emilia Est, via Saliceto Panaro, via Minutara, via Divisione Acqui, viale dello Sport, tangenziale Pasternak, via Santa Caterina, via Malavolti, via Mar Adriatico, via Nonantolana, via Fanti, via Pico della Mirandola, via Padre Candido, via 4 Novembre, viale Cialdini, via Zucchi e viale Italia. A ridosso dell'area indicata, diversi parcheggi scambiatori consentono di lasciare l'auto per servirsi dei mezzi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIORNI E ORARI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I veicoli catalizzati viaggeranno a targhe alterne nelle giornate di giovedì dal 21 ottobre al 2 dicembre e dal 13 gennaio al 31 marzo dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30. I veicoli non catalizzati resteranno fermi dal 21 ottobre al 2 dicembre (lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 10.30 e dalle 17.30 alle 19.30 e giovedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30), dal 3 dicembre al 7 gennaio (da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 10.30 e dalle 17.30 alle 19.30) e dal 10 gennaio al 31 marzo (da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AREA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Le restrizioni alla circolazione riguardano l'area compresa dalle seguenti strade: tangenziale Neruda, via Giardini, via Panni, via Salvo D'acquisto, via Pallanza, via Pavia, via Vaciglio, via Montanari, via Campi, via Emilia Est, via Saliceto Panaro, via Minutara, via Divisione Acqui, viale dello Sport, tangenziale Pasternak, via Santa Caterina, via Malavolti, via Mar Adriatico, via Nonantolana, via Fanti, via Pico della Mirandola, via Padre Candido, via 4 Novembre, viale Cialdini, via Zucchi e viale Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DEROGHE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le deroghe alle targhe alterne riguardano i veicoli elettrici, quelli alimentati a gpl o metano, quelli con almeno tre persone a bordo, quelli del servizio di car sharing, i veicoli commerciali leggeri (inferiori a 35 quintali) conformi alle direttive europee o immatricolati dopo il primo gennaio 2001. Le deroghe riguardano inoltre i veicoli commerciali pesanti (oltre i 35 quintali) conformi alle direttive europee o immatricolati dopo il primo gennaio 2001 e i veicoli dotati di filtro antiparticolato. Le altre deroghe sono indicate con precisione nell'ordinanza del sindaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INFORMAZIONI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni sul provvedimento delle targhe alterne si può fare riferimento al sito internet del Comune (&lt;a href="http://www.comune.modena.it"&gt;www.comune.modena.it&lt;/a&gt;) e al numero telefonico dell'Ufficio informazioni con il pubblico di piazza Grande: 059 206 206.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109829221312653188?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109829221312653188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109829221312653188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/10/tornano-le-targhe-alterne.html' title='TORNANO LE TARGHE ALTERNE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109768379456380819</id><published>2004-10-13T18:08:00.000+02:00</published><updated>2004-10-13T18:09:54.563+02:00</updated><title type='text'>PARAPENDIO: ITALIANI CAMPIONI D'EUROPA</title><content type='html'>La nazionale italiana di parapendio ritorna dalla Grecia con il titolo di Campione d'Europa.&lt;br /&gt;Il campionato europeo si è svolto a Kalavrita, cittadina del Peloponneso a circa 80 km da Patrasso, ed ha visto la partecipazione di 26 nazioni per un totale di 140 piloti, comprese 22 donne. La squadra azzurra, agli ordine del CT Alberto Castagna (Cologno Monzese - Milano), era formata dai trentini Jimmy Pacher (Canazei), Luca Donini (Molveno), Christian Biasi (Rovereto) e Mauro Maggiolo (Trento); da Paolo Zammarchi (Roncadelle - Brescia), Stefano Sottroi (Arabba - Belluno) e Rosanna Scanagatta (Marostica - Vicenza). Alle spalle degli azzurri si sono piazzate le rappresentative di Svizzera e Repubblica Ceca, che si sono anche aggiudicate rispettivamente il titolo individuale maschile con Christian Maurer e quello femminile con Petra Krausova. Biasi, sesto posto individuale, è stato il migliore tra gli Italiani.&lt;br /&gt;Delle dodici giornate di gara, per altrettante manches, solo cinque hanno concorso a formare la classifica finale, mentre sette non hanno avuto luogo a causa del forte vento che non avrebbe permesso ai piloti di volare in sicurezza. I tragitti di gara hanno portato i concorrenti a percorrere dai 60 ai 90 km per ciascuna prova, sorvolando paesaggi dove si alternavano valli a catene montuose con vette intorno ai 1600/2000 metri e pianure a 600 metri sul mare.&lt;br /&gt;Per il volo libero, vale a dire il volo in deltaplano e parapendio senza motore, il 2004 è davvero un anno d'oro. Infatti, il successo agli europei in Grecia segue di pochi mesi il terzo titolo mondiale vinto dalla nazionale di deltaplano ad ala rigida, il secondo titolo individuale per Christian Ciech nella stessa occasione e la medaglia d'argento di Alessandro Ploner agli europei di deltaplano ad ala flessibile.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109768379456380819?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109768379456380819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109768379456380819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/10/parapendio-italiani-campioni-deuropa.html' title='PARAPENDIO: ITALIANI CAMPIONI D&apos;EUROPA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109768399154168055</id><published>2004-10-12T18:11:00.000+02:00</published><updated>2004-10-13T18:58:25.850+02:00</updated><title type='text'>MODENA, ANDRANNO ALLE URNE 11 MILA STRANIERI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Domenica 19 dicembre si vota per eleggere il "parlamentino" che rappresenta i cittadini extra Ue. Presentazione delle liste entro le ore 18 del 22 novembre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Undicimila 450 cittadini stranieri residenti a Modena saranno invitati alle urne domenica 19 dicembre dalle 8 alle 20 per eleggere i 22 rappresentanti della Consulta comunale, il "parlamentino" che ha il compito di rappresentarli nel rapporto con le istituzioni. La Consulta eleggerà al suo interno un presidente e un vice presidente che parteciperanno ai lavori del Consiglio comunale. Venerdì 1 ottobre si è riunita la commissione che ha avviato le procedure elettorali, come prevede il regolamento istitutivo della Consulta comunale elettiva dei cittadini stranieri extra Ue ed apolidi residenti a Modena. La Commissione è presieduta dall’assessore ai Servizi sociali Francesca Maletti e composta da tre dirigenti comunali e da tre stranieri in rappresentanza delle comunità. Le liste dei candidati devono essere presentate entro le ore 18 del 22 novembre al Centro stranieri. Per ogni informazione ci si può rivolgere al Centro stranieri del Comune, viale Monte Kosica 26, in orari d’ufficio o telefonando al numero 059 200411.&lt;br /&gt;Modena è stata la seconda città in Italia a invitare gli stranieri alle urne. "Dopo le elezioni del 1996 e del 1999, questo terzo appuntamento con il voto è un’occasione importante per rafforzare il principio che la partecipazione è il sale della democrazia", spiega l’assessore Francesca Maletti. "Essere un po’ meno stranieri e un po’ più cittadini, esercitare diritti e doveri, impegnarsi nella vita di Modena sono obiettivi che coinvolgono direttamente le comunità di immigrati, ma certamente anche il resto della città. Per molti elettori che andranno alle urne il 19 dicembre si tratta inoltre del primo voto della loro vita, della prima autentica opportunità di esercitare una scelta tra diversi candidati, della prima occasione per conoscere e sperimentare i meccanismi di funzionamento della vita democratica".&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109768399154168055?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109768399154168055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109768399154168055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/10/modena-andranno-alle-urne-11-mila.html' title='MODENA, ANDRANNO ALLE URNE 11 MILA STRANIERI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109768360270654736</id><published>2004-10-09T17:50:00.000+02:00</published><updated>2004-10-13T18:57:12.263+02:00</updated><title type='text'>10 OTTOBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA PENA DI MORTE</title><content type='html'>La Coalizione Mondiale contro la pena di morte, di cui Amnesty International fa parte, ha dichiarato il 10 ottobre &lt;a href="http://www.amnesty.it/pdm/"&gt;Giornata mondiale contro la pena di morte&lt;/a&gt;, promuovendo azioni e iniziative in tutto il mondo. Fondata a Roma nel maggio 2002, la Coalizione è composta da organizzazioni impegnate nel campo dei diritti umani, associazioni legali, sindacati e autorità locali, che hanno unito i propri sforzi in favore dell'abolizione della pena di morte in tutto il mondo. I suoi obiettivi sono i seguenti: stimolare il dibattito pubblico e rafforzare l'opposizione alla pena di morte; fare pressione sugli Stati mantenitori affinché fermino le esecuzioni e aboliscano la pena di morte; costruire legami con altre organizzazioni locali che aderiscono alla Coalizione Mondiale; promuovere eventi a livello mondiale, come la Giornata del 10 ottobre.&lt;br /&gt;In occasione della Giornata mondiale i cittadini e le associazioni che in Italia hanno a cuore un mondo senza esecuzioni sono invitati a partecipare alle iniziative organizzate nelle proprie città -dibattiti, concerti, mozioni e manifestazioni - per dare ampia risonanza alle richieste della Coalizione. Eventi sono in programma ad Aosta, Ascoli, Bari, Biella, Brescia, Cagliari, Catania, Certaldo (FI), Como, Eboli (SA), Empoli (FI), Ferrara, Firenze, Imola (BO), La Spezia, Lecce, Legnano (MI), Livorno, Macerata, Mantova, Merate (LC), Milano, Molfetta (BA), Modena, Monterotondo (RM), Napoli, Novara, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Piacenza, Pisa, Rapallo(GE), Ravenna, Reggio Calabria, Roma, Salerno, San Benedetto del Tronto (AP), Savona, Scascoli(BO), Sesto San Giovanni (MI), Siracusa, Termini Imerese (PA), Torino, Torre Annunziata (NA), Treviso, Urbino, Venezia, Vercelli, Verona e Viterbo.&lt;br /&gt;«In un periodo in cui l'attualità ci spinge a rivolgere lo sguardo alle tragiche conseguenze, per i diritti umani, della ricerca della sicurezza a tutti i costi e del disprezzo per la vita mostrato quotidianamente dai gruppi armati, non dobbiamo dimenticare che quello della pena di morte è un problema da un lato grave, come dimostrano le cifre, ma allo stesso tempo in positiva evoluzione e risolvibile» ha dichiarato Karen Hooper, responsabile pena di morte di Amnesty Italia. «Se pensiamo alla situazione in Europa e in Asia centrale, dove si registrano esecuzioni solo in Uzbekistan e Bielorussia, o se consideriamo il fatto che tutti gli Stati tranne cinque (Usa, Cina, Pakistan, Iran e Repubblica Democratica del Congo) aderiscono al divieto di esecuzioni di imputati minorenni, una delle manifestazioni piu' atroci della pena di morte, ci rendiamo conto dei progressi fatti. È per questo che, proprio ora, non dobbiamo diminuire il nostro impegno!» ha aggiunto Hooper.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109768360270654736?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109768360270654736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109768360270654736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/10/10-ottobre-giornata-mondiale-contro-la.html' title='10 OTTOBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA PENA DI MORTE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109718253434852693</id><published>2004-10-04T22:51:00.000+02:00</published><updated>2004-10-07T23:00:28.320+02:00</updated><title type='text'>IMMIGRAZIONE: LE ASSOCIAZIONI UMANITARIE CONTRO IL GOVERNO ITALIANO</title><content type='html'>Le associazioni umanitarie Amnesty International, ICS e Medici Senza Frontiere condannano duramente la procedura adottata dal Governo italiano per gestire l'arrivo di molti migranti a Lampedusa negli ultimi giorni. Il ponte aereo per riportare immediatamente in Libia oltre 300 stranieri appena arrivati nel nostro Paese rappresenta una gravissima violazione delle norme italiane e delle convenzioni internazionali in materia di diritto d'asilo.&lt;br /&gt;L'allontanamento di queste persone dall'Italia senza averle adeguatamente informate del diritto di chiedere asilo e senza l'accesso alla procedura per l'eventuale riconoscimento dello status di rifugiato e' un comportamento che si colloca al di fuori di ogni contesto normativo nazionale e internazionale. In particolare si tratta di una grave violazione della Convenzione di Ginevra che all'articolo 33 sancisce il principio di non-refoulement (principio di non respingimento dei richiedenti asilo anche se entrati illegalmente nel territorio dello Stato).&lt;br /&gt;'Molti degli uomini e delle donne che raggiungono l'Italia affrontando viaggi pericolosissimi fuggono da guerre e persecuzioni. L'Italia ha il dovere di offrire a queste persone la possibilita' di vedersi riconoscere lo status di rifugiato attraverso la procedura stabilita dalle leggi nazionali. Questi trasferimenti forzati e arbitrari rappresentano una violazione gravissima e per alcuni degli stranieri potrebbero tradursi in una seria minaccia per la loro vita', dice Stefano Savi, direttore di MSF in Italia.&lt;br /&gt;'Tutti hanno diritto a chiedere asilo e ad essere informati su tale diritto. L'Unione Europea e l'Italia devono cessare ogni tentativo di scaricare le proprie responsabilita' e i propri obblighi internazionali su Paesi terzi; tutto cio' conduce a risultati inaccettabili e a potenziali violazioni della Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato', ha dichiarato oggi Francesco Messineo, responsabile del Coordinamento Rifugiati e Migranti di Amnesty International Italia.&lt;br /&gt;'Particolarmente grave e' la scelta di rinviare gli stranieri arrivati in Italia verso Paesi che potrebbero non assicurare il rispetto dei diritti umani e che non hanno firmato le Convenzioni internazionali in materia di diritto d'asilo. L'Italia si rende a tutti gli effetti co-responsabile di tali eventi.', afferma Gianfranco Schiavone, vicepresidente nazionale dell'Ics (Consorzio Italiano di solidarieta')&lt;br /&gt;Dal 2001 Amnesty International, MSF e ICS collaborano per garantire il rispetto dei diritti dei rifugiati e per promuovere in Italia - unico Paese Ue a esserne privo - l'adozione di una legge organica sul diritto d'asilo.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109718253434852693?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109718253434852693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109718253434852693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/10/immigrazione-le-associazioni.html' title='IMMIGRAZIONE: LE ASSOCIAZIONI UMANITARIE CONTRO IL GOVERNO ITALIANO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109640050309936000</id><published>2004-09-28T21:31:00.000+02:00</published><updated>2004-09-28T21:41:43.100+02:00</updated><title type='text'>PIU' GIUSTIZIA E LIBERTA' PER BILANCIARE LA SICUREZZA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;MEMORANDUM DI AMNESTY INTERNATIONAL ALL'UNIONE EUROPEA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre l'Unione Europea seguita a sviluppare il cosiddetto 'Spazio di liberta', sicurezza e giustizia' (AFSJ), Amnesty International ha diffuso oggi una serie di raccomandazioni volte a sollecitare il fermo impegno dell'UE a porre maggiore attenzione sulle possibili implicazioni per i diritti umani. Il documento di 24 pagine presenta un ampio spettro di proposte sul rispetto dei diritti umani nei settori dell'asilo, dell'immigrazione e della cooperazione giudiziaria e di polizia all'interno dell'UE. «Fino ad oggi, la lotta al terrorismo e il controllo dell'immigrazione illegale hanno in una certa misura monopolizzato l'agenda della Giustizia e degli Affari interni dell'UE. Amnesty International ritiene che l'UE debba ricalibrare le sue politiche per assicurare di non compromettere i diritti che sostiene di proteggere» ha dichiarato Dick Oosting, direttore dell'Ufficio di Amnesty International presso l'UE, nel corso di un incontro con la stampa tenuto questa mattina a Bruxelles. «È giunto il momento di una nuova ripresa, di un approccio più bilanciato. Purtroppo, a giudicare dai commenti che sentiamo da varie parti d'Europa, che non fanno altro che riciclare la vecchia retorica sui richiedenti asilo e gli immigrati, non siamo di fronte a una buona partenza».&lt;br /&gt;Il memorandum di Amnesty International evidenzia cinque palesi contraddizioni nel modo in cui l'agenda della Giustizia e degli Affari interni viene messa in pratica:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt; Mentre l'UE cerca di rafforzare il controllo giudiziario e democratico su queste aree, aumentano le iniziative intergovernative che sfuggono a tale controllo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2)&lt;/strong&gt; C'è un chiaro conflitto tra le politiche in materia di asilo e immigrazione e la politica estera: i paesi terzi vengono spinti a cooperare per combattere l'immigrazione illegale in un modo che rischia di compromettere gli obblighi dell'UE per la protezione dei rifugiati.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3)&lt;/strong&gt; Nonostante i ripetuti impegni a promuovere un approccio 'bilanciato' per gestire l'immigrazione legale mentre si contrasta quella illegale, tutta l'enfasi sembra essere posta su misure di tipo difensivo, con poca attenzione verso le cause profonde e la necessità di combattere lo sfruttamento nel mondo del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4)&lt;/strong&gt; Il principio del 'mutuo riconoscimento', che è alla base di iniziative quali il Mandato di arresto europeo, non riconosce le significative differenze negli standard di giustizia tra i paesi dell'UE.&lt;br /&gt;Le principali raccomandazioni di Amnesty International comprendono:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Diritti umani in Europa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;C'è un urgente bisogno di istituire un gruppo di lavoro sui diritti umani in Europa. Amnesty International ritiene che il crescente carico di lavoro in tema di diritti fondamentali renda insostenibile la situazione attuale. La strabordante enfasi sulla sicurezza e la lotta al terrorismo evidenzia ancora di più la necessità di un forum adeguato per affrontare queste problematiche anche dalla prospettiva dei diritti umani. La cooperazione in materia di immigrazione non deve pregiudicare l'asilo. Amnesty International chiede agli Stati membri dell'UE di garantire che la cooperazione con i paesi terzi rispetti gli standard sui diritti umani e non leda il diritto di chiedere asilo nel territorio comunitario. In particolare, Amnesty International esprime grande preoccupazione per le recenti iniziative di alcuni Stati membri di collaborare con paesi terzi, come la Libia, che presentano un quadro negativo in termini di diritti umani. All'indomani di una missione svolta in Libia a febbraio, Amnesty International ha verificato che un gruppo di richiedenti asilo eritreo era stato espulso dalla Libia verso il paese di origine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Procedure di rimpatrio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Ogni futura iniziativa legislativa dell'UE dovrebbe specificare i motivi per cui una persona può essere espulsa così come le garanzie procedurali e le modalità pratiche riguardanti l'espulsione. Amnesty International teme che sulla questione della protezione non vi sia adeguata attenzione: il 28 luglio, ad esempio, due richiedenti asilo somali sono stati assassinati, poche settimane dopo il rientro forzato in patria, dopo che erano stati espulsi dalla Danimarca e dall'Olanda.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Cooperazione in materia giudiziaria&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International chiede all'Unione Europea di stabilire standard minimi per l'ammissibilità delle prove ottenute mediante maltrattamenti e torture e considerare l'adozione di tali standard uno dei passi fondamentali per migliorare la protezione dei diritti umani e rafforzare la fiducia reciproca necessaria per il mutuo riconoscimento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Cooperazione in materia di polizia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International teme che la crescente cooperazione in materia di polizia ponga questioni riguardo al comportamento della polizia negli Stati membri e all'efficacia delle istituzioni e degli strumenti che dirigono e regolano tale cooperazione. L'organizzazione chiede all'Unione Europea di affrontare questioni riguardanti in particolare la supervisione della cooperazione transfrontaliera e raccomanda che qualsiasi Codice di condotta etica della polizia venga approvato sia legalmente vincolante.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109640050309936000?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109640050309936000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109640050309936000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/piu-giustizia-e-liberta-per-bilanciare.html' title='PIU&apos; GIUSTIZIA E LIBERTA&apos; PER BILANCIARE LA SICUREZZA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109628740344333175</id><published>2004-09-27T14:14:00.000+02:00</published><updated>2004-09-27T14:16:43.443+02:00</updated><title type='text'>Gli intellettuali in difesa della Costituzione</title><content type='html'>Noi siamo vivamente preoccupati per la proposta di modifica della Costituzione all’esame del Parlamento, che riteniamo rappresentare una grave minaccia per la nostra democrazia.&lt;br /&gt;Una costituzione democratica ha due principali obiettivi: limitare il potere politico, e garantire ai cittadini una serie di diritti fondamentali. Sin dagli albori del costituzionalismo moderno il primo obiettivo è stato garantito dalla separazione dei poteri. Ciò vale sia per i sistemi presidenziali che per i sistemi di governo parlamentare: in entrambi il potere legislativo fa da contrappeso al potere esecutivo, e in entrambi è garantita l’indipendenza del potere giudiziario. In qualsiasi sistema democratico, infine, il principio di eguaglianza fa sì che ogni cittadino goda degli stessi diritti quale che sia la sua razza, religione, sesso, e – nei sistemi federali – regione di appartenenza.&lt;br /&gt;Questi principi, fondamento di ogni buona costituzione, sono oggi a rischio in Italia. La riforma votata dal Senato, e ora all’esame della Camera, riscrive 43 articoli della nostra Carta. È di fatto una nuova Costituzione. Ma non è una buona Costituzione. Essa, infatti, delinea una forma di governo unica al mondo, lontana da quella delle altre democrazie europee e occidentali, basata sulla dittatura elettiva di un uomo solo e sull’esautoramento del Parlamento che può essere sciolto a piacimento del Premier. Non vi sono contrappesi a questo eccessivo potere perché la proposta sminuisce il ruolo delle grandi istituzioni di garanzia: il Presidente della Repubblica viene privato di qualsiasi effettivo potere e relegato in un ruolo cerimoniale; e nella Corte Costituzionale aumentano i giudici di nomina politica. Anche alcuni fondamentali diritti, da lungo tempo acquisiti, sono oggi in pericolo: con la devolution, e il conseguente aggravarsi delle differenze tra Regioni ricche e Regioni povere, la riforma mette a rischio l’universalità e l’eguaglianza dei diritti in settori fondamentali per il benessere dei cittadini quali la sanità, l’istruzione, la sicurezza, e la cultura.&lt;br /&gt;Ci appelliamo ai Deputati perché questo non avvenga. La Costituzione del 1948 può essere migliorata, ma senza alterare l’equilibrio tra poteri e senza rinunciare alle garanzie offerte dalla Corte Costituzionale e dalla Presidenza della Repubblica così come oggi configurate. E soprattutto senza consegnare tutto il potere nelle mani di un Primo Ministro onnipotente, sottoposto ogni cinque anni al voto popolare, ma nel frattempo padrone assoluto di tutte le istituzioni senza alcun reale contrappeso. Noi non vogliamo un simile regime plebiscitario, ma una democrazia ove il controllo dei cittadini avvenga ogni giorno attraverso una libera informazione, una Magistratura indipendente, un’efficace opposizione in un Parlamento non svuotato delle sue storiche funzioni. Vogliamo che le riforme costituzionali siano frutto di un ampio dibattito, e non imposte a colpi di maggioranza da chi rappresenta al massimo la metà degli elettori e che così facendo darebbe alla nuova Costituzione una base di legittimità debole e precaria. Noi non vogliamo una Costituzione di parte, ma una Costituzione che, come quella del 1948, possa essere largamente condivisa dagli Italiani.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Claudio Abbado, Maurizio Pollini,  Salvatore Accardo, Enzo Biagi, Inge Feltrinelli,  Luca Formenton, Rita Levi Montalcini, Mario Luzi, Renzo Piano, Luca Ronconi e Guido Rossi&lt;/strong&gt;  (primi firmatari)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109628740344333175?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109628740344333175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109628740344333175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/gli-intellettuali-in-difesa-della.html' title='Gli intellettuali in difesa della Costituzione'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109594642154729909</id><published>2004-09-23T15:31:00.000+02:00</published><updated>2004-09-23T15:33:41.546+02:00</updated><title type='text'>DUE EMILIANI AZZURRI DI DELTAPLANO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;NAZIONALE DELTAPLANO&lt;/strong&gt; - Per la Federazione Italiana Volo Libero (FIVL) è tempo di scelte circa la formazione delle squadre nazionali che saranno presto impegnate in confronti ai massimi livelli.Flavio Tebaldi, responsabile per il settore deltaplano, ha convocato i piloti che il 28 dicembre voleranno ad Hay (Australia) per i Campionati Mondiali in calendario dal 7 al 19 gennaio 2005. Della comitiva azzurra faranno parte Filippo Oppici di Parma, Elio Cataldi di Treviso, i piemontesi Angelo Crapanzano e Federico Bausone, Davide Guiducci di Reggio Emilia, Alex Ploner di Bolzano ed il trentino Christian Ciech. Quest'ultimo lo scorso luglio ha vinto per la seconda volta il titolo mondiale della classe "ali rigide" (davanti a Ploner), vale a dire i deltaplani più veloci e performanti. I due piloti hanno permesso alla nazionale azzurra la conquista del titolo mondiale per tre volte consecutive. In Australia, al contrario, voleranno le cosiddette "ali flessibili", cioè i deltaplani di tipo tradizionale, i cui profili alari, tuttavia, nulla hanno da invidiare come prestazioni a quelli dell'altra classe. Nel caso uno dei piloti dovesse avere problemi che lo portassero a rinunciare, sarebbe sostituito da Ignazio Bernardi di Brescia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NAZIONALE PARAPENDIO&lt;/strong&gt; - Per il settore parapendio, il "team leader" della nazionale italiana, Alberto Castagna (Cologno Monzese - Milano), ha scelto i piloti che parteciperanno ai prossimi Campionati Europei a Kalavrita (Grecia) dall'1 al 12 di ottobre prossimi. La nazionale è composta dai trentini Jimmy Pacher (Canazei), Luca Donini (Molveno), Christian Biasi (Rovereto) e Mauro Maggiolo (Trento); da Paolo Zammarchi (Roncadelle - Brescia), Stefano Sottroi (Arabba - Belluno) e Rosanna Scanagatta (Marostica - Vicenza). Di tutto rispetto il "palmares" degli azzurri: in particolare Donini, già campione del mondo nel 2001, Pacher due volte campione europeo e due volte vincitore in Coppa del Mondo e Biasi due volte campione italiano. Del gruppo farà parte anche l'assistente tecnico Davide Carpignano (Torino).In previsione della trasferta greca, lo scorso 11 Settembre, la squadra azzurra si è incontrata a Bassano del Grappa (Treviso) per uno stage d'allenamento in preparazione di questo evento. I piloti hanno volato per quasi tre ore, percorrendo circa 50 km.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SPORTOUT&lt;/strong&gt; - Nel frattempo a Brescia si è chiusa Sportout, la fiera degli sport legati al mondo dell'outdoor, presentati come gli "sport da provare", o "un nuovo modo per toccare l'avventura". Gli intendimenti degli organizzatori hanno avuto esiti positivi con buona affluenza di pubblico nonostante fosse solo la prima edizione. In particolare il volo libero in deltaplano e parapendio, rappresentato dalla FIVL e dalla scuola locale Brixia Flying, ha suscitato molto interesse ed i due stand sono stati meta continua da parte di interessati o semplici curiosi.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109594642154729909?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109594642154729909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109594642154729909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/due-emiliani-azzurri-di-deltaplano.html' title='DUE EMILIANI AZZURRI DI DELTAPLANO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109579638100524605</id><published>2004-09-21T21:44:00.000+02:00</published><updated>2004-09-21T21:53:01.006+02:00</updated><title type='text'>SUDAN: LE CONCLUSIONI DELLA MISSIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL IN DARFUR</title><content type='html'>Disperazione delle persone che hanno perso ogni cosa, negazione delle proprie responsabilità da parte del governo, delusione per la lentezza con cui si sta affrontando la crisi: è questo il quadro che emerge dalla missione svolta da Amnesty International in Darfur dal 14 al 21 settembre.&lt;br /&gt;Si è trattato della prima visita in Sudan e dei primi incontri con rappresentanti del governo di Khartoum da parte di un organismo non governativo internazionale per i diritti umani dallo scoppio della crisi. Con una significativa differenza rispetto al passato, Amnesty International ha avuto libero e completo accesso al Darfur: i suoi delegati hanno visitato Al Jeneina, Nyala e Al Fasher e hanno incontrato alti rappresentanti governativi sia in Darfur che a Khartoum, così come esponenti di organismi internazionali e della società civile.&lt;br /&gt;La visita ha confermato le precedenti analisi di Amnesty International: villaggi attaccati dalle milizie sostenute dal governo, e in alcuni casi assistite sul campo dalle forze armate sudanesi; uccisioni di civili; saccheggi e incendi delle abitazioni.&lt;br /&gt;La delegazione di Amnesty International ha visitato diversi luoghi in cui i villaggi erano stati rasi al suolo o abbandonati e ormai quasi ricoperti dalla vegetazione e ha visto cammelli, capre e bovini condotti al pascolo dai pastori nomadi su terreni precedentemente abitati dalle tribù di agricoltori.&lt;br /&gt;I delegati dell'organizzazione per i diritti umani hanno raccolto testimonianze di prima mano da parte di persone sfollate, nei campi e nei villaggi del Darfur occidentale e a Nyala, nel Darfur meridionale. Due donne hanno descritto l'attacco e il bombardamento, nel mese di febbraio, da parte delle milizie janjawid, del loro villaggio nei pressi di Nuri (Darfur occidentale) e la conseguente uccisione di circa 130 persone. Erano stati assassinati così tanti uomini che è toccato alle donne seppellire i morti. Poiché, inoltre, non c'era spazio per seppellirli tutti, alcuni corpi sono stati sistemati in un rifugio; di notte, le milizie janjawid sono arrivate e vi hanno dato fuoco.&lt;br /&gt;«Se alcuni rappresentanti del governo hanno ammesso l'esistenza di violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario, altri hanno negato nel modo più totale. Questo è un insulto alle vittime» ha dichiarato Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International, che ha guidato la missione in Sudan.&lt;br /&gt;«Lo sfollamento continua: la gente viene sradicata dalle proprie terre a causa dei combattimenti e degli attacchi deliberati compiuti ai danni della popolazione civile» ha affermato Bill Schulz, Direttore Esecutivo di Amnesty International USA, descrivendo l'arrivo di 3000 persone al campo di Kalma.&lt;br /&gt;I delegati hanno incontrato anche profughi delle tribù nomadi, situati nel campo di Musai nei pressi di Nyala, e hanno raccolto testimonianze speculari di uccisioni e stupri commessi dai gruppi ribelli. Amnesty International condanna nel modo piu' fermo tutte le violazioni del diritto umanitario commesse dai gruppi politici armati.&lt;br /&gt;Amnesty International riconosce lo sforzo del governo sudanese di aumentare la presenza della polizia nel Darfur. Tuttavia, si tratta spesso di personale poco equipaggiato. Inoltre, la delegazione ha appreso che la polizia non svolge indagini sulle denunce e che alcuni janjawid sono stati assorbiti al suo interno.&lt;br /&gt;«A causa dell'evidente stato di insicurezza e dell'assenza di provvedimenti sugli abusi commessi in passato, la gente non ha fiducia nel governo: non si sente tranquilla nei campi, è terrorizzata fuori dai campi. Chiunque abbiamo incontrato ci ha detto con estrema chiarezza che non ci sono le condizioni di sicurezza per rientrare nei villaggi» ha detto Samkelo Mokhine, presidente di Amnesty International Sudafrica e componente della missione. «In questa situazione, l'unico rimedio è un massiccio incremento degli osservatori. Per accrescere la fiducia della gente e migliorare la sicurezza, ora occorre una presenza internazionale in ogni distretto».&lt;br /&gt;Amnesty International esprime apprezzamento per la proposta di aumentare il numero di osservatori dell'Unità Africana. «Tuttavia, non è solo questione di numeri. Occorre rafforzare il loro mandato e la loro operatività. Gli stessi osservatori delle Nazioni Unite devono essere enormemente aumentati di numero e dotati di adeguate risorse per svolgere il loro incarico. Ma gli indicatori su cui misurare i progressi nella protezione dei diritti umani devono essere qualitativi e non quantitativi. Non si tratta solo di avere più poliziotti, ma di garantire che siano in grado e abbiano la volontà di proteggere la popolazione» ha precisato Irene Khan.&lt;br /&gt;«Ripristinare la sicurezza è essenziale per consentire il ritorno volontario degli sfollati, in condizioni di incolumità e dignità. Non si deve sottovalutare l'importanza di garantire queste condizioni, altrimenti c'è il rischio che la pulizia etnica possa mettere in moto ulteriori tensioni tra le etnie» ha aggiunto Irene Khan, sottolineando che lo sfollamento prolungato potrebbe avere conseguenze sull'equilibrio demografico della regione.&lt;br /&gt;La delegazione di Amnesty International ha verificato che le 'zone di sicurezza' istituite dal governo sudanese non forniscono protezione reale agli sfollati. «Le Nazioni Unite dovrebbero convincere Khartoum ad abbandonare questo concetto insistendo invece sull'attuazione del 'Piano di azione', già sottoscritto, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza in tutto il Darfur fermando le violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario, rispettando il cessate-il-fuoco, disarmando e smantellando le milizie e ponendo fine all'impunità. Le autorità ci hanno detto che hanno arrestato, incriminato e punito alcuni janjawid; tuttavia, approfondendo alcuni casi giudiziari ad El Jeneina e Nyala ci siamo resi conto che il fenomeno dell'impunità persiste ampiamente» ha sottolineato Irene Khan.&lt;br /&gt;Amnesty International ha accolto positivamente la richiesta del Consiglio di Sicurezza di istituire rapidamente una Commissione internazionale indipendente - un passo che l'organizzazione raccomandava da mesi - col compito di indagare sui crimini di guerra e crimini contro l'umanità e stabilire se sia stato commesso un genocidio.&lt;br /&gt;La delegazione ha concluso che la situazione umanitaria nel Darfur rimane estremamente precaria, nonostante il libero e pieno accesso degli aiuti umanitari. «La regione non possiede le infrastrutture necessarie per consentire operazioni umanitarie di vasta scala per un lungo periodo di tempo. Se lo sfollamento proseguirà, se l'accesso verrà meno, se l'assistenza e l'attenzione internazionale caleranno, c'è ancora il rischio che la crisi si trasformi in una catastrofe. Il Darfur deve rimanere nell'agenda della comunità internazionale fino a quando la sua popolazione non sarà in grado di vivere in libertà e in sicurezza» ha concluso Irene Khan.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109579638100524605?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109579638100524605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109579638100524605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/sudan-le-conclusioni-della-missione-di.html' title='SUDAN: LE CONCLUSIONI DELLA MISSIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL IN DARFUR'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109579575574480009</id><published>2004-09-21T21:40:00.000+02:00</published><updated>2004-09-21T21:43:48.533+02:00</updated><title type='text'>OCCUPAZIONE A MODENA, UNA RIPRESA TIMIDA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Sul mercato del lavoro maggiormente in difficoltà i giovani&lt;br /&gt;Congiuntura negativa per l’industria, bene invece il commercio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le rilevazioni compiute nell’ambito dell’Indagine comunale sull’occupazione e la disoccupazione (e contenute nell’ultimo numero della newsletter Lettera sull’Occupazione in corso di distribuzione a cura dell’Assessorato alle Politiche Economiche del Comune) mostrano un consolidamento dei deboli segnali di ripresa emersi alla fine del 2003. Rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente il numero degli occupati ad aprile 2004 è aumentato infatti del 3.8%, di circa 3000 unità, arrivando a 79300. Particolarmente dinamica è risultata l’occupazione femminile, con un più 8.3%, tanto che il numero di coloro che si sono dichiarate casalinghe è sceso in un anno da 8800 a 6000 circa.&lt;br /&gt;Il tasso di occupazione complessivo è anch’esso risalito, per collocarsi ad aprile ad un livello superiore a quello del corrispondente mese del 2003 (67.2% contro 65.4%), e recuperando sostanzialmente i livelli del 2001. Il tasso di attività ha evidenziato un andamento analogo, arrivando al 69.4%. Diversa la performance del tasso di disoccupazione, fino a luglio 2003 nettamente superiore a quello dell’anno precedente (4,2% contro 2,5%), in ottobre sceso avvicinandosi ai livelli dell’ottobre 2002 (2,9%) e che ad aprile 2004 ha toccato infine la quota del 3.2%.&lt;br /&gt;La Lettera sull’Occupazione 2004 presenta poi anche dati scorporati e riguardanti donne e giovani sul mercato del lavoro: si è assistito così ad un netto aumento del tasso di occupazione femminile nei primi mesi dell’anno: questo indicatore è risalito al 61.3%, al di sopra di quello ad esempio fatto registrare nell’ottobre 2002 (59,8%). Il fenomeno della disoccupazione giovanile, che a Modena sembrava in una fase di progressivo riassorbimento, si riaffaccia invece nuovamente: il tasso di disoccupazione giovanile, sceso fino al 5,6% nel 2002 e che aveva raggiunto nel luglio 2003 un picco del 15,6% ad aprile 2004, alla data dell’ultima rilevazione trimestrale, si è comunque attestato su un valore (il 12.9%), superiore di quasi due punti a quello del corrispondente periodo dell’anno precedente.&lt;br /&gt;A Modena poi su 100 occupati i lavoratori dipendenti risultano il 75.8%, l’81.5% tra le donne. Il 21.9% sono invece lavoratori autonomi, più maschi che femmine, mentre l’1.3% sono parasubordinati e l’uno per cento infine apprendisti. Tra i lavoratori in possesso di un contratto da lavoratore dipendente poi 88 su 100 risultano a tempo indeterminato e l’8.5% determinato. Solo il 9.5% dei lavoratori subordinati è a tempo parziale e tra questi 96 su 100 sono donne prevalentemente tra i 35 e i 54 anni.&lt;br /&gt;Se si passa all’esame dei dati contenuti nella Lettera sull’Occupazione e relativi alla congiuntura economica modenese ad aprile 2004 non si può non sottolineare il calo del 16.4% dell’industria manifatturiera (spiegabile con la difficile congiuntura attraversata dalla meccanica in primis, anche se gli ultimi dati camerali sembrano prefigurare una ripresa) pur in presenza di un aumento nelle costruzioni del 5,4%. Un aumento che non basta a compensare il calo dell’intero settore industriale, che perde oltre 3000 unità, da 25400 a 22000. Cresce invece l’occupazione nel commercio, da 12600 a 14000 unità, di quasi il 12%, un incoraggiante inversione di tendenza dopo il 2003. Per quello che riguarda le altre attività si ha un aumento dell’occupazione dell’1% e complessivamente il settore dei servizi cresce di oltre 5000 unità, dell’11% All’Albo artigiani da marzo 2003 ad aprile 2004 si è infine verificato un aumento delle iscrizioni di imprese, passate in città da 5679 a 5882, 203 in più. Una crescita soprattutto concentrata nel campo delle attività di produzione.&lt;br /&gt;Interessante segnalare infine i segnali incoraggianti che provengono dal settore distributivo, proseguendo un andamento positivo emerso fin dall’anno scorso. Dall’analisi dell’Ufficio Commercio del Comune infatti risulta che a Modena gli esercizi commerciali sono aumentati di 77 unità tra l’aprile 2003 e l’aprile 2004: 662 sono gli alimentari, 2585 i non alimentari, 3247 il totale, il 2.4% in più. In centro storico il dato è ancora più positivo, visto che nel cuore della città gli esercizi ad aprile hanno superato le 900 unità, per l’esattezza 904 (tra questi 123 sono gli alimentari, sei in più), per il 3.3% d’aumento.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109579575574480009?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109579575574480009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109579575574480009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/occupazione-modena-una-ripresa-timida.html' title='OCCUPAZIONE A MODENA, UNA RIPRESA TIMIDA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109508280704611456</id><published>2004-09-13T15:35:00.000+02:00</published><updated>2004-09-13T15:46:21.443+02:00</updated><title type='text'>AL FESTIVAL FILOSOFIA 150 SGUARDI SUL MONDO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dal 17 al 19 settembre Modena, Carpi e Sassuolo propongono lezioni di grandi maestri, ma anche cene, letture, mostre, concerti e giochi. Tra i protagonisti Augé, Marion, Friedman, Galimberti, Vattimo, Cacciari e il regista Greenaway&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finito o infinito, storico o utopico, mitico o disincantato, terrestre o marziano, locale o globale. E’ il mondo, nelle sue molteplici declinazioni, il tema della quarta edizione del Festival filosofia, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo da venerdì 17 a domenica 19 settembre. La manifestazione, che negli anni precedenti ha preso in esame i temi della felicità, della bellezza e della vita registrando nel 2003 oltre 75 mila presenze, si svolge con l’Alto patronato del Presidente della Repubblica e per iniziativa dei tre Comuni, della Regione Emilia-Romagna, della Provincia, della Fondazione Collegio San Carlo, che ha curato il programma, e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (informazioni per il pubblico al numero 059 421210 e nel sito internet &lt;a href="http://www.festivalfilosofia.it"&gt;www.festivalfilosofia.it&lt;/a&gt;). Sponsor della manifestazione sono Gamma due, Meta spa, Vivaceramica e Unione industriali di Modena. Centocinquantuno appuntamenti – quasi tutti gratuiti e tutti in sedi accessibili ai disabili – permetteranno al pubblico di ascoltare lezioni di grandi maestri del pensiero contemporaneo: dall’antropologo Marc Augé al filosofo Jean-Luc Marion, erede di Ricoeur; dal regista Peter Greenaway, che interverrà sulla rappresentazione dello spazio, all’antropologo della mondializzazione Jonathan Friedman, docente in Francia, Svezia e Stati Uniti; dall’africanista Jean-Loup Amselle al filosofo inglese John Tomlinson. Numerosi anche gli italiani, da Remo Bodei (supervisore del Festival) a Umberto Galimberti, da Gianni Vattimo a Salvatore Natoli, da Elena Pulcini a Emanuele Severino da Ermanno Bencivenga a Massimo Cacciari, da Vittorino Andreoli a Daniele del Giudice da Rosi Braidotti a Cettina Militello. Un vasto programma di contorno coinvolge la letteratura, il cinema (in cartellone una rassegna su transiti tra terra e mare) e il teatro (una conversazione sul tempo del mondo di Lucia Poli, letture di Maurizio Cucchi e Fabio De Luigi, lo spettacolo “Il grande viaggio: un pellegrinaggio alle sorgenti del Gange” di Giuseppe Cederna). Senza dimenticare la musica (canti gregoriani, sonorità klezmer del complesso Yesh Gvul e un concerto del cantautore Claudio Rocchi), i libri, i pranzi e le cene filosofici che l’Accademico dei Lincei Tullio Gregory ha ideato per i ristoranti delle tre città e i viaggi in treno con i filosofi. A Modena sono in programma anche una videoinstallazione che racconta la frammentazione del mondo contemporaneo, un’installazione di Arnaldo Pomodoro (che espone la sua “Sfera n. 1” del 1963), un’installazione di Marco Bagnoli, la mostra “Atlante” del fotografo Luigi Ghirri, scomparso da dodici anni, e una mostra di mappe e carte geografiche riviste da Gianni Valbonesi. Carpi propone “Kaleidoscope: 1964-1974 suoni e visioni della psichedelia”, dedicata ad uno degli ultimi movimenti di avanguardia del ‘900, mentre a Sassuolo, oltre ad installazioni di Luigi Mainolfi e Weiner Vaccari, espongono cinque fotografi del Sudafrica. Tra le novità di quest’anno, piazza Pomposa a Modena ospita conversazioni “da panchina” con artisti, studenti, immigrati e pensionati, le storie dei rifugiati proposte dal teatro reportage di Hidden Theatre e un mercato dove si può gustare e acquistare caffè e tè da tutto il mondo. Ricco anche il programma ragazzi, che prevede leggende dell’Africa e storie della Cina, tappeti in grado di ricreare le atmosfere dei giardini giapponesi e itinerari su oroscopi e segni zodiacali. Per i più grandi, una caccia al tesoro on line consente di vincere viaggi e soggiorni a New York e in capitali europee. Il Festival si concluderà domenica 19, a partire dalle 20.30, in piazzale della Rosa a Sassuolo con fuochi d’artificio che, al ritmo della musica, riprodurranno una sorta di globo pirotecnico in grado di illuminare a giorno la facciata del Palazzo ducale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;LEZIONI MAGISTRALI TRA UTOPIE E GLOBALIZZAZIONE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Gli appuntamenti con i filosofi a Modena, Carpi e Sassuolo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mondializzazione culturale e la globalizzazione economica, il meticciato e il cosmopolitismo, la frammentazione dello spazio e delle identità, ma anche le cosmologie antiche e quelle contemporanee, le teologie dei mondi ulteriori e le utopie dei mondi a venire, le geografie reali e immaginarie, i fondamenti del mondo esterno e di quello interiore. Ruotano attorno a questi temi le lezioni magistrali del quarto Festival filosofia sul mondo. Ecco, in sintesi, gli appuntamenti. &lt;strong&gt;Venerdì 17&lt;/strong&gt; Modena propone gli educational di Mario Vegetti “Il mondo come artefatto: cosmo e caos nel Timeo di Platone” (ore 10, chiesa di san Carlo) e di Ermanno Bencivenga “Che cosa si dice quando si dice mondo” (ore 11.30, piazza Grande). Due anche le lezioni magistrali: Massimo Cacciari parla di “Sistema mondo” (ore 15.30, piazza Grande) e Remo Bodei su “La città e il cosmo” (ore 17.30, piazza Grande). Alle 20.30, alla sala Truffaut di via degli Adelardi, dibattito su “Transiti fra terra e mare” con Franco La Cecla e Piero Zanini (conduce Alberto Morsiani). Carpi propone l’educational di Sossio Giametta su “Il mondo: cosmo o caos?” (ore 11, convento di san Rocco) e le lezioni magistrali di Vittorino Andreoli su “Il mondo dentro di me” (ore 16, piazzale Re Astolfo) e Cettina Militello su “Altri mondi: esperienza escatologica e vicenda storica” (ore 18, convento di San Rocco). Alle 21 l’associazione culturale Mondotre propone al convento di san Rocco il “Processo a Schopenhauer” in forma di teatro filosofico. A Sassuolo sono in programma l’educational di Enrico Berti “L’immagine aristotelica del mondo e la sua fortuna nella storia” (ore 11, Cavallerizza ducale) e le lezioni magistrali di Paolo Virno su “La mente come sfera pubblica: esperienza del mondo, esperienza del linguaggio” (ore 16, Cavallerizza ducale) e di Giacomo Marramao su “La modernità-mondo e i paradossi della globalizzazione” (ore 18, piazzale della Rosa). “Che cosa c’è e che cos’è” è invece il titolo del dialogo filosofico tra Maurizio Ferraris e Achille Varzi (ore 21, Cavallerizza ducale).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sabato 18&lt;/strong&gt; Modena propone quattro lezioni magistrali. Umberto Curi parla de “Il potere dell’osservazione: sull’ambivalenza del visibile” (ore 10, chiesa di San Carlo), Salvatore Natoli affronta il tema “Il divino nel mondo: quale misura per l’imponderabile?” (ore 11.30, piazza Grande), Daniele Del Giudice interviene su “La città e il suo doppio” (ore 15, chiesa di San Carlo) e Marc Augé su “Il mondo di domani tra solitudine e solidarietà” (ore 17, piazza Grande). “Ipotesi sul mondo fisico: teorie del tutto tra loop e superstringhe” è il titolo della tavola rotonda in programma alle 21 nella chiesa di San Carlo con Ignazio Licata, Carlo Rovelli e Augusto Sagnotti. Coordina Armando Massarenti del “Sole 24 ore”. Quattro le lezioni magistrali in programma a Carpi. Elio Matassi parla di “Musica del mondo, musica dell’anima” (ore 10, Convento di san Rocco), Jean-Luc Marion di “Il fenomeno e l’evento: limiti del mondo oggettivo” (ore 11.30, piazzale Re Astolfo), Remo Ruffini affronta il tema “Estrarre energia dai buchi neri: le più grandi esplosioni dell’universo” (ore 15.30, convento di san Rocco) ed Emanuele Severino su “Essere e mondo” (ore 17.30, piazzale Re Astolfo). A Sassuolo sono in programma tre lezioni magistrali e un dibattito. Jean-Loup Amselle parla dei “Paradossi del meticciato (ore 10, Cavallerizza ducale), Remo Bodei e Luciano De Crescenzo discutono su “Congedi dal mondo: la morte e la filosofia” (ore 11.30, piazzale della Rosa), Danilo Zolo parla di “Costituzione imperiale del mondo: argomenti contro il cosmopolitismo” (ore 15.30, Cavallerizza ducale), John Tomlinson di “Solidarietà globale: argomenti per il cosmopolitismo” (ore 17.30, piazzale della Rosa).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Domenica 19&lt;/strong&gt; settembre Modena propone quattro lezioni magistrali. Franco Farinelli parla di “Il mondo, la mappa, il globo” (ore 10, chiesa di san Carlo), Jonathan Friedman dei “Veri paradossi della globalizzazione: discorsi delle élite e movimenti di base” (ore 11.30, piazza Grande), Stefano Boeri di “Confini: l’altra faccia della globalizzazione” (ore 15, chiesa di San Carlo), Peter Greenaway affronta il tema “Rappresentare lo spazio: cinema e architettura” (ore 17, piazza Grande). Quattro lezioni magistrali sono in programma anche a Carpi. Elena Pulcini parla di “Homo creator e la perdita del mondo” (ore 10, Convento di san Rocco), Michel Maffesoli di “Orientalizzazione del mondo” (ore 11.30, piazzale Re Astolfo), Umberto Galimberti del “Mondo della tecnica” (ore 15, piazza Martiri) e Rosi Braidotti di “Soggettività mondane” (ore 17.30, convento di san Rocco). A Sassuolo, infine, sono in programma quattro lezioni. Aldo Gargani parla di “Mondo, linguaggio, rappresentazione” (ore 10, Cavallerizza ducale), Maurizio Viroli di “Patriottismo e cosmopolitismo” (ore 11.30, piazzale della Rosa), Paolo De Bernardis su “Archeologia dell’universo: come misurare il passato del mondo fisico, capirne il presente e cercare di determinare il futuro” (ore 15.30, Cavallerizza ducale) e Gianni Vattimo su “Aprirsi al mondo” (ore 17.30, piazzale della Rosa).&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109508280704611456?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109508280704611456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109508280704611456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/al-festival-filosofia-150-sguardi-sul.html' title='AL FESTIVAL FILOSOFIA 150 SGUARDI SUL MONDO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109431131135219563</id><published>2004-09-04T17:16:00.000+02:00</published><updated>2004-09-04T17:21:51.353+02:00</updated><title type='text'>5 SETTEMBRE, LA CULTURA EBRAICA MAI COSI’ VICINA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;In piazza Mazzini “Il popolo del libro” si apre alla comunità modenese. Durante la giornata: degustazioni, laboratori per bimbi, danze e pranzo a tema&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una mostra rivolta ai ragazzi, destinata ad approdare dalla piazza alle scuole della città, e un concerto che strappa da vecchi depositi partiture musicali dimenticate per restituirle a nuova vita. Ruota intorno a due eventi di tutto rilievo, come la mostra sull’educazione nella tradizione ebraica “Il Popolo del Libro” e il “Concerto di musiche ebraiche” che si terrà nella Sinagoga, il programma d’iniziative messo a punto dall’assessorato alla Cultura del Comune di Modena e dalla Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia, in occasione della V Giornata Europea della Cultura Ebraica, che si celebra domenica 5 settembre. Oltre agli appuntamenti ormai divenuti tradizionali, come le danze ebraiche e la degustazione di dolci tipici, questa quinta edizione della Giornata – dedicata a “Ebraismo e Educazione” - si arricchisce di nuovi  appuntamenti che ne fanno appieno un’occasione d’incontro con la cultura ebraica.&lt;br /&gt;Ad aprire le celebrazioni sarà l’inaugurazione, alle ore 10.30, della mostra “Il Popolo del Libro. L’educazione nella tradizione e nella cultura ebraica” allestita in piazza Mazzini e promossa dalla Regione Emilia-Romagna. Alla cerimonia interverranno il sindaco di Modena, Giorgio Pighi, e l’assessore regionale alla Scuola e Formazione, Mariangela Bastico. L’esposizione – attraverso i pannelli, le foto e le illustrazioni di Emanuele Luzzati - parlerà soprattutto a ragazzi, genitori ed insegnanti, dell’educazione dei fanciulli nella società ebraica, un compito di primaria importanza affidato alla famiglia, alla scuola e ai rabbini, anche attraverso la pratica e l’osservanza della legge e delle tradizioni religiose. La mostra, su richiesta delle direzioni didattiche, potrà poi diventare itinerante ed essere allestita di volta in volta nelle scuole della città.&lt;br /&gt;L’assessore Bastico sarà presente anche alla presentazione del libro “Anni in fuga. I ragazzi di Villa Emma a Nonantola” di Josef Indig Ithai, che si terrà alle 16.30 nella Sala di Rappresentanza del Palazzo Comunale. All’incontro interverranno Lorenzo Bertucelli, presidente dell’Istituto Storico di Modena, e Stefano Vaccari, presidente della Fondazione Villa Emma.&lt;br /&gt;Durante tutta la giornata, dalle ore 9, la Libreria Tarantola proporrà in piazza Mazzini il mercatino dei “Libri sull’educazione e la cultura ebraica”; dalle 10.30 alle 12 e dalle 16 alle 20 sono, inoltre, previsti workshop di attività espressive e creative per i bambini che potranno partecipare ai laboratori di musica e danza, ballo, disegno, collage e narrativa. Ci si può ancora prenotare (telefonando al numero 059 553235) per partecipare al pranzo a tema presso la Villa storica Aggazzotti, una novità assoluta di quest’anno. Il pasto (prezzo 30 euro) proporrà una rassegna di specialità gastronomiche ebraiche a base di pesce che venivano consumate durante il Shabat (il sabato). Il menù prevede Salsa di avocado, Prosciutto d’oca e Salsa di fegatini come antipasto, Spaghetti con bagna brusca e Riso giallo in salsa di piselli come primi, per passare alla Trota salmonata in gelatina e ai Cefali bruschi con contorno di melanzane e zucchine fritte. Alle 16, in piazza Mazzini, ancora un omaggio alla cucina e alla gastronomia grazie alla “Degustazione dei dolci della cucina ebraica” a cura dell’Agriturismo Agazzotti .&lt;br /&gt;In serata, alle 18, la Sinagoga accoglierà il “Concerto di musiche ebraiche. Cultura Musicale Ebraica e Melodie Sinagogali” interpretate dalla Corale Gazzotti, con la partecipazione straordinaria del violinista Pavel Vernikov. Durante il concerto, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, saranno eseguiti, tra gli altri, testi di musica sinagogale frutto di un lungo e paziente lavoro di recupero, riordino, catalogazione, attribuzione ed archiviazione di numerosi manoscritti giacenti da anni in depositi inutilizzati. Per assistere al concerto occorre prenotare telefonando allo 059 206660 (lunedì 15 –18, da martedì a sabato 9-13 e 15-18, domenica 9-13). Infine, chiuderanno la giornata le “Danze ebraiche” con il coinvolgimento del pubblico a cura della compagnia Terra di danza, dalle ore 20, in piazza Mazzini.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109431131135219563?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109431131135219563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109431131135219563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/5-settembre-la-cultura-ebraica-mai.html' title='5 SETTEMBRE, LA CULTURA EBRAICA MAI COSI’ VICINA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109424238908149487</id><published>2004-09-03T22:10:00.000+02:00</published><updated>2004-09-03T22:13:09.080+02:00</updated><title type='text'>DARFUR: AFFRONTARE LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI</title><content type='html'>Amnesty International ha chiesto oggi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di mostrare impegno e volonta' politica per porre fine alle violazioni dei diritti umani e all'impunita' nel Darfur. 'Rafforzare il numero, il ruolo e le risorse degli osservatori internazionali sui diritti umani e' fondamentale ma non e' ancora abbastanza' ha dichiarato un portavoce dell'organizzazione.&lt;br /&gt;L'ultimo rapporto del Segretario Generale sulla situazione nel Darfur, attualmente all'esame del Consiglio di Sicurezza, afferma chiaramente che gli osservatori non possono lavorare adeguatamente nell'attuale clima di intimidazione creato dal governo sudanese. Per questo, Amnesty chiede che 'il Consiglio di Sicurezza fornisca agli osservatori ampio supporto politico per costringere il governo di Khartoum a rispondere delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalle sue forze armate e dalle sue milizie janjawid'.&lt;br /&gt;Amnesty International nota con preoccupazione il fatto che, al contrario di quanto promesso, il Sudan non ha disarmato alcun membro delle milizie. Il 27 agosto, il rappresentante speciale delle Nazioni Unite ha assistito a una 'cerimonia di disarmo' di 300 janjawid a Jeneina. Ma, secondo la popolazione locale, le milizie 'disarmate' hanno riavuto indietro le proprie armi non appena il funzionario dell'Onu se ne e' andato.&lt;br /&gt;Un ulteriore ostacolo all'effettivo disarmo delle milizie janjawid e' costituito dalla loro progressiva integrazione nell'esercito sudanese e nella polizia di frontiera. Cio' rendera' difficile per gli osservatori internazionali identificare gli autori delle violazioni dei diritti umani.&lt;br /&gt;Il governo sudanese e le Nazioni Unite hanno individuato delle 'zone protette' per i profughi. Amnesty International teme che la sicurezza in queste zone possa non essere garantita e che questa decisione possa portare a una sorta di sedentarizzazione degli sfollati, come nel caso di quelli dei Monti Nuba, nel Sudan centrale.&lt;br /&gt;Il rapporto delle Nazioni Unite afferma inoltre che non vi sono stati casi in cui il governo ha costretto al rientro i profughi. Tuttavia, ad agosto piu' di 70 profughi del campo di Kalma, nei pressi di Nyala, sono stati arrestati perche' si opponevano al tentativo delle autorita' di farli rientrare nei propri villaggi in condizioni di insicurezza. I campi-profughi sono controllati dai servizi segreti e dalle forze di sicurezza del governo. Amnesty International continua a ricevere informazioni su casi di abusi sessuali ai danni delle profughe del Darfur da parte delle forze inviate dal governo per ristabilire l'ordine nella regione. Donne adulte e ragazze continuano a essere stuprate nei pressi dei campi e possono ricevere cure mediche solo se sporgono denuncia alla polizia. Quando lo fanno, la polizia rifiuta di prendere in considerazione le loro parole. Peraltro, la maggior parte dei profughi non ha alcuna fiducia nella polizia sudanese, vista come uno dei protagonisti della devastazione in corso nel Darfur.&lt;br /&gt;I profughi, i testimoni e gli attivisti per i diritti umani, cosi' come gli interpreti e i giornalisti, sono sottoposti a intimidazioni quando si rivolgono ai rappresentanti delle missioni internazionali e agli osservatori dell'Unione Africana per denunciare quanto accade nel Darfur. Gli osservatori, a loro volta, non sono in grado di garantire la sicurezza e l'anonimato dei testimoni.&lt;br /&gt;La drammatica situazione dei diritti umani nel Darfur e' un test decisivo per verificare la volonta' del Consiglio di Sicurezza di costringere il governo sudanese a porre termine alla crisi. Secondo Amnesty International, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe istituire una commissione internazionale d'inchiesta per indagare su crimini di guerra, crimini contro l'umanita' e denunce di genocidio nel Darfur e suggerire modalita' per sottoporre alla giustizia i presunti responsabili.&lt;br /&gt;Il Consiglio di Sicurezza dovrebbe inoltre sospendere i trasferimenti verso il governo sudanese di tutte le armi che potrebbero essere usate per commettere violazioni dei diritti umani e dovrebbe chiedere il rilascio dei prigionieri di coscienza, l'abolizione dei tribunali speciali e il monitoraggio dei centri di detenzione. 'Se la comunita' internazionale avesse agito piu' tempestivamente, la devastazione nel Darfur avrebbe potuto essere evitata. Il Consiglio di Sicurezza, come espressione della comunita' internazionale, deve ora adempiere alla propria responsabilita' di salvare la vita della popolazione del Darfur' ha concluso Amnesty International.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109424238908149487?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109424238908149487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109424238908149487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/darfur-affrontare-le-violazioni-dei.html' title='DARFUR: AFFRONTARE LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-109400191619184726</id><published>2004-09-01T03:22:00.000+02:00</published><updated>2004-09-01T03:25:16.190+02:00</updated><title type='text'>ADOTTA UN CANE O UN  GATTO: UN  NUOVO AMICO TI STA  ASPETTANDO!</title><content type='html'>L’Associazione Onlus Amici!, da 17 anni sempre in prima linea per diffondere  la conoscenza ed il rispetto dei diritti degli animali, dal 1° settembre 2004, grazie al sostegno di Royal Canin Italia, si fara’ promotrice di una nuova campagna di adozione a favore dei cani e dei gatti ospitati nei canili italiani. La  maggior parte di questi animali e’ stata abbandonata e molti di loro sono reduci da gravi maltrattamenti, in attesa di poter  essere accolti da una nuova famiglia.&lt;br /&gt;L’adozione di un cane o di  un gatto va pertanto vissuta come un gesto di grande umanita’, che deve essere ben meditato prima di essere compiuto, una scelta responsabile per offrire, a chi ha gia’ sofferto, una collocazione stabile all’interno di una nuova casa.&lt;br /&gt;Royal Canin Italia ha deciso  di premiare i primi “2000” atti  di adozione che avverranno dal 1 settembre al 31 ottobre 2004  con   30  giornate  di alimentazione gratuita che saranno consegnate direttamente ai nuovi proprietari dei cani e dei gatti adottati. Per poter beneficiare  di tale iniziativa,  occorrera’ inviare all’Associazione Amici! il modulo relativo, scaricabile dal sito &lt;a href="http://www.amici.it/"&gt;www.amici.it:&lt;/a&gt; sul quale si potra’ anche accedere all’elenco dei canili convenzionati.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-109400191619184726?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109400191619184726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/109400191619184726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/09/adotta-un-cane-o-un-gatto-un-nuovo.html' title='ADOTTA UN CANE O UN  GATTO: UN  NUOVO AMICO TI STA  ASPETTANDO!'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108938459459782831</id><published>2004-07-09T16:40:00.000+02:00</published><updated>2004-07-09T16:49:54.596+02:00</updated><title type='text'>LA NAVE CAP ANAMUR E IL DIRITTO INTERNAZIONALE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;UNA NOTA ESPLICATIVA DI AMNESTY INTERNATIONAL&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nave di bandiera tedesca Cap Anamur si trova attualmente al largo di Porto Empedocle, nella zona contigua, con a bordo 37 profughi non identificati, probabilmente provenienti dal Sudan (36) e dalla Sierra Leone (1), che sono stati salvati in mare in acque internazionali. La nave lambisce da giorni le acque territoriali italiane senza poterle attraversare per un divieto espresso su ordine dal ministero dell'Interno (insieme alla controparte tedesca), che ha dichiarato di ritenere «assolutamente doveroso il rispetto della norma internazionale che impone la presentazione della domanda d'asilo nel luogo di primo approdo (in questo caso Malta) dei presunti profughi (?) Una deroga, seppure per motivi umanitari, a questa norma  costituirebbe un pericoloso precedente e potrebbe aprire la strada a numerosi abusi».&lt;br /&gt;Su tutta una serie di fatti sono apparse notizie contraddittorie: riguardo all'eventuale attraversamento del mare territoriale maltese, da parte della Cap Anamur, con a bordo i profughi/naufraghi; se la nave avesse oppure no ottenuto il permesso di attraccare in territorio italiano; se essa abbia o meno dichiarato l'SOS nel chiedere l'ingresso in Italia; se, infine, il capitano abbia o meno inviato una lista di passeggeri naufraghi alle autorita' italiane.&lt;br /&gt;Amnesty International intende evidenziare i seguenti aspetti fondamentali:&lt;br /&gt;* Il diritto internazionale del mare stabilisce che un naufrago salvato abbia diritto ad essere sbarcato 'nello scalo successivo'. Scalo successivo non significa 'approdo piu' vicino in miglia nautiche', ma quello che la valutazione professionale del capitano della nave ritiene essere il prossimo punto in cui e' conveniente sbarcare, tenuto conto anche della rotta della nave.&lt;br /&gt;* Il diritto internazionale dei rifugiati stabilisce che nessuno possa essere indiscriminatamente ed indistintamente respinto alla frontiera: e' un corollario del principio di non refoulement, non respingimento, che esige che chiunque si presenti alla frontiera sia quanto meno identificato ed abbia diritto ad accedere alla procedura di asilo. Solo tramite l'identificazione di ciascun profugo/naufrago si puo' rendersi conto di quali sono i Paesi verso cui tale persona non puo' essere in alcun modo rimpatriata/diretta, in base all'art. 33 della Convenzione di Ginevra. Nella situazione attuale, quello delle autorita' italiane equivale ad un illegittimo respingimento collettivo alla frontiera, in violazione della Convenzione di Ginevra sullo Status di Rifugiato.&lt;br /&gt;* Il regolamento CE 343/2003 del Consiglio dell'Unione Europea del 18 febbraio 2003 (il cosiddetto Dublino II, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame della domanda d'asilo), al quale sembrano riferirsi i Ministri Pisanu e Schilly, puo' trovare applicazione solo dopo che i richiedenti asilo abbiano presentato domanda in uno Stato dell'Unione.&lt;br /&gt;Il caso della Cap Anamur e' esemplificativo dell'atteggiamento generale dell'Unione Europea e del Governo italiano sul tema dei rifugiati: il pericolo di 'creare un precedente' vagheggiato dai due ministri e' quello di creare un precedente di corretta applicazione del diritto internazionale. Cio' che comunica questo atteggiamento e' un indecoroso spregio per le piu' elementari norme del diritto internazionale e del diritto dei diritti umani.&lt;br /&gt;Amnesty International, insieme alle organizzazioni Ics e Medici senza Frontiere, ha espresso oggi al ministro Pisanu, sollecitando un incontro immediato, la propria preoccupazione per le violazioni del diritto internazionale marittimo e del diritto internazionale dei rifugiati che si stanno configurando in capo al governo italiano.&lt;br /&gt;* In particolare, ad una nave con naufraghi a bordo deve essere sempre data la possibilita' di accedere al porto, senza che si possa rifiutare l'approdo in ragione del fatto che non era il punto piu' vicino al punto di salvataggio. Di certo, di fronte alle acque territoriali, il punto piu' vicino di salvataggio adesso e' Porto Empedocle. E' uno, infatti, il principio fondamentale che l'Italia e' tenuta a rispettare: gli Stati devono facilitare lo sbarco dei naufraghi, a prescindere dal loro status. I 37 sulla Cap Anamur devono quindi poter scendere a terra prima possibile e ottenere adeguata protezione.&lt;br /&gt;* In secondo luogo, in base al diritto internazionale dei rifugiati ed al Regolamento di Dublino II, deve essere dato regolare accesso alla procedura di richiesta di asilo a tutti coloro che desiderino beneficiarne. Affinche' cio' avvenga, deve essere consentito ai 37 profughi di entrare nel territorio italiano e poter presentare la domanda sulla terra-ferma. Sarebbe infatti contraria allo spirito della Convenzione di Ginevra un'analisi delle domande a bordo della nave, ancorche' essa entrasse in acque territoriali, per l'assenza di tutte le dovute garanzie (ad es. interpreti).&lt;br /&gt;* Se non vengono rispettati i suddetti criteri, il governo italiano e' responsabile della violazione del diritto internazionale sotto i vari profili illustrati - conclude Amnesty International.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108938459459782831?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108938459459782831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108938459459782831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/07/la-nave-cap-anamur-e-il-diritto.html' title='LA NAVE CAP ANAMUR E IL DIRITTO INTERNAZIONALE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108929960402553196</id><published>2004-07-06T17:11:00.000+02:00</published><updated>2004-07-08T17:13:24.026+02:00</updated><title type='text'>I NUOVI AMMINISTRATORI DI MODENA CITTÀ</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Dodici gli assessori, solo una riconferma, quattro le donne&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sindaco Giorgio Pighi ieri sera durante la prima seduta del Consiglio comunale di Modena al termine della lettura della sua relazione programmatica ha diffuso i nomi dei componenti della Giunta da lui presieduta. Ecco i nomi dei nuovi assessori: &lt;br /&gt;Mario Lugli (Margherita) sarà vicesindaco e assessore alle Politiche culturali e al Turismo, Giorgio Razzoli (Margherita) avrà invece le deleghe sulle Politiche economiche, Osservatorio prezzi, Società partecipate e Lavoro. Elisa Romagnoli (Rifondazione) avrà l’assessorato alle Politiche giovanili e Cittadinanza europea. Daniele Sitta (Ds) sarà invece assessore alla Programmazione e gestione del territorio, Infrastrutture e mobilità, Politiche abitative, Simona Arletti (Ds) agli Affari generali, Decentramento, Politiche per la Salute e Pari opportunità, Stefano Bonaccini (Ds) a Lavori Pubblici, Manutenzione viaria, Promozione della città e Centro storico, Francesco Frieri (Rifondazione) a Bilancio e Partecipazione. Francesca Maletti (Margherita) sarà assessore alle Politiche sociali e all’Integrazione, Antonino Marino (Ds) a Sport e Patrimonio, Gualtiero Monticelli (Comunisti italiani) a Personale e Polizia municipale, Gianfranco Orlando (Sdi) alle Politiche ambientali, infine Adriana Querzè (Ds) all’Istruzione e alle Politiche per l’infanzia, Autonomia scolastica e Rapporti con l’Università.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108929960402553196?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108929960402553196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108929960402553196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/07/i-nuovi-amministratori-di-modena-citt.html' title='I NUOVI AMMINISTRATORI DI MODENA CITTÀ'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108930059229690309</id><published>2004-07-03T17:20:00.000+02:00</published><updated>2004-07-08T17:34:22.380+02:00</updated><title type='text'>IRAQ: IL PROCESSO A SADDAM HUSSEIN DEVE ESSERE EQUO</title><content type='html'>Amnesty International e' profondamente preoccupata per l'assenza di avvocati della difesa e per l'evidente censura riscontrate durante la &lt;a href="http://www.nytimes.com/2004/07/02/international/middleeast/02IRAQ.html?th=&amp;pagewanted=all&amp;position="&gt;prima comparizione&lt;/a&gt; in giudizio ieri di Saddam Hussein e degli altri 11 esponenti del governo dell'ex presidente. &lt;br /&gt;«L'inizio dei procedimenti legali che dovranno determinare la &lt;br /&gt;responsabilita' per una serie di crimini considerati genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanita' commessi negli ultimi trent'anni, dev'essere accolto positivamente. Tuttavia, per rendere giustizia alle migliaia di vittime, i procedimenti devono essere equi, imparziali e trasparenti» ha dichiarato Amnesty International.&lt;br /&gt;L'organizzazione e' particolarmente allarmata perché nell'audizione di ieri non e' stato messo a disposizione dell'imputato un avvocato difensore. Sebbene il giudice abbia detto che in futuro sara' concesso a Saddam Hussein di avvalersi della difesa legale, sia lui che gli altri imputati devono poter godere del proprio &lt;a href="http://www.latimes.com/news/opinion/la-oe-scheer6jul06.story"&gt;diritto alla rappresentanza legale&lt;/a&gt; fin dall'inizio del processo. &lt;br /&gt;Anche le evidenti restrizioni, o censure, di alcune udienze di ieri sono oggetto di grave preoccupazione. Sebbene in seguito alcuni dei suoi commenti siano stati trasmessi, il fatto che inizialmente il suono della voce di &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2004/07/02/wirq02.xml"&gt;Saddam Hussein&lt;/a&gt; non fosse udibile, ha fatto nutrire dubbi sul controllo del procedimento. &lt;br /&gt;Informare liberamente del processo e' di straordinaria importanza. Mentre l'accesso del pubblico all'aula giudiziaria puo' essere impraticabile a causa di ragioni di sicurezza, lo svolgimento dei procedimenti deve poter essere riportato da una molteplicita' di mezzi di comunicazione in rappresentanza dei piu' diversi contesti culturali. Alla luce di questo, Amnesty International e' sgomenta alla notizia che durante l'audizione soltanto i giornalisti delle testate statunitensi siano stati fatti entrare nell'aula. E' essenziale che il processo a Saddam Hussein e agli altri imputati sia equo e pubblico affinché gli iracheni e la comunità internazionale possano vedere che si sta facendo giustizia. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108930059229690309?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108930059229690309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108930059229690309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/07/iraq-il-processo-saddam-hussein-deve.html' title='IRAQ: IL PROCESSO A SADDAM HUSSEIN DEVE ESSERE EQUO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108929994736252090</id><published>2004-07-02T17:15:00.000+02:00</published><updated>2004-07-08T17:19:07.363+02:00</updated><title type='text'>DARIO FO RACCONTA IL DUOMO DI MODENA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il Premio Nobel Dario Fo: “Il Duomo di Modena: un monumento unico nella storia”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Premio Nobel Dario Fo dedica il suo nuovo spettacolo (il 19 e il 20 luglio in piazza Grande a Modena) al duomo di Modena.&lt;br /&gt;“Il Duomo di Modena è un libro di pietra, come scrive Giordano Trovabene, ed è anche qualche cosa di più della &lt;em&gt;Biblia pauperum&lt;/em&gt;, cioè una bibbia dei poveri, come la definivano i romantici dell’Ottocento. Questa è la bibbia di un popolo sulla quale è scritta un’epopea dedicata alla presa di coscienza di una intiera comunità; non solo nel senso di popolazione, ma di collettività nella quale sono rappresentate tutte le classi, a partire dalle più umili, che hanno dimostrato di sapersi rendere libere e guadagnare il diritto di contare anche come individui attivi. Un libro che cercheremo di leggere insieme”. &lt;br /&gt;E’ quanto promette Dario Fo introducendo la lezione-spettacolo che diventerà anche un libro scritto ed illustrato dal premio Nobel: &lt;em&gt;Il tempio degli uomini liberi. Il Duomo di Modena&lt;/em&gt;, pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore (con le fotografie del Duomo di Modena di Ghigo Roli, tratte dal volume Il Duomo di Modena, &lt;em&gt;Mirabilia Italiae&lt;/em&gt; edito dallo stesso editore).&lt;br /&gt;Le serate modenesi si preannunciano come un affascinante viaggio, innanzitutto, nelle vicende storiche in cui si dibatte Modena dal IX fino all’XI secolo, quando “gli abitanti della città si trovavano letteralmente circondati da gruppi di potere”: le proprietà dei marchesi di Canossa che giungono sino alla Toscana, e il monastero di Nonantola, nei cui possedimenti pascolano liberi più di mille maiali, e “qualche anima sarcastica assicurava che il sogno di tutti i servi della gleba di quel territorio era quello di nascere maiali”. Gli imperatori sono in continuo conflitto con la Chiesa e le lotte per assumere il potere e i diritti di investitura di vescovi e valvassori sono all’ordine del giorno. In questo “bailamme”, i cittadini di Modena “approfittando del vuoto di potere e controllo sia regio che papale, iniziano la costruzione del loro Grande Duomo ad opera dell’architetto Lanfranco” (è la prima delle grandi opere del passato di cui vengono chiaramente indicati i nomi di architetto, scultore e magister scholarum). &lt;br /&gt;Come avviene per molte delle produzioni artistiche di Dario Fo, la preparazione prevede la lettura delle fonti storiche e lo sbuffo della fantasia, la scrittura di testi, dialoghi e la realizzazione di disegni. Tutto confluirà in due serate molto particolari nelle quali un moderno e originale Premio Nobel restituirà la sua personale lettura di un antico monumento che esprime abilità artistica e creatività popolare. Dario Fo, grazie alla sua inimitabile capacità istrionica, accompagnerà il pubblico tra i bassorilievi del Wiligelmo con una personale rilettura delle Storie della Genesi, sino a svelare allegorie e metafore nascoste tra le pieghe di pietra dei telamoni (“i due sorreggitori che urlano: Aiutateci”), le lastre scolpite della facciata e dei portali, i capitelli del tempio, scoprendovi le figure abnormi e mostruose dell’immaginario medioevale, ma soprattutto tante altre dedicate al lavoro quotidiano degli uomini. Al punto da far dire al Premio Nobel Dario Fo: “Il fatto che sui portali del tempio di Modena si sia dedicata tanta importanza al lavoro dei contadini e degli artigiani ha fatto di questa cattedrale un monumento quasi atipico, unico nella storia”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108929994736252090?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108929994736252090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108929994736252090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/07/dario-fo-racconta-il-duomo-di-modena.html' title='DARIO FO RACCONTA IL DUOMO DI MODENA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108938398495241116</id><published>2004-07-02T16:38:00.000+02:00</published><updated>2004-07-09T16:39:44.953+02:00</updated><title type='text'>3 LUGLIO, GIORNATA DELLE COOPERATIVE</title><content type='html'>“Le Cooperative per una globalizzazione equa: creare opportunità per tutti”: così recita il tema scelto congiuntamente dall’ACI (Alleanza Cooperativa Internazionale) e dall’ONU per la celebrazione, sabato 3 luglio 2004, della “Giornata Internazionale delle Cooperative”: un riconoscimento che richiama l’attenzione sul contributo che le cooperative svolgono nel modellare una globalizzazione a beneficio di tutta la popolazione mondiale, non solo di pochi privilegiati.&lt;br /&gt;Oggi le cooperative, infatti, associano più di 800 milioni di persone e offrono grandi opportunità di lavoro, maggiori e più qualificate di quelle offerte dalle multinazionali, che della globalizzazione sono i primi simboli e beneficiari.&lt;br /&gt;Sebbene le cooperative abbiano “focalizzato” la loro attività sui bisogni locali dei soci e delle loro comunità, esse sono collegate attraverso una rete di società e associazioni e cooperano a livello globale,  condividendo un insieme di valori e principi applicati a livello internazionale. Ad esempio, le cooperative stanno globalizzando le proprie attività attraverso cooperative transnazionali che, proprio nel rispetto dei diritti e delle aspirazioni delle comunità locali, sono economicamente competitive con le imprese multinazionali. Anche le iniziative del commercio equo e solidale includono una componente cooperativa, spesso sia a livello di produzione che di distribuzione, consentendo in questo modo ai produttori più piccoli di avere accesso ai mercati globali. “Ma molto di più può esser fatto – scrive il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, nel suo messaggio per la Giornata Internazionale delle Cooperative – Lo sviluppo delle relazioni internazionali tra cooperative locali è importante per condividere informazioni sia in ambito imprenditoriale che finanziario, e per ampliare le opportunità di mercato. Laddove ha significato, le fusioni tra cooperative all’interno dei vari settori può contribuire a ridurre i costi, ad accrescere le efficienze e ad aumentare il potere d’acquisto. Parallelamente, devono essere esplorate nuove forme di capitalizzazione”. E continua: “I Governi e le Organizzazioni internazionali devono assicurare che le cooperative e le entità imprenditoriali più piccole godano di condizioni paritarie negli ambiti economici e politici. Quindi diventano vitali politiche e normative che sostengano e conducano alla crescita e all’adattamento delle cooperative ai nuovi scenari. Da parte sua, la famiglia ONU continuerà a giocare un ruolo attivo come membro del Comitato per la Promozione e l’Avanzamento delle Cooperative”.&lt;br /&gt; “Quello del primo sabato di luglio – spiega Roberto Vezzelli, Presidente di Legacoop Modena – è ormai un appuntamento storico. Fu istituito 82 anni fa dall’Alleanza Cooperativa Internazionale, che oggi associa centinaia di associazioni cooperative sparse in 100 Paesi del mondo; dieci anni fa anche l’ONU (di cui l’ACI è organizzazione consultiva di prima categoria) proclamò solennemente ogni primo sabato di luglio “Giornata Internazionale delle Cooperative” per sottolinearne il ruolo complessivo di risposta imprenditoriale e la capacità di sostegno alle attività di progetto del sistema ONU. E il tema scelto quest’anno per i Messaggi celebrativi di Kofi Annan, Segretario Generale dell’ONU, e di Ivano Barberini, Presidente dell’ACI,(I Messaggi originari sono a disposizione presso Legacoop Modena n.d.r.), evidenza proprio il contributo che le cooperative stanno apportando agli sforzi globali per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. Tra questi una globalizzazione che crei opportunità per tutti”.&lt;br /&gt;“E’ un riconoscimento importante. Un riconoscimento – aggiunge Vezzelli – che a Modena stiamo festeggiando coi fatti.”&lt;br /&gt;Proprio in questi giorni, infatti, le 186 imprese cooperative aderenti a Legacoop Modena stanno terminando la presentazione dei loro bilanci economici e sociali 2003 e delle prospettive di sviluppo. I risultati sono incoraggianti.&lt;br /&gt;“Nel 2003 è innanzitutto aumentata la base sociale delle cooperative (+ 7,7% sul 2002), raggiungendo le 546.000 unità. Di questi soci, - sottolinea il Presidente di Legacoop Modena – ben 280.000 sono cittadini modenesi e la loro crescita conferma la fiducia nella funzione cooperativa.&lt;br /&gt;E’ inoltre cresciuta la ricchezza prodotta e distribuita; i ricavi 2003 hanno raggiunto i 4.820 milioni di euro: + 9% sul 2002. Anche il patrimonio netto è aumentato dell’8%, arrivando a 1.442 milioni di euro. E il capitale sociale delle cooperative a 291 milioni.&lt;br /&gt;E’ cresciuta anche la solidarietà esterna, che rappresenta il contributo cooperativo agli aiuti internazionali, alle emergenze sociali e ai progetti culturali ed imprenditoriali del territorio. Se alla “visibilità” dell’impegno sociale di Coop Estense e Nordiconad aggiungessimo anche il restante “iceberg” cooperativo, potremmo calcolare in almeno due milioni di euro l’importo complessivo di tale attività”.&lt;br /&gt;“E’ ulteriormente aumentato anche il contributo cooperativo all’occupazione – conclude Vezzelli – Nel 2003 le 186 cooperative aderenti a Legacoop Modena hanno raggiunto i 20.700 occupati (15.928 sono modenesi), con un aumento medio del +2% sul 2002. E’ un risultato di cui andare orgogliosi perché conferma un trend positivo che, non solo a Modena, dura da molti anni. Basti pensare che le analisi sui dati nazionali ISTAT degli ultimi 25 anni evidenziano per le imprese cooperative un incremento occupazionale del +200%; negli stessi settori di attività quello dell’imprenditoria privata si limita al + 20%…”&lt;br /&gt;Anche solo la concretezza dei numeri, pertanto, sta confermando il modello cooperativo come strumento di sviluppo e come risorsa per la comunità. E sarà questa certezza, pertanto, il filo conduttore dei festeggiamenti di sabato 3 luglio: “Giornata Internazionale delle Cooperative”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108938398495241116?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108938398495241116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108938398495241116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/07/3-luglio-giornata-delle-cooperative.html' title='3 LUGLIO, GIORNATA DELLE COOPERATIVE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108930181958943899</id><published>2004-07-01T17:36:00.000+02:00</published><updated>2004-07-08T17:50:19.590+02:00</updated><title type='text'>SUDAN: I RESPONSABILI DEI CRIMINI DI GUERRA DEVONO RISPONDERE DEL LORO OPERATO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;CHIEDE AMNESTY INTERNATIONAL&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione dei colloqui del Segretario di Stato Usa Colin Powell e del Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan con il presidente sudanese Omar al-Beshir, Amnesty International ha chiesto che sia posta fine all'impunita' per i responsabili della &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/famine/story/0,12128,1232009,00.html"&gt;tragedia umanitaria&lt;/a&gt; e dei diritti umani in atto in Sudan.&lt;br /&gt;La responsabilita' di assicurare la giustizia in Sudan resta principalmente nelle mani del governo sudanese. Tuttavia,l'intera &lt;br /&gt;comunita' internazionale ha il dovere di lottare contro l'impunita' consegnando alla giustizia gli autori di crimini di diritto internazionale attraverso l'esercizio della giurisdizione universale. Assicurare la giustizia significa indagare sulle denunce di crimini di guerra e crimini contro l'umanita', incriminarne gli autori, chi li ha ordinati e chi vi ha collaborato, celebrare processi equi senza pena di morte e assicurare il risarcimento delle vittime.&lt;br /&gt;«L'impunita' per gli abusi dei diritti umani alimenta solo ulteriori violazioni. Coloro che sono stati uccisi, stuprati, rapiti e costretti ad abbandonare il &lt;a href="http://observer.guardian.co.uk/international/story/0,6903,1227828,00.html"&gt;Darfur&lt;/a&gt; sanno che gli autori di analoghi crimini commessi nei monti Nuba e nel sud, sono rimasti impuniti. Se non si riconosce la responsabilita' di coloro che compiono crimini di guerra, non ci sara' mai  pace in Sudan» ha dichiarato Amnesty International. &lt;br /&gt;«Lo stupro e le uccisioni commesse dalle milizie filo-governative Janjawid nel Darfur costituiscono crimini di guerra. Le uccisioni sistematiche e diffuse, gli stupri e lo sfollamento forzato sono crimini contro l'umanita'. Crimini di guerra e crimini contro l'umanita' sono stati commessi anche nel Sudan meridionale da tutte le parti in conflitto» ha aggiunto l'organizzazione.&lt;br /&gt;Il 19 giugno il presidente Omar al-Bashir ha dichiarato in televisione che avrebbe sottoposto a controllo e perseguito tutti i gruppi illegali, come i Janjawid, consegnandoli alla giustizia. Nei loro colloqui con al-Bashir, &lt;a href="http://www.nytimes.com/2004/07/01/international/africa/01SUDA.html?th=&amp;pagewanted=all&amp;position="&gt;il Segretario di Stato Usa Colin Powell e il Segretario Generale dell'Onu Kofi Annan&lt;/a&gt; devono chiedere che cio' sia fatto immediatamente.&lt;br /&gt;Durante i 20 anni di guerra nel sud, le forze armate sudanesi e le milizie sostenute dal governo hanno ucciso, stuprato e rapito migliaia di sudanesi. Allo stesso tempo, l'Esercito popolare di liberazione del Sudan (Spla), le milizie alleate a questo gruppo armato ed altre milizie indipendenti hanno ucciso e stuprato con uguale impunita'.&lt;br /&gt;Mentre i negoziati di pace tra il governo sudanese e lo Spla andavano avanti pur con difficolta' dopo il 2002, Khartoum ha sostenuto gli attacchi delle milizie Janjawid nei confronti dei gruppi etnici del Sudan occidentale i quali, denunciando l'emarginazione e la carenza di protezione, avevano costituito un Esercito sudanese di liberazione. Oggi, un milione di profughi interni nel Darfur devono fronteggiare fame e malattie. Altri 130.000 sono fuggiti in Ciad.&lt;br /&gt;Il 5 giugno 2004, dopo due anni di negoziati, e' stata finalmente siglata la pace tra il governo del Sudan e lo Spla. Ma i protocolli sui quali si e' basato l'accordo di pace non fanno riferimento alla responsabilita' penale per le gravi violazioni dei diritti umani del passato. &lt;br /&gt;«Tollerando questa impunita' il governo e lo Spla, cosi' come i mediatori e gli osservatori del processo di pace nel sud del paese, accettano che il diritto internazionale umanitario possa essere violato senza conseguenze» ha affermato Amnesty International.&lt;br /&gt;Amnesty International ha ripetutamente chiesto il dispiegamento di osservatori sui diritti umani nel Sudan meridionale col compito di indagare sulle denunce di gravi violazioni dei diritti umani e di chiamare gli autori di abusi dei diritti umani a rispondere delle proprie azioni.&lt;br /&gt;Rispetto al conflitto nel Darfur, Amnesty International chiede:&lt;br /&gt;- una commissione internazionale di inchiesta per esaminare le prove di crimini di guerra, crimini contro l'umanita' e altre violazioni del diritto internazionale umanitario, cosi' come denunce di genocidio;&lt;br /&gt;- l'immediato dispiegamento di osservatori per i diritti umani in numero sufficiente e con le risorse necessarie per indagare e riferire sulle gravi violazioni dei diritti umani;&lt;br /&gt;- il disarmo e lo scioglimento delle milizie Janjawid, a cui occorre impedire una volta per tutte di compiere abusi nei confronti della popolazione civile.&lt;br /&gt;Il Sudan ha siglato, ma non ratificato, lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Tra i suoi primi atti il nuovo governo, basato sulla divisione del potere stabilita dall'accordo di pace di Nairobi tra il governo e lo Spla, deve ratificare lo Statuto di Roma. Questo gesto trasmettera' al popolo sudanese il segnale che le orribili violazioni del diritto umanitario e dei diritti umani commesse per oltre 20 anni &lt;a href="http://www.tnr.com/doc.mhtml?i=20040705&amp;s=editorial070504"&gt;non saranno piu' accettate&lt;/a&gt;. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108930181958943899?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108930181958943899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108930181958943899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/07/sudan-i-responsabili-dei-crimini-di.html' title='SUDAN: I RESPONSABILI DEI CRIMINI DI GUERRA DEVONO RISPONDERE DEL LORO OPERATO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108860629744110299</id><published>2004-06-30T16:31:00.000+02:00</published><updated>2004-06-30T16:43:10.316+02:00</updated><title type='text'>APPELLO CONTRO IL PROGETTO DI LEGGE CASTELLI SULLA MAGISTRATURA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il governo ha chiesto e ottenuto la &lt;a href="http://www.repubblica.it/2004/a/sezioni/politica/rifogiu/votofidd/votofidd.html"&gt;fiducia&lt;/a&gt; alla Camera sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Il &lt;a href="http://www.cittadinolex.kataweb.it/Article/0,1519,28830|1,00.html"&gt;testo&lt;/a&gt; del maxiemendamento è pronto e «tecnicamente» contiene alcune modifiche rispetto a quello licenziato dalla commissione Giustizia. Il Csm ha già espresso un giudizio critico, contestando l’incostituzionalità di alcuni suoi passaggi e denunciando che con questa riforma si opera nei fatti la separazione delle carriere. Durante le audizioni, molti avvocati hanno espresso riserve. &lt;a href="http://www.libertaegiustizia.it/index.asp"&gt;Libertà e Giustizia&lt;/a&gt; ha preparato un testo con alcuni dei punti maggiormente contestati, attorno al quale si augura di poter raccogliere il consenso di molti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il testo dell'appello&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LeG invita gli avvocati, di ogni orientamento politico, a manifestare il loro dissenso rispetto al progetto di legge Castelli, perché tale progetto non costituisce una risposta adeguata ai problemi della giustizia nel nostro paese. Infatti: &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt; la moltiplicazione dei concorsi interni al percorso di carriera dei magistrati non serve a garantire maggior efficienza né maggiore qualità della giurisdizione;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2)&lt;/strong&gt; la gerarchizzazione delle procure, con l’attribuzione al solo procuratore capo della titolarità dell’azione penale nonché di un illimitato potere di avocazione delle inchieste affidate ai sostituti, riporta il nostro sistema giudiziario indietro di decenni ed appare motivata essenzialmente dal timore che la magistratura eserciti il proprio ruolo costituzionale di controllo anche nei confronti del potere politico;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3)&lt;/strong&gt; il sistema degli illeciti disciplinari previsto dal progetto Castelli costituisce una ingiustificata ingerenza nel processo di motivazione e redazione delle sentenze, di per sé già soggetto a controllo nei diversi gradi di giudizio: al punto che si arriva a dover precisare che “non costituisce illecito disciplinare la valutazione del fatto e delle prove”! inoltre, sono previste fattispecie di illeciti disciplinari del tutto vaghe e di dubbia costituzionalità; infine, al Procuratore generale è dato, in sede di procedimento disciplinare, un discutibile potere di accesso ad atti coperti da segreto istruttorio;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4)&lt;/strong&gt; i limitati elementi di efficienza presenti nel progetto Castelli - quali l’ufficio del Giudice ed il manager deputato a migliorare l’organizzazione degli uffici giudiziari – sono stati eliminati nell’ultima lettura alla Camera, per mancanza di copertura finanziaria.&lt;br /&gt;Alla luce di quanto sopra, il progetto Castelli si conferma una pessima ed inutile controriforma dell’ordinamento giudiziario, che ignora i reali problemi con i quali gli avvocati e tutti gli utenti della giustizia si confrontano quotidianamente: mancanza di risorse e di personale, inefficienza, eccessiva lunghezza dei processi, disuguale qualità della giurisdizione.&lt;br /&gt;Gli avvocati esprimono quindi la loro ferma contrarietà a questo progetto e chiedono che il governo si applichi ad affrontare i gravi problemi che affliggono il sistema della giustizia con onestà di intenti e nell’interesse dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;per adesioni:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;info@libertaegiustizia.it&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;fax 0245491067 &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108860629744110299?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108860629744110299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108860629744110299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/06/appello-contro-il-progetto-di-legge.html' title='APPELLO CONTRO IL PROGETTO DI LEGGE CASTELLI SULLA MAGISTRATURA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108930257637568577</id><published>2004-06-29T17:53:00.000+02:00</published><updated>2004-07-08T18:05:23.106+02:00</updated><title type='text'>IRAQ: FONDAMENTALE PROTEGGERE I DIRITTI UMANI NEL PERIODO DI TRANSIZIONE</title><content type='html'>Nel giorno del passaggio dei poteri in Iraq, sono ancora molteper Amnesty International le questioni riguardanti i diritti umani da risolvere. In particolare, e' urgentemente necessario chiarire quale sara' il destino di migliaia di prigionieri e il ruolo, la responsabilita' politica e quella giuridica della Forza multinazionale.&lt;br /&gt;In un rapporto reso pubblico oggi, intitolato &lt;em&gt;&lt;a href="http://web.amnesty.org/library/index/engmde140302004"&gt;Iraq: la protezione e la promozione dei diritti umani sono fondamentali nel periodo di transizione&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, Amnesty International ha chiesto a tutte le parti coinvolte in Iraq di prendere una posizione netta sul rispetto del diritto internazionale.&lt;br /&gt;«E' fondamentale che si sappia a chi e' affidata la responsabilita', sul piano giuridico, di coloro che resteranno in stato di detenzione, anche e soprattutto alla luce dello scandaloso trattamento cui sono stati sottoposti i prigionieri di Abu Ghraib e del mancato rispetto, da parte delle forze angloamericane, degli obblighi stabiliti dalle Convenzioni di Ginevra sulla protezione da tortura e maltrattamenti dei prigionieri e delle persone arrestate» ha dichiarato l'organizzazione per i diritti umani. «E' necessaria la massima trasparenza su tutte le persone in stato di detenzione: quella dei 'detenuti fantasma' e' una situazione che non deve ripetersi piu'».&lt;br /&gt;Amnesty International non ha ancora ricevuto risposta alla lettera aperta inviata il 9 giugno al rappresentante permanente degli Usa alle Nazioni Unite, John Negroponte, nella quale l'associazione si era dichiarata fortemente preoccupata per il fatto che la risoluzione 1546 non avesse chiarito cosa sarebbe accaduto alle migliaia di persone detenute dalle forze occupanti.&lt;br /&gt;Gli Usa hanno annunciato l'intenzione di continuare a tenere in stato di detenzione, senza accusa e senza chiarire su quale base legale, tra 4000 e 5000 prigionieri. Ma se, come proclama la risoluzione dell'Onu, l'occupazione termina effettivamente col passaggio dei poteri, il diritto umanitario prevede che tutti i prigionieri di guerra, i detenuti e le altre persone agli arresti dovranno essere rilasciati.&lt;br /&gt;Ogni ulteriore detenzione da parte degli Usa o di altri paesi della Forza multinazionale dopo il passaggio dei poteri sarebbe dunque illegale. Le persone rilasciate potrebbero essere nuovamente arrestate solo dalle autorita' irachene per motivi fondati sulla legge irachena e in linea con gli standard del diritto internazionale. Il periodo che inizia oggi e' decisivo per il futuro dell'Iraq in relazione al rispetto e alla promozione del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario. Amnesty International ha chiesto al nuovo Governo iracheno di invitare esperti sui diritti umani delle Nazioni Unite, tra cui il Relatore speciale sull'indipendenza dei giudici e degli avvocati, il presidente del Gruppo di lavoro sulle detenzioni arbitrarie e il Relatore speciale sulla tortura, i quali il 25 giugno hanno annunciato l'intenzione di visitare l'Iraq. Amnesty International ha inoltre sollecitato l'Alto commissario per i diritti umani, il Segretario generale e il Consiglio di sicurezza dell'Onu a fare il massimo possibile per consentire tale visita al piu' presto.&lt;br /&gt;I gruppi armati hanno mostrato il loro disprezzo nei confronti del diritto umanitario avviando una campagna di attacchi indiscriminati contro la popolazione civile, donne e bambini compresi. Nel rapporto reso pubblico oggi, Amnesty International elenca una serie di raccomandazioni rivolte alle Nazioni Unite, al Governo transitorio dell'Iraq, alla Forza multinazionale e ai gruppi armati:&lt;br /&gt;- le Nazioni Unite dovranno istituire una commissione indipendente composta da esperti legali per rivedere il sistema giudiziario iracheno onde rendere le leggi del paese conformi agli standard internazionali sui diritti umani;&lt;br /&gt;- dovranno essere dispiegati osservatori sui diritti umani col compito di supervisionare tutti i centri di detenzione e di rivolgere e rendere pubbliche le proprie raccomandazioni alle autorita' competenti;&lt;br /&gt;- il Governo transitorio dell'Iraq dovra' rendere chiaro che non saranno tollerate violazioni dei diritti umani, a prescindere da chi le avra' compiute o da chi vi sara' implicato;&lt;br /&gt;- dovra' essere istituita una commissione indipendente e imparziale per esaminare le credenziali di ogni persona che intende entrare nell'esercito o nella polizia e, inoltre, tutte le forze incaricate del rispetto della  legge e dell'ordine dovranno ricevere una adeguata formazione in tema di diritti umani;&lt;br /&gt;- i diritti delle donne dovranno essere garantiti attraverso l'adozione di misure efficaci per combattere la tortura, lo stupro, la violenza domestica e l'omicidio e mediante la revisione integrale di tutte le leggi e le pratiche discriminatorie;&lt;br /&gt;- la Forza multinazionale a guida Usa dovra' porre fine al fenomeno dei 'detenuti fantasma' e fornire immediatamente informazioni complete e aggiornate su tutte le persone in stato di detenzione e sul loro status legale;&lt;br /&gt;- ogni persona sospettata di aver commesso abusi nei confronti dei detenuti dovra' essere sottoposta a un'inchiesta rapida, i responsabili dovranno essere portati in giudizio e le vittime risarcite;&lt;br /&gt;- sia il Governo transitorio dell'Iraq che la Forza multinazionale dovranno garantire l'accesso incondizionato a tutti i prigionieri da parte di organismi internazionali, avvocati, famiglie e organizzazioni per i diritti umani;&lt;br /&gt;- tutti i gruppi armati dovranno rispettare gli standard del diritto umanitario e, in particolare, porre fine al sequestro di ostaggi, alla tortura e alle uccisioni di civili.&lt;br /&gt;«Il Governo transitorio dell'Iraq, la Forza multinazionale e le altre parti coinvolte devono assicurare il rispetto del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario e mostrare che le violazioni dei diritti umani non saranno tollerate, a prescindere dai responsabili» ha concluso Amnesty International.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108930257637568577?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108930257637568577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108930257637568577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/06/iraq-fondamentale-proteggere-i-diritti.html' title='IRAQ: FONDAMENTALE PROTEGGERE I DIRITTI UMANI NEL PERIODO DI TRANSIZIONE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108860977492049734</id><published>2004-06-24T17:30:00.000+02:00</published><updated>2004-06-30T17:36:14.920+02:00</updated><title type='text'>ELEZIONI COMUNALI A MODENA, ECCO GLI ELETTI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;La composizione del nuovo Consiglio: tutti i nomi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati delle elezioni per il sindaco di Modena e il Consiglio comunale sono stati comunicati ufficialmente questa mattina dall’Ufficio elettorale centrale presso il Tribunale. E’ confermata la prima composizione provvisoria del Consiglio comunale, con ventisei consiglieri alla maggioranza che appoggia il nuovo sindaco Giorgio Pighi, il quale ha riportato 70mila e 350 voti personali. I consiglieri di maggioranza sono divisi tra sei gruppi: Ds (17), Margherita (4), Rifondazione comunista (2), Verdi (1), Italia dei Valori (1), Sdi (1).&lt;br /&gt;I consiglieri della coalizione che ha sostenuto Teobaldo Flori (34.459 voti personali) sono invece 12: oltre al candidato sindaco sette di Forza Italia, due di An, due dell’Udc, uno di Modena a colori. Entra in Consiglio anche il candidato sindaco della Lega Nord Mauro Manfredini (3.347 voti personali). Gli altri due candidati a sindaco, Paolo Andreoli e Fabio Galli, hanno infine ottenuto, rispettivamente, 521 voti personali e 1.647 voti personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ecco la composizione del Consiglio comunale:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ds &lt;/strong&gt;(17 consiglieri): Stefano Bonaccini, Danilo Bassoli, Giuseppe Campana, Fausto Cigni, Ubaldo Fraulini, Ercole Toni (già consiglieri nella scorsa legislatura), Renato Cocchi, Maurizio Dori, Silvia Facchini, Giovanna Lolli, Michele Andreana, William Garagnani, Mara Masini, Giorgio Prampolini, Eugenia Rossi, Loretta Sgarbi, Teodoro Vetrugno. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Margherita&lt;/strong&gt; (quattro consiglieri): Ennio Cottafavi, Alberto Caldana (già assessori della Giunta Barbolini), Enrico Artioli e Giorgio Razzoli.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rifondazione comunista&lt;/strong&gt; (due consiglieri): Giancarlo Montorsi e Alvaro Colombo (assessore uscente).&lt;br /&gt;Per i &lt;strong&gt;Verdi&lt;/strong&gt; entra in Consiglio Mauro Tesauro (già assessore nella precedente Giunta).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riformisti-Sdi &lt;/strong&gt;(un consigliere): Sergio Rusticali&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lista Di Pietro-Occhetto&lt;/strong&gt; (un consigliere): Maria Rosa Fino&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Forza Italia &lt;/strong&gt;(sette consiglieri): Olga Vecchi, Adolfo Morandi, Achille Caropreso (già in consiglio nella legislatura 1999-2004), Andrea Leoni, Mario Tamburi, Dante Mazzi, Ivo Esposito.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Udc &lt;/strong&gt;(due consiglieri): Davide Torrini (riconfermato) e Sergio Celloni &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;An &lt;/strong&gt;(due consiglieri): Andrea Galli (riconfermato) e Michele Barcaiuolo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Modena a colori &lt;/strong&gt;: Teobaldo Flori (candidato a sindaco); Paolo Ballestrazzi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lega Nord&lt;/strong&gt; Mauro Manfredini (candidato a sindaco).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108860977492049734?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108860977492049734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108860977492049734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/06/elezioni-comunali-modena-ecco-gli.html' title='ELEZIONI COMUNALI A MODENA, ECCO GLI ELETTI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108610491247766584</id><published>2004-06-01T17:43:00.000+02:00</published><updated>2004-06-01T17:48:32.476+02:00</updated><title type='text'>UN CHI L'HA VISTO? PER CANI E GATTI</title><content type='html'>È nato &lt;a href="http://www.animalipersieritrovati.org"&gt;www.animalipersieritrovati.org&lt;/a&gt;, un sito internet di annunci, gestito da un gruppo di volontari e dedicato a tutti coloro che desiderano comunicare lo smarrimento o il ritrovamento di un animale da compagnia. Il servizio offerto dal sito è gratuito, libero a tutti e si prefigge di aiutare, consigliare su cosa fare, a quali strutture rivolgersi per ricevere un aiuto qualificato e dare spazio alla gioia quando una storia va a buon fine. Il sito è quindi a disposizione del singolo cittadino, di canili/gattili, associazioni, enti e strutture, come anche dei veterinari a cui vengono segnalati o portati animali smarriti e magari anche feriti. Il sito è strutturato in modo semplice ed immediato ed in breve sarà disponibile anche in un nuovo layout che consentirà l'accesso e l'uso anche ai portatori di handycap. Nella sezione annunci è possibile segnalare lo smarrimento del proprio animale da compagnia o il ritrovamento di un animale che ha smarrito i suoi compagni umani. E' disponibile anche un apposito campo per i numeri di tatuaggio/microchip e molti canili ci hanno già offerto la loro collaborazione. Verranno infatti gradualmente inseriti on-line i cani accuditi in tali strutture e che, nonostante il tatuaggio/microchip, non sono riusciti a tornare a casa. Oltre alla sezione degli annunci è disponibile un database in continua fase di aggiornamento che riporta indirizzi di strutture, associazioni e numeri utili. E' unico nel suo genere, perché al momento non esiste in Italia nessuna banca dati analoga, trasversale, aggiornata ed accessibile al pubblico. Questo database attualmente raccoglie già moltissimi indirizzi ed offre la possibilità di accedere ad un archivio on-line a copertura nazionale. Un ulteriore servizio del sito offre la possibilità di iscriversi ad una mailing list che avvisa automaticamente l’utente iscritto su ogni annuncio di smarrimento e ritrovamento pubblicato nella provincia prescelta. Insieme agli innovativi "volantini parlanti" (vd. sezione download) studiati appositamente per facilitare la comunicazione e il riconoscimento del messaggio anche a grandi distanze, l'iscrizione a questa mailing list è di grande importanza per dare a tutti gli interessati l'opportunità di aiutare attivamente nelle operazioni di ricerca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108610491247766584?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108610491247766584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108610491247766584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/06/un-chi-lha-visto-per-cani-e-gatti.html' title='UN &lt;em&gt;CHI L&apos;HA VISTO?&lt;/em&gt; PER CANI E GATTI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108574676100859422</id><published>2004-05-28T14:17:00.000+02:00</published><updated>2004-05-28T14:19:21.006+02:00</updated><title type='text'>PALAZZO S. MARGHERITA, APERTI AL PUBBLICO I NUOVI SPAZI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Sabato 29 e domenica 30 maggio, in occasione della Settimana della Cultura. Con proiezioni non stop per scoprire le raccolte d’arte e la storia dei luoghi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un lungo e impegnativo restauro, nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 maggio, in concomitanza con la Settimana della Cultura, Palazzo Santa Margherita (corso Canalchiaro 103) mostra al pubblico i nuovi spazi. I modenesi potranno visitare le sale, oggi ancora vuote, destinate a custodire le collezioni della Galleria Civica e il Museo della Figurina. Non sarà invece aperta al pubblico la grande ed imponente Sala Panaro, destinata ad accogliere i nuovi servizi della Biblioteca Delfini, dove i lavori stanno tuttora procedendo. Dagli spazi accessibili sarà possibile apprezzare l’articolazione dei volumi e la precisione dei dettagli architettonici in un percorso inedito e suggestivo. Negli stessi spazi, alcune proiezioni offriranno, inoltre, uno spaccato della storia del Palazzo - che si appresta ad essere un polo culturale della città - e delle raccolte d’arte che vi confluiranno.&lt;br /&gt;Sabato e domenica, dalle ore 10,30 alle 19, nell’ala del Palazzo che si affaccia su Corso Canalgrande, al secondo piano sarà in proiezione “Anteprima sul Museo della Figurina”, la suggestiva serie di immagini che animerà i locali destinati al Museo della Figurina e introdurrà ai contenuti e ai temi che il visitatore, tra pochi mesi, potrà approfondire nella Wunderkammer progettata per il nuovo Museo. Con oltre 500.000 pezzi, il Museo rappresenterà un centro espositivo e un contenitore culturale unico al mondo. Il nucleo centrale della raccolta è costituito da figurine, sia pubblicitarie che di altra natura, stampate a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e in molti casi corredate da album. La collezione, nata dalla passione di Giuseppe Panini e confluita nelle raccolte comunali, è completata da menu, segnaposti, libretti da cucina, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, bozzetti originali, progressive di stampa e pietre litografiche.&lt;br /&gt;Mentre, nelle nuove sale della Galleria Civica, sarà proiettata “Metamorfosi di un luogo”, proiezione non stop di immagini d’epoca provenienti dalle Raccolte fotografiche Modenesi Giuseppe Panini e dal Fondo Gelli dell’Archivio del Comune di Modena. Documenti fotografici, suggestioni visive, ricordi e testimonianze storiche che ripercorrono, a partire dai primi decenni del Novecento, la storia di Palazzo Santa Margherita, dal 1874 sede del Patronato Figli del popolo e, in seguito, della gloriosa Società sportiva Panaro. &lt;br /&gt;Infine, la proiezione “Anteprima sulla Galleria Civica” presenterà il patrimonio della Galleria attraverso una scenografica sequenza di immagini digitali: la Raccolta del Disegno Contemporaneo, quasi 5000 opere su carta dei maggiori rappresentanti dell’arte italiana del Novecento, cui si è aggiunto di recente, in comodato gratuito, il nucleo della Collezione Don Casimiro Bettelli, ricco di oltre un migliaio di opere, disegni e grafiche di autori della seconda metà del XX secolo. E ancora la Raccolta della Fotografia Contemporanea, oltre 3000 immagini dei fotografi più accreditati nel panorama internazionale.&lt;br /&gt;Anche nel week end (con orario continuato dalle 10.30 alle 19) sarà possibile visitare gratuitamente la mostra “POP ART UK. British Pop Art 1956-1972” dedicata alla straordinaria stagione dell’arte inglese che va dalla metà degli anni Cinquanta agli inizi degli anni Settanta. Domenica 30 alle 15.30 è prevista una visita guidata gratuita alle sedi espositive, con inizio da Palazzo Santa Margherita. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108574676100859422?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108574676100859422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108574676100859422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/05/palazzo-s-margherita-aperti-al.html' title='PALAZZO S. MARGHERITA, APERTI AL PUBBLICO I NUOVI SPAZI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108567190787374459</id><published>2004-05-26T17:20:00.000+02:00</published><updated>2004-05-28T14:35:46.253+02:00</updated><title type='text'>'GUERRA AI VALORI GLOBALI'. RAPPORTO 2004 DI AMNESTY INTERNATIONAL</title><content type='html'>&lt;strong&gt;ATTACCHI DEI GRUPPI ARMATI E DEI GOVERNI ALIMENTANO SFIDUCIA, PAURA E DIVISIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I governi e i gruppi armati hanno scatenato una guerra ai valori globali, distruggendo i diritti umani della gente comune. E' questo il grido d'allarme lanciato da Amnesty International in occasione della presentazione del suo &lt;a href="http://www.amnesty.it/pubblicazioni/rapporto2004/"&gt;Rapporto Annuale 2004&lt;/a&gt;, avvenuta questa mattina a Roma. La violenza dei gruppi armati e l'escalation di violazioni ad opera dei governi si sono miscelate per dare vita al piu' grande attacco ai diritti umani e al diritto umanitario degli ultimi 50 anni, in un mondo dominato da crescente sfiducia, paura e divisione.&lt;br /&gt;«Gli attacchi crudeli, criminali e spietati dei gruppi armati come al-Qa'ida costituiscono una minaccia assai concreta alla sicurezza della gente in ogni parte del mondo. Li condanniamo nel modo piu' totale. Si tratta di 'crimini gravi' ai sensi del diritto internazionale, che in alcuni casi costituiscono veri e propri crimini di guerra e crimini contro l'umanita» ha dichiarato Marco Bertotto, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International.&lt;br /&gt;L'organizzazione ha condannato duramente i gruppi armati responsabili di atrocita' come gli attentati ai treni dell'11 marzo a Madrid e l'attacco contro la sede dell'Onu in Iraq, il 19 agosto 2003, in cui rimase ucciso l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Sergio Viera de Mello. I violenti attacchi nei confronti della popolazione civile e delle istituzioni che hanno il compito di trovare soluzioni ai conflitti e all'insicurezza - come la stessa Onu e il Comitato internazionale della Croce Rossa - rappresentano una nuova, grave minaccia alla giustizia internazionale.&lt;br /&gt;«Ma a lasciare senza parole e' anche il fatto che i principi del diritto internazionale e gli strumenti dell'azione multilaterale che potrebbero proteggerci da questi attacchi vengono minacciati, ridimensionati o distrutti da governi potenti - ha aggiunto Bertotto - che stanno perdendo la loro compassione morale e sacrificando i valori globali dei diritti umani al cieco perseguimento della sicurezza. Quest'assenza di leadership rappresenta una pericolosa concessione ai gruppi armati».&lt;br /&gt;«L'agenda della sicurezza globale promossa dall'amministrazione Usa e' un fallimento in termini di visione e una sconfitta in termini di principi. Violando i diritti umani all'interno, chiudendo gli occhi sugli abusi all'estero e usando la forza militare preventiva dove e quando vogliono, gli Usa hanno recato un danno alla giustizia e alla liberta' e hanno reso il mondo un luogo piu' pericoloso».&lt;br /&gt;Il Rapporto Annuale 2004 di Amnesty International denuncia uccisioni illegali ad opera delle forze della Coalizione e dei gruppi armati in Iraq. I casi di maltrattamenti e torture evidenziano la vulnerabilita' di centinaia di prigionieri, non solo in Iraq ma anche in Afghanistan, a Guantánamo Bay e altrove, detenuti dagli Usa e dai loro alleati senza accusa, processo o possibilita' di accedere a un avvocato o di beneficiare della protezione della Convenzione di Ginevra.&lt;br /&gt;«Non proteggendo i diritti di coloro che possono essere colpevoli, i governi minacciano i diritti degli innocenti e pongono tutti noi a rischio» ha proseguito Bertotto.&lt;br /&gt;La 'guerra al terrore' e la guerra in Iraq hanno favorito una nuova ondata di abusi dei diritti umani e hanno distolto l'attenzione del mondo da quelli gia' in corso. Il Rapporto Annuale 2004 di Amnesty International denuncia devastanti conflitti interni, nascosti agli occhi del mondo, in Cecenia, Colombia, Nepal, Repubblica Democratica del Congo e Sudan, paesi che sono terreno di coltura per alcune delle piu' grandi atrocita'. La violenza in Israele e nei Territori Occupati e' aumentata mentre altrove molti governi hanno apertamente portato avanti politiche repressive.&lt;br /&gt;«Quei governi che si dicevano ossessionati dalla minaccia delle armi di distruzione di massa in Iraq, hanno permesso alle vere armi di distruzione di massa - ingiustizia, impunita', poverta', discriminazione, razzismo, traffico incontrollato di armi leggere, violenza contro le donne e abusi sui bambini - di agire incontrollate» ha accusato Bertotto. «Il mondo ha disperatamente bisogno di una leadership ispirata ai valori globali dei diritti umani».&lt;br /&gt;Pur denunciando abusi e impunita', ipocrisia e doppi standard dei governi, Amnesty International vuole sottolineare il potere sempre piu' crescente che la societa' civile sta assumendo per invertire la corrente in favore dei diritti umani. Vi sono segnali inequivocabili di un movimento per la giustizia globale: i milioni di persone che manifestano in ogni parte del mondo per esprimere solidarieta' alla popolazione irachena, gli spagnoli che scendono in strada in nome dell'umanita' dopo gli attentati di Madrid, i cittadini del mondo che si riuniscono al Forum sociale mondiale in Brasile.&lt;br /&gt;A livello globale, nonostante la crociata degli Usa per indebolire la giustizia internazionale e assicurare immunita' planetaria ai suoi cittadini, la Corte penale internazionale ha nominato il suo procuratore e ha iniziato i suoi lavori. A poco a poco, i tribunali degli Usa e del Regno Unito hanno iniziato a mettere sotto osservazione le azioni dei rispettivi governi per limitare i diritti umani.&lt;br /&gt;«I diritti umani sono importanti perche' offrono una visione potente e vincolante di un mondo migliore e piu' giusto e un concreto progetto su come arrivarci. Questi valori globali di giustizia sono la strada piu' efficace per la sicurezza e la pace» ha concluso Bertotto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108567190787374459?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108567190787374459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108567190787374459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/05/guerra-ai-valori-globali-rapporto-2004.html' title='&apos;GUERRA AI VALORI GLOBALI&apos;. RAPPORTO 2004 DI AMNESTY INTERNATIONAL'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108403057199831722</id><published>2004-05-08T17:36:00.000+02:00</published><updated>2004-05-28T14:30:21.723+02:00</updated><title type='text'>"CRIMINI DI GUERRA AD ABU GHRAIB"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA UN SISTEMA DI BRUTALITA' E CRUDELTA'&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una lettera aperta inviata oggi al presidente statunitense George W. Bush, Amnesty International afferma che gli abusi commessi dalle forze Usa nella prigione irachena di Abu Ghraib costituiscono crimini di guerra. L'organizzazione per i diritti umani chiede indagini complete che garantiscano che non vi sara' impunita' per i responsabili della torture, a prescindere dalla loro posizione o dal loro grado. Nel corso degli ultimi due anni, Amnesty International ha documentato un sistema di abusi commessi dalle forze Usa ai danni dei detenuti, in Iraq come in Afghanistan.&lt;br /&gt;Nonostante il segretario alla Difesa Rumsfeld abbia dichiarato di essere "sconvolto" dagli abusi commessi ad Abu Ghraib e che si tratterebbe di "un'eccezione" anziche' di "un sistema o una prassi", negli ultimi due anni Amnesty International ha segnalato ai piu' alti vertici del governo di Washington (tra cui la Casa Bianca, il dipartimento della Difesa e il dipartimento di Stato) una serie di denunce di brutalita' e crudelta' perpetrate dalle forze Usa ai danni di prigionieri.&lt;br /&gt;Nel luglio 2003 Amnesty International, in un memorandum trasmesso al governo statunitense e all'Autorita' provvisoria della Coalizione, ha fatto riferimento ai maltrattamenti e alle torture in Iraq, ad opera di soldati Usa e delle forze della Coalizione. Le segnalazioni riguardavano percosse, scariche elettriche, privazione del sonno, incappucciamento e obbligo di rimanere per lunghi periodi di tempo in piedi o in ginocchio. &lt;br /&gt;Amnesty International non ha ricevuto alcuna replica o indicazione che a Washington o Baghdad fosse stata avviata un'indagine. Inoltre, a dispetto delle ripetute richieste, Amnesty International si e' vista negare l'accesso a tutti i centri di detenzione diretti dagli Usa. &lt;br /&gt;"Se l'amministrazione Usa non ha nulla da nascondere, deve porre &lt;br /&gt;immediatamente fine alla detenzione in isolamento e garantire l'accesso a organismi indipendenti per i diritti umani, Amnesty e Nazioni Unite comprese, in tutti i centri di detenzione" scrive Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International, nella sua lettera al presidente Bush.&lt;br /&gt;"L'amministrazione Usa ha mostrato un evidente disprezzo per le &lt;br /&gt;Convenzioni di Ginevra e per i principi fondamentali della legge, dei diritti umani e della decenza. Questo ha creato un clima in cui i soldati Usa si sentono liberi di agire in modo inumano e degradante nell'impunita'. Cio' cui ora stiamo assistendo in Iraq e' la logica conseguenza dell'incessante perseguimento della 'guerra al terrore' a prescindere dai costi in termini di diritti umani e di rispetto delle leggi di guerra".&lt;br /&gt;Amnesty International ha espresso preoccupazione per l'ambiguita' dei messaggi che il governo di Washington ha trasmesso in relazione ai suoi impegni nei confronti del diritto internazionale.&lt;br /&gt;Gli abusi non sono limitati solo ad Abu Ghraib. Numerose persone detenute nelle basi aeree statunitensi di Bagram e Kandahar, in Afghanistan, hanno denunciato di aver subito torture o altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti. L'amministrazione Usa, inoltre, non ha rispettato le Convenzioni di Ginevra in relazione al trattamento dei prigionieri di Guantanamo Bay. &lt;br /&gt;Amnesty International si e' detta preoccupata per il fatto che l'indagine condotta dal generale Antonio Taguba, che ha riscontrato "abusi sistematici e illegali nei confronti dei detenuti" di Abu Ghraib, non era destinata a diventare pubblica e che la reazione dell'amministrazione Usa e' arrivata solo dopo che le conclusioni dell'indagine e le prove fotografiche sono diventate di dominio pubblico.&lt;br /&gt;Nell'apparente tentativo di minimizzare la gravita' delle accuse, il segretario alla Difesa Rumsfeld ha dichiarato il 4 maggio che "finora si tratta di abusi tecnicamente differenti dalla tortura". In realta', i "numerosi casi di sadici, arbitrari e clamorosi abusi criminali" riscontrati dal generale Taguba costituiscono atti di tortura o trattamento crudele, inumano e degradante e sono crimini di guerra.&lt;br /&gt;Questi atti comprendono: calci e pugni nei confronti dei detenuti; salti sui piedi nudi; obbligo di assumere posizioni sessualmente esplicite per scattare fotografie; porre di un detenuto nudo sopra una scatola, con un cappuccio in testa e con cavi elettrici applicati al pene e alle dita dei piedi e delle mani per simulare la tortura con l'elettricita'; piazzare un guinzaglio o una corda intorno al collo di un detenuto nudo mentre una soldatessa si mette in posa per una fotografia.&lt;br /&gt;I responsabili di quelli che il generale Taguba chiama "abusi comprovati inflitti ai detenuti" dovrebbero essere sottoposti alla giustizia secondo gli obblighi che gli Usa hanno assunto verso il diritto internazionale e secondo quanto prevedono le leggi statunitensi. Le indagini dovrebbero riguardare sia i vertici della catena di comando che i singoli diretti responsabili.&lt;br /&gt;Commenti quali quello del generale Geoffrey Miller, responsabile del trattamento dei detenuti in Iraq, secondo cui questi ultimi possono essere sottoposti a privazione del sonno e costretti a rimanere in posizioni dolorose, mostrano che l'amministrazione Usa non ha ancora compreso che i maltrattamenti e gli abusi rappresentano una deriva scivolosa verso la tortura e devono essere completamente vietati.&lt;br /&gt;Obbligare i detenuti ad assumere posizioni estremamente dolorose, l'uso dei cappucci, le minacce e la prolungata privazione del sonno violano il divieto di tortura e di trattamenti crudeli, inumani e degradanti.&lt;br /&gt;Amnesty International chiede al presidente Bush di garantire lo &lt;br /&gt;svolgimento di un'inchiesta trasparente e imparziale sulle torture e le morti di prigionieri detenuti dalle forze Usa e che i responsabili siano sottoposti a giustizia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108403057199831722?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108403057199831722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108403057199831722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/05/crimini-di-guerra-ad-abu-ghraib.html' title='&quot;CRIMINI DI GUERRA AD ABU GHRAIB&quot;'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108368868777317336</id><published>2004-05-04T18:38:00.000+02:00</published><updated>2004-05-27T23:39:36.186+02:00</updated><title type='text'>IRAQ, AMNESTY: 'LE TORTURE NON SONO ISOLATE'</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Amnesty International ha denunciato una crisi reale di autorita' in Iraq, con un atteggiamento ambiguo e l'uso di due pesi e due misure in tema di diritti umani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        'Le ultime &lt;a href="http://www.newyorker.com/fact/content/?040510fa_fact"&gt;testimonianze di tortura&lt;/a&gt; e maltrattamenti che emergono dalla prigione di &lt;a href="http://www.latimes.com/news/nationworld/iraq/la-fg-prison3may03,1,3057578.story?coll=la-home-headlines"&gt;Abu Ghraib&lt;/a&gt; aggraveranno la gia' precaria situazione irachena. La prigione era purtroppo ben nota sotto Saddam Hussein e non dovrebbe diventarlo di nuovo. L'Iraq ha vissuto sotto l'incubo della &lt;br /&gt;tortura troppo a lungo. La Coalizione deve inviare un segnale chiaro che la tortura non sara' tollerata in alcuna circostanza e che il popolo iracheno puo' oggi vivere libero da queste pratiche brutali e degradanti', &lt;br /&gt;ha dichiarato Amnesty International. &lt;br /&gt;        'È necessaria un'indagine pienamente indipendente, imparziale e pubblica sulle &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/Iraq/Story/0,2763,1208408,00.html"&gt;denunce di tortura&lt;/a&gt;. Un impegno minore sarebbe insufficiente. Affinche' l'Iraq abbia un futuro sostenibile e pacifico, i diritti umani devono essere una componente centrale. Il messaggio che deve arrivare forte e chiaro è che coloro che abusano dei diritti umani saranno portati davanti alla giustizia'.&lt;br /&gt;        'Le nostre ricerche in Iraq ci fanno ritenere che questo non sia un caso isolato. Non è sufficiente che gli Stati Uniti reagiscano solo quando le immagini colpiscono attraverso gli schermi televisivi'.&lt;br /&gt;        Amnesty International ha ricevuto frequenti denunce di tortura o di altri maltrattamenti compiuti dalle Forze della Coalizione durante l'anno passato.  Persone imprigionate hanno riferito di essere state &lt;br /&gt;abitualmente sottoposte a trattamenti crudeli, inumani e degradanti durante l'arresto e la detenzione. Molti hanno riferito ad Amnesty International di essere stati torturati e maltrattati dai militari &lt;br /&gt;statunitensi e britannici durante gli interrogatori. I metodi spesso denunciati includono la privazione prolungata del sonno, le percosse, l'obbligo di mantenere posizioni dolorose per lungo tempo, talvolta &lt;br /&gt;insieme all'esposizione a musica assordante, l'incappucciamento per lunghi periodi e l'esposizione a fonti di luce abbagliante. Di fatto, nessuna delle denunce di tortura o maltrattamento è stata adeguatamente &lt;br /&gt;investigata dalle autorita'.&lt;br /&gt;        Amnesty International chiede che le indagini sugli abusi denunciati compiuti dalle &lt;a href="http://www.latimes.com/news/opinion/commentary/la-oe-scheer4may04,1,7051774.column?coll=la-home-utilities"&gt;Forze della Coalizione&lt;/a&gt; siano condotte da un organismo competente, imparziale e indipendente, e considerato tale, e che le conclusioni delle indagini siano rese pubbliche. Chiede inoltre che &lt;br /&gt;alle vittime o ai loro familiari vengano garantite &lt;a href="http://www.boston.com/news/nation/articles/2004/05/04/civilians_idd_in_abuse_may_face_no_charges/"&gt;forme di risarcimento&lt;/a&gt;, tra cui l'indennizzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108368868777317336?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108368868777317336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108368868777317336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/05/iraq-amnesty-le-torture-non-sono.html' title='IRAQ, AMNESTY: &apos;LE TORTURE NON SONO ISOLATE&apos;'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108085167968729630</id><published>2004-04-01T22:34:00.000+02:00</published><updated>2004-04-01T22:38:13.590+02:00</updated><title type='text'>PARAPENDIO: LA COPPA DEL MONDO PARTE IN ITALIA</title><content type='html'>La Coppa del Mondo di Parapendio 2004 (PWC) prenderà il via dall'Italia, precisamente da Feltre (BL) e da Borso del Grappa (VI), dove, dal 4 all' 11 aprile, è prevista la prima tappa di questo evento di altissimo rilievo nel panorama internazionale del volo libero, vale a dire il volo senza motore. Attesi circa 300 piloti provenienti da 35 nazioni.&lt;br /&gt;La PWC è annuale, consiste in cinque tappe nei vari continenti ed è la massima espressione in termini di valore tecnico di questo sport, aperta ai piloti con i più alti punteggi nelle classifiche mondiali per aggiudicarsi il titolo di campione del mondo.&lt;br /&gt;Nel 2003 le competizioni si sono tenute in Giappone, Svizzera, Grecia, Francia e alle Isole Reunion nell'oceano Indiano; ha contato la presenza di nazioni quali Giappone, Sudafrica, Corea, Stati Uniti, Messico, Venezuela, Russia oltre alle rappresentative di tutte le nazioni europee. Quest'anno, dopo il Veneto, toccherà Abtenau (Austria), Le Grand Bornand (Francia), Kayseri (Turchia) e Tapalpa (Messico). &lt;br /&gt;La gara italiana, organizzata dalle associazioni sportive Volo Libero Montegrappa e Para &amp; Delta Club Feltre, è stata loro assegnata per la professionalità e le capacità organizzative già dimostrate in passato. Negli scorsi anni la PWC aveva già visitato l'Italia, ospite al Monte Cornizzolo (LC) nel 1998 ed ancora a Feltre nel 1995/96. Nelle dodici edizioni precedenti, due volte, nel 1994 e nel 1997, Jimmy Pacher, campione ed istruttore trentino, si aggiudicò il titolo. &lt;br /&gt;La suddivisione della manifestazione tra Feltre (4-8 aprile) e Borso del Grappa (9-11 aprile) permetterà ai piloti lunghi e spettacolari voli nella Valbelluna e sulle Dolomiti bellunesi, utilizzando il decollo del Monte Avena; sulla Pedemontana Trevigiana e le dorsali del Massiccio del Grappa, usufruendo dei decolli del Monte Grappa. In ambedue i casi i sorvoli saranno ben visibili dalle zone sottostanti.&lt;br /&gt;Di contorno alla PWC 2004 si affiancheranno l'Expo Montegrappa, fiera espositiva del volo libero organizzata presso gli impianti sportivi "Conca Verde" a Borso del Grappa, ed il Trofeo Montegrappa, gara internazionale di deltaplano, anch'esso con decolli dal Monte Grappa e arrivo presso i suddetti impianti.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108085167968729630?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108085167968729630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108085167968729630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/04/parapendio-la-coppa-del-mondo-parte-in.html' title='PARAPENDIO: LA COPPA DEL MONDO PARTE IN ITALIA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-108085155024902902</id><published>2004-03-30T22:26:00.000+02:00</published><updated>2004-05-27T23:45:00.306+02:00</updated><title type='text'>MODENA: TESSILE-ABBIGLIAMENTO, UN 2003 DA KO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;L'anno più difficile per il settore nell'ultimo decennio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un secondo trimestre più "nero" del precedente, ha fatto del 2003 l'anno piùpesante e travagliato per il settore del tessile abbigliamento, tanto a livello nazionale quanto locale, dove comunque si assiste ad una maggiortenuta rispetto al resto del Paese. In calo, infatti, sono sia la produzioneche il fatturato, trascinati al ribasso dall'export, a sua volta condizionato dal rafforzamento dell'euro e dalla debole congiuntura economica europea. Queste considerazioni, assieme al crollo della domanda e&lt;br /&gt;alla sempre maggior concorrenza esercitata dai paesi a basso costo, spiegano l'acutizzarsi della crisi per il settore moda italiano, in modo particolare per le aziende di subfornitura, la tessitura, la maglieria, le confezioni mentre reggono intimo, corsetteria, abbigliamento sportivo,  pelletteria ed accessori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE IMPRESE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le difficoltà nel settore continuano ad essere occupati oltre 19.000 addetti, l'80% di questi in imprese con meno di 50 dipendenti. In tutto si tratta di 3.345 imprese, il 72% artigiane, queste ultime con una mortalità (5,1%) più alta di quella complessiva. Una mortalità peraltro diversa da settore a settore: più colpito è il conto terzi, maggiormente esposto alla concorrenza "sleale", mentre tiene l'area del conto proprio. Si&lt;br /&gt;avvertono anche i primi cedimenti delle aziende "private label", che perdono competitività nei confronti della grande distribuzione e dell'ingrosso organizzato. Reggono, invece, le imprese di progettazione, campionario, i ricamifici, le stamperie, gli accessori, i servizi legati alla logistica, e&lt;br /&gt;quelle piccole imprese che hanno puntato sulla personalizzazione del servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'OCCUPAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono oltre 700 i posti di lavoro persi nel distretto, (-4% rispetto al 2002), peraltro difficilmente recuperabili nel medio periodo. Tiene, invece (+0,5%), l'occupazione indipendente (soci, collaboratori, ecc.). Diminuisce, rispetto al passato, l'utilizzo alla Cassa Integrazione e al Fondo di sostegno al reddito. Dunque, di fatto le imprese mantengono al proprio interno solo le professionalità indispensabili, come dimostra il fatto che per la prima volta diminuiscono sia gli operai che gli apprendisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IMPORT-EXPORT&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'eclatante calo, più alto del dato nazionale, delle esportazioni in importanti nazioni (Germania -26,3%, Regno Unito -53,8%, Francia -15,5%, Usa -31,9%) impone una riflessione: si tratta dell'effetto di dinamiche congiunturali (calo dei consumi, euro forte) o di una crisi del nostro modello di commercializzazione? Se diminuisce l'export, le importazioni aumentano, in particolare quelle dalla Cina (+29,5%) e dalla Turchia (+65%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA DISTRIBUZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questo elemento del marketing manifesta un buon dinamismo: negozi monomarca e catene internazionali continuano infatti ad incrementare i propri punti vendita. Sempre maggior peso acquisiscono i cosiddetti outlet, mentre regge sia la grande distribuzione che l'ambulantoriato. Segna invece il passo il&lt;br /&gt;piccolo dettaglio indipendente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL 2004: LE PREVISIONI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nonostante sia ormai trascorso il primo trimestre, le previsioni non sono positive: i segnali di recupero, infatti, sono modesti e limitati ad alcuni comparti. La tenuta della campagna ordini, ritornata a livelli di normalità, fa comunque sperare in un'inversione di tendenza, che potrebbe riflettersi&lt;br /&gt;positivamente sui settori a monti della filera nel secondo semestre, per estendersi poi alle altre imprese nel 2005. Va peraltro sottolineato come le novità emerse nelle ultime proposte moda, sia in termini di creatività che di ricerca dei materiali, appaiono potenzialmente in grado di allargare i mercati di nicchia a beneficio delle nostre aziende.&lt;br /&gt;Si tratta dell'ennesima occasione, forse una delle ultime, per il rilancio del distretto modenese del tessile-abbigliamento, che continua a rappresentare il 10% dell'economia locale e nel quale operano imprenditori che manifestano ancora voglia di  reagire, come dimostra la sostanziale tenuta degli investimenti. Si tratta di speranze da alimentare anche attraverso alcuni interventi concreti, come quelli proposti di seguito da Federmoda CNA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;	*	LOTTA ALLA CONCORRENZA SLEALE: maggiori controlli doganali per contrastare contraffazioni ed importazioni illegali;&lt;br /&gt;	*	TUTELA DEL MARCHIO MADE IN ITALY:  approvazione tempestiva della normativa di applicazione del marchio Full Made in Italy e predisposizione delle risorse finanziarie necessarie al suo sostegno;&lt;br /&gt;	*	REVISIONE DI ALCUNI PROVVEDIMENTI FISCALI: agevolazione della trasmissione d'impresa, riduzione dell'IRAP; modifica degli studi di settore;&lt;br /&gt;	*	EXPORT ED INTERNAZIONALIZZAZIONE: elaborazione di un piano di sostegno attraverso servizi, attività ed informazioni;&lt;br /&gt;	*	INNOVAZIONE E RICERCA: attraverso il supporto alla&lt;br /&gt;creatività e all'innovazione con specifici provvedimenti coordinati tra Stato e Regioni;&lt;br /&gt;	*	ETICHETTATURA D'ORIGINE: per permettere ai consumatori un'immediata riconoscibilità tra prodotti UE ed extraeuropei. &lt;br /&gt;«Alcune di queste richieste non sono nuove - conclude Vanni Po, Presidente di Federmoda CNA di Modena - ma i segnali di attenzione emersi recentemente, dalla presa di posizione del Parlamento UE alla disponibilità al confronto prestata dai politici, ci fanno sperare che almeno questa volta le nostre&lt;br /&gt;rivendicazioni possano portare a qualche risultato concreto».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-108085155024902902?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108085155024902902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/108085155024902902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/03/modena-tessile-abbigliamento-un-2003.html' title='MODENA: TESSILE-ABBIGLIAMENTO, UN 2003 DA KO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107988389538822382</id><published>2004-03-21T16:44:00.000+01:00</published><updated>2004-05-27T23:50:57.283+02:00</updated><title type='text'>IRAQ: ANCORA IN DUBBIO I DIRITTI UMANI </title><content type='html'>&lt;strong&gt;UN RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un anno dall'inizio della guerra all'Iraq, la promessa di migliorare la situazione dei diritti umani dei cittadini iracheni resta lungi dall'essere mantenuta: e' quanto dichiarato oggi da Amnesty International in occasione del lancio di un nuovo rapporto intitolato Iraq: un anno dopo. Dodici mesi dopo l'invasione dell'Iraq da parte delle forze della Coalizione guidata dagli Usa, la popolazione irachena subisce ancora gravi &lt;br /&gt;violazioni dei diritti umani. Nell'anno appena trascorso, decine di persone disarmate sono rimaste uccise a causa dell'uso eccessivo o non necessario della forza cui la Coalizione ha fatto ricorso durante le manifestazioni, ai posti di blocco e nel corso di irruzioni in abitazioni private. Migliaia di persone sono state imprigionate, spesso in dure condizioni, e sottoposte a detenzione prolungata, sovente non ammessa dalle forze occupanti. Molti prigionieri sono stati torturati o maltrattati e alcuni sono morti in carcere.&lt;br /&gt;Il rapporto contiene le informazioni raccolte da Amnesty International durante una serie di visite condotte in Iraq, sia nella fase immediatamente successiva al conflitto che durante tutto l'anno seguente e mette in luce la violenza quotidiana e l'insicurezza cui il popolo iracheno ha dovuto far fronte in questo periodo.&lt;br /&gt;"La violenza e' endemica, sotto forma di attacchi da parte dei gruppi armati o di abusi da parte delle forze di occupazione. Milioni di persone hanno subito le conseguenze della distruzione e del saccheggio delle infrastrutture, della disoccupazione di massa e dell'incertezza circa il proprio futuro. Si nutre scarsa fiducia nel fatto che tutti i responsabili degli abusi dei diritti umani, sia passati che presenti, saranno consegnati alla giustizia" ha dichiarato Amnesty International. &lt;br /&gt;"Dopo un anno di guerra, assenza di legge, violenza crescente e privazioni economiche, gli iracheni affrontano un futuro incerto. Affinche' il prossimo anno possa essere migliore di quello passato, le forze occupanti, i leader politici e religiosi iracheni e la comunita' internazionale dovranno impegnarsi realmente per proteggere e promuovere i diritti umani &lt;br /&gt;in Iraq" ha aggiunto l'organizzazione. &lt;br /&gt;A un anno dall'inizio del conflitto, i civili iracheni vengono ancora uccisi ogni giorno. Si stima che dal 18 marzo 2003, sia durante la guerra che durante l'occupazione che ne e' derivata, oltre 10.000 civili iracheni siano rimasti uccisi come conseguenza diretta dell'intervento militare in Iraq. Si tratta solo di una stima, dal momento che le autorita' non vogliono o non possono registrare le uccisioni. "Non siamo in grado di &lt;br /&gt;registrare i dati relativi alle perdite civili" ha detto alla Reuters, un mese fa, il generale di brigata Usa Mark Kimmit. &lt;br /&gt;Decine e decine di civili sono rimasti uccisi, apparentemente a seguito dell'uso eccessivo della forza da parte delle truppe Usa o sono stati colpiti a morte in circostanze dubbie. In diverse occasioni, i soldati Usa hanno ucciso decine di manifestanti iracheni: ad esempio, sette persone a Mosul il 15 aprile 2003, almeno 15 a Falluja il 29 aprile e 2 nei pressi del Palazzo della Repubblica a Baghdad il 18 giugno. &lt;br /&gt;Nel novembre 2003, l'esercito Usa ha dichiarato di aver saldato con 1,5 milioni di dollari le richieste di risarcimento presentate dalle vittime o dai parenti delle vittime irachene ferite, uccise o che avevano denunciato danni alle proprieta'. Tra le 10.402 richieste presentate, diverse riguardano circostanze in cui i soldati Usa hanno aperto il fuoco, ferendo &lt;br /&gt;o uccidendo civili iracheni senza motivo apparente. Tuttavia, al di la' di questi risarcimenti, non sono stati presi ulteriori provvedimenti a favore delle famiglie dei morti o dei feriti. Nessun soldato Usa e' stato sottoposto a inchiesta per aver ucciso illegalmente un civile iracheno. A seguito di un'ordinanza emessa nel giugno 2003, ai tribunali iracheni e' stato vietato di occuparsi di casi in cui sono coinvolti soldati Usa o di altri eserciti stranieri o funzionari stranieri presenti in Iraq. Praticamente, i soldati Usa stanno operando nella totale impunita'.&lt;br /&gt;Amnesty International ha chiesto ripetutamente che tutte le uccisioni di civili da parte delle forze occupanti venissero indagate in maniera esauriente, indipendente e imparziale e che i responsabili di tutte le uccisioni illegali fossero consegnati alla giustizia. L'organizzazione non e' sinora a conoscenza dell'avvio di alcuna indagine indipendente. &lt;br /&gt;I civili iracheni hanno anche dovuto affrontare il pericolo di attentati ad opera di gruppi armati, un pericolo sempre piu' presente nel panorama iracheno dall'inizio dell'occupazione. Gli attacchi hanno preso di mira l'esercito Usa, il personale delle forze di sicurezza irachene, le stazioni di polizia controllate dagli iracheni, leader ed edifici religiosi, operatori della comunicazione, organizzazioni non governative e agenzie delle Nazioni Unite e hanno causato la morte di centinaia di civili. Nella misura in cui questi attentati sono parte di un vasto e &lt;br /&gt;sistematico attacco contro la popolazione irachena nel perseguimento degli obiettivi di un'organizzazione, essi costituiscono crimini contro l'umanita'.&lt;br /&gt;Amnesty International ha chiesto ai gruppi armati di porre fine agli attacchi contro i civili e gli operatori delle agenzie umanitarie internazionali. L'organizzazione ha anche chiesto che i responsabili di questi crimini siano consegnati alla giustizia e trattati secondo gli standard internazionali in materia di diritti umani. &lt;br /&gt;Sin dall'inizio del conflitto, Amnesty International ha ricevuto &lt;br /&gt;informazioni relative ad arresti di civili iracheni, arrestati dalle forze della Coalizione in violazione dei diritti umani. Alcuni prigionieri sono stati detenuti senza accusa per mesi, molti sono stati torturati e maltrattati. Di fatto, nessuno ha potuto avere accesso a un avvocato, alla famiglia o alla revisione giudiziaria del proprio caso.&lt;br /&gt;L'Autorita' Provvisoria della Coalizione ha ammesso la detenzione di circa 8.500 prigionieri. Tuttavia, un'organizzazione irachena per i diritti umani ha stimato in 15.000 il numero dei detenuti. Nella maggior parte dei casi, si tratta di cosiddetti "detenuti per motivi di sicurezza", ovvero persone coinvolte o che si presume siano coinvolte in attivita' contro la Coalizione. &lt;br /&gt;Molti prigionieri hanno denunciato di essere stati torturati e sottoposti a maltrattamenti da parte delle truppe anglo-americane durante gli interrogatori. Secondo quanto riferito ad Amnesty International, fra i metodi piu' frequenti figurano le percosse, la privazione prolungata del sonno, l'obbligo di mantenere posizioni dolorose, a volte insieme all'esposizione a musica assordante o a fonti di luce abbagliante e all'incappucciamento. Nessuna denuncia di tortura o maltrattamento e' stata indagata adeguatamente. &lt;br /&gt;L'assenza di legge e ordine continua ad essere assai preoccupante in molte zone dell'Iraq. I delegati di Amnesty International hanno ricevuto testimonianze di prima mano sull'impatto devastante che l'assenza della legge sta avendo sulla vita quotidiana degli iracheni, in particolare per quanto riguarda  saccheggi, uccisioni per vendetta, rapimenti o violenza &lt;br /&gt;sulle donne. &lt;br /&gt;"Assicurare la giustizia e' fondamentale per le innumerevoli vittime delle violazioni dei diritti umani in Iraq. Gli iracheni hanno subito decenni di gravi violazioni da parte del proprio governo cosi' come abusi commessi durante gli svariati conflitti, compreso l'ultimo con le sue conseguenze". &lt;br /&gt;"Occorrono modifiche fondamentali in ambito legale, giudiziario e penale. &lt;br /&gt;I diritti umani devono essere al centro di tutti gli sforzi di &lt;br /&gt;riorganizzazione e ricostruzione dell'Iraq. Venir meno all'obbligo di proteggere pienamente i diritti umani durante questo periodo di transizione, sarebbe un tradimento nei confronti del popolo iracheno, che ha sofferto cosi' tanto nel passato", ha dichiarato Amnesty International. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107988389538822382?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107988389538822382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107988389538822382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/03/iraq-ancora-in-dubbio-i-diritti-umani.html' title='IRAQ: ANCORA IN DUBBIO I DIRITTI UMANI '/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107893159626591863</id><published>2004-03-10T16:13:00.000+01:00</published><updated>2004-03-10T16:16:20.623+01:00</updated><title type='text'>D'ARRIGO IN DELTAPLANO A QUOTA 7814</title><content type='html'>Angelo D'Arrigo, il noto pilota di deltaplano impegnato nell'ambizioso progetto ecologico di seguire in volo le rotte di migrazione dei rapaci, dopo essere stato trainato fino a 7.000 metri, ha toccato quota 7814 mt, altezza mai raggiunta con tale mezzo. L'episodio è avvenuto sopra il Terminillo; dopo il decollo dall'aeroporto militare di Guidonia, il deltaplano di D'Arrigo si è sganciato dal traino di un apparecchio ultraleggero ed è rientrato sulla pista di Guidonia dopo oltre due ore di volo&lt;br /&gt;L'impresa di &lt;a href="http://www.angelodarrigo.com"&gt;D'Arrigo&lt;/a&gt; rientra in un complesso programma di test su mezzi ed attrezzature in vista del prossimo sorvolo dell'Everest. Infatti il quarantaduenne pilota siciliano ha in programma questa nuova tappa del suo progetto iniziato tempo addietro seguendo i rapaci nel Sahara ed attraverso il Canale di Sicilia e seguito lo scorso anno dalla "Siberian Migration", un volo lungo 5500 km per guidare la grande migrazione di una specie di gru in via d'estinzione, le Siberian Cranes, dalla Siberia alle rive del Mar Caspio.&lt;br /&gt;Prima del test in &lt;a href="http://www.fivl.it"&gt;volo&lt;/a&gt; sono state effettuate prove a terra, grazie anche all'appoggio della Aeronautica  Militare. In una camera ipobarica del Centro Sperimentale Medicina Aerospaziale di Pratica di Mare è stata simulata un'ascesa fino a quota 13100 mt che, se è consueta per chi vola nelle cabine pressurizzate degli aerei, non lo è affatto per chi l'affronta appeso alle ali di un deltaplano, sebbene protetto da speciali tute isotermiche. La A.M. ha anche assistito il pilota durante il recente test in volo. &lt;br /&gt;Invece, in una camera climatica dei laboratori FIAT, è stato simulato un volo a - 42,5° e con 130 km/h di vento, valori molto vicini a quelli reali in alta quota.&lt;br /&gt;Le varie prove a terra ed in volo mirano ovviamente a sottoporre le attrezzature alle condizioni che si riscontreranno durante il sorvolo dell'Everest: il freddo agisce sui materiali rendendoli più fragili, mentre con l'altitudine e la rarefazione dell'aria aumentano i rischi di ipossia, vale a dire la mancanza di ossigeno al cervello, tanto che il pilota ha testato anche due sistemi di respirazione artificiale, uno primario ed uno di soccorso, quello che in caso di necessità gli permette di scendere velocemente a quote più vivibili. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107893159626591863?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107893159626591863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107893159626591863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/03/darrigo-in-deltaplano-quota-7814.html' title='D&apos;ARRIGO IN DELTAPLANO A QUOTA 7814'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107850907135036947</id><published>2004-03-05T18:51:00.000+01:00</published><updated>2004-05-28T14:26:55.320+02:00</updated><title type='text'>HAITI: NON RIPETERE GLI ERRORI DEL PASSATO</title><content type='html'>Solo apprendendo dagli errori compiuti in occasione dell'intervento multinazionale di dieci anni fa, la comunita' internazionale sara' in grado di proteggere i diritti umani dei cittadini di Haiti. Lo ha dichiarato Amnesty International, chiedendo al Consiglio di sicurezza dell'Onu di considerare cinque richieste fondamentali sui diritti umani in occasione dell'attuale dispiegamento della Forza multinazionale ad interim &lt;br /&gt;(Mif). Il Consiglio di sicurezza ha dato mandato alla Mif di aiutare le forze di sicurezza haitiane 'a stabilire e mantenere l'ordine pubblico, la legge e il controllo ed a promuovere e proteggere i diritti umani'. &lt;br /&gt;Significativamente, la risoluzione del Consiglio di sicurezza precisa che 'saranno accertate le responsabilita' individuali e non vi sara' impunita' per i violatori [dei diritti umani]'. Sulla base di questi impegni, Amnesty International ha formulato le seguenti cinque richieste:&lt;br /&gt;1. La Mif dovra' impegnarsi ad assicurare il disarmo tanto dei ribelli quanto delle milizie fedeli ad Aristide. Il mancato disarmo delle forze militari e paramilitari nel 1994 e' stato una causa determinante della successiva violenza politica.&lt;br /&gt;2. La Mif dovra' garantire che persone note per aver violato i diritti umani e su cui pendono condanne - come i capi dei ribelli Louis Jodel Chamblain e Jean Pierre Baptiste ('Jean Tatoune') - siano catturate e sottoposte a processo nell'ambito del sistema giudiziario dell'isola.&lt;br /&gt;3. La comunita' internazionale dovra' assicurare che in alcun modo le persone condannate o implicate in gravi violazioni dei diritti umani assumano posizioni di potere, tanto in un governo di transizione quanto nelle forze di sicurezza, ambiti in cui potrebbero commettere ulteriori violazioni dei diritti umani.&lt;br /&gt;4. La Mif dovra' collaborare per far si' che coloro che, su entrambi i fronti, si sono resi responsabili di violazioni dei diritti umani siano sottoposti a processo. Solo in questo modo la legge potra' essere rispettata e il ciclo di violenza avra' termine.&lt;br /&gt;5. Accanto alla Mif e al personale di polizia, dovra' essere dispiegato urgentemente personale civile internazionale, incaricato di verificare il rispetto dei diritti umani. Questo personale agira' come deterrente per impedire ulteriori abusi e assicurera' la raccolta e la trasmissione di accurate e dettagliate informazioni sulla situazione dei diritti umani ad Haiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ulteriori informazioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei capi dei ribelli, Louis Jodel Chamblain, fu condannato in &lt;br /&gt;contumacia, nel settembre 1995, insieme ad altri militari e paramilitari, ai lavori forzati a vita per l'assassinio di un attivista per la democrazia, Antoine Izmery, avvenuto nel settembre 1993. Per evitare la condanna, Chamblain riparo' in esilio. In seguito, ricevette un'altra condanna ai lavori forzati per la sua partecipazione al cosiddetto 'massacro di Raboteau' del 1994. Un altro leader ribelle, Jean Pierre Baptiste (noto anche come 'Jean Tatoune'), all'epoca capo di un gruppo paramilitare, fu condannato ai lavori forzati a vita sempre per il 'massacro di Raboteau'. Nell'agosto 2002 fuggi' dalla prigione di Gonaives, dove stava scontando la pena.&lt;br /&gt;Sia Louis Jodel Chamblain che Jean Pierre Baptiste hanno fatto parte dell'organizzazione paramilitare FRAPH, formata dai militari che governarono di fatto Haiti dopo il colpo di Stato del 1991 che depose l'allora presidente Aristide. Il FRAPH si rese responsabile di gravi violazioni dei diritti umani prima del ristabilimento di un governo democratico, avvenuto nel 1994.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107850907135036947?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107850907135036947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107850907135036947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/03/haiti-non-ripetere-gli-errori-del.html' title='HAITI: NON RIPETERE GLI ERRORI DEL PASSATO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107850882021043360</id><published>2004-03-03T18:42:00.000+01:00</published><updated>2004-03-05T18:49:57.610+01:00</updated><title type='text'>VA MALE IL COMMERCIO MODENESE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Nell'analisi semestrale dell’Osservatorio Economico Confesercenti Modena l'andamento dei dati economici e la propensione all’innovazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Osservatorio economico di Confesercenti Modena ha stilato il “Rapporto sull’andamento della rete commerciale di Modena” che analizza i dati contabili delle piccole e medie imprese commerciali della provincia di Modena, rilevati a cadenza semestrale, completati da una indagine qualitativa telefonica per raccogliere informazioni sulla propensione alla innovazione, tecnologica e dell’ambiente di lavoro, e sull’utilizzo della comunicazione per il proprio lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;	&lt;strong&gt;Analisi quantitativa Andamento dei dati economici&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’andamento degli occupati negli anni 2002-2003 è improntato alla stabilità per numero totale e per tipologia, con un leggero incremento delle collaborazioni coordinate continuative rispetto al numero dei dipendenti e dei soci-titolari collaboratori.&lt;br /&gt;I ricavi complessivi degl’anni 2001 e 2002 evidenziano un incremento (+0.37%), ben lontano dal recuperare l’inflazione registrata nel corso del 2002 (+ 2.4%). Anche analizzando la differenza fra il primo semestre 2001 e il primo semestre 2003 si registra un +1,59%, al disotto della crescita inflativa registrata nel periodo (+ 4,8%), segno di una significativa perdita nelle vendite. Nel confronto fra i secondi semestri, la flessione è ulteriormente accentuata con un calo anche nel valore assoluto dei ricavi dell’1,6% (a questa percentuale occorre aggiungere l’inflazione).&lt;br /&gt;Al risultato negativo concorrono tutti i settori con l’eccezione del settore alimentare, limitatamente alla media distribuzione.&lt;br /&gt;Il risultato non ha variazioni di rilievo nelle diverse zone della provincia anche se Carpi (-3,32%), Sassuolo (-5,61%) e Pavullo (-8,97%) diminuiscono in modo più marcato, rispetto alla Bassa e a Modena. Vignola ha un trend di ricavi positivo, determinato dal settore alimentare. &lt;br /&gt;Tutto il settore abbigliamento e calzature (totale di settore -7,18%), segna una crisi sia nella fascia alta che nella fascia media e l’abbigliamento di fascia bassa contiene la crisi (0,24%) per il probabile effetto di uno spostamento di consumatori tra le fasce.&lt;br /&gt;Per il settore alimentare (totale di settore +8,1%) l’analisi è stata effettuata secondo la dimensione dell’esercizio. Negli anni 20021 e 2002 i ricavi aumentano dell’1,55% nei negozi con superficie inferiore a 100 mq, dell’1,78% in quelli con superficie fra 100 e 250 mq, mentre le aziende con superficie superiore a 250 mq, segnano un deciso +7,50%.&lt;br /&gt;Nei pubblici esercizi (totale di settore –5,8%), il calo ha colpito maggiormente i Bar (-3,54%) rispetto ai ristoranti (-0,03%).&lt;br /&gt;Fra gli altri settori, si registrano perdite pesanti nei prodotti per la persona (-7,53%), e comunque significative nei prodotti per la casa (-1,44%).&lt;br /&gt;L’andamento negativo degli ammortamenti diminuito dell’1,5% nel biennio 2001-2002 è indicato della diminuita propensione all’investimento delle imprese commerciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;	&lt;strong&gt;Analisi qualitativa - Propensione all’innovazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indagando la presenza di strumenti tecnologici in azienda, l’Osservatorio Economico di Confesercenti, ha verificato come il fax e il POS, strumenti tecnologici più vecchi, sono ormai presenti in azienda (il 39,2% che non ha il fax utilizza la posta elettronica come strumento per comunicare; chi non ha il POS generalmente è perché la sua attività non lo richiede), mentre la presenza del personal non è ancora sviluppata, così come solo una minoranza ha un sito web.&lt;br /&gt;Il commercio elettronico ancora è una realtà lontana: solo il 12% delle imprese usa il personal per avere rapporti con i propri clienti, mentre la maggioranza usa il personal per rapportarsi con i propri fornitori (53%), o con finalità amministrative (35%).&lt;br /&gt;L’introduzione di nuovi strumenti tecnologici e d’attività non è visto dagli imprenditori commerciali come prioritario per il prossimo futuro. Quasi i tre quarti delle imprese non prevede investimenti in questa direzione e ancora una volta il commercio elettronico e l’apertura di siti web non sono considerati importanti.&lt;br /&gt;Passando alle strategie di comunicazione si nota che un quarto delle imprese ha rinnovato il locale da meno di 5 anni, un quarto da 5 a 10 anni, ma un terzo non rinnova il proprio locale da più di 15 anni, segno di una staticità alta nell’investimento in struttura/immagine.&lt;br /&gt;Altro dato preoccupante è che oltre la metà del campione (55%) non investe, se non saltuariamente, in pubblicità e, tra i mezzi, il giornale e volantini sono quelli più utilizzati.&lt;br /&gt;Un ultimo dato interessante è che oltre un quarto del campione appartiene ad un’associazione di via ed utilizza i piani di comunicazione dell’associazione per pubblicizzare la propria attività in modo esclusivo o aggiuntivo alla propria comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conclusioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;	&lt;br /&gt;Nel biennio 2001 2002 la piccola e media impresa commerciale modenese ha segnato un calo in tutti gli indicatori economici. All’interno di questa crisi abbastanza omogenea in tutto il territorio provinciale, vi sono settori che la subiscono maggiormente: abbigliamento, pubblici esercizi, mentre il settore alimentare, di maggiore dimensioni, riesce a reagire.&lt;br /&gt;Di fronte alla crisi, e quindi al calo di risorse disponibili, l’imprenditoria commerciale reagisce diminuendo i costi, in modo particolare quelli dedicati agli investimenti strutturali. &lt;br /&gt;La leva della comunicazione aziendale è ancora poco utilizzata ed è vissuta più come costo che non vero e proprio investimento.&lt;br /&gt;La tecnologia non è ancora vista come elemento strategico per l’impresa, sia nella gestione che per comunicare e sviluppare la propria clientela.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107850882021043360?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107850882021043360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107850882021043360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/03/va-male-il-commercio-modenese.html' title='VA MALE IL COMMERCIO MODENESE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107684314598666831</id><published>2004-02-15T12:05:00.000+01:00</published><updated>2004-05-27T23:54:33.083+02:00</updated><title type='text'>2003, ANNO "NERO" PER L'OCCUPAZIONE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Negativi i dati dell'analisi di CNA Modena nelle piccole e medie imprese &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2003 è stato l'anno peggiore dal 2000 a questa parte per le imprese sotto i cinquanta dipendenti. Almeno per ciò che riguarda l'occupazione (ma dai primi dati sembra che questa situazione caratterizzi tutti i parametri aziendali), come dimostra l'analisi elaborata dall'Osservatorio Economico di CNA, che monitora l'andamento di poco meno di 4.000 imprese che occupano&lt;br /&gt;circa 20.000 dipendenti. Il 2003, infatti, si è chiuso con un saldo assoluto tra  licenziamenti e nuove assunzioni di -566 unità, pari, in termini percentuali, ad un -2,8%. Si tratta del dato peggiore in questi ultimi quattro anni, in costante calo nell'ultimo biennio. In ogni caso, su base quadriennale il saldo assunti/licenziati rimane positivo: dai 18.827 addetti occupati in 3.911 imprese al 1 gennaio 2000 siamo passati ai 19.6999 occupati del 31 dicembre 2003, una differenza di 872 unità pari al +4,6%. Va rilevato inoltre che questo calo è determinato&lt;br /&gt;non già dall'aumento dei licenziamenti, bensì dalla diminuzione delle assunzioni. Si assiste, cioè, al  mancato rimpiazzo di lavoratori stagionali e a tempo determinato, così come di quei dipendenti che abbandonano l'attività per limiti di anzianità. In altre parole, le imprese a causa della congiuntura economica negativa si ripiegano, per così dire, su sé stesse, massimizzando le risorse disponibili e compensando eventuali necessità produttive di breve periodo con il ricorso al lavoro interinale.&lt;br /&gt;I licenziamenti sono inferiori rispetto al calo delle assunzioni. In particolare, i licenziamenti aumentano rispetto all'anno precedente soltanto nel 2003. Le assunzioni, invece, sono le prime ad essere penalizzate. Ciò va interpretato come una grande attenzione degli imprenditori ai problemi occupazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I SETTORI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi tutti in negativo i settori produttivi. Anche la meccanica, il settore più importante per l'economia modenese, si attesta intorno al -2,9%(manifestando comunque segni di ripresa nell'ultimo trimestre dell'anno). Trovano conferme le difficoltà del tessile, che chiude il 2003 con una perdita di addetti superiore al 10%, e segna il passo anche l'agroalimentare&lt;br /&gt;(-3,8%). Gli unici segni più arrivano dal biomedicale (11,5%), che si conferma settore d'eccellenza della nostra economia. Buona la performance annuale messa a segno dal comparto della grafica (+4,1%). Brutte notizie, invece, arrivano dall'edilizia, un settore che ha contribuito a tenere a galla l'economia negli ultimi mesi, ma che, con una perdita di posti lavoro del 4,7% (oltre il 7% per ciò che riguarda specificatamente le imprese&lt;br /&gt;edili) testimonia il manifestarsi dell'attesa inversione di tendenza del mercato. Anche se probabilmente sulla dinamica occupazionale del settore aumenta il peso del lavoro interinale. In calo il commercio (-1,9%), anche se in misura minore rispetto al dato complessivo, al pari dei servizi(-1,6%). In quest'ambito, però, merita di essere segnalata la rilevante perdita nel settore dell'acconciatura (-7%), che risente pesantemente del&lt;br /&gt;fenomeno dell'abusivismo, e della ripresa dell'occupazione nel segmento dei servizi alle imprese (+1,6), dato che pare autorizzare una certa fiducia in una ripresa più decisa nel 2004. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE AREE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nella disaggregazione geografica a farla da padrone è il segno meno, con l'Appennino che si difende meglio degli altri, sostenuto anche dalle assunzioni a termine in campo turistico connesse alla stagione invernale. I dati peggiori si evidenziano invece nell'Area Nord, dove le perdite generalizzate non sono compensate dal biomedicale, e a Carpi, condizionato negativamente dalla crisi del tessile e, soprattutto, da un brusco calo di&lt;br /&gt;occupati nell'edilizia. 	&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I CONTRATTI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ciò che riguarda la tipologia dei contratti, a fronte di un calo delle assunzioni medio del 9,41%, va sottolineato il forte peggioramento per ciò che riguarda i contratti di formazione lavoro (-32,8%) e l'apprendistato(-16,3%). In linea la diminuzione dei part time (-9,1%), mentre diminuiscono, ma meno della media gli ingaggi degli extracomunitari (-7,8%).&lt;br /&gt;Nonostante i segnali di ripresa, dunque, sul fronte occupazionale il 2003 si è chiuso negativamente, anche perché le piccole e medie imprese registrano con un certo ritardo le tendenze macroeconomiche. Particolarmente è preoccupante è il fatto che nel 2003, per la prima volta, il saldo negativo assunti - licenziati sia dovuto più ad una aumento degli ultimi che a un calo dei primi. La speranza è che nel 2004 si concretizzino quei timidi segnali di ripersa, sia economia che occupazionali, che si sono manifestati nell'ultimo trimestre dell'anno scorso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107684314598666831?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107684314598666831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107684314598666831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/02/2003-anno-nero-per-loccupazione.html' title='2003, ANNO &quot;NERO&quot; PER L&apos;OCCUPAZIONE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107608884671470192</id><published>2004-02-06T18:34:00.000+01:00</published><updated>2004-02-06T18:39:28.640+01:00</updated><title type='text'>A MODENA NASCE "MEMO", LA CASA DI TUTTI I SERVIZI PER LA SCUOLA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il Multicentro Educativo di Modena è dedicato al pedagogista Sergio Neri&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiama Memo, acronimo di Multicentro Educativo di Modena, è intitolato al noto pedagogista modenese Sergio Neri ed è il primo caso in Italia di struttura che raccoglie sotto un unico tetto tutti i servizi che gravitano intorno alla scuola. Sorto nell’edificio - completamente ristrutturato - che ospitava le medie Ruffini, sarà inaugurato sabato 7 febbraio. Alla cerimonia, che si svolge alle ore 11, interverrà tra gli altri il sindaco di Modena Giuliano Barbolini e l’assessore regionale alla Scuola Mariangela Bastico. “L’idea del Centro – spiega l’assessore all’Istruzione del Comune di Modena Morena Manfredini - nasce con la riforma Berlinguer, che aveva previsto centri di servizi per la scuola nei quali potessero collaborare operatori della scuola e del territorio. Il Ministro Moratti, appena insediata sospese tali strutture, ma una legge regionale (n.12 del 30 giugno 2003) ha riaperto la strada che il Governo aveva chiuso. Il Memo S. Neri è una delle prime concretizzazioni della norma regionale”. Nel Multicentro di via Jacopo Barozzi 172 (aperto martedì dalle 9 alle 16.15, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 18.15; tel. 059 2059411;  memo@comune.modena.it) trovano casa gran parte dei servizi educativi del Comune, le proposte in materia di teatro, educazione musicale e salute mentale di numerose realtà locali, le Associazioni professionali degli insegnanti e l’Associazione Sergio Neri. &lt;br /&gt;Il pedagogista modenese nell’82 ebbe l’idea di costituire il Cde e in seguito sostenne fortemente l’affermarsi del Cdh; nel ’98 nell’editoriale “Servizi, non commissioni”, proponeva veri e propri centri di risorse al servizio delle scuole, in grado di offrire documentazione e consulenze, reti di esperienze e incontri formativi, prefigurando così l’attuale Multicentro. “Fortemente radicato nel territorio, ma nuovo nella struttura e nei servizi, il Multicentro raccoglie e rilancia il patrimonio di esperienze e di lavoro che, in questi anni, il Cde, il Cdh, gli Itinerari scuola-città, il Centro Interculturale hanno sedimentato e messo a disposizione del mondo della scuola e degli operatori” dice Mauro Serra, responsabile di Memo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107608884671470192?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107608884671470192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107608884671470192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/02/modena-nasce-memo-la-casa-di-tutti-i.html' title='A MODENA NASCE &quot;MEMO&quot;, LA CASA DI TUTTI I SERVIZI PER LA SCUOLA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107598583453844083</id><published>2004-02-05T13:57:00.000+01:00</published><updated>2004-02-05T13:59:33.826+01:00</updated><title type='text'>PARAPENDIO, AL VIA IL CARTER 2004</title><content type='html'>Dopo la consueta pausa invernale, periodo nel quale l'attività in parapendio e deltaplano è penalizzata dalle condizioni climatiche, con l'approssimarsi della primavera per il mondo del &lt;a href="http://www.fivl.it"&gt;volo libero&lt;/a&gt; suona l'ora del risveglio, rappresentato dai primi appuntamenti del calendario delle manifestazioni riservate a chi vola senza motore. Il 14 marzo i piloti di parapendio dell'Emilia Romagna e della Toscana daranno il via all'edizione 2004 del &lt;a href="http://www.carter.it"&gt;CARTER&lt;/a&gt; (Campionato Regionale Emilia Romagna e Toscana) che lo scorso anno ha avuto un grande successo di partecipazione con 80 piloti presenti alle tre delle sei prove valide, essendone state annullate altrettante per le pessime condizioni meteo. La vittoria è andata a Andrea Romeo dell'associazione Quotappennino di Bologna che ha vinto anche il titolo per club.&lt;br /&gt;Questa prima gara è stata fissata, per così dire "in trasferta", visto che sarà utilizzato il sito di volo del Monte Cucco in provincia di Perugia. Seguiranno le tappe di Monfestino (MO) il 2 maggio, di Bedonia (PR) il 23 maggio ed il 27 giugno, di Sestola (MO) il 20 giugno, l'11 luglio ed il 4 agosto, del Monte Caio (PR) il 29 agosto, più una tappa "jolly" in località ancora da stabilire il 9 maggio. Otto le associazioni per ora iscritte al campionato ed alle quali spetta il compito, piuttosto gravoso, di organizzare una o più prove del circuito: Pericolo Generico (FO), Quotappennino (BO), Spirito Libero (BO), Susisi Flyers (MO), Volo Club Uccellacci (FI), Volo Libero Montagna Pistoiese, Volo Libero Monte Caio (PR) e Z-Fly (RE). &lt;br /&gt;E' stata rinnovata la carica del responsabile della segreteria del campionato, dove Daniele Fini ha deciso, dopo anni di onorata carriera, di passare le consegne a Francesco Pinna. La difficoltà dell'organizzazione delle gare di volo libero, cioè il volo senza motore in parapendio od in deltaplano, sta nel totale condizionamento di tempi e luoghi alle condizioni meteorologiche del momento. Infatti capita che tutta l'organizzazione sia sottoposta ad aggiornamenti di date e quant'altro, il tutto tenendo conto che i piloti non sono fisicamente presenti insieme nello stesso ambito, come i calciatori nello stadio, ma sparsi in siti di volo montani molto vasti con tutte le difficoltà di collegamenti che questo comporta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107598583453844083?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107598583453844083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107598583453844083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/02/parapendio-al-via-il-carter-2004.html' title='PARAPENDIO, AL VIA IL CARTER 2004'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107547901124019038</id><published>2004-01-30T17:10:00.000+01:00</published><updated>2004-01-30T17:25:41.123+01:00</updated><title type='text'>«MODENAPIU'» ANALIZZATO ALL'UNIVERSITA'</title><content type='html'>Sono disponibili i risultati dell'analisi effettuata dagli studenti del Corso di laurea in Scienze della comunicazione dell'Università di Bologna sul sito &lt;em&gt;Modenapiù&lt;/em&gt; e su altre iniziative editoriali in Emilia Romagna. Li potete consultare sul sito &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.bandieragialla.it/articoli/articolo.asp?id=1318"&gt;Bandiera Gialla&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Buona lettura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107547901124019038?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107547901124019038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107547901124019038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/01/modenapiu-analizzato-alluniversita.html' title='«MODENAPIU&apos;» ANALIZZATO ALL&apos;UNIVERSITA&apos;'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107478008913272359</id><published>2004-01-22T15:01:00.000+01:00</published><updated>2004-05-28T14:45:48.813+02:00</updated><title type='text'>ESECUZIONI DEI MINORENNI: E' TEMPO DI PORRE FINE A QUESTA VERGOGNA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;CHIEDE AMNESTY INTERNATIONAL&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International ha lanciato oggi un'azione biennale con l'obiettivo di consegnare finalmente alla storia l'uso della pena di morte nei confronti di persone che hanno commesso un reato quando avevano meno di 18 anni.&lt;br /&gt;"Gli sviluppi internazionali in questa direzione ci fanno sperare di poter raggiungere questo traguardo entro la fine del 2005"  ha dichiarato Karen Hooper, responsabile del coordinamento pena di morte della Sezione Italiana di Amnesty International.&lt;br /&gt;Nel &lt;a href="http://web.amnesty.org/library/Index/ENGACT500012004 "&gt;rapporto&lt;/a&gt; diffuso oggi, Amnesty International documenta esecuzioni di minorenni al momento del reato avvenute dal 1990 in otto paesi: Arabia Saudita, Iran, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Popolare Cinese, Stati Uniti d'America e Yemen. La maggior parte di questi paesi ha modificato la propria legislazione escludendo la pena di morte per i minorenni e lasciando che gli Usa restino l'unico Stato che ammette apertamente e rivendica il diritto di eseguire condanne a morte di questo tipo.&lt;br /&gt;"Gli Usa si atteggiano a campioni dei diritti umani, eppure sono &lt;br /&gt;responsabili di 13 delle 19 esecuzioni, registrate da Amnesty a partire dal 1998, nei confronti di minorenni al momento del reato" ha denunciato Hooper. "Possiamo dire che gli Usa sono, per questo specifico aspetto, il paese meno progressista del pianeta".&lt;br /&gt;Entro la fine di giugno sono previste negli Usa altre tre esecuzioni nei confronti di persone condannate per reati commessi quando avevano 17 anni. Si tratta di Edward Capetillo, Raul Villareal ed Efrain Perez.&lt;br /&gt;In un secondo rapporto diffuso oggi, Amnesty International descrive il caso di Nanon Williams, attualmente nel braccio della morte degli Usa per un reato commesso a 17 anni. Il suo caso e' emblematico di una piu' vasta serie di problemi legati all'uso della pena di morte negli Stati Uniti: difesa legale inadeguata, uso di prove non fondate. L'organizzazione per i diritti umani chiede un nuovo processo per Nanon Williams, in modo che possano essere chiariti i dubbi sulla sua colpevolezza, emersi sin dall'inizio del primo processo. La pena di morte, nel secondo processo, dovrebbe essere esclusa dalle opzioni a disposizione della giuria.&lt;br /&gt;La Commissione interamericana sui diritti umani ha concluso che il divieto di esecuzione nei confronti di minorenni al momento del reato e' una norma di diritto cogente, vincolante per tutti i paesi ed equivalente al divieto assoluto di tortura o di genocidio. In un recente incontro, i premi Nobel per la pace hanno definito l'esecuzione dei minorenni al momento del reato come "irragionevole". Quattro giudici della Corte suprema degli Usa, uno meno della maggioranza, hanno parlato di una "pratica vergognosa" e di "un residuo del passato".&lt;br /&gt;Le caratteristiche degli adolescenti, quali l'immaturita', l'impulsivita', la scarsa capacita' di giudicare, la vulnerabilita' alle pressioni dei coetanei e alla dominazione o all'imitazione degli adulti, unitamente alla possibilita' di riabilitazione e cambiamento, sono tra le ragioni che spingono a chiedere il divieto di pena di morte nei confronti dei minorenni al momento del reato. La documentazione scientifica indica che lo sviluppo mentale continua nel periodo intorno ai venti anni.&lt;br /&gt;"Uccidere i minorenni al momento del reato significa uccidere la speranza nel futuro. Quasi ogni paese al momento ha abbandonato questo approccio disperato. La minoranza deve essere convinta che sta operando sul lato sbagliato della storia" ha concluso Hooper.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://web.amnesty.org/pages/deathpenalty-index-eng"&gt;Ulteriori informazioni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Un principio consolidato del diritto internazionale proibisce l'uso della pena di morte nei confronti di persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato. Oggi, 192 paesi hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, uno dei trattati che vieta questa pratica. Dal 1990 Amnesty International ha registrato 34 esecuzioni di minorenni al momento del reato in otto paesi, 19 delle quali negli Usa. Degli otto paesi in questione, Pakistan, Repubblica Popolare Cinese e Yemen hanno abolito la pena di morte per i minorenni al momento del reato, anche se nei primi due paesi pare vi siano ancora problemi nell'applicare la legge. Lo scorso dicembre il parlamento iraniano ha approvato una legge che eleva &lt;br /&gt;a 18 anni l'eta' minima per ricevere una condanna a morte: il testo e' ora in attesa dell'approvazione da parte del Consiglio dei guardiani. La Repubblica Democratica del Congo ha abolito i tribunali militari speciali che avevano emesso condanne a morte nei confronti di minorenni all'epoca del reato, poi eseguite. Esecuzioni del genere non si verificano, secondo quanto e' noto ad Amnesty International, dal 1992 in Arabia Saudita e dal 1997 in Nigeria. Minorenni all'epoca del reato rimangono nei bracci della morte nelle Filippine e in Sudan.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107478008913272359?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107478008913272359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107478008913272359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2004/01/esecuzioni-dei-minorenni-e-tempo-di.html' title='ESECUZIONI DEI MINORENNI: E&apos; TEMPO DI PORRE FINE A QUESTA VERGOGNA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107178508355882715</id><published>2003-12-18T23:04:00.000+01:00</published><updated>2003-12-18T23:26:04.043+01:00</updated><title type='text'>PER AMNESTY SOLO LA "GIUSTIZIA GIUSTA" PUO' AIUTARE IL FUTURO DELL'IRAQ</title><content type='html'>Amnesty International ha accolto favorevolmente l'arresto di Saddam &lt;br /&gt;Hussein, accusato di gravi violazioni dei diritti umani quali crimini di &lt;br /&gt;guerra e crimini contro l'umanita'. Ora e' essenziale che vi sia un &lt;br /&gt;processo equo e indipendente che rispetti gli standard internazionali.&lt;br /&gt;"Il modo in cui si svolgera' il processo sara' cruciale per il futuro &lt;br /&gt;dell'Iraq e per capire fino a che punto verra' rispettato lo stato di &lt;br /&gt;diritto. E' importante che emerga la verita' ma e' ugualmente importante &lt;br /&gt;che prevalga la giustizia" ha dichiarato l'organizzazione per i diritti &lt;br /&gt;umani.&lt;br /&gt;Qualunque corte sia chiamata a giudicare Saddam Hussein e altri imputati, &lt;br /&gt;dovra' agire equamente ed essere valutata come equa dall'esterno. Dovra' &lt;br /&gt;essere competente, indipendente e imparziale e seguire le procedure in &lt;br /&gt;linea col diritto internazionale sul giusto processo.&lt;br /&gt;Secondo Amnesty International, "la gravita' e la dimensione delle &lt;br /&gt;violazioni di cui Saddam Hussein e' accusato sottolinea l'importanza &lt;br /&gt;vitale che egli sia sottoposto a giustizia in un modo indiscutibilmente &lt;br /&gt;equo. Le innumerevoli vittime di decenni di gravi violazioni dei diritti &lt;br /&gt;umani commesse dal precedente governo non meritano niente di meno".&lt;br /&gt;Amnesty International preme affinche' sia seriamente presa in &lt;br /&gt;considerazione l'opzione di coinvolgere nel processo esperti non iracheni. &lt;br /&gt;L'Iraq ha una forte tradizione giuridica, ma in questo paese non si sono &lt;br /&gt;mai celebrati processi per reati complessi come i crimini di guerra e i &lt;br /&gt;crimini contro l'umanita'. Se da un lato sarebbe importante che il &lt;br /&gt;processo si svolgesse in Iraq, dall'altro non e' chiaro se e come, in un &lt;br /&gt;contesto fortemente politicizzato, l'indipendenza e l'imparzialita' dei &lt;br /&gt;persecutori e dei giudici potrebbe essere garantita. &lt;br /&gt;Il nuovo tribunale speciale in Iraq e' stato istituito senza un'ampia &lt;br /&gt;consultazione con la societa' civile o una consulenza da parte degli &lt;br /&gt;esperti legali internazionali, che hanno esperienza di situazioni simili. &lt;br /&gt;Le sue caratteristiche, tuttavia, possono essere ancora modificate.&lt;br /&gt;"L'Autorita' provvisoria della coalizione e il Consiglio di governo &lt;br /&gt;iracheno dovrebbero chiedere agli esperti delle Nazioni Unite coinvolti in &lt;br /&gt;situazioni analoghe in altri paesi, di assicurare che venga scelta la &lt;br /&gt;migliore delle soluzioni. Altrimenti, si rendera' un cattivo servizio alla &lt;br /&gt;causa della giustizia, non solo in Iraq ma nel mondo" ha sottolineato &lt;br /&gt;Amnesty International.&lt;br /&gt;L'organizzazione per i diritti umani e' anche preoccupata per il fatto che &lt;br /&gt;la pena di morte e' ancora prevista nell'ordinamento del tribunale &lt;br /&gt;speciale. Il processo nei confronti di Saddam Hussein e di altri imputati &lt;br /&gt;non dovra' essere visto come una vendetta. L'Autorita' provvisoria ha &lt;br /&gt;sospeso la pena capitale e Amnesty International auspica che venga abolita &lt;br /&gt;per sempre.&lt;br /&gt;"Ci dispiace profondamente vedere rappresentanti delle Potenze occupanti &lt;br /&gt;manifestare supporto o neutralita' nei confronti della pena di morte in &lt;br /&gt;Iraq, anziche' incoraggiare l'abolizione definitiva di questa pena &lt;br /&gt;obsoleta e inumana" ha aggiunto Amnesty International. &lt;br /&gt;Come ex capo delle forze armate irachene, Saddam Hussein e' un prigioniero &lt;br /&gt;di guerra e deve essere trattato come tale, ad esempio ricevendo &lt;br /&gt;immediatamente la visita dei delegati del Comitato internazionale della &lt;br /&gt;Croce Rossa. Come ogni altro imputato, Saddam Hussein ha diritto a tutte &lt;br /&gt;le garanzie previste dal diritto internazionale, compreso il diritto a non &lt;br /&gt;essere sottoposto a torture e maltrattamenti e il diritto a ricevere un &lt;br /&gt;processo equo. &lt;br /&gt;Rispetto alle immagini degli esami medici trasmesse dalla televisione, &lt;br /&gt;Amnesty International ricorda che la III Convenzione di Ginevra sul &lt;br /&gt;trattamento dei prigionieri di guerra prevede che questi siano trattati &lt;br /&gt;con umanita' in ogni circostanza e siano protetti dalla "pubblica &lt;br /&gt;curiosita'".&lt;br /&gt;"C'era bisogno di mostrare che Saddam Hussein e' vivo e agli arresti, ma &lt;br /&gt;mostrarlo mentre viene sottoposto a un esame della bocca e dei capelli non &lt;br /&gt;era necessario e fa dubitare delle reali intenzioni nel distribuire tali &lt;br /&gt;immagini".&lt;br /&gt;Durante tutta la durata del regime di Saddam Hussein, Amnesty &lt;br /&gt;International ha pubblicato rapporti e lanciato azioni sulle gravi &lt;br /&gt;violazioni dei diritti umani in Iraq e per anni ha chiesto che venisse &lt;br /&gt;posta fine all'impunita' per tali abusi. Gia' nel 1988 l'organizzazione &lt;br /&gt;chiese al Consiglio di Sicurezza di intervenire per porre fine alle &lt;br /&gt;massicce violazioni dei diritti umani contro i curdi. Ora la verita' deve &lt;br /&gt;emergere e le vittime e le loro famiglie devono essere compensate.&lt;br /&gt;"Gli standard che devono essere seguiti nel corso della detenzione, degli &lt;br /&gt;interrogatori e del processo devono essere basati sugli stessi principi &lt;br /&gt;che Saddam Hussein e altri imputati hanno negato al popolo iracheno: i &lt;br /&gt;principi del diritto internazionale" ha concluso Amnesty International.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107178508355882715?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107178508355882715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107178508355882715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/12/per-amnesty-solo-la-giustizia-giusta.html' title='PER AMNESTY SOLO LA &quot;GIUSTIZIA GIUSTA&quot; PUO&apos; AIUTARE IL FUTURO DELL&apos;IRAQ'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107157890467347975</id><published>2003-12-15T22:46:00.000+01:00</published><updated>2003-12-16T13:56:00.186+01:00</updated><title type='text'>LEGGE GASPARRI, CIAMPI NON LA FIRMA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Ecco il testo integrale del messaggio di Carlo Azeglio Ciampi che rinvia il disegno di legge Gasparri alle Camere&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Signori parlamentari, in data 5 dicembre 2003, mi è stata &lt;br /&gt;                  inviata per la promulgazione la legge: "Norme di principio in &lt;br /&gt;                  materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai- &lt;br /&gt;                  Radiotelevisione italiana Spa, nonchè delega al governo per &lt;br /&gt;                  l'emanazione del testo unico della radiotelevisione", &lt;br /&gt;                  approvata alla Camera dei Deputati il 3 aprile 2003, &lt;br /&gt;                  modificata dal Senato il 22 luglio 2003, nuovamente modificata &lt;br /&gt;                  dalla Camera dei Deputati il 2 ottobre 2003 e approvata in via &lt;br /&gt;                  definitiva dal Senato il 2 dicembre 2003. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Il relativo disegno di legge era stato presentato dal governo &lt;br /&gt;                  alla Camera dei Deputati il 23 settembre 2002. &lt;br /&gt;                  Successivamente, il 20 novembre 2002, era sopraggiunta la &lt;br /&gt;                  sentenza della Corte Costituzionale n.466, che dichiarava "la &lt;br /&gt;                  illegittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 7, della &lt;br /&gt;                  legge 31 luglio 1997, n.249 (Istituzione della Autorità per le &lt;br /&gt;                  garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle &lt;br /&gt;                  telecomunicazioni e radiotelevisivo, nella parte in cui non &lt;br /&gt;                  prevede la fissazione di un termine finale certo, e non &lt;br /&gt;                  prorogabile, che comunque non oltrepassi il 31 dicembre 2003, &lt;br /&gt;                  entro il quale i programmi irradiati dalle emittenti eccedenti &lt;br /&gt;                  i limiti di cui al comma 6 dello stesso articolo 3, devono &lt;br /&gt;                  essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo". &lt;br /&gt;                      &lt;br /&gt;                  "La data del 31 dicembre 2003 era già stata indicata, come &lt;br /&gt;                  termine per la cessazione del regime transitorio di cui &lt;br /&gt;                  all'articolo 3, settimo comma, della legge n.249 del 1997, &lt;br /&gt;                  dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni &lt;br /&gt;                  (Deliberazione n.346 del 7 agosto 2001)" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Detto articolo 3 -prosegue il testo del Presidente- rinvia ai &lt;br /&gt;                  limiti fissati dal sesto comma dell'articolo 2 della stessa &lt;br /&gt;                  legge n. 249, laddove si stabilisce che ad uno stesso soggetto &lt;br /&gt;                  a soggetti controllati o collegati 'non possono essere &lt;br /&gt;                  rilasciate concessioni ne' autorizzazioni che consentano di &lt;br /&gt;                  irradiare più del venti per cento rispettivamente delle reti &lt;br /&gt;                  televisive o radiofoniche analogiche e dei programmi &lt;br /&gt;                  televisivi o radiofonici numerici, in ambito nazionale, &lt;br /&gt;                  trasmessi su frequenze terrestri, sulla base del piano delle &lt;br /&gt;                  frequenze". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "La sentenza della Corte n. 466 del 20 novembre 2002 muove &lt;br /&gt;                  dalla considerazione della situazione di fatto allora &lt;br /&gt;                  esistente che, a suo giudizio, 'non garantisce... l'attuazione &lt;br /&gt;                  del principio del pluralismo informativo esterno, che &lt;br /&gt;                  rappresenta uno degli 'imperativi' ineludibili emergenti dalla &lt;br /&gt;                  giurisprudenza costituzionale in materia". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Nell'ultima delle considerazioni in diritto, la Corte precisa &lt;br /&gt;                  che 'la presente decisione, concernente le trasmissioni &lt;br /&gt;                  televisive in ambito nazionale su frequenze terrestri &lt;br /&gt;                  analogiche, non pregiudica il diverso futuro assetto che &lt;br /&gt;                  potrebbe derivare dallo sviluppo della tecnica di trasmissione &lt;br /&gt;                  digitale terrestre, con conseguente aumento delle risorse &lt;br /&gt;                  tecniche disponibili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Dalla sentenza i cui contenuti essenziali sono stati &lt;br /&gt;                  richiamati dai presidenti delle Autorità per le garanzie nelle &lt;br /&gt;                  comunicazioni e dell'Autorità garante della concorrenza e del &lt;br /&gt;                  mercato, nelle audizioni rese alle Commissioni riunite VII e &lt;br /&gt;                  IX della Camera dei deputati il 10 settembre 2003, discende &lt;br /&gt;                  pertanto che per poter considerate maturate le condizioni del &lt;br /&gt;                  diverso futuro assetto derivante dall'espansione della tecnica &lt;br /&gt;                  di trasmissione digitale terrestre e, quindi, per poter &lt;br /&gt;                  giudicare superabile il limite temporale fissato nel &lt;br /&gt;                  dispositivo, deve necessariamente ricorrere la condizione che &lt;br /&gt;                  sia interventuo un effettivo arricchimento del pluralismo &lt;br /&gt;                  derivante da tale espansione". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "La legge a me inviata si fa carico di questo problema. Le &lt;br /&gt;                  norme che disciplinano l'aspetto sopra considerato sono &lt;br /&gt;                  contenute nell'articolo 25, il cui primo comma stabilisce che, &lt;br /&gt;                  entro il 31 dicembre 2003, dovranno essere rese attive reti &lt;br /&gt;                  televisive digitali terrestri ponendo, in particolare, a &lt;br /&gt;                  carico della società concessionaria del servizio pubblico &lt;br /&gt;                  (secondo comma) l'obbligo di predisporre impianti (blocchi di &lt;br /&gt;                  diffusione) che consentano il raggiungimento del cinquanta per &lt;br /&gt;                  cento della popolazione entro il primo gennaio 2004 e del &lt;br /&gt;                  settanta per cento entro il primo gennaio 2005". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "L'articolo 25, terzo comma, stabilisce inoltre che &lt;br /&gt;                  'l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro i 12 &lt;br /&gt;                  mesi successivi al 31 dicembre 2003, svolge un esame della &lt;br /&gt;                  complessiva offerta dei programmi televisivi digitali &lt;br /&gt;                  terrestri allo scopo di accertare: a) la quota di popolazione &lt;br /&gt;                  raggiunta dalel nuove reti digitali terrestri; b) la presenza &lt;br /&gt;                  sul mercato di decoder a prezzi accessibili; c) l'effettiva &lt;br /&gt;                  offerta al pubblico su tali reti anche di programmi diversi da &lt;br /&gt;                  quelli diffusi dalle reti analogiche". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Ciò premesso, ritengo di dover formulare alcune osservazioni &lt;br /&gt;                  in merito alla compatibilità di talune disposizioni della &lt;br /&gt;                  legge in esame con la sentenza n.466/2002 della Corte &lt;br /&gt;                  Costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  Una prima osservazione riguarda il termine massimo assegnato &lt;br /&gt;                  all'Autorità per effettuare detto esame: "Entro i dodici mesi &lt;br /&gt;                  successivi al 31 dicembre 2003" (articolo 25, terzo comma). &lt;br /&gt;                  Questo lasso di tempo - molto ampio rispetto alle presumibili &lt;br /&gt;                  occorrenze della verifica - si traduce, di fatto, in una &lt;br /&gt;                  proroga del termine finale indicato dalla Corte Costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  Una seconda osservazione concerne i poteri riconosciuti alla &lt;br /&gt;                  Autorità: questa, entro i trenta giorni successivi al &lt;br /&gt;                  completamento dell'accertamento, invia una relazione al &lt;br /&gt;                  Governo e alle competenti Commissioni parlamentari, "nella &lt;br /&gt;                  quale verifica se sia intervenuto un effettivo ampliamento &lt;br /&gt;                  delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore &lt;br /&gt;                  televisivo ed eventualmente formula proposte di interventi &lt;br /&gt;                  diretti a favorire l'ulteriore incremento dell'offerta di &lt;br /&gt;                  programmi televisivi digitali terrestri e dell'accesso ai &lt;br /&gt;                  medesimi" (articolo 25, terzo comma). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Ne deriva che, se l'Autorità dovesse accertare, entro il &lt;br /&gt;                  termine assegnatole, che le supposte condizioni &lt;br /&gt;                  (raggiungimento della prestabilita quota di popolazione da &lt;br /&gt;                  parte delle nuove reti digitali terrestri, presenza sul &lt;br /&gt;                  mercato di decoder a prezzi accessibili; effettiva offerta al &lt;br /&gt;                  pubblico su tali reti anche di programmi diversi da quelli &lt;br /&gt;                  diffusi dalle reti analogiche) non si sono verificate, non si &lt;br /&gt;                  avrebbe alcuna conseguenza certa. La legge, infatti, non &lt;br /&gt;                  fornisce indicazioni in ordine al tipo e agli effetti dei &lt;br /&gt;                  provvedimenti che dovrebbero seguire all'eventuale esito &lt;br /&gt;                  negativo dell'accertamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Si consideri, inoltre, che il paragrafo 11, penultimo &lt;br /&gt;                  capoverso, delle considerazioni in diritto della sentenza &lt;br /&gt;                  n.466, recita: "D'altro canto, la data del 31 dicembre 2003 &lt;br /&gt;                  offre margini temporali all'intervento del legislatore per &lt;br /&gt;                  determinare le modalità della definitiva cessazione del regime &lt;br /&gt;                  transitorio di cui al comma 7 dell'articolo 3 della legge n. &lt;br /&gt;                  249 del 1977". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  'Ne consegue che il primo gennaio 2004 può essere considerato &lt;br /&gt;                  come il dies a quo non di un nuovo regime transitorio, ma &lt;br /&gt;                  dell'attuazione delle predette modalità di cessazione del &lt;br /&gt;                  regime medesimo, che devono essere determinate dal Parlamento &lt;br /&gt;                  entro il 31 dicembre 2003. Si rende, inoltre, necessario &lt;br /&gt;                  indicare il dies ad quem e, cioè, il termine di tale fase di &lt;br /&gt;                  attuazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Tutto ciò detto in relazione alla compatibilità delle &lt;br /&gt;                  succitate disposizioni della legge in esame con la sentenza &lt;br /&gt;                  n.466 del 20 novembre 2002, non posso esimermi dal richiamare &lt;br /&gt;                  l'attenzione del Parlamento su altre parti della legge che-per &lt;br /&gt;                  quanto attiene al rispetto del pluralismo dell'informazione- &lt;br /&gt;                  appaiono non il linea con la giurisprudenza della Corte &lt;br /&gt;                  Costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Si consideri, a tale proposito, che la sentenza della Corte &lt;br /&gt;                  Costituzionale n. 826 del 1988 poneva come un imperativo la &lt;br /&gt;                  necessità di garantire "il massimo di pluralismo esterno, onde &lt;br /&gt;                  soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il &lt;br /&gt;                  diritto del cittadino all'informazione". E ancora, nella &lt;br /&gt;                  sentenza n. 420 del 1994, la stessa Corte sottolineava &lt;br /&gt;                  l'indispensabilità di "un'idonea disciplina che prevenga la &lt;br /&gt;                  formazione di posizioni dominanti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Nell'ambito dei principi fissati dalla richiamata &lt;br /&gt;                  giurisprudenza della Corte Costituzionale si è mosso il &lt;br /&gt;                  messaggio da me inviato alle Camere il 23 luglio 2002. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Per quanto riguarda la concentrazione dei mezzi finanziari, &lt;br /&gt;                  il sistema integrato delle comunicazioni (SIC)- assunto dalla &lt;br /&gt;                  legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei &lt;br /&gt;                  ricavi dei singoli operatori della comunicazione- potrebbe &lt;br /&gt;                  consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il &lt;br /&gt;                  20 per cento (articolo 15, secondo comma, della legge) di &lt;br /&gt;                  disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar &lt;br /&gt;                  luogo alla formazione di posizioni dominanti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Quanto al problema della raccolta pubblicitaria, si richiama &lt;br /&gt;                  la sentenza della Corte Costituzionale n. 231 del 1985 che, &lt;br /&gt;                  riprendendo principi affermati in precedenti decisioni, &lt;br /&gt;                  richiede che sia evitato il pericolo 'che la radiotelevisione, &lt;br /&gt;                  inaridendo una tradizionale fonte di finanziamento della &lt;br /&gt;                  libera stampa, rechi grave pregiudizio ad una liberta' che la &lt;br /&gt;                  Costituzione fa oggetto di energica tutela". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Si rende, infine, indispensabile espungere dal testo della &lt;br /&gt;                  legge il comma 14 dell'articolo 23, che rende applicabili alla &lt;br /&gt;                  realizzazione di reti digitali terrestri le disposizioni del &lt;br /&gt;                  decreto legislativo 4 settembre 2002, numero 198, del quale la &lt;br /&gt;                  Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità &lt;br /&gt;                  costituzionale con la sentenza numero 303 del 25 settembre/1 &lt;br /&gt;                  ottobre 2003. Per la stessa ragione, va soppresso il &lt;br /&gt;                  riferimento al predetto decreto legislativo dichiarato &lt;br /&gt;                  incostituzionale, contenuto nell'articolo 5, primo comma, &lt;br /&gt;                  lettera l) e nell'articolo 24, terzo comma". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  "Per i motivi innanzi illustrati, chiedo, alle Camere, a norma &lt;br /&gt;                  dell'articolo 74 primo comma, della Costituzione, una nuova &lt;br /&gt;                  deliberazione in ordine alla legge a me trasmessa il 5 &lt;br /&gt;                  dicembre 2003". &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107157890467347975?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107157890467347975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107157890467347975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/12/legge-gasparri-ciampi-non-la-firma.html' title='LEGGE GASPARRI, CIAMPI NON LA FIRMA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107123596278809070</id><published>2003-12-13T02:30:00.000+01:00</published><updated>2003-12-13T15:23:04.856+01:00</updated><title type='text'>GIGETTO: VIADOTTI E GALLERIE ATTRAVERSO LA CITTÀ</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Approntata una stazione sotterranea al servizio del Policlinico&lt;br /&gt;Alle Fs realizzato un nuovo binario. E già si pensa a collegare Carpi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 14 dicembre 2003 un treno percorrerà, per la prima volta con passeggeri a bordo, il ricostruito collegamento tra la stazione Piccola e quella centrale, realizzato parte in galleria e parte su viadotto. L’inizio della progettazione della trasformazione della Modena-Sassuolo in linea ferroviaria leggera di collegamento metropolitano risale a diversi lustri fa, anche se sono più di 120 anni (per l’esattezza dal primo aprile 1883) che il treno collega il capoluogo con Sassuolo e dal settembre 1932, con l’elettrificazione, proprio partendo dalla stazione che tutti i modenesi conoscono come Piccola. Dal 1970 questa linea è rimasta poi l’unica a congiungere via strada ferrata il capoluogo con la provincia, essendo negli anni state soppresse le tratte per Finale, Mirandola, Vignola: la Modena-Sassuolo fino al 1976 è stata gestita dalla Sefta e poi dall’Atcm, che ha iniziato il suo recupero e la sua riqualificazione, innanzitutto con il rinnovo del materiale rotabile, poi approntando i progetti preliminari di quello che comunemente viene oggi definito Gigetto. &lt;br /&gt;La soluzione definitiva è stata individuata nel 1998: un sottopasso che permetta di scavalcare via Vignolese e viale Moreali, una fermata sotterranea a sei metri di profondità a servizio del Policlinico e la risalita in superficie all’altezza di via Pelusia, dove sono state installate barriere antirumore fino a via Divisione Acqui. Da qui si abbandona il vecchio tracciato della tratta Modena-Mirandola per salire sul viadotto lungo 750 metri che scavalca la ferrovia Bologna-Milano e poi scende a fianco della stessa, entrando nella stazione delle Ferrovie dello Stato (ora RFI) dal nuovo binario 7. Presto poi si interverrà sulla linea Modena-Sassuolo per qualificare le fermate esistenti e crearne di nuove, a Baggiovara e in città, mentre sono già stati costruiti nuovi ponti sui canali Cerca e Fossa e approntata la nuova linea elettrica e di segnalamento su tutto il tracciato. I lavori sul collegamento che si inaugura domenica, lungo circa 3500 metri, sono stati eseguiti dal Consorzio Cooperative Costruzioni e sul tratto coperto del tracciato verrà presto costruita una pista ciclabile.&lt;br /&gt;Quest’opera è stata realizzata utilizzando esclusivamente fondi pubblici, resi disponibili anche dall’Accordo di Programma firmato al momento del via libera al passaggio dell’Alta Velocità sul nostro territorio. &lt;br /&gt;La linea Modena-Sassuolo, che nel 2002 ha trasportato circa 250 mila passeggeri, dal 26 di gennaio arriverà così a venti chilometri di lunghezza e sette stazioni, e prevederà 38 corse, 19 per ciascuna delle due direzioni di marcia, che avranno una frequenza di trenta minuti circa nelle ore di punta e di sessanta minuti circa nelle altre, dalle 5.30 alle 21, festivi esclusi. Nuove corse saranno poi aggiunte dal primo di marzo. Nei prossimi anni l’intenzione è quella comunque di portare le corse a 50 e di acquistare nuovi e moderni treni, più veloci e comodi. Inoltre, assieme alla Regione Emilia-Romagna, Atcm sta valutando l’ipotesi di estendere il servizio fino a Carpi, che sarebbe collegata così direttamente a Sassuolo senza soluzione di continuità. &lt;br /&gt;L’ingresso della Modena-Sassuolo nella stazione centrale di Modena è stato reso possibile come detto grazie ad una serie di interventi realizzati da RFI, Rete Ferroviaria Italiana, la società dell’infrastruttura del Gruppo Ferrovie dello Stato. In particolare è stato costruito il nuovo binario 7 e sono stati adeguati tutti gli apparati funzionali alla circolazione in sicurezza dei treni. Il nuovo binario, servito da un marciapiede lungo 250 metri e completo di pensilina, è raggiungibile da entrambi i sottopassaggi della stazione (quello lato Bologna e quello lato Milano). Il primo è stato poi appositamente prolungato di 16 metri ed entro il mese di marzo un ascensore al servizio del sottopassaggio lato Modena consentirà anche qui il superamento delle barriere architettoniche. I lavori, iniziati a giugno, hanno richiesto un investimento complessivo da parte di RFI di circa 2 milioni e 100mila euro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107123596278809070?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107123596278809070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107123596278809070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/12/gigetto-viadotti-e-gallerie-attraverso.html' title='GIGETTO: VIADOTTI E GALLERIE ATTRAVERSO LA CITTÀ'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107122467567194618</id><published>2003-12-12T11:24:00.000+01:00</published><updated>2003-12-12T11:25:41.983+01:00</updated><title type='text'>13 E 14 DICEMBRE: AMNESTY INTERNATIONAL LANCIA LA "MARATONA AZIONI URGENTI"</title><content type='html'>Da mezzogiorno di sabato 13 alla stessa ora di domenica 14, centinaia di &lt;br /&gt;migliaia di soci di Amnesty International in trenta paesi di ogni parte &lt;br /&gt;del mondo prenderanno parte alla "&lt;a href="http://www.amnesty.it/primopiano/maratona_ua_2003/"&gt;Maratona azioni urgenti&lt;/a&gt;", una mobilitazione straordinaria in favore di uomini e donne che rischiano, nei prossimi giorni, di subire gravi violazioni dei diritti umani. Oltre all'Italia, parteciperanno all'iniziativa i seguenti paesi: Armenia, Australia, Austria, Bahrain, Barbados, Bermuda, Canada, Finlandia, &lt;br /&gt;Germania, Giappone, Kyrgyzstan, Libano, Malaysia, Messico, Nepal, Nuova &lt;br /&gt;Zelanda, Paraguay, Perú, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Stati Uniti &lt;br /&gt;d'America, Sudafrica, Tanzania, Togo, Tunisia, Turchia, Venezuela e Zimbabwe. &lt;br /&gt;In Italia, la "Maratona azioni urgenti" si svolgerà nell'ambito della &lt;br /&gt;campagna "Io non discrimino", lanciata dalla Sezione Italiana di Amnesty International nel marzo di quest'anno. Le azioni urgenti riguarderanno:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;-       il rischio di rimpatrio in Cina&lt;/strong&gt; di un gruppo di uiguri, &lt;br /&gt;attualmente detenuti nella base navale statunitense di Guantanamo Bay. Gli &lt;br /&gt;uiguri, una minoranza turcofona e musulmana della regione autonoma del &lt;br /&gt;Xinjiang, subiscono da anni una forte repressione da parte delle autorità &lt;br /&gt;cinesi, intensificatasi all'indomani dell'11 settembre&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;-       la persecuzione religiosa&lt;/strong&gt; ai danni di otto attivisti della chiesa &lt;br /&gt;cristiana evangelica in Eritrea. In questo paese, i fedeli delle &lt;br /&gt;confessioni non autorizzate vanno regolarmente incontro ad arresti e &lt;br /&gt;torture&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;-       la possibile esecuzione&lt;/strong&gt; della condanna a cinquanta frustate nei &lt;br /&gt;confronti di sette donne, arrestate in Iran per aver ascoltato musica &lt;br /&gt;durante il Ramadan. &lt;br /&gt;La tecnica delle azioni urgenti risale al 19 marzo 1973, data in cui &lt;br /&gt;Amnesty International lanciò il suo primo appello in favore di Luiz Rossi, &lt;br /&gt;minacciato di tortura sotto il regime brasiliano. L'azione consiste &lt;br /&gt;nell'invio immediato di un elevato numero di appelli alle autorità dei &lt;br /&gt;paesi in cui una o più persone stanno subendo gravi violazioni dei diritti &lt;br /&gt;umani e la loro vita o le loro condizioni di salute sono in forte &lt;br /&gt;pericolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107122467567194618?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107122467567194618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107122467567194618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/12/13-e-14-dicembre-amnesty-international.html' title='13 E 14 DICEMBRE: AMNESTY INTERNATIONAL LANCIA LA &quot;MARATONA AZIONI URGENTI&quot;'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107117713939243664</id><published>2003-12-11T22:12:00.000+01:00</published><updated>2003-12-11T22:13:25.153+01:00</updated><title type='text'>CIAMPI, NON FIRMARE LA GASPARRI!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;In nome della libertà di stampa, Reporter senza frontiere chiede al presidente della Repubblica di non controfirmare la legge sul riassetto del sistema radiotelevisivo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge "Gasparri" sulla riforma del sistema radiotelevisivo è stata adottata dal Parlamento italiano il 2 dicembre 2003. La legge, il cui obiettivo ufficiale è di preparare il passaggio dall'attuale trasmissione analogica alla televisione digitale terrestre, permette di possedere interessi plurimediali, riforma i limiti antitrust e la composizione del Consiglio di amministrazione (Cda) della televisione pubblica RAI. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dispone di un mese di tempo per decidere di approvare il testo o rimandare in Parlamento il provvedimento del Governo, nel caso in cui ravvisi un profilo di palese incostituzionalità (articolo 73 della Costituzione italiana). &lt;br /&gt;« Questa riforma, che serve con tutta evidenza gli interessi del gruppo Mediaset di proprietà di Silvio Berlusconi, rappresenta un pericolo per l'autonomia della televisione pubblica e una minaccia per il pluralismo dell'informazione. In nome della libertà di stampa, Le chiediamo di non promulgare questa legge », ha scritto Robert Ménard, segretario generale di Reporter senza frontiere, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. « La concentrazione nelle mani di una sola persona, di un imponente impero mediatico e del potere politico, continua a rappresentare un'anomalia unica in Europa. La legge sul sistema radiotelevisivo, come peraltro il progetto di legge sul conflitto di interessi, non fanno che aggravare questa situazione. Con la loro approvazione, l'Unione europea darebbe un pessimo esempio ai paesi che devono ancora integrare i principi della libertà di stampa e della democrazia », ha aggiunto. La legge Gasparri elimina di fatto l'interdizione fatta a una sola persona, di detenere più di due reti televisive nazionali. Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, può quindi conservare la proprietà delle sue tre reti nazionali (Italia 1, Canale 5 e Retequattro). La Corte costituzionale aveva pertanto richiesto il passaggio di Retequattro sul satellite dal 1° gennaio 2004, per rispettare le leggi della concorrenza. &lt;br /&gt;Il testo di legge approvato elimina l'interdizione di detenere interessi plurimediali. Dal 31 dicembre 2008, chi possiede più di una rete televisiva potrà acquisire partecipazioni in quotidiani o costituire nuove imprese editoriali e viceversa. Ma in realtà, la situazione finanziaria in cui versa di fatto la stampa, difficilmente permetterà questa reciprocità. Quindi con la legge appena approvata, a partire dal 1° gennaio 2009, il proprietario di una rete televisiva potrà fare acquisizioni nella stampa. Di fatto, Silvio Berlusconi era già proprietario di Mondadori, uno dei più importanti gruppi editoriali del paese. &lt;br /&gt;Inoltre, la legge "Gasparri" riforma i limiti antitrust. Se il testo afferma che nessun operatore può conseguire ricavi superiori al 20% del Sic (sistema integrato delle comunicazioni) individuato come nuovo parametro di riferimento per fissare i tetti antitrust, il calcolo delle entrate pubblicitarie è ampliato a dismisura. Contiene infatti oltre alle entrate determinate dagli spot televisivi, (editoria, cinema e stampa compresi), anche i ricavi da canone, da pubblicità nazionale e locale, da telesponsorizzazioni, da televendite e telepromozioni, da offerte televisive a pagamento, da vendite di servizi, di beni e abbonamenti. La televisione pubblica RAI e la privata Mediaset si dividono il 93 % degli investimenti pubblicitari televisivi, di cui il 63% per il solo gruppo Mediaset. &lt;br /&gt;La riforma prevede infine la privatizzazione progressiva della RAI e la modifica della composizione del suo Cda. La privatizzazione della RAI inizierà entro il 31 gennaio 2004, ma gli azionisti non potranno detenere più dell'1 % delle quote di capitale, lasciando quindi di fatto il controllo della televisione pubblica nelle mani del ministero dell'Economia. Il Cda del servizio pubblico passerà da cinque membri nominati dal presidente del Senato e della Camera dei deputati a nove membri, di cui sette saranno nominati dalla Commissione parlamentare di vigilanza e due, tra cui il presidente, dal ministero dell'Economia. Lucia Annunziata, attuale presidente del Cda RAI, ha annunciato che consegnerà le sue dimissioni se la legge sarà controfirmata dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. &lt;br /&gt;Reporter senza frontiere ricorda che la legge sul conflitto di interessi deve ancora essere approvata dal Senato. Il testo afferma che la gestione di un'azienda con scopo di lucro è incompatibile con una carica governativa, ma che non c'è conflitto di interessi se la gestione di questa società è affidata a una terza persona. Ora, il nome di Silvio Berlusconi non appare in nessun organigramma delle sue proprietà, la cui gestione è affidata alla famiglia o a persone di sua fiducia. In questo caso particolare dunque, il conflitto di interessi sarebbe inesistente. &lt;br /&gt;In un rapporto dal titolo « Conflitto di interessi nei media : l'anomalia italiana », pubblicato da Reporter senza frontiere nell'aprile 2003, l'organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa analizza le conseguenze del conflitto di interessi di Silvio Berlusconi sul pluralismo dell'informazione in Italia, posizionata al 53o posto nella classifica mondiale della libertà di stampa nel 2003. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto integrale è disponibile in francese, inglese e spagnolo su &lt;a href="http: //www.rsf.org "&gt;http: //www.rsf.org &lt;/a&gt;e in italiano su &lt;a href="http://www.rsfitalia.org"&gt;http://www.rsfitalia.org&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107117713939243664?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107117713939243664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107117713939243664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/12/ciampi-non-firmare-la-gasparri.html' title='CIAMPI, NON FIRMARE LA GASPARRI!'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107178574616124422</id><published>2003-12-10T23:04:00.000+01:00</published><updated>2003-12-18T23:24:00.793+01:00</updated><title type='text'>L'UNIVERSITA' DI BOLOGNA STUDIA MODENAPIU'</title><content type='html'>Gentile signor Roberto Gazzotti, sono Nicola Palma, uno studente del corso di laurea in Scienze della comunicazione presso l'università di Bologna. Nell'ambito del laboratorio "Comunicazione giornalistica on line" sono stato incaricato di esaminare il suo blog "Modenapiù". L'analisi consta di due parti:&lt;br /&gt;1. usabilità del sito e sfruttamento delle risorse del mezzo con cui si opera&lt;br /&gt;2. intervista con il responsabile del lavoro&lt;br /&gt;Ho già completato il primo punto, trovando molto interessante il suo blog&lt;br /&gt;di politica, attualità e cultura, ma per soddisfare il secondo punto ho&lt;br /&gt;bisogno del suo aiuto. Non ho trovato alcun recapito telefonico sul blog&lt;br /&gt;e quindi le invio questa e-mail. Le elenco di seguito le domande&lt;br /&gt;a cui dovrebbe rispondere per soddisfare la mia ricerca, nel caso volesse&lt;br /&gt;rispondermi direttamente via e-mail:&lt;br /&gt;1. Di quante persone è composta la redazione on line?&lt;br /&gt;2. Quanti giornalisti vi operano? E tecnici?&lt;br /&gt;3. Come avviene il lavoro di realizzazione dell'edizione on line?&lt;br /&gt;4. Come avviene la raccolta di notizie? Come le selezionate?&lt;br /&gt;5. Ogni quanto le aggiornate?&lt;br /&gt;6. Come avviene la loro messa in pagina?&lt;br /&gt;7. Chi cerca le foto o eventuali contributi audio-video?&lt;br /&gt;8. Chi tiene i rapporti con i lettori nel caso in cui siano previsti forum?&lt;br /&gt;9. Da che cosa ricavate i profitti? Dalla pubblicità o dall'autofinanziamento?&lt;br /&gt;Aspettando una sua risposta le porgo i miei saluti e le rinnovo il mio apprezzamento&lt;br /&gt;per la sua iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nicola Palma&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispondo immediatamente. Premetto che quel che vedi è ciò che rimane di un periodico quindicinale cartaceo che ho editato a Modena tra il 1999 e il 2001, poi chiuso per ragioni economiche. I testi erano stati posti online, poi chi mi aveva messo a disposizione il sito come scambio merce (pubblicavo la sua pubblicità sul giornale) lo ha chiuso. I testi sono andati perduti, peccato perché per un certo periodo realizzavo una rassegna stampa internazionale on line. Quello che vedi adesso è un sito di fortuna, provvisorio, realizzato senza spese grazie all'esistenza di blogger.com, un'iniziativa di due giovani californiani che mettono a disposizione spazi web gratuitamente in cambio dell'ospitalità dei loro banner pubblicitari. Recentemente blogger.com è stata acquisita da Google. Tutte queste notizie puoi verificarle sul sito www.blogger.com. L'attuale sito di &lt;em&gt;Modenapiù&lt;/em&gt; non è molto di più di un mio personale archivio di materiali vari, comunicati stampa, ecc. Ho visto che c'è adesso la possibilità di cambiare le date dei post immessi (fino a qualche settimana fa la data era quella dell'immissione in rete e non si poteva modificare) e con un po' di pazienza penso di rimettere in rete i testi migliori dell'edizione cartacea della rivista, che poteva contare sulla collaborazione di personaggi modenesi interessanti, come Renato Bertacchini nella critica letteraria (lo puoi leggere normalmente sul quotidiano &lt;em&gt;Libero&lt;/em&gt; di Vittorio Feltri), cultori della storia locale come Franco Focherini, Mario Pecoraro, giornalisti come Tito Taddei (&lt;em&gt;Modena Radio City&lt;/em&gt;), esperti di arte come il giovane Giuseppe Bertoni o il più stagionato Carlo Federico Teodoro, già direttore della Galleria Civica di Modena e critico artistico dell'edizione locale dell'&lt;em&gt;Unità&lt;/em&gt;, ecc. Il taglio era quello dell'intrattenimento e dell'informazione culturale, con valenze problematiche. Le istituzioni locali preferiscono invece elogi sperticati e la pubblicazione dei loro comunicati stampa, non certo la critica culturale indipendente. Ma passo a risponderti punto per punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) la redazione on line è composta solo da me&lt;br /&gt;2) idem&lt;br /&gt;3) essendo un "archivio personale", metto in linea documenti e testi che "mi pesano" sull'hard disk&lt;br /&gt;4) la raccolta delle notizie avviene con la ricezione di comunicati stampa di organizzazioni ed enti che hanno l'indirizzo in elenco, con segnalazioni di ex collaboratori, con stimoli personali derivanti da mie fonti e letture. La selezione è basata appunto sull'interesse personale o sulla rilevanza dell'argomento.&lt;br /&gt;5) l'aggiornamento avviene quando ho tempo e voglia, è molto umorale; l'ideale sarebbe l'aggiornamento quotidiano con una piccola rassegna stampa completa di links a fonti internazionali, l'idea iniziale era questa, in fondo...&lt;br /&gt;6) la messa in pagina è automatica attraverso il modulo messo a disposizione da blogger.com, cui rimando per tutti gli aspetti tecnici (il sito ovviamente è in inglese)&lt;br /&gt;7) la soluzione che uso attualmente di blogger.com è gratuita e non consente l'utilizzo di foto e video. C'è un upgrade a pagamento (pochi dollari, comunque) che permette anche quello. Ma per il momento non mi interessa&lt;br /&gt;8) non ho ancora capito come rendere interattivo il sito, comunque c'è l'indirizzo e-mail, e io sono sempre disponibile a rispondere ai lettori&lt;br /&gt;9) come ho già detto, il sito non ha costi che non siano quelli del collegamento internet e del tempo che ad esso posso dedicarci, e non ha entrate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di essere stato esauriente, se ti servono altre informazioni, sono a tua disposizione: preferisco risponderti via e-mail. Fammi sapere i risultati del lavoro ultimato. Ciao, e grazie per l'attenzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Roberto Gazzotti&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107178574616124422?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107178574616124422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107178574616124422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/12/luniversita-di-bologna-studia.html' title='L&apos;UNIVERSITA&apos; DI BOLOGNA STUDIA &lt;em&gt;MODENAPIU&apos;&lt;/em&gt;'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107113669528321206</id><published>2003-12-09T10:54:00.000+01:00</published><updated>2003-12-11T10:59:19.780+01:00</updated><title type='text'>IMMORALE LA LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Pubblichiamo l'appello rivolto da una serie di personalità della scienza e della cultura, contrarie alla nuova legge in materia di procreazione assistita. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Riteniamo doveroso affermare che la normativa in discussione al Senato sulla procreazione medicalmente assistita è inaccettabile e immorale: se approvata, violerebbe il diritto delle cittadine e dei cittadini di formare una famiglia secondo i loro valori e le loro più profonde convinzioni, nonché il diritto di essere liberi di scegliere se avere o non avere figli, quanti averne, quando averli e come averli, anche ricorrendo all'assistenza medica. &lt;br /&gt;La libertà riproduttiva è un valore definitivamente consolidato dalla crescita civile di un'Italia che, anche grazie ai referendum sul divorzio e sull'aborto, ha raggiunto nuova maturità. &lt;br /&gt;Siamo a dir poco stupefatti nel constatare che il progetto di legge in discussione al Senato costituisce un radicale attacco alla crescita civile del nostro paese: anziché affidare le scelte sulla prole alla responsabilità delle persone, impone divieti e forti limitazioni prevedendo sanzioni ispirate spesso a una concezione inutilmente crudele della pena. &lt;br /&gt;Alcuni di questi divieti (come quello di diagnosi pre-impianto con l'obbligo di reinserimento in utero di tutti gli embrioni formati), stupefacenti dal punto di vista scientifico e ripugnanti dal punto di vista morale, verrebbero ad incidere sulla salute e sul benessere dei bambini che nasceranno per mezzo della fecondazione assistita. Alcune delle restrizioni poste renderebbero di fatto le donne fruitrici della cura della sterilità cittadine di secondo ordine.&lt;br /&gt;L'approvazione del progetto di legge costituirebbe una sconfitta per tutti: per i cattolici che, richiedendo e approvando una legge che ammette la fecondazione artificiale, ne riconoscerebbero implicitamente la legittimità tradendo il principio d'inscindibilità tra vita sessuale e vita riproduttiva; per i laici, che vedrebbero fortemente limitata la libertà personale dalla volontà di una maggioranza parlamentare; per lo Stato che verrebbe ferito nel principio fondante della laicità e che, approvando la legge cattolica auspicata dallo stesso Pontefice, ricostruirebbe antichi steccati alimentando vecchie e nuove tensioni. &lt;br /&gt;Auspichiamo che - dopo matura e libera riflessione - anche i senatori giungano a queste stesse conclusioni: noi rispettiamo la loro libertà di coscienza, ma chiediamo loro di non usarla per coartare quella di milioni di italiani approvando una legge che, invece di garantire pace e convivenza fra le diverse componenti della nostra società, verrebbe ad espropriare le cittadine e i cittadini della libertà di procreare, mutilandone i progetti di vita". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Gilda Ferrando, Carlo Flamigni (membro del Comitato nazionale di bioetica), Antonino Forabosco, Eugenio Lecaldano, Rita Levi Montalcini (membro Cnb), Maurizio Mori, Piero Musiani, Demetrio Neri (membro Cnb), Alberto Piazza (membro Cnb), Valerio Pocar (presidente della Consulta di bioetica), Annalisa Silvestro (membro Cnb), Tullia Zevi (membro Cnb). &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107113669528321206?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107113669528321206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107113669528321206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/12/immorale-la-legge-sulla-procreazione.html' title='IMMORALE LA LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-107158060111922703</id><published>2003-12-05T13:55:00.000+01:00</published><updated>2003-12-16T14:27:41.996+01:00</updated><title type='text'>IL SANGUE DEI VINTI ED IL PCI</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il nuovo libro di Giampaolo Pansa &lt;strong&gt;Il sangue dei vinti&lt;/strong&gt; ha riacceso l'interesse sulle vicende tragiche che hanno contraddistinto il biennio successivo alla Liberazione in alcune regioni italiane, in primis l'Emilia Romagna e in particolare la provincia di Modena. Il famoso giornalista di sinistra è stato ospite della trasmissione &lt;strong&gt;Excalibur&lt;/strong&gt; di Raidue condotta da Antonio Socci, e ad essa ha partecipato in qualità di esperto anche il modenese Giovanni Fantozzi, autore anni fa di una ricerca sull'argomento. All'epoca io avevo recensito il libro di Fantozzi per il quotidiano &lt;strong&gt;Gazzetta di Modena&lt;/strong&gt;, che aveva ospitato anche un successivo scambio di opinioni. Ritengo interessante riproporre ora quei miei testi, le cui tesi mi sembrano essere state suffragate dagli ultimi studi in materia, quali quelli di Di Loreto, Aga Rossi, Woller.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;GAZZETTA DI MODENA, 20 maggio 1990, pagina 23&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un libro sull’ordine pubblico nel modenese dopo la Liberazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CRIMINI E MISFATTI&lt;br /&gt;Delitti, rapimenti e inquietanti episodi segnarono un torbido biennio. Quale fu la responsabilità del Pci? Il «teorema» di Giovanni Fantozzi. Una ricerca scrupolosa ma poco convincente riapre un’annosa querelle”.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Roberto Gazzotti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei due anni successivi alla Liberazione in provincia di Modena si contarono circa un migliaio di delitti. Le vittime erano perlopiù possidenti, agricoltori, commercianti, attivisti democristiani, sacerdoti (ben 22 furono i preti assassinati in quel breve lasso di tempo). I responsabili di tali delitti, accusati e condannati dai tribunali con sentenze definitive, erano per la maggior parte persone che avevano partecipato alla guerriglia partigiana e simpatizzavano, quando non ne avevano addirittura la tessera, per il Pci.&lt;br /&gt;Come scrive Miriam Mafai nella sua biografia di Pietro Secchia, il grande vecchio del Pci, l’uomo che sognava la lotta armata: «Generalmente difesi da avvocati del Pci, gli imputati di quei processi non dissero mai una parola che potesse in qualche modo coinvolgere nella loro vicenda il partito di cui facevano parte. Accusati, scontarono anni di carcere, quando non riuscirono a rendersi latitanti. Nessun tribunale riuscì mai a dimostrare, nonostante tutti i tentativi fatti, una qualche responsabilità di dirigenti ed organizzazioni del Pci».&lt;br /&gt;A quei tragici avvenimenti ha dedicato ora una scrupolosa ricostruzione Giovanni Fantozzi, già consigliere comunale della Dc e giornalista delle pagine modenesi del «&lt;em&gt;Giornale&lt;/em&gt;» di Montanelli. Nel suo libro &lt;em&gt;«Vittime dell’odio. L’ordine pubblico a Modena dopo la Liberazione (1945 – 1946)»&lt;/em&gt; (Europrom edizioni, Bologna 1990, 180 pagine, lire 18.000), vengono rievocati con efficacia e ricostruiti con puntiglio i fatti più salienti di quel tormentato biennio, dalla carneficina di sacerdoti in pianura e in montagna ai delitti del «triangolo della morte» in quel di Castelfranco, dai rapimenti ed assassinii di Redù e di Nonantola al caso del giovane attivista democristiano Missere, all’inquietante e lunghissima vicenda della «corriera della morte» scomparsa in quel di Concordia col suo carico umano, a tanti altri nefandi misfatti.&lt;br /&gt;Nessun dubbio ha Fantozzi sull’organizzazione scientifica di tutta quella carneficina: «Le proporzioni del fenomeno risultano estremamente elevate e tali da non poterle certo ritenere il frutto di un moto spontaneo popolare di vendetta contro fascisti e di “azioni di giustizia” individuali. Questi avvenimenti devono invece essere inquadrati nel particolare clima di tensione politica e sociale alimentato dal Pci nell’immediato secondo dopoguerra. Esplorando in questa direzione, è possibile ricondurre lo stillicidio di episodi tanto apparentemente diversi tra loro ad un’interpretazione politica unitaria».&lt;br /&gt;Insomma, ci troviamo davanti ad un «teorema Fantozzi». Avevamo già avuto un «teorema Calogero», quello sostenuto dal magistrato che voleva Toni Negri e gli altri imputati del 7 aprile padovano capi indiscussi delle Brigate Rosse e assassini  di Moro, e non solo capi dell’Autonomia veneta e lombarda. Poi i processi ridimensionarono il «teorema» tutto fondato sulle illazioni e i collegamenti logici non confortati da prove empiriche, Negri e soci furono ritenuti colpevoli di ben individuati e limitati episodi criminali e scagionati dall’accusa totalizzante di essere i capofila di tutta l’eversione e la lotta armata.&lt;br /&gt;Ma lasciamo ancora illustrare a Fantozzi il suo teorema: «In primo luogo la violenza omicida imperversò per tutto il 1945 ed il 1946, per quasi scomparire nel 1947 in parallelo ad un’energica azione repressiva delle forze di polizia. In secondo luogo, i protagonisti di questi atti criminosi risultarono nella stragrande maggioranza ex partigiani, quasi tutti iscritti o simpatizzanti del Pci. In terzo luogo, le vittime, pur nell’estrema varietà di specifiche condizioni personali, rientravano quasi tutte in quella più vasta categoria politica e sociale che nel linguaggio rivoluzionario di allora veniva definita dei “nemici di classe”. Infine, è un dato di fatto, che quest’esplosione di violenza ebbe dimensioni non riscontrabili in altre regioni, ed in particolre si dispiegò in quelle provincie dove più forte era l’egemonia politica del Pci (oltre a Modena, Reggio, Bologna, Ferrara). L’ampiezza e la durata di questo fenomeno mettono dunque in causa il  ebbe dimensioni non riscontrabili in altre regioni, ed in particolre si dispiegò in quelle provincie dove più forte era l’egemonia politica del Pci (oltre a Modena, Reggio, Bologna, Ferrara). L’ampiezza e la durata di questo fenomeno mettono dunque in causa il esponsabili dei delitti politici con il Partito Comunista” come scrive anche lo storico Pietro Scoppola».&lt;br /&gt;Decisamente è un «teorema» che prova troppo; non c’è connessione tra la materia narrata e l’ipotesi interpretativa, insomma mancano i riscontri obiettivi. Non riuscirono i tribunali negli anni ’50 a coinvolgere direttamente il Pci nella carneficina e nei massacri dell’immediato dopoguerra, e non ci riesce oggi neppure Fantozzi con artefici verbali.&lt;br /&gt;Proviamo un attimo ad argomentare quel che di poco convincente c’è nel «teorema Fantozzi». Innanzitutto non risponde al vero che già il 25 aprile 1945 il Pci egemonizzasse tutta la società modenese (questo non sarà vero neppure per gli anni successivi, fortunatamente). Tra i documenti che Fantozzi cita ce n’è uno, ricavato dalla storia della repubblica di Montefiorino scritta da Ermanno Gorrieri, che racconta, in tempi non sospetti, una storia diversa.&lt;br /&gt;Si tratta della relazione inviata il 12 luglio 1944 al Corpo Volontari della Libertà da Osvaldo Poppi, il “Commissario” Davide, capo dei partigiani comunisti. Scrive Poppi in quella lettera: «La gran massa dei partigiani è composta da anarco-contadini. L’istinto alla ribellione, l’impulso alla preda è l’incentivo maggiore all’entrata in azione di tali formazioni paesane. E in mezzo a tale ambiente incandescente io e pochi altri compagni coscienti abbiamo operato per educare, disciplinare queste forze incoscienti. Rifiutare l’inquadramento nella Brigata Garibaldi di tutti questi ribelli e mezzo predoni, si rischierebbe di rimanere avulsi dalla grande massa lasciata fuori dal nostro controllo, perdere la possibilità di operare all’interno quell’opera di educazione politica che solo ci darà agio di diventare un partito di massa. Giudico che la gran massa sia educabile e plasmabile e tale opera di elevazione e di indirizzo politico possa essere compiuta solo rimanendo a contatto, cioè attirandola sotto la nostra direzione».&lt;br /&gt;Chiaro? L’obiettivo è quello di arrivare al controllo (che non c’è) di un movimento spontaneo, magmatico, che va per conto suo, disperso in tanti rivoli.&lt;br /&gt;Leggendo la stampa dei giorni successivi alla Liberazione c’è l’eco di questa situazione in magmatico movimento nella quale nessuno controlla alcunché, nessuno sa come andrà a finire, formazioni partigiane rivali si accusano a vicenda di aver fatto sparire bottini di guerriglia, di aver intascato tesori, di creare disordini. Tutto questo Fantozzi lo ha scartato: se lo avesse preso in considerazione le sue certezze sarebbero state meno granitiche. Alla luce di tutto ciò allora diventa plausibile la tesi che la carneficina sia stata opera di elementi autonomi, «ribelli e mezzo predoni» che diventano assassini, non sapendo ritornare alla vita normale. All’osservazione che gli omicidi durano fino al 1947 si può obiettare che quei due anni sono forse stati temporalmente necessari per passare da un periodo di guerra civile ad uno di normale legalità, in presenza di un gran numero di «schegge impazzite».&lt;br /&gt;Nel 1946 ci sono le prime elezioni libere (il Pci è il terzo partito nazionale con il 19% dei voti, superato dal Psi con il 21% e dalla Dc con il 35%). Nel clima di libertà ritrovato i partiti politici si impongono alla società, soprattutto i maggiori che agiscono come agenzie di integrazione sociale. Si può anche sostenere che le violenze nel 1947 finiscono perché il Pci è riuscito a conquistare l’egemonia che prima non aveva sulla sua parte di società, integrando i riottosi attraverso la «doppiezza» togliattiana e la conseguente educazione al metodo democratico.&lt;br /&gt;Il fatto poi che violenze così estese siano state limitate ad alcune provincie emiliane starebbe proprio a dimostrare che quella violenza non era la linea del Pci, ma una aberrazione subita anche dal Pci. E qui, come si vede, siamo agli esatti antipodi da Fantozzi. Finché non ci saranno ulteriori studi sul periodo, con la consultazione degli archivi comunisti, la “querelle” è destinata a rimanere aperta.&lt;br /&gt;Resta il fatto tuttavia che tutti dobbiamo rispettare e onorare le vittime di quegli anni terribili. Leggere e commentare il libro di Fantozzi può essere un modo per far sì che eventi del genere non abbiano a ripetersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;GAZZETTA DI MODENA, 13 giugno 1990, pagina 12&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nuova replica alle tesi del libro “Vittime dell’odio”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«GLI ERRORI DI FANTOZZI»&lt;br /&gt;La polemica sulle violenze dei partigiani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Roberto Gazzotti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che Giovanni Fantozzi ci tenga a ribadire le tesi espresse nel suo libro &lt;em&gt;«Vittime dell’odio»&lt;/em&gt; è naturale e comprensibile. L’ho scritto e lo ripeto: Fantozzi ha fatto un’otima ricerca su una pagina oscura della storia modenese. Tuttavia c’è un punto sostanziale sul quale dissento, ed è quello relativo al fatto se le uccisioni di preti, possidenti, agricoltori, commercianti, attivisti democristiani da parte di partigiani comunisti nel biennio 1945 – 1946 siano da considerare «frutto di un moto spontaneo popolare di vendetta» oppure debbano «essere inquadrate nel particolare clima di tensione politica e sociale alimentato dal Pci nell’immediato dopoguerra». Io propendo per la prima tesi, e fornisco di seguito alcuni motivi di riflessione con citazione di testi non utilizzati da Fantozzi. &lt;br /&gt;Così illustra la politica comunista degli anni ’40 lo storico americano Donald Blackmer in un saggio contenuto nel volume &lt;em&gt;«Il comunismo in Italia e in Francia»&lt;/em&gt; (Etas libri): «Dal giorno dell’aprile 1944 in cui Togliatti proclamò la svolta di Salerno con la quale il Pci acconsentiva ad entrare in una coalizione di unitè nazionale sotto il re e il maresciallo Badoglio al giorno, tre anni più tardi, in cui il partito fu estromesso per opera di De Gasperi dalla coalizione governativa, la strategia del partito fu guidata da un motivo dominante: evitare l’isolamento e partecipare al governo in collaborazione con altre forze antifasciste. Riconoscendo la necessità di operare nell’ambito di un sistema capitalistico, il partito limitava i suoi obiettivi dichiarati a riforme generali. La politica economica produttivistica era tesa a ridurre la conflittualità operaia e a mantenere la disciplina nelle fabbriche come prezzo necessario per la ricostruzione dell’economia (…) Le testimonianze storiche non lasciano dubbi sul fatto che la famosa svolta di Salerno era intesa direttamente a favorire gli interessi diplomatici sovietici (..) Molti dei quadri e dei membri più devoti non riuscivano ad accettare alla lettera la strategia di collaborazione, la ritenevano solo una necessità tattica. Questa tensione serpeggiante nella base testimonia la difficoltà di usare un’organizzazione dichiaratamente rivoluzionaria, costruita nella tradizione bolscevica, per fini non rivoluzionari» (pagg. 15 – 33).&lt;br /&gt;Commenta Giorgio Galli nel suo libro &lt;em&gt;«Storia del Pci»&lt;/em&gt;: «La borghesia italiana e i suoi interpreti politici avevano del comunismo un’idea imprecisa e un timore grande, per cui ritennero per tutto un peridodo che questo manovrare corrispondesse a un machiavellico disegno dal quale occorreva guardarsi. E poiché altrettanto imprecisa era la conoscenza del loro partito e altrettanto grande la speranza e la fiducia di coloro che ne ingrossavano le fila nella primavera del 1944, entrambe le classi protagoniste di quella fase della storia italiana giudicarono il Pci e la sua linea politica non quale essa era in realtà ma come si pensava essa dovesse essere. Più Togliatti diceva la verità, meno veniva creduto». &lt;br /&gt;Rispetto ai partigiani Galli scrive: «La maggioranza di essi è comunista, anche se, come gli anni successivi dimostreranno, moltissimi tra loro non lottano per le stesse prospettive del gruppo dirigente che determina la linea del partito (…) Il Pci si mette dunque alla testa dell’insurrezione per dirigerla, incanalarla, non farla deviare dagli obiettivi limitati che la sua linea politica ha prefissato (…) L’intervento dei dirigenti più politicizzati pose rapidamente termine alle iniziative spontanee mentre, epilogo di una sanguinosa guerra civile, le esecuzioni dei fascisti continuarono ancora per qualche tempo» (pagg. 235 – 253).&lt;br /&gt;Nel suo libro &lt;em&gt;«Comunisti al potere. Economia, società e sistema politico in Emilia Romagna: 1945 – 1965»&lt;/em&gt; (Marsilio editore) Franco Piro annota: «Quanto più la Resistenza era stata vissuta come speranza rivoluzionaria, tanto più la vittoria veniva considerata una tappa intermedia e la rivoluzione proletaria era considerata possibile se non necessaria. Liberazione e rivoluzione si compenetravano a vicenda: il partito doveva continuamente intervenire sui suoi militanti per ribadire il carattere unitario e democratico dell’antifascismo. L’ossatura del partito si modella sul corpo della Resistenza. Sul partito si abbatte la durezza dei processi repressivi che indubbiamente amplificarono e strumentalizzarono comportamenti eversivi pure presenti. I leaders del centrismo utilizzarono ampiamente la situazione emiliana in funzione anticomunista. L’ampio spazio che la stampa moderata locale dà all’iniziativa segnala un indubitabile attacco politico che certamente vi fu contro il movimento partigiano».&lt;br /&gt;Quindi Piro prosegue: «Nel gennaio 1949 il deputato democristiano Braschi chiede l’insediamento di una commissione di parlamentari per condurre un’inchiesta sui fatti di sangue commessi per mano partigiana durante e dopo la Liberazione. I parlamentari di sinistra si associarono alla richiesta (della commissione fanno parte tra gli altri Terracini, Pertini, Gullo e il generale Roveda): La scelta fu lucida e coraggiosa perché dava la forza di individuare le montature e le esagerazioni. Così accadde che proprio Scelba &lt;em&gt;(il ministro dc dell'interno, n.d.r.)&lt;/em&gt; ostacolò l’attività della commissione. Forse non è lontana dal vero la conclusione fatta dall’ispettore Cristallo nella sua relazione al Ministero degli interni: “Gli accertamenti vari conducono ad affermare che la maggioranza dei responsabili è costituita da elementi partigiani comunisti e da filocomunisti. Ciò naturalmente non implica la responsabilità del Pci, in quanto potrebbe trattarsi di espressioni autonome, incontrollabili dal partito”» (pagg. 47 – 49).&lt;br /&gt;Come dimostrano queste ampie citazioni, il quadro generale di riferimento a livello nazionale è molto più complesso e sfaccettato di quello unilaterale e manicheo proposto da Fantozzi. Emerge soprattutto che il Pci non è mai stato quel monolite che la propaganda comunista vuol far credere (e che anche Fantozzi inopinatamente accredita), ma è stato aspramente diviso, con parte della base che non accetta la politica del vertice e quando può agisce per conto suo, contro quella che giudica l’accomodante politica romana del Pci che va a braccetto con industriali, Vaticano, Monarchia e concede l’amnistia ai fascisti, contro la «moderata» linea Togliatti dettata da Stalin che mette in soffitta la rivoluzione in Italia per tutelare gli interessi geostrategici sovietici. Questi conflitti tra miliatnti, dirigenza locale e dirigenza nazionale sono esistiti anche a Modena, e possono spiegare la nascita delle «squadre della morte», ribelli contro il «moderatismo» del partito. In questi casi, chi rappresenta il Pci: Togliatti o il partigiano ribelle che diventa «compagno assassino»? Nella risposta a questa domanda c’è tutto il succo della polemica tra Fantozzi e me. Io rispondo: Togliatti.&lt;br /&gt;Comunque in sede locale mancano studi approfonditi su questo peridodo e su questi argomenti. Eppure molti testimoni degli avvenimenti sono ancora vivi e vegeti: perché tengono la bocca chiusa e non ci fanno invece conoscere come andarono le cose in quei fatidici giorni? Perché su una cosa concordo con Fantozzi: «È bene che anche il Pci modenese faccia un approfondito esame di coscienza su quegli anni buoi ed i tristi effetti che ebbe lo stalinismo nella nostra provincia. La credibilità democratica non si conquista tirando comodi colpi di spugna sul passato». Specialmente se si ritiene di essere con la coscienza a posto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-107158060111922703?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107158060111922703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/107158060111922703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/12/il-sangue-dei-vinti-ed-il-pci.html' title='IL SANGUE DEI VINTI ED IL PCI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106983781679362562</id><published>2003-11-26T10:10:00.000+01:00</published><updated>2003-11-26T10:11:02.216+01:00</updated><title type='text'>UNIONE EUROPEA CONTRO IL DIRITTO DI ASILO?</title><content type='html'>&lt;strong&gt;AMNESTY INTERNATIONAL SOSTIENE LE CRITICHE DELL'ACNUR &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International appoggia le critiche dell'Alto Commissario &lt;br /&gt;delle Nazioni Unite per i Rifugiati Ruud Lubbers secondo il quale le &lt;br /&gt;proposte di direttive europee in materia di asilo che l'Unione Europea &lt;br /&gt;discutera' al Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Affari &lt;br /&gt;interni dell'Ue questa settimana rischiano di erodere gli standard &lt;br /&gt;internazionali.&lt;br /&gt;"La legislazione proposta, mirata ad armonizzare le procedure in materia &lt;br /&gt;di asilo all'interno dell'Unione Europea, che formeranno il nucleo del &lt;br /&gt;Sistema Comune Europeo di diritto d'asilo, e' gravemente viziata dal punto &lt;br /&gt;di vista dei diritti umani. Se la Presidenza italiana dell'Unione Europea &lt;br /&gt;non riuscira' a far si' che la protezione dei rifugiati ridivenga &lt;br /&gt;l'obiettivo centrale della direttiva in discussione, sarebbe meglio per la &lt;br /&gt;legislazione comunitaria non adottare questa legislazione" ha dichiarato &lt;br /&gt;Dick Oosting, direttore dell'ufficio di Bruxelles di Amnesty &lt;br /&gt;International.&lt;br /&gt;"I governi nazionali sembrano competere fra loro per vedere quanto possono &lt;br /&gt;minare gli standard sulla protezione dei rifugiati in Europa in risposta &lt;br /&gt;alle pressioni populiste. Di conseguenza, il Sistema di asilo comune &lt;br /&gt;dell'Unione Europea e' tenuto in ostaggio. La legislazione proposta non &lt;br /&gt;permetterebbe all'Ue di tener fede ai propri impegni secondo quanto &lt;br /&gt;stabilito dalla Carta dei diritti fondamentali, presto parte della nuova &lt;br /&gt;Costituzione europea, ne' permetterebbe ai singoli governi europei di &lt;br /&gt;tener fede alle proprie responsabilita' nei confronti del diritto &lt;br /&gt;internazionale".&lt;br /&gt;Secondo Amnesty International, concordando con queste proposte, gli stati &lt;br /&gt;membri dell'Unione Europea mostrerebbero chiaramente che e' accettabile &lt;br /&gt;ignorare gli standard internazionali e trasferire l'onere della protezione &lt;br /&gt;dei rifugiati ad altri paesi. &lt;br /&gt;"Vi sono cosi' tante eccezioni e deroghe fra le proposte attuali sui c.d. &lt;br /&gt;"Paesi Terzi Sicuri", sulle procedure di gestione del diritto d'asilo ai &lt;br /&gt;confini e sul diritto a restare nel paese durante il ricorso, che alla &lt;br /&gt;fine non vi e' un'armonizzazione, ma un lasciapassare per tutti i governi &lt;br /&gt;a minare ulteriormente gli standard sulla protezione dei rifugiati. Che &lt;br /&gt;tipo di messaggio e' questo che l'Unione Europea invia al resto del &lt;br /&gt;mondo?" ha chiesto Dick Oosting.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106983781679362562?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106983781679362562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106983781679362562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/11/unione-europea-contro-il-diritto-di.html' title='UNIONE EUROPEA CONTRO IL DIRITTO DI ASILO?'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106892885414403758</id><published>2003-11-11T21:25:00.000+01:00</published><updated>2003-11-26T10:08:30.856+01:00</updated><title type='text'>MARIO PECORARO, UNA VOCE FUORI DAL CORO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;QUELLA CHE SEGUE È L'INTRODUZIONE CHE HO SCRITTO PER IL NUOVO LIBRO DI MARIO PECORARO &lt;em&gt;UNA VOCE FUORI DAL CORO. CRONACHE CARPIGIANE ... E NON SOLO&lt;/em&gt; NUOVAGRAFICA, CARPI 2003, PP120, € 7.00&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un filo rosso collega gli scritti raccolti in questo volumetto da Mario Pecoraro: quello dell’impegno dell’intellettuale libero per una cultura autonoma dalla politica (e dai carrozzoni gestiti in nome e per conto del potere politico), quindi per una cultura partecipata ed autogestita dai protagonisti. Risale al maggio 1980 il primo articolo riproposto in queste pagine, dal titolo profetico “I cittadini protagonisti della politica culturale”. Fu pubblicato sul periodico &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Luce&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; dei socialisti carpigiani, e prendeva di mira la politica culturale sviluppata a Carpi dal Comune «talvolta anche lodevolmente (per esempio, l’attività teatrale) ma in modo accentratore, promuovendo, coordinando e gestendo la cultura: è stato insomma l’inizio e la fine di ogni iniziativa culturale». Precisando: «Credendo fermamente nel pluralismo, nella partecipazione, nel decentramento, noi socialisti non possiamo non esprimere un rifiuto netto per l’Ente locale quale macchina “dispensatrice” di cultura. A questa presenza totalizzante noi intendiamo contrapporre una articolazione diffusa di centri e momenti culturali sì da rendere possibili esperienze significative di autogestione, partecipazione e corresponsabilità culturale. Per noi la cultura non è un fatto di pianificazione istituzionale, ma una linfa che deve circolare in diversi organismi». &lt;br /&gt;Naturalmente all’epoca l’articolo fu oggetto di scandalo, scherno e disapprovazione da parte del ceto intellettuale che allora (e tuttora) si pasce di pubbliche elargizioni o è dipendente stabile dei minculpop locali. (Per gli smemorati Minculpop è l’abbreviazione di Ministero della Cultura Popolare, istituito dal regime fascista per controllare e dirigere la gente, indottrinandola. Tipica istituzione totalitaria, figlia e concorrente dell’esperienza politica del comunismo sovietico - ispiratore peraltro di molte “intuizioni” mussoliniane - che ancor oggi anacronisticamente sopravvive seppure spezzettata territorialmente negli assessorati di Regioni, Province e Comuni). All’epoca Mario Pecoraro simpatizzava per i socialisti, quando il nuovo corso indipendentista intrapreso dal segretario nazionale di quel partito, Bettino Craxi, puntava parecchio sul rinnovamento culturale della società e della nazione italiana. &lt;br /&gt;Mario Pecoraro è rimasto fedele all’idea di cultura autonoma ed autogestita perorata allora dai liberalsocialisti, anche se rimasto senza partito e rifuggendo ormai l’impegno politico diretto. L’ultimo scritto che appare in questo volume, sulla mostra “infelice” ed “antisemita” ospitata dal Museo al Deportato politico e razziale di Carpi, dell’aprile 2003, a un quarto di secolo di distanza, ne è la testimonianza. E in mezzo ci sono tanti esempi, dallo “scippo” municipale delle celebrazioni per l’anniversario della morte di Alfredo Bertesi allo scandalo del “Falco magico”, al rifiuto pubblico di collezioni private offerte gratuitamente alla municipalità. &lt;br /&gt;Una concezione della cultura autonoma e libera che appare nell’Italia odierna piuttosto orfana e minoritaria. Prosperano infatti a livello locale gli assessorati che pretendono di produrre in proprio “cultura”. Non più magari in nome della classe operaia, o della Chiesa, quanto piuttosto del dialetto o di nostalgie duchiste. Sempre e comunque imposte dall’alto ad un pubblico che assiste, e a volte applaude anche, ma spesso sbadiglia e si volta da un’altra parte. Prospera a livello nazionale un’azienda televisiva, Mediaset (il nuovo vero Minculpop nazionale, che in ciò ha sostituito la vecchia Rai democristiana), il cui proprietario, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, decide i palinsesti e gli organigrammi anche della tv pubblica, controllando il 90 per cento delle risorse economiche del settore televisivo, e che è quanto di più possibile lontana dall’idea di cultura partecipata ed autogestita. &lt;br /&gt;La carta stampata, che dal Settecento, quando secondo Jürgen Habermas nacque l’opinione pubblica, ha rappresentato lo sfogo e il mezzo privilegiato dello scambio e della circolazione delle idee, a livello locale non offre ospitalità in maniera continuativa agli spiriti critici come Mario Pecoraro, che all’attività professionale propria affiancano anche quella pubblicistica (laureato in Lettere classiche, Pecoraro ha insegnato materie letterarie nelle scuole medie, e, appassionato di storia, ha pubblicato diversi volumi sulla storia del Risorgimento e del socialismo locale, nonché svariati interventi su riviste specialistiche). &lt;br /&gt;Gli scritti di questo volume sono prevalentemente articoli di giornale, ma, come si potrà constatare, appartengono a testate diversificate nel tempo. Mario Pecoraro scrive inizialmente su &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Luce&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, poi gli si aprono le pagine del quotidiano &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il Giornale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (gestione Giorgio Giusti), quindi è la volta della &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gazzetta di Carpi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (gestione Pier Vittorio Marvasi), c’è un intervallo decennale di silenzio poi è la volta di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Modenapiù&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (gestione Roberto Gazzotti); l’ultimo scritto è rappresentato da una lettera al &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Carlino Modena&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Non si tratta di un capriccio dell’autore, ma della disponibilità di una testata a pubblicare i suoi interventi. L’attività pubblicistica, infatti, soprattutto a livello locale, deve sottostare ad una serie di limitazioni. Innanzitutto, la scarsità di testate disponibili ad ospitare interventi indipendenti e potenzialmente critici verso potentati locali. &lt;br /&gt;Nei giornali locali peraltro la cronaca ha la prevalenza su qualsiasi discorso critico o culturale, l’intervento pubblicistico serve da complemento o da arricchimento del prodotto, e come tale è soggetto agli umori di chi il prodotto lo confeziona. Se cambia il gestore, probabilmente cambieranno anche i collaboratori, se non ritenuti più interessanti dal nuovo arrivato. Il collaboratore ovviamente è esterno alla redazione, che può rendergli in alcuni casi impossibile la continuazione della collaborazione stessa, cestinandogli i pezzi, stravolgendoglieli o perfino rubandoglieli (quando un redattore si appropria di una idea o di un testo di un collaboratore apponendovi la sua firma: caso estremo ma realmente accaduto). &lt;br /&gt;Molte testate locali poi sono effimere, non appartenendo a grandi gruppi dispongono infatti di risorse limitate e, visto il mercato ristretto dei lettori e degli inserzionisti, campano mediamente un paio di anni e poi sono costrette a chiudere. Oltre alle testate generaliste, che si occupano di tutto, ci sono parecchie riviste edite da enti o associazioni locali, ma per il taglio corporativo o l’enfasi pubblicitaria ed entusiastica non sono adatte a pubblicare interventi liberi più o meno critici e meditati (li rifiuterebbero immediatamente). &lt;br /&gt;La mobilità tra le testate, quando sono disponibili, diventa quindi una necessità per chi, come Mario Pecoraro, sente l’urgenza di scrivere, di esprimere la sua opinione, non solo, ma anche di documentare la realtà che vive, che osserva, che giudica. L’importante è riuscire sempre a trovare una testata per cui scrivere in piena libertà, e non solo nella rubrica delle “lettere al direttore”. Come dimostra questo volume, il diritto di scrivere Mario Pecoraro se l’è conquistato con onore sul campo. A lui, e a chi come lui ha scelto per vocazione di scrivere, si addice quel che Max Weber sosteneva nel saggio &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il lavoro intellettuale come professione&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; - avendo l’accortezza di sostituire il termine &lt;strong&gt;politica&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;attività pubblicistica&lt;/strong&gt; - (anche se occuparsi della cosa pubblica è cosa propriamente politica): &lt;br /&gt;&lt;em&gt;«La politica (&lt;strong&gt;attività pubblicistica&lt;/strong&gt; ndr) consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà, da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso. È perfettamente esatto, e confermato da tutta l’esperienza storica, che il possibile non verrebbe raggiunto se nel mondo non si ritentasse sempre l’impossibile. Ma colui il quale può accingersi a quest’impresa deve essere un capo, non solo, ma anche – in un senso molto sobrio della parola – un eroe. E anche chi non sia l’uno né l’altro, deve foggiarsi quella tempra d’animo tale da poter reggere anche al crollo di tutte le speranze, e fin da ora, altrimenti non sarà nemmeno in grado di portare a compimento quel poco che oggi è possibile. Solo chi è sicuro di non venire meno anche se il mondo, considerato dal suo punto di vista, è troppo stupido o volgare per ciò che egli vuol offrirgli, e di poter ancora dire di fronte a tutto ciò: “Non importa, continuiamo!”, solo un uomo siffatto ha la “vocazione” per la politica (&lt;strong&gt;attività pubblicistica&lt;/strong&gt; ndr)».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Roberto Gazzotti&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106892885414403758?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106892885414403758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106892885414403758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/11/mario-pecoraro-una-voce-fuori-dal-coro.html' title='MARIO PECORARO, UNA VOCE FUORI DAL CORO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106824137167809340</id><published>2003-11-07T22:42:00.000+01:00</published><updated>2003-11-14T16:10:02.060+01:00</updated><title type='text'>STOP THE WALL: ISRAELE SMETTA SUBITO LA COSTRUZIONE DEL MURO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;AMNESTY, ARCI, ICS, MOVIMONDO, SAVE THE CHILDREN E UISP CHIEDONO &lt;br /&gt;DI FERMARE LA COSTRUZIONE DEL MURO O BARRIERA DI SICUREZZA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei associazioni italiane impegnate nei settori della difesa dei diritti &lt;br /&gt;umani, della cooperazione, della solidarieta' internazionale e &lt;br /&gt;dell'intervento umanitario (Amnesty International, Arci, Ics-Consorzio &lt;br /&gt;italiano di solidarieta', Movimondo, Save the Children e Uisp-Unione &lt;br /&gt;italiana sport per tutti) sollecitano la presidenza italiana dell'Unione &lt;br /&gt;Europea a chiedere al governo israeliano di fermare la costruzione del &lt;br /&gt;muro o barriera di sicurezza, avviata il 14 giugno 2002.&lt;br /&gt;L'appello giunge alla vigilia della "Giornata internazionale di azione &lt;br /&gt;contro il muro", indetta per il 9 novembre dalla Stop the Wall campaign.&lt;br /&gt;"Chiediamo al governo israeliano" affermano le sei associazioni in una &lt;br /&gt;dichiarazione congiunta "di interrompere la costruzione del muro o &lt;br /&gt;barriera di sicurezza e di altre strutture permanenti all'interno dei &lt;br /&gt;Territori Occupati, che sono causa diretta di restrizioni della liberta' &lt;br /&gt;di movimento dei palestinesi all'interno degli stessi Territori, della &lt;br /&gt;distruzione o confisca illegale delle loro proprieta' e di ulteriori &lt;br /&gt;violazioni dei loro diritti sociali ed economici".&lt;br /&gt;Le sei associazioni ribadiscono la loro piena condanna nei confronti degli &lt;br /&gt;attacchi dei gruppi armati palestinesi contro la popolazione civile &lt;br /&gt;israeliana e convengono sul diritto inalienabile dello Stato di Israele di &lt;br /&gt;assumere misure "ragionevoli, necessarie e proporzionate" per proteggere &lt;br /&gt;la sicurezza dei suoi cittadini e dei suoi confini.&lt;br /&gt;Il muro o barriera di sicurezza tuttavia - sottolineano le sei &lt;br /&gt;associazioni - non corre lungo la Linea Verde dell'armistizio del 1949 che &lt;br /&gt;determina i confini tra Israele e i Territori occupati nel 1967: la &lt;br /&gt;struttura penetra, in alcuni punti anche per venti chilometri, all'interno &lt;br /&gt;dei Territori Occupati, allo scopo di comprendere numerosi insediamenti di &lt;br /&gt;coloni israeliani. Tali insediamenti sono illegali, sulla base del diritto &lt;br /&gt;internazionale, e dovrebbero essere smantellati.&lt;br /&gt;La prima parte del muro o barriera di sicurezza, da Jenin a Qalqiliya, ha &lt;br /&gt;contribuito significativamente al peggioramento delle condizioni di vita &lt;br /&gt;di almeno 200.000 palestinesi, che devono oltrepassare questa struttura in &lt;br /&gt;determinati posti di blocco, spesso chiusi, per muoversi all'interno dei &lt;br /&gt;Territori Occupati, andare al lavoro, coltivare i campi, vendere i &lt;br /&gt;prodotti, andare a scuola e ricevere cure mediche. &lt;br /&gt;Il muro o barriera di sicurezza ha anche chiuso all'interno di enclave &lt;br /&gt;circa 13.000 palestinesi di una quindicina di villaggi, che ora sono &lt;br /&gt;intrappolati tra la Linea verde e il muro o barriera di sicurezza. La &lt;br /&gt;costruzione del muro o barriera di sicurezza ha significato la distruzione &lt;br /&gt;o la confisca, "per necessita' militari", di ampie porzioni di terreni &lt;br /&gt;agricoli. Inoltre, decine di migliaia di palestinesi sono stati separati &lt;br /&gt;da circa 100.000 dunam di terra (1 dunam = 1000 mq), che ora si trovano a &lt;br /&gt;ovest del muro o barriera di sicurezza.&lt;br /&gt;Amnesty, Arci, Ics, Movimondo, Save the Children e Uisp chiedono inoltre &lt;br /&gt;alla presidenza italiana dell'Unione Europea di premere sulle autorita' &lt;br /&gt;israeliane affinche' sia garantito pieno accesso nei Territori Occupati &lt;br /&gt;alle organizzazioni non governative che da anni sono impegnate, accanto &lt;br /&gt;alla societa' civile israeliana e palestinese, in azioni destinate a &lt;br /&gt;promuovere un futuro di pace, tolleranza, sviluppo e rispetto dei diritti &lt;br /&gt;umani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106824137167809340?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106824137167809340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106824137167809340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/11/stop-wall-israele-smetta-subito-la.html' title='STOP THE WALL: ISRAELE SMETTA SUBITO LA COSTRUZIONE DEL MURO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106824105254051938</id><published>2003-11-05T22:33:00.000+01:00</published><updated>2003-11-14T16:10:40.560+01:00</updated><title type='text'>MODENA: 50 ANNI FA IL PRIMO VILLAGGIO ARTIGIANO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Politiche innovative per garantire uno sviluppo equilibrato dell’area modenese sia dal punto di vista urbanista sia dal punta di vista ambientale. Il programma degli appuntamenti celebrativi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Villaggi Artigiani di Modena compiono 50 anni. Era l’ottobre del 1953 quando 74 piccoli imprenditori – per la maggior parte ex-operai licenziati dalle grandi fabbriche nel dopoguerra – si riunirono per dare vita al primo Villaggio Artigiano di Modena, insediato nel quartiere della Madonnina. Un insediamento produttivo fortemente sostenuto dal Comune di Modena. Per favorire la rinascita economica del territorio, infatti, l’Amministrazione Comunale aveva dato il via a politiche di insediamento del tutto inedite, con un meccanismo che avrebbe garantito in seguito la nascita di molti altri Villaggi Artigiani: il Comune di Modena acquistava aree da privati che erano disposti a cederle a prezzo agricolo, offrendo loro la possibilità di conservare per sé un lotto, di urbanizzarlo e rivenderlo quindi a prezzo remunerativo. Allo stesso tempo il Comune di Modena urbanizzava l’area acquistata e la rivendeva ai piccoli imprenditori, che via via si attivavano sul territorio modenese, ad un prezzo che lo ripagava dell’investimento, ma che tuttavia rimaneva molto al di sotto dei costi di mercato delle aree fabbricabili. Questo risparmio nell’acquisto della sede costituiva per l’imprenditore un notevole vantaggio economico in quanto il prezzo pagato per il proprio insediamento risultava inferiore del 30/50% rispetto a quelli di mercato. Tale vantaggio economico e competitivo si traduceva poi  in maggiori possibilità di sviluppo e maggiore competitività per le piccole imprese interessate. &lt;br /&gt;Dal 1973 il meccanismo di insediamento produttivo sul territorio comunale di Modena è stato esteso anche a undici comuni circostanti riuniti nel Consorzio Aree produttive, ente al quale è affidato il compito di curare l’attuazione dei Piani per gli Insediamenti Produttivi (PIP) nell’ambito della pianificazione territoriale dei Comuni e della Provincia.&lt;br /&gt;A 50 anni di distanza, il meccanismo dei benefit comunali per l’insediamento permette di portare a bilancio numeri importanti: nei Villaggi Artigiani si sono insediate – con un risparmio complessivo di circa 180 milioni di euro - più di mille imprese, creando complessivamente oltre diecimila posti di lavoro. La superficie totale delle imprese insediate è aumentata in questi 50 anni del 300%, così come l’occupazione, che ha fatto registrare un aumento del 44%. &lt;br /&gt;La validità del modello è confermata inoltre dall’alto numero di richieste da parte di imprese che ancora oggi richiedono di insediarsi nei Villaggi Artigiani. Attualmente, infatti, in lista d’attesa ci sono oltre 500 aziende con una forza-lavoro di 5300 dipendenti. Ma oltre al vantaggio competitivo fornito alle piccole imprese insediate nei Villaggi artigiani le politiche degli insediamenti produttivi hanno consentito di raggiungere due importanti risultati di grande interesse per l’intera città. Inanzitutto attraverso tali politiche è stato possibile garantire uno sviluppo equilibrato dell’area modenese sia dal punto di vista urbanista sia dal punta di vista ambientale. Inoltre con tali azioni il Comune ha potuto dare un notevole contributo allo sviluppo delle piccole e medie imprese che caratterizzano il nostro territorio.&lt;br /&gt;L’anniversario del cinquantenario del primo Villaggio prevede una ricca serie di iniziative organizzate dal Comune di Modena, Consorzio Attività Produttive Aree e Servizi, in collaborazione con ProMo, Unione Industriali, Api, Lapam Federimpresa, CNA, LegaCoop. La giornata principale è quella dell’8 novembre, nel corso della quale sono previsti l’inaugurazione di una mostra fotografica dal titolo “Il lunedì del Villaggio”, la premiazione degli imprenditori fondatori del primo villaggio artigiano, e la presentazione del volume “L’invenzione del Villaggio. Modena e i quartieri artigiani: cinquant'anni di un'esperienza d'avanguardia”, curata dall’architetto Ezio Righi, dal giornalista Michele Smargiassi e dall’economista Massimo D’Angelillo. Le manifestazioni, che prevedono anche visite guidate delle scuole nei Villaggi e altre iniziative di natura sportiva e accademica, sono iniziate lo scorso 25 ottobre con l’inaugurazione del nuovo Pip di via Malavolti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106824105254051938?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106824105254051938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106824105254051938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/11/modena-50-anni-fa-il-primo-villaggio.html' title='MODENA: 50 ANNI FA IL PRIMO VILLAGGIO ARTIGIANO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106761375145683841</id><published>2003-10-31T16:22:00.000+01:00</published><updated>2003-11-14T16:11:19.110+01:00</updated><title type='text'>MODENA, INTERVENTI IN VIALE CIRO MENOTTI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Sarà realizzata innanzitutto una pista ciclabile e il marciapiede sul lato est&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partirà lunedì 3 novembre l’intervento di riqualificazione del sistema viario che comprende l’asse Ciro Menotti-viale Trento Trieste e la zona di viale Reiter, previsto in fasi successive e che si concluderà entro la fine del prossimo anno. Il primo cantiere in programma sta per aprire in via Ciro Menotti, dove verrà realizzato sul lato est entro la primavera un marciapiede, la pista ciclabile e verranno sistemate le aree di sosta. Subito dopo si procederà a fare lo stesso in viale Reiter (lato est) e a sistemare le intersezioni con le laterali di via Menotti. All’incrocio tra via Ricci e viale Reiter, ora regolato da un semaforo, la ditta vincitrice del bando di gara, l’Acea di Mirandola, costruirà poi entro la metà del 2004 una rotatoria per snellire il traffico. I lavori procederanno senza bloccare il traffico veicolare. Obiettivo principale di questi interventi di riqualificazione è quello di aumentare la sicurezza di chi percorre queste strade mettendole al servizio della mobilità locale. Strade come via Ciro Menotti e viale Reiter infatti fungono da vera e proprio ‘tangenziale interna cittadina’, caratterizzate da grandi volumi di traffico e velocità incompatibili con la vita dei quartieri circostanti, molto abitati. Dopo l’intervento la zona dovrebbe essere maggiormente valorizzata, e viale Ciro Menotti diventerà un vero e proprio boulevard alberato. &lt;br /&gt;Nella seconda fase di questo progetto, che si concluderà entro la fine del 2004, verranno poi realizzati ed adeguati marciapiedi, aree di sosta e ciclabili di viale Reiter (lato ovest), parte delle vie Piave, Soli, Ferrari, Trento Trieste e sarà costruita una rotatoria all’incrocio tra viale Muratori, via Vignolese e via Trento Trieste. Subito dopo dovrebbero infine partire i lavori per la realizzazione dell’opera più importante prevista in questo complesso progetto di riqualificazione, ovvero la rotatoria ai piedi del cavalcaferrovia della Crocetta, tra le vie Divisione Acqui, Ferrari e Menotti: uno snodo fondamentale della viabilità cittadina, dove passano anche 3000 veicoli all’ora di punta. Questo intervento porterà con sé il ripristino del doppio senso di marcia in via Ciro Menotti e nel suo proseguimento naturale, viale Trento Trieste, ma anche in via Tagliazucchi e in parte di viale Reiter e via Paolo Ferrari. &lt;br /&gt;Particolare cura nella realizzazione di questo importante e atteso intervento di riqualificazione del sistema viario sarà dedicata poi agli arredi urbani. Sia in viale Trento Trieste che in via Menotti infatti saranno piantate ben 156 piante e installato un sistema automatico di irrigazione, messe panchine e portabiciclette: l’illuminazione pubblica verrà rinnovata con la posa di 180 nuovi pali su entrambi i lati della strada, ottenendo un effetto di luminosità diffusa utile anche per i percorsi ciclo-pedonali. Le reti telefoniche ed elettriche verranno potenziate ed adeguate in tutte le strade interessate dal progetto. Parte degli attraversamenti pedonali (e anche delle pavimentazioni stradali) saranno poi realizzati con l’impiego di materiali diversi dall’asfalto e dotati di isole salvagente per una maggiore sicurezza di pedoni e ciclisti. I lavori di riqualificazione avranno un costo globale (escludendo la rotatoria che nascerà tra le vie Menotti-Ferrari-Divisione Acqui) di un milione e 850 mila euro. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106761375145683841?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106761375145683841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106761375145683841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/modena-interventi-in-viale-ciro.html' title='MODENA, INTERVENTI IN VIALE CIRO MENOTTI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106761352074541238</id><published>2003-10-30T16:18:00.000+01:00</published><updated>2003-10-31T16:23:21.153+01:00</updated><title type='text'>MODENA: ECCO L’ANNUARIO STATISTICO 2002</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Tutti i dati della città, dai cittadini residenti al lavoro, ai prezzi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;178.311 residenti. La popolazione modenese continua a crescere grazie ad una sensibile ripresa delle nascite ed ad una forte immigrazione soprattutto dall’estero e dal sud Italia. Il dato, insieme a numerosi altri sui movimenti migratori, il lavoro, la scuola, la sicurezza stradale, è contenuto nell'edizione 2002 dell'Annuario statistico del servizio statistico del Comune di Modena. L’Annuario statistico del Comune di Modena 2002 ci presenta una città in costante evoluzione. Attraverso l’analisi di demografia, prezzi, lavoro, incidenti stradali e edilizia l’Annuario 2002 segnala alcune novità, tra le quali la crescita della popolazione residente dopo un lungo periodo di stasi e l’aumento degli incidenti stradali.&lt;br /&gt;Strumento di grande utilità nella programmazione politica dell’Amministrazione Comunale, l’Annuario Statistico è nato nel lontano 1930. Negli anni si è rinnovato e ampliato, in particolare dall’inizio degli anni settanta in seguito all’informatizzazione dell’anagrafe comunale e grazie alle banche dati di carattere statistico. Ad occuparsene è il Servizio Statistica e Mercati del Comune di Modena, che ha il compito istituzionale di diffondere i dati statistici raccolti ed elaborati, uniformandosi così al programma statistico nazionale in ottemperanza al Decreto legislativo 322 del 1989.  &lt;br /&gt;&lt;em&gt;E’ possibile consultare l’Annuario anche on-line, alla pagina &lt;a href="http://www.comune.modena.it/serviziostatistica"&gt;www.comune.modena.it/serviziostatistica&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DEMOGRAFIA &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;178.311 residenti. La popolazione negli ultimi anni sta crescendo grazie ad una sensibile ripresa delle nascite ed ad una forte immigrazione soprattutto dall’estero e dal sud Italia.  Modena, dall’inizio del 1900  ha sempre attratto persone dall’esterno. La più forte immigrazione si è registrata negli anni ’50, ’60, ’70, dalla campagna prima e dal sud Italia dopo, sino ad arrivare ai 180.557 residenti del 1980. Per i successivi 15 anni si è invece assistito ad una costante diminuzione della popolazione  a causa di  un esodo crescente di cittadini verso comuni limitrofi. A metà degli anni ’90 si registra una ripresa delle migrazioni dal sud Italia e di immigrazione di cittadini extracomunitari, fattori che hanno concorso ad innalzare nuovamente il numero della popolazione residente. (tavola 7 pag. 18 e 19 e tavole 26 e 27 pag. 33 e 34). Tutto questo si riflette sulla composizione dei residenti nel Comune di Modena al 31 dicembre 2002  per luogo di nascita: meno della metà sono nati a Modena (solo il 48,5%): il 17,8% proviene dalla provincia di Modena, il 13,6% dal sud Italia, il 12,5 da altre province italiane ed il 7,56% all’estero (tavola 23 pag. 31). Dal movimento migratorio 2002 si evidenzia che sui 5838 immigrati il 36,7%  ha cittadinanza straniera (2142 individui i due terzi  dei quali provengono direttamente dall’estero, il restante terzo da altre zone d’Italia), il 34% proviene dal sud Italia ed un 23% dalla provincia di Modena. Sul fronte delle emigrazioni ben 2543 dei 5390 emigrati (il 42,2%) si sono spostati nella nostra provincia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LAVORO &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le imprese modenesi attraggono mano d’opera: il tasso di disoccupazione (disoccupati su persone occupate o in cerca di occupazione) è molto basso: 3,2% rispetto al 9,1% nazionale. Il tasso di occupazione (occupati su popolazione in età lavorativa 15-64 anni) è di poco al di sopra della media nazionale (67,1% contro il 55,4%). L’immigrazione di  extracomunitari ha ripercussione sulle liste dei centri per l’impiego: su 1622 cittadini extracomunitari avviati dal collocamento, 921 provengono dai paesi africani  (329 dal Marocco, 179 dal Ghana), 374 dai paesi dell’Est Europeo,  256 dall’Asia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PREZZI &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’inflazione rilevata con metodologia e “pesi” Istat segue l’andamento di quella nazionale, e negli ultimi due anni ne è di poco al di sopra. Nel dettaglio, la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati a Modena nel 2002 è stata del + 2,6%, contro il 2,4% nazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INCIDENTI STRADALI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A Modena circolano  145.961 autoveicoli. Nel 2002  sono stati registrati 1758 incidenti con danni alle persone: 2322 feriti e 36 morti. Nel 2001 gli incidenti erano stati 1739, nel 2000 invece 1779. A subire i maggiori danni sono soprattutto i cosiddetti “utenti stradali deboli”, cioè  pedoni, ciclisti, conducenti di ciclomotori e motocicli: rappresentano infatti il 27,78% dei feriti ed il 22&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106761352074541238?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106761352074541238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106761352074541238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/modena-ecco-lannuario-statistico-2002.html' title='MODENA: ECCO L’ANNUARIO STATISTICO 2002'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106761329529378805</id><published>2003-10-28T16:11:00.000+01:00</published><updated>2003-11-14T16:12:48.030+01:00</updated><title type='text'>EUROPA – CINA: IL PARTENARIATO CRESCE, LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI CONTINUANO</title><content type='html'>Alla vigilia del vertice tra Unione Europea e Cina, in &lt;br /&gt;programma giovedì 30 ottobre a Pechino, Amnesty &lt;br /&gt;International ha diffuso un rapporto in 20 pagine intitolato &lt;br /&gt;“Cina: abusi costanti sotto una nuova dirigenza – sintesi &lt;br /&gt;delle preoccupazioni sui diritti umani”.&lt;br /&gt;“Alla luce delle gravi violazioni dei diritti umani descritte nel &lt;br /&gt;nostro rapporto, chiediamo ai responsabili dell’Unione &lt;br /&gt;Europea di cogliere l’opportunità del primo vertice col &lt;br /&gt;presidente Hu Jintao per riconsiderare profondamente il loro &lt;br /&gt;approccio alla situazione dei diritti umani in Cina. Lo &lt;br /&gt;sviluppo della protezione dei diritti umani dev’essere il &lt;br /&gt;punto fermo di relazioni più mature tra Unione Europea e &lt;br /&gt;Cina” – ha dichiarato Dick Oosting, direttore dell’Ufficio di &lt;br /&gt;Amnesty International presso l’Unione Europea.&lt;br /&gt;“Fino a oggi, l’Unione Europea è rimasta in ostaggio &lt;br /&gt;dell’insistenza cinese sul mutuo rispetto e l’assenza di un &lt;br /&gt;confronto su questioni riguardanti i diritti umani, bloccata in &lt;br /&gt;un ‘dialogo sui diritti umani’ di natura formale che non ha &lt;br /&gt;aiutato in alcun modo le vittime delle violazioni dei diritti &lt;br /&gt;umani in Cina” – ha proseguito Oosting. “Una relazione &lt;br /&gt;matura significa che le parti coinvolte riconoscono che &lt;br /&gt;questa deve dare dei risultati. L’Unione Europea non deve &lt;br /&gt;limitarsi a proseguire nel dialogo sui diritti umani, ma deve &lt;br /&gt;iniziare a esercitare pressioni politiche su Pechino per &lt;br /&gt;ottenere miglioramenti tangibili, in particolare sui problemi &lt;br /&gt;sollevati nell’ultimo rapporto di Amnesty International”.&lt;br /&gt;Il rapporto di Amnesty International denuncia che centinaia &lt;br /&gt;di migliaia di persone continuano a essere detenute in tutta &lt;br /&gt;la Cina, in violazione dei loro diritti umani fondamentali. &lt;br /&gt;Proseguono le condanne a morte e le esecuzioni al termine &lt;br /&gt;di processi irregolari, la tortura e i maltrattamenti &lt;br /&gt;rimangono diffusi e sistematici e la libertà di espressione e &lt;br /&gt;d’informazione resta sempre gravemente limitata.&lt;br /&gt;“Le autorità cinesi si vantano di aver introdotto l’iniezione &lt;br /&gt;letale come metodo di esecuzione e l’introduzione di &lt;br /&gt;‘camere mobili di esecuzione’ in termini di maggiore &lt;br /&gt;efficacia e abbattimento dei costi: queste affermazioni &lt;br /&gt;dovrebbero far suonare un campanello d’allarme nei corridoi &lt;br /&gt;dell’Unione Europea. Nonostante sei anni di dialogo su &lt;br /&gt;questo argomento, la Cina continua a essere responsabile di &lt;br /&gt;più dell’80% delle esecuzioni accertate ogni anno nel &lt;br /&gt;mondo” – ha accusato Oosting.&lt;br /&gt;“Possono essere adottate riforme legali in campo &lt;br /&gt;commerciale, ma purtroppo non vediamo lo stesso livello di &lt;br /&gt;attenzione nei confronti della necessità di riformare il &lt;br /&gt;sistema penale, obiettivo vitale per la protezione dei diritti &lt;br /&gt;umani e al contempo elemento essenziale per la stabilità e &lt;br /&gt;lo sviluppo sostenibile del paese” – ha concluso Oosting.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sintesi dei contenuti del rapporto di Amnesty International:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*   continuo uso della pena di morte durante le &lt;br /&gt;    campagne “colpire duro”, col conseguente elevato &lt;br /&gt;    numero di esecuzioni, spesso al termine di processi &lt;br /&gt;    irregolari o sommari;&lt;br /&gt;*   costante ricorso alla “rieducazione attraverso il &lt;br /&gt;    lavoro”, un sistema che consente la detenzione di &lt;br /&gt;    centinaia di migliaia di persone ogni anno senza &lt;br /&gt;    accusa né processo;&lt;br /&gt;*   persistenza di gravi denunce di torture e &lt;br /&gt;    maltrattamenti;&lt;br /&gt;*   aumento del numero degli arresti e delle condanne &lt;br /&gt;    nei confronti degli utenti di internet e dei cosiddetti &lt;br /&gt;    “cyberdissidenti”, in violazione del loro diritto &lt;br /&gt;    fondamentale alla libertà di espressione e di &lt;br /&gt;    informazione;&lt;br /&gt;*   intensificazione della repressione, con la scusa delle &lt;br /&gt;    misure “anti-terrorismo”, nei confronti degli Uiguri, &lt;br /&gt;    un gruppo etnico di religione prevalentemente &lt;br /&gt;    musulmana che vive nella regione autonoma del &lt;br /&gt;    Xinjiang Uighur;&lt;br /&gt;*   continua repressione dei diritti alla libertà di &lt;br /&gt;    espressione e di associazione in Tibet, ove un &lt;br /&gt;    numero imprecisato di monaci e monache di &lt;br /&gt;    religione buddista rimangono in carcere come &lt;br /&gt;    prigionieri di coscienza;&lt;br /&gt;*   repressione in atto nei confronti del movimento &lt;br /&gt;    spirituale Falun Gong e di altre cosiddette &lt;br /&gt;    “organizzazioni eretiche”, che produce arresti &lt;br /&gt;    arbitrari, torture e decessi in carcere;&lt;br /&gt;*   gravi violazioni dei diritti umani nel contesto della &lt;br /&gt;    diffusione dell’Hiv / Aids, tra cui torture nei &lt;br /&gt;    confronti di persone che hanno contratto il virus &lt;br /&gt;    nonché arresti arbitrari, minacce e intimidazioni ai &lt;br /&gt;    danni degli attivisti impegnati in campagne di &lt;br /&gt;    sensibilizzazione su questo tema;&lt;br /&gt;*   accanimento nei confronti dei richiedenti asilo nord-&lt;br /&gt;    coreani, che continuano a rischiare il rientro forzato &lt;br /&gt;    in Corea del Nord, ove corrono il pericolo di subire &lt;br /&gt;    arresti, torture e persino esecuzioni;&lt;br /&gt;*   tentativi recenti, da parte dell’amministrazione di &lt;br /&gt;    Hong Kong, di introdurre una nuova legge su &lt;br /&gt;    “tradimento, sedizione, secessione e sovversione”, &lt;br /&gt;    nonostante le ampie preoccupazioni dell’opinione &lt;br /&gt;    pubblica per il fatto che essa potrebbe essere usata &lt;br /&gt;    per limitare i diritti umani fondamentali.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il rapporto “Cina: abusi costanti sotto una nuova dirigenza &lt;br /&gt;– sintesi delle preoccupazioni sui diritti umani” è disponibile &lt;br /&gt;sul sito Internet &lt;a href="http://www.amnesty-eu.org "&gt;www.amnesty-eu.org &lt;/a&gt;oppure presso &lt;br /&gt;l’Ufficio Stampa di Amnesty International.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106761329529378805?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106761329529378805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106761329529378805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/europa-cina-il-partenariato-cresce-le.html' title='EUROPA – CINA: IL PARTENARIATO CRESCE, LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI CONTINUANO'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106622639091736985</id><published>2003-10-15T15:59:00.000+02:00</published><updated>2003-10-15T15:59:50.250+02:00</updated><title type='text'>SCARCERATO L'OPPOSITORE SIRIANO MUHAMMAD SAI'D AL-SAKHRI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;AMNESTY INTERNATIONAL SODDISFATTA PER LA BUONA NOTIZIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Sezione Italiana di Amnesty International ha appreso oggi con grande &lt;br /&gt;soddisfazione la notizia della scarcerazione dell'oppositore politico &lt;br /&gt;siriano Muhammad Sai'd al-Sakhri.&lt;br /&gt;Al-Sakhri era sbarcato il 23 novembre scorso all'aeroporto di Milano &lt;br /&gt;Malpensa, insieme alla moglie e ai quattro figli di 2, 6, 9 e 11 anni, &lt;br /&gt;proveniente da Baghdad (dove la famiglia aveva vissuto in esilio per oltre &lt;br /&gt;vent'anni) via Amman. All'arrivo, gli al-Sakhri avevano presentato domanda &lt;br /&gt;di asilo politico, che le autorita' italiane avevano respinto in modo del &lt;br /&gt;tutto sommario. Il 28 novembre l'intera famiglia era stata rimpatriata in &lt;br /&gt;Siria. La moglie e i bambini erano stati rilasciati dopo diverse &lt;br /&gt;settimane, mentre Muhammad Sai'd al-Sakhri da allora fino a ieri sera e' &lt;br /&gt;stato trattenuto senza la possibilita' di comunicare con l'esterno. &lt;br /&gt;"Questa e' una grande notizia per tutti gli attivisti per i diritti umani. &lt;br /&gt;Ora chiediamo alle autorita' siriane di chiarire le motivazioni per cui &lt;br /&gt;al-Sakhri e' rimasto in carcere in isolamento per quasi un anno e di &lt;br /&gt;accertare se abbia subito torture o maltrattamenti" - ha dichiarato &lt;br /&gt;Daniela Carboni, responsabile dei rapporti istituzionali della Sezione &lt;br /&gt;Italiana di Amnesty International. "Continuiamo a sollecitare inoltre &lt;br /&gt;un'inchiesta indipendente e completa per chiarire le ragioni della sua &lt;br /&gt;espulsione dall'Italia, nonostante il diritto internazionale proibisca il &lt;br /&gt;rimpatrio forzato di una persona in un paese nel quale la sua vita o la &lt;br /&gt;sua liberta' sarebbero in pericolo".&lt;br /&gt;Nel corso di questi mesi i soci e i sostenitori della Sezione Italiana di &lt;br /&gt;Amnesty International hanno inviato migliaia di appelli ai ministri Pisanu &lt;br /&gt;e Frattini e al governo siriano, chiedendo la scarcerazione di Muhammad &lt;br /&gt;al-Sakhri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106622639091736985?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106622639091736985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106622639091736985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/scarcerato-loppositore-siriano.html' title='SCARCERATO L&apos;OPPOSITORE SIRIANO MUHAMMAD SAI&apos;D AL-SAKHRI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106581725422624507</id><published>2003-10-10T09:20:00.000+02:00</published><updated>2003-10-10T22:22:47.816+02:00</updated><title type='text'>GIORNATA MONDIALE CONTRO LA PENA DI MORTE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;AMNESTY INTERNATIONAL INVITA ALLA MOBILITAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Amnesty International invita la comunita' internazionale a prendere parte &lt;br /&gt;alla &lt;a href="http://www.worldcoalition.org/bcoaljm00.html"&gt;Giornata mondiale contro la pena di morte&lt;/a&gt; che si celebra oggi, &lt;br /&gt;venerdi' 10 ottobre. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"La morte non e' uno strumento di giustizia e la pena capitale ne e' un &lt;br /&gt;esempio evidente, poiche' viola le fondamenta stesse dei valori e della &lt;br /&gt;dignita' dell'essere umano" ha dichiarato Karen Hooper, coordinatrice &lt;br /&gt;pena di morte delle Sezione Italiana di Amnesty International. "Il fatto &lt;br /&gt;che gli Stati eseguano ancora condanne a morte rappresenta un oltraggio. &lt;br /&gt;Nessuna ricerca ha dimostrato che la pena di morte serva a combattere la &lt;br /&gt;criminalita': al contrario, essa alimenta una cultura di violenza e &lt;br /&gt;pertanto non trova alcun posto in una societa' moderna che intenda &lt;br /&gt;rispettare i valori dei diritti umani."&lt;br /&gt;Amnesty International chiede all'opinione pubblica mondiale di &lt;br /&gt;sottoscrivere la &lt;a href="http://www.amnesty.it/primopiano/giornata_pdm_2003"&gt;petizione&lt;/a&gt; che sollecita i governi a &lt;br /&gt;porre immediatamente fine alle esecuzioni. Oggi, in ogni parte del mondo, &lt;br /&gt;gli attivisti di Amnesty International svolgeranno manifestazioni, &lt;br /&gt;seminari e dibattiti per rafforzare la pressione sui governi affinche' &lt;br /&gt;aboliscano la pena di morte e per aumentare la sensibilita' su questa pena &lt;br /&gt;crudele, inumana e degradante.&lt;br /&gt;"Il mondo sta facendo sempre maggiori passi avanti per liberarsi dalla &lt;br /&gt;pena di morte, ma rimane ancora molto da fare" ha aggiunto Hooper.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Settantasei paesi hanno abolito la pena di morte&lt;/strong&gt; per tutti i reati, mentre &lt;br /&gt;altri 16 l'hanno abolita per tutti i reati salvo quelli eccezionali. &lt;br /&gt;Ulteriori 20 paesi sono abolizionisti "nella pratica", poiche' non &lt;br /&gt;eseguono piu' condanne a morte. L'ultimo paese ad aggiungersi alla lista &lt;br /&gt;dei paesi abolizionisti e' stato l'Armenia, che a settembre ha ratificato &lt;br /&gt;il Protocollo 6 alla Convenzione europea sui diritti umani, un trattato &lt;br /&gt;internazionale che abolisce la pena di morte in tempo di pace. &lt;br /&gt;"Nonostante l'evidente tendenza mondiale verso l'abolizione, purtroppo &lt;br /&gt;alcuni paesi continuano a mandare a morte uomini e donne mediante &lt;br /&gt;iniezione letale, impiccagione, plotone d'esecuzione e persino la &lt;br /&gt;lapidazione" ha denunciato Hooper.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nei primi nove mesi del 2003 gli Usa hanno mandato a morte 57 persone. Le &lt;br /&gt;esecuzioni in Iran sono state almeno 83 e non meno di 40 quelle in Arabia &lt;br /&gt;Saudita. Nel 2002 Amnesty International aveva accertato 1.526 esecuzioni &lt;br /&gt;in 31 paesi, 1.060 delle quali in Cina&lt;/strong&gt;, dove peraltro la pena di morte e' &lt;br /&gt;un segreto di Stato e i dati disponibili rappresentano una piccola &lt;br /&gt;frazione della dimensione effettiva del fenomeno.&lt;br /&gt;In un rapporto diffuso oggi e intitolato "Africa occidentale: e' giunto il &lt;br /&gt;momento di abolire la pena di morte", Amnesty International illustra la &lt;br /&gt;situazione della pena capitale in sedici paesi di questa regione: negli &lt;br /&gt;ultimi dieci anni tre di essi hanno abolito la pena di morte e solo &lt;br /&gt;quattro hanno eseguito condanne a morte. Il rapporto descrive inoltre il &lt;br /&gt;dibattito e le iniziative per riformare i codici penali in corso nella &lt;br /&gt;regione.&lt;br /&gt;"E' un buon segnale che molti dei paesi dell'Africa occidentale non &lt;br /&gt;abbiano eseguito condanne a morte nell'ultimo decennio. Ora tutta la &lt;br /&gt;regione deve compiere il passo decisivo e abolire la pena capitale sia &lt;br /&gt;nelle leggi che nella pratica" ha commentato Hooper.&lt;br /&gt;La Giornata mondiale contro la pena di morte e' organizzata dalla &lt;br /&gt;Coalizione mondiale contro la pena di morte, un movimento di cui fanno &lt;br /&gt;parte sindacati, organismi legali, autorita' locali e associazioni per i &lt;br /&gt;diritti umani ? compresa Amnesty International - che si battono per &lt;br /&gt;l'abolizione universale della pena capitale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ulteriori informazioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sono ancora 83 i paesi che rifiutano di seguire la tendenza mondiale verso &lt;br /&gt;l'abolizione della pena di morte, tra cui Usa, Giappone, Cina, Nigeria, &lt;br /&gt;Iran, Arabia Saudita e Uzbekistan. Alcuni di questi paesi continuano &lt;br /&gt;persino a mandare a morte minorenni all'epoca del reato.&lt;br /&gt;Ad aprile, in Oklahoma (Usa), Scott Hains e' stato mandato a morte per un &lt;br /&gt;reato commesso quando aveva solo 17 anni. Alla fine dello scorso mese di &lt;br /&gt;settembre, nelle Filippine, Christopher Padua, Ronald Bragas, Elmer Butal, &lt;br /&gt;Ramon Nicodemus, Saturani Panggayong e Roger Pagsibigan - tutti condannati &lt;br /&gt;a morte per reati commessi quando avevano meno di 18 anni -  erano in &lt;br /&gt;attesa dell'esecuzione. A maggio un quindicenne, Al-Taher Ahmad Hamdan, e' &lt;br /&gt;stato condannato a morte in Sudan.&lt;br /&gt;Amnesty International e' inoltre preoccupata per il drammatico aumento &lt;br /&gt;dell'uso della pena di morte in Viet Nam, dove quest'anno secondo stime &lt;br /&gt;ufficiali sono state condannate a morte 80 persone. In Cina, il paese in &lt;br /&gt;cui nel corso del 2002 e' stato mandato a morte il maggior numero di &lt;br /&gt;persone, il governo ha introdotto i cosiddetti "furgoni itineranti di &lt;br /&gt;esecuzione", allo scopo di ottimizzare l'efficienza e ridurre i costi &lt;br /&gt;delle esecuzioni. &lt;br /&gt;Nel corso del 2002 Amnesty International ha accertato 3.248 condanne a &lt;br /&gt;morte in 67 paesi e 1.526 esecuzioni in 31 paesi, di cui 1.060 in Cina e &lt;br /&gt;113 in Iran. L'organizzazione per i diritti umani ritiene, tuttavia, che &lt;br /&gt;l'effettivo numero delle esecuzioni in questi due paesi sia stato molto &lt;br /&gt;piu' elevato. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106581725422624507?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106581725422624507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106581725422624507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/giornata-mondiale-contro-la-pena-di.html' title='GIORNATA MONDIALE CONTRO LA PENA DI MORTE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106573307634309491</id><published>2003-10-09T22:57:00.000+02:00</published><updated>2003-10-09T22:57:56.523+02:00</updated><title type='text'>ARMI, UN COMMERCIO MONDIALE DA CONTROLLARE</title><content type='html'>Il commercio mondiale di armi e' pericolosamente privo di regole e fa si' &lt;br /&gt;che queste finiscano nelle mani di governi repressivi, autori di &lt;br /&gt;violazioni dei diritti umani e organizzazioni criminali. Per affrontare &lt;br /&gt;questo problema, tre organizzazioni internazionali hanno lanciato oggi, in &lt;br /&gt;oltre 50 paesi, la campagna mondiale &lt;a href="http://www.controlarms.org"&gt;Control Arms&lt;/a&gt;, "Controllare le armi". &lt;br /&gt;Gli obiettivi della campagna sono ridurre la proliferazione e l'uso &lt;br /&gt;illegale delle armi e convincere i governi a istituire un accordo &lt;br /&gt;vincolante sul commercio delle armi. &lt;br /&gt;La proliferazione e l'uso illegale delle armi hanno raggiunto un livello &lt;br /&gt;critico, alimentando violazioni dei diritti umani, poverta' e conflitti. &lt;br /&gt;Ogni minuto una persona rimane uccisa dalla violenza delle armi e molte &lt;br /&gt;altre subiscono abusi e ferite gravi. Tuttavia le armi rappresentano, a &lt;br /&gt;livello mondiale, un affare lucroso e privo di regole.&lt;br /&gt;I controlli nazionali sul commercio delle armi sono pieni di scappatoie. &lt;br /&gt;La facile disponibilita' delle armi favorisce l'incidenza della violenza, &lt;br /&gt;e' il detonatore dei conflitti e la causa del prolungamento delle guerre, &lt;br /&gt;in cui le popolazioni civili sono sempre piu' prese di mira. I conflitti e &lt;br /&gt;la criminalita' armata impediscono agli aiuti di raggiungere chi ne ha &lt;br /&gt;disperato bisogno e sono spesso causa della mancanza di assistenza &lt;br /&gt;sanitaria ed educazione.&lt;br /&gt;Gli attacchi dell'11 settembre e la conseguente "guerra al terrore" hanno &lt;br /&gt;alimentato la proliferazione di armi piuttosto che favorire un impegno &lt;br /&gt;politico per controllarne la diffusione. La "guerra al terrore" ha &lt;br /&gt;significato l'aumento delle esportazioni di armi, soprattutto da parte di &lt;br /&gt;Stati Uniti e Gran Bretagna, verso i cosiddetti "nuovi alleati" (come &lt;br /&gt;Pakistan, Indonesia e Filippine), a prescindere dalle preoccupazioni per &lt;br /&gt;la situazione dei diritti umani o per lo sviluppo di questi paesi.&lt;br /&gt;«Ogni anno centinaia di migliaia di persone vengono uccise, torturate, &lt;br /&gt;stuprate e costrette ad abbandonare le proprie terre a causa dell'uso &lt;br /&gt;illegale delle armi. In un periodo in cui la "guerra al terrore" domina &lt;br /&gt;l'agenda internazionale, dovrebbe esserci un rinnovato interesse per il &lt;br /&gt;controllo delle armi. E invece, accade l'opposto. Il circolo vizioso fra &lt;br /&gt;trasferimenti delle armi, conflitti e violazioni dei diritti umani puo' e &lt;br /&gt;deve essere fermato» ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di &lt;br /&gt;Amnesty International.&lt;br /&gt;Per affrontare questi problemi Amnesty International, Oxfam e la Rete &lt;br /&gt;d'azione internazionale sulle armi leggere (International Action Network &lt;br /&gt;on Small Arms, IANSA) hanno lanciato una campagna mondiale intitolata &lt;br /&gt;Control Arms "Controllare le armi". La campagna promuovera' l'istituzione &lt;br /&gt;di un Trattato sul commercio di armi e l'adozione di una serie di misure, &lt;br /&gt;a livello regionale e locale, per limitare la proliferazione e l'uso &lt;br /&gt;illegale delle armi.&lt;br /&gt;«Il commercio delle armi e' fuori controllo. E' un problema mondiale che &lt;br /&gt;ha delle conseguenze locali terrificanti, soprattutto ai danni delle &lt;br /&gt;persone povere. C'e' disperato bisogno di un Trattato sul commercio delle &lt;br /&gt;armi, per fermare l'afflusso delle armi e contribuire a rendere piu' &lt;br /&gt;sicura la societa'» ha affermato Barbara Stocking, direttrice di Oxfam.&lt;br /&gt;Il possesso di armi sempre piu' letali sta diventando parte integrante &lt;br /&gt;della vita quotidiana in molte parti del mondo: tra i contadini &lt;br /&gt;dell'Uganda del nord le mitragliatrici AK47 stanno sostituendo le lance, &lt;br /&gt;in Somalia i neonati vengono chiamati "Uzi" o "Ak", in Iraq vi sono piu' &lt;br /&gt;armi che persone.&lt;br /&gt;«I governi, occupati a cercare armi nucleari, biologiche e chimiche nella &lt;br /&gt;loro lotta al "terrorismo", fondamentalmente ignorano le vere "armi di &lt;br /&gt;distruzione di massa": le armi leggere, che in questo modo continuano a &lt;br /&gt;diffondersi, al prezzo di centinaia di migliaia di vite umane» ha &lt;br /&gt;aggiunto Rebecca Peters, direttrice di IANSA.&lt;br /&gt;Una bozza del Trattato sul commercio delle armi e' stata redatta da un &lt;br /&gt;gruppo di organizzazioni non governative che si occupano di diritti umani, &lt;br /&gt;sviluppo e controllo delle armi (comprendente Amnesty International e &lt;br /&gt;Oxfam), in collaborazione con esperti di diritto internazionale. La &lt;br /&gt;proposta ha ottenuto l'appoggio di 19 premi Nobel per la Pace, guidati da &lt;br /&gt;Oscar Arias. L'obiettivo principale del Trattato e' fornire una serie di &lt;br /&gt;standard minimi sul controllo dei trasferimenti di armi, fermamente basati &lt;br /&gt;sulle responsabilita' che competono agli Stati sulla base del diritto &lt;br /&gt;internazionale.&lt;br /&gt;Oltre a un Trattato sul commercio delle armi, la campagna Control Arms &lt;br /&gt;chiede ai governi di sviluppare e rafforzare i controlli sulle armi a &lt;br /&gt;livello regionale e di esercitare una rigorosa supervisione, a livello &lt;br /&gt;nazionale, sulle esportazioni nazionali di armi e sulle attivita' dei &lt;br /&gt;fornitori e degli intermediari, di impegnarsi maggiormente per prevenire &lt;br /&gt;l'uso illegale delle armi da parte dei pubblici ufficiali e di proteggere &lt;br /&gt;i propri cittadini dalla violenza armata. La campagna Control Arms chiede &lt;br /&gt;infine alle autorita' e alle comunita' locali di contribuire a migliorare &lt;br /&gt;la sicurezza sviluppando progetti che riducano la disponibilita' e la &lt;br /&gt;domanda di armi a livello locale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106573307634309491?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106573307634309491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106573307634309491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/armi-un-commercio-mondiale-da.html' title='ARMI, UN COMMERCIO MONDIALE DA CONTROLLARE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106573271296714172</id><published>2003-10-09T22:51:00.000+02:00</published><updated>2003-10-09T22:51:53.213+02:00</updated><title type='text'>A MODENA DUE GIORNI "SUI PASSI DEI RIFUGIATI"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Sabato 11 e domenica 12 ottobre dibattito sulla Bossi-Fini, teatro reportage, incontro di calcio e narrazioni per riflettere sulla vita quotidiana di coloro che chiedono asilo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivano a Modena dalla Liberia e dal Congo, dall’Angola e dalla Sierra Leone, dalla Nigeria e dalla Turchia, dall’Afghanistan e dall’Iraq. Fuggono dalle guerre e dalle dittature, dalle calamità naturali e dall’intolleranza razziale, religiosa, etnica o politica. Ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo (oltre 130 persone si sono rivolte al Centro stranieri nell'ultimo anno e oltre 80 sono attualmente accolte e sostenute) gli assessorati ai Servizi sociali e alle Politiche giovanili del Comune, La Tenda, la Circoscrizione 4 e l'Unione sportiva Nuova Marzaglia dedicano due giorni di iniziative gratuite (informazioni ai numero 059 200407-200414). Sotto il titolo "Sui passi dei rifugiati: Modena e il diritto d'asilo" sabato 11 ottobre alle 18, alla Tenda del parco Novi Sad (viale Monte Kosica angolo viale Molza), è in programma una conferenza di Gianfranco Schiavone del Conzorzio italiano solidarietà sul tema "La difficile strada del diritto d'asilo in Italia", dedicata alla legge Bossi-Fini. Introduce l'assessore comunale ai Servizi sociali Alberto Caldana. Alle 21, sempre alla Tenda, la compagnia "Hidden Theater-Teatro di Nascosto" presenta "Dinieghi", uno spettacolo di teatro reportage sulle esperienze di vita dei rifugiati e dei richiedenti asilo (regia di Annet Henneman con l'assistenza di Gianni Calstri). La serata terminerò con musiche e danze da diversi paesi. Saranno presenti stand di Medici senza frontiere, Amnesty international, Consorzio italiano solidarietà e della campagna nazionale "Diritto d'asilo: una questione di civiltà". Domenica 12 alle 15.30, all'Unione sportiva Nuova Marzaglia (via dell'Aratro 42), si disputerà l'incontro di calcio tra la squadra Senza confini, composta da rifugiati, e gli Amatori dell'Unione sportiva Nuova Marzaglia. Alle 17 sarà distribuita una merenda a base di cibi tradizionali, caldarrose e lambrusco. Interveranno Anna Bulgarelli, presidente della Circoscrizione 4, e Alberto Caldana, assessore ai Servizi sociali. Alle 18 le iniziative si concludono con "Il mondo ha bisogno di favole", storie ricordate e narrate dai partecipanti al laboratorio di narrazione interculturale a cura di Nicoletta Rinaldi.&lt;br /&gt;“I rifugiati sono persone che non hanno scelto quando partire né il momento migliore per farlo, spesso sono fuggiti lasciando le famiglie o quel che ne è rimasto, abbandonando tutto ciò che avevano”, spiega l’assessore ai Servizi sociali del Comune Alberto Caldana. “Il problema è che in Italia manca attualmente una disciplina organica che tuteli queste persone attraverso procedure certe, organismi competenti, chiarezza sui diritti e i doveri”.&lt;br /&gt;E’ dal 1998 che Modena ha dato vita ad un’attività specifica per richiedenti asilo, rifugiati, titolari di permessi di soggiorno per motivi umanitari e dal 2001 la città aderisce con iniziative di accoglienza e assistenza anche al Programma nazionale promosso da Ministero dell’Interno, Acnur e Anci e al Progetto provinciale. I finanziamenti provengono dalla Commissione europea, dallo Stato e dalla Regione Emilia-Romagna. L’obiettivo è offrire accoglienza, sostegno, assistenza a chi richiede asilo nel periodo di attesa del riconoscimento e sostegno all’integrazione e all’inserimento per chi ha ottenuto lo status di rifugiato o un permesso per motivi umanitari. Gli operatori affiancano persone e famiglie per aiutarle a orientarsi in città e predispongono forme di sostegno realizzate in collaborazione con la rete dei servizi, le associazioni e le organizzazioni del territorio. Un operatore, disponibile negli orari di apertura al pubblico del Centro stranieri (martedì dalle 9 alle 12.30, giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.30) e su appuntamento anche in altri orari (tel. 059 200411), dà informazioni sui servizi e sulle opportunità del territorio e sui diritti e i doveri di chi richiede asilo. Il Comune offre inoltre sostegno per il disbrigo delle pratiche e per ottenere i documenti (permesso di soggiorno, iscrizione al Servizio sanitario nazionale, codice fiscale, libretto di lavoro, residenza, carta di identità), un’attività rivolta a tutti i richiedenti asilo e ai rifugiati. Chi richiede asilo viene ospitato in appartamenti attrezzati, dislocati in diversi punti della città e, poiché la legge non consente attività lavorative fino al riconoscimento dello status di rifugiato,  riceve un contributo economico di 50 euro la settimana (per le famiglie è  in relazione alle dimensioni e alla composizione del nucleo). Il Centro stranieri offre infine sostegno nella scelta del medico di base o del pediatra e indirizza le persone alle strutture sanitarie per le prime cure o vaccinazioni, si occupa dell’inserimento dei bambini nelle scuole dell’obbligo e nelle scuole dell’infanzia e degli adulti nei corsi di italiano, nei corsi di formazione professionale o nei corsi per ottenere il diploma di scuola media. Chi ha già ottenuto lo status viene inoltre aiutato nella ricerca di un lavoro e di un alloggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106573271296714172?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106573271296714172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106573271296714172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/modena-due-giorni-sui-passi-dei.html' title='A MODENA DUE GIORNI &quot;SUI PASSI DEI RIFUGIATI&quot;'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106521176094579258</id><published>2003-10-03T22:09:00.000+02:00</published><updated>2003-10-03T22:09:21.003+02:00</updated><title type='text'>IN RUSSIA VIGE LA GIUSTIZIA SOMMARIA</title><content type='html'>Lo stato di diritto ha esteso il suo raggio d'azione nella Federazione &lt;br /&gt;Russa, ma il modo in cui la legge viene applicata offre ancora scarsa &lt;br /&gt;protezione a molte persone. E' quanto denunciato oggi da Amnesty &lt;br /&gt;International, che ha diffuso un nuovo rapporto dal titolo "Giustizia &lt;br /&gt;sommaria: la legge e i diritti umani nella Federazione Russa". Si tratta &lt;br /&gt;del terzo rapporto pubblicato da Amnesty International nel corso della sua &lt;br /&gt;campagna mondiale per i diritti umani in Russia, lanciata nell'ottobre &lt;br /&gt;2002. Diffuso nel corso della campagna elettorale russa e alla vigilia delle &lt;br /&gt;elezioni presidenziali nella Repubblica Cecena, il rapporto rappresenta un &lt;br /&gt;monito per le autorita' di Mosca affinche' ricordino che hanno l'obbligo &lt;br /&gt;di garantire a chiunque una protezione efficace contro le violazioni dei &lt;br /&gt;diritti umani.&lt;br /&gt;"Alla luce delle recenti prestazioni del paese in termini di violazioni &lt;br /&gt;dei diritti umani, e' particolarmente importante assicurare protezione &lt;br /&gt;dalla tortura, dai processi iniqui, dalle uccisioni illegali, dagli &lt;br /&gt;arresti arbitrari e dalla discriminazione e che ognuno abbia accesso a &lt;br /&gt;efficaci forme di ricorso nel caso in cui i suoi diritti siano stati &lt;br /&gt;violati. Alcuni gruppi sono particolarmente esclusi dalla protezione della &lt;br /&gt;legge, come le minoranze etniche, le donne, i bambini e i detenuti" si &lt;br /&gt;legge nel rapporto di Amnesty International.&lt;br /&gt;Lo studio dell'organizzazione per i diritti umani illustra fino a che &lt;br /&gt;punto, a dodici anni di distanza dalla nascita della Federazione Russa &lt;br /&gt;come Stato sovrano, i cambiamenti legislativi abbiano offerto alla &lt;br /&gt;popolazione rapide, eque ed efficaci forme di ricorso contro le violazioni &lt;br /&gt;dei diritti umani. Il rapporto esamina in particolare la situazione di &lt;br /&gt;alcuni gruppi vulnerabili e raccomanda una serie di provvedimenti la cui &lt;br /&gt;attuazione potrebbe migliorare radicalmente la protezione dei diritti &lt;br /&gt;umani nel paese. Vengono messe in luce le importanti riforme approvate, &lt;br /&gt;quali l'estensione dell'operato dei tribunali e l'introduzione di un nuovo &lt;br /&gt;codice di procedura penale, che nei primi tre mesi di applicazione ha &lt;br /&gt;favorito il rilascio di un impressionante numero di persone arrestate &lt;br /&gt;senza valide ragioni. Allo stesso tempo, il rapporto denuncia le &lt;br /&gt;preoccupazioni di Amnesty International per le violazioni dei diritti &lt;br /&gt;umani e il cattivo funzionamento dei meccanismi di ricorso per le vittime:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;* la propiska&lt;/strong&gt; - il sistema di registrazione della residenza in vigore a &lt;br /&gt;Mosca e in altri centri della Federazione Russa - limita la liberta' di &lt;br /&gt;movimento, violando in questo modo gli obblighi in materia di diritti &lt;br /&gt;umani che costituiscono parte integrante della legislazione nazionale. &lt;br /&gt;Questo sistema e' causa di gravi violazioni dei diritti umani, come la &lt;br /&gt;deportazione sommaria di appartenenti alle minoranze etniche, senza &lt;br /&gt;possibilita' di accesso alla difesa o ad altri diritti procedurali. &lt;br /&gt;Amnesty International nota con forte rammarico che il presidente Putin non &lt;br /&gt;ha finora voluto applicare i poteri di cui dispone per contrastare questa &lt;br /&gt;pratica illegale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;* La Legge per combattere il terrorismo del 1998&lt;/strong&gt; esonera dalla &lt;br /&gt;responsabilita' chi ha preso parte a operazioni "anti-terrorismo", anche &lt;br /&gt;se ha violato i diritti umani, e impedisce il ricorso alla giustizia alle &lt;br /&gt;persone che lamentano di aver subito violazioni dei diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;* I bambini disabili mentali&lt;/strong&gt; sono internati in istituti statali &lt;br /&gt;semplicemente a causa della loro disabilita' e non perche' costituiscano &lt;br /&gt;una minaccia nei propri confronti o della societa'. Le procedure usate per &lt;br /&gt;rinchiuderli in queste istituzioni sono prive di ogni garanzia contro gli &lt;br /&gt;errori.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;* I prigionieri condannati all'ergastolo&lt;/strong&gt; sono tenuti in condizioni di &lt;br /&gt;quasi totale isolamento che costituiscono una crudelta', vietata dalle &lt;br /&gt;norme internazionali relative al trattamento delle persone in stato di &lt;br /&gt;detenzione.&lt;br /&gt;"I bambini disabili mentali nella Federazione Russa sono privati del loro &lt;br /&gt;diritto alla liberta', all'educazione e a una vita familiare. Sono &lt;br /&gt;obbligati a vivere un'esistenza profondamente priva di senso in istituti &lt;br /&gt;le cui condizioni non rispettano la dignita' dell'essere umano. Chiediamo &lt;br /&gt;alla Federazione Russa di adottare una legge il cui obiettivo principale &lt;br /&gt;sia l'interesse primario dei bambini affetti da disabilita' mentale" si &lt;br /&gt;legge nel rapporto di Amnesty International.&lt;br /&gt;L'organizzazione chiede inoltre una revisione di tutte le condanne &lt;br /&gt;all'ergastolo emesse sulla base del vecchio codice di procedura penale, &lt;br /&gt;ampiamente riconosciuto come ingiusto: "Le condizioni in cui versano i &lt;br /&gt;condannati all'ergastolo violano il diritto ad essere trattati con &lt;br /&gt;umanita' e a non essere sottoposti a torture o ad altri trattamenti &lt;br /&gt;crudeli, inumani e degradanti". &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La popolazione civile nella Repubblica Cecena&lt;/strong&gt; costituisce il piu' ampio &lt;br /&gt;gruppo privato dei fondamentali diritti umani, da parte sia delle forze &lt;br /&gt;federali che dei combattenti ceceni: il diritto alla vita, alla liberta', &lt;br /&gt;alla sicurezza, al rispetto per la vita privata e familiare, la protezione &lt;br /&gt;dei beni personali e la liberta' di espressione. I ceceni non sono &lt;br /&gt;protetti dalla discriminazione e dalla tortura e le autorita' federali non &lt;br /&gt;mettono a loro disposizione procedure eque e rimedi efficaci a livello &lt;br /&gt;nazionale.&lt;br /&gt;"Dal 1991 la Federazione Russa ha accettato le norme internazionali sui &lt;br /&gt;diritti umani che danno alle persone i cui diritti sono violati la &lt;br /&gt;possibilita' di accedere a nuove forme di ricorso, a livello nazionale e &lt;br /&gt;internazionale. L'esperienza dimostra che questi rimedi sono efficaci solo &lt;br /&gt;quando sono sostenuti dalla comunita' internazionale" afferma Amnesty &lt;br /&gt;International.&lt;br /&gt;Le raccomandazioni di Amnesty International alle autorita' della &lt;br /&gt;Federazione Russa comprendono:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; cessare di estradare persone verso paesi dove rischiano la pena di &lt;br /&gt;morte, la tortura o processi irregolari;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; rendere pubblici tutti i rapporti del Comitato europeo per la &lt;br /&gt;prevenzione della tortura e attuare le sue raccomandazioni;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; aprire indagini imparziali ed esaurienti sulle denunce di crimini di &lt;br /&gt;guerra commessi nella Repubblica Cecena e assicurare alla giustizia i &lt;br /&gt;responsabili, nel rispetto delle norme internazionali in materia di &lt;br /&gt;diritti umani;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; inserire la questione dell'internamento dei bambini nelle istituzioni &lt;br /&gt;all'interno del nuovo Sistema di giustizia minorile, con la possibilita' &lt;br /&gt;di revisioni regolari e periodiche;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; ratificare il Protocollo n. 12 della Convenzione europea sui diritti &lt;br /&gt;umani che sancisce la proibizione generale della discriminazione;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; abolire la pena di morte in tempo di guerra cosi' come in tempo di pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il rapporto "Giustizia sommaria: la legge e i diritti umani nella &lt;br /&gt;Federazione Russa" e' disponibile su &lt;a href="http://www.amnesty.org"&gt;www.amnesty.org&lt;/a&gt; e presso l'Ufficio &lt;br /&gt;Stampa di Amnesty International. Per ulteriori informazioni sulla campagna di Amnesty International &lt;a href="http://www.amnesty.it/campaign/russia_2002/"&gt;Russia&lt;/a&gt;. &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106521176094579258?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106521176094579258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106521176094579258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/in-russia-vige-la-giustizia-sommaria.html' title='IN RUSSIA VIGE LA GIUSTIZIA SOMMARIA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106508565376818162</id><published>2003-10-02T11:07:00.000+02:00</published><updated>2003-10-02T11:11:21.750+02:00</updated><title type='text'>TESSILE: PRIMO SEMESTRE 2003 NEGATIVO, INVERNO DIFFICILE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;I risultati dell'indagine di Federmoda CNA sull'andamento del tessile-abbigliamento a Modena&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua ad essere negativa la congiuntura in cui versa il settore del tessile-abbigliamento nella nostra provincia. Anche per il primo semestre 2003, così come era stato per il 2002, i principali indici del settore hanno segno meno. A rendere ancor più grave la situazione il fatto che storicamente il primo semestre dell'anno è il periodo in cui si concentra il massimo livello di produzione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli indici:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;produzione	&lt;strong&gt;-3,7%&lt;/strong&gt;	&lt;br /&gt;fatturato	&lt;strong&gt;-2,1%&lt;/strong&gt;	&lt;br /&gt;fatturato estero	&lt;strong&gt;+9,3%&lt;/strong&gt;	&lt;br /&gt;ordini interni	&lt;strong&gt;-4,6%&lt;/strong&gt;	&lt;br /&gt;ordini esteri	&lt;strong&gt;+3,9%&lt;/strong&gt;	&lt;br /&gt;occupazione	&lt;strong&gt;-2,4%&lt;/strong&gt;	&lt;br /&gt;imprese	&lt;strong&gt;-4,6%&lt;/strong&gt;	&lt;br /&gt;export	&lt;strong&gt;-3,8%&lt;/strong&gt;	&lt;br /&gt;Tra i fattori di criticità va sicuramente annoverato l'andamento del mercato del lavoro: per la prima volta, infatti, si registra a un saldo negativo tra assunti e licenziati, che annuncia un deficit ancora maggiore nel secondo periodo dell'anno. A tenere, nonostante il calo della produzione, è l'estero, che aumenta sia per ciò che concerne gli ordini, sia per quello che riguarda il fatturato, in particolare nell'abbigliamento. Un dato che conferma la vocazione all'export delle imprese modenesi e l'aumento costante della qualità offerta, che rimane uno dei fattori competitivi di maggior importanza. Ma questa capacità di penetrazione sui mercati esteri non basta a salvaguardare l'occupazione e la redditività delle aziende. Le sofferenze si manifestano in particolare nelle piccole aziende di subfornitura (tessitura, confezioni, stirerie, ecc.), ed il pronto moda sul mercato interno. Gli unici segnali positivi arrivano invece dall'intimo e dalla corsetteria, che mantengono risultati significativi anche nella campagna ordini autunnale. Come era lecito prevedere le difficoltà appaiono in aumento a settembre, come testimonia il massiccio ricorso a sospensioni e cassa integrazioni un po' su tutta la filiera del comparto. Molte aziende, infatti, sono ferme (rispetto agli anni precedenti si registrano ritardi sino a 40 giorni per ciò che riguarda l'avvio della produzione). Anche la raccolta ordini procede a rilento.&lt;br /&gt;«In questa situazione - osserva Vanni Po, Presidente di Federmoda CNA - si rischia di vedere scomparire non solo aziende "marginali", ma anche imprese significative per produzione e forza lavoro occupata, in difficoltà per recenti investimenti e costrette a gestire, in una congiuntura di mercato tutt'altro che favorevole,  un difficile rapporto con le banche. Si diffonde così un clima di sfiducia, acuito dalla mancanza di prospettive. Anche il fallimento del vertice WTO di Cancun non contribuisce certo a "pensare positivo"». «Facile prevedere - continua Po - un ulteriore slittamento dell'agognata ripresa economica. Senza interventi di sostegno il 2003 potrebbe chiudersi con una mortalità delle imprese piuttosto elevata e con un calo dell'occupazione attorno al 5%».&lt;br /&gt;Sulla base di queste pessimistiche premesse, Federmoda CNA denuncia una volta di più la necessità di interventi urgenti di sostegno al settore, interventi ancora al palo malgrado gli impegni assunti al Tavolo nazionale della Moda. Tra questi gli incentivi ai campionari, l'etichetta d'origine, la reciprocità negli scambi commerciali con gli altri paesi, l'applicazione del marchio Full Made in Italy, la lotta alla contraffazione ed alle importazioni selvagge, gli aiuti ai giovani stilisti. In mancanza di questi interventi le piccole imprese dovranno per l'ennesima volta contare esclusivamente sulle proprie forze per resistere e rinnovarsi, puntando come al solito su qualità, creatività e servizio, indispensabili fattori di competitività sul mercato internazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106508565376818162?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106508565376818162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106508565376818162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/tessile-primo-semestre-2003-negativo.html' title='TESSILE: PRIMO SEMESTRE 2003 NEGATIVO, INVERNO DIFFICILE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106500004216063769</id><published>2003-10-01T11:20:00.000+02:00</published><updated>2003-10-01T11:23:50.600+02:00</updated><title type='text'>A MODENA PUNTI DI VENDITA SEMPRE PIU’ NUMEROSI E GRANDI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Ecco i risultati della ricerca "Il commercio e la città - Analisi e prospettive per lo sviluppo del commercio modenese"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I punti di vendita al dettaglio nel Comune di Modena sono sempre più numerosi e sempre più grandi. I modenesi, inoltre, sono più che soddisfatti della rete commerciale della città. E’ quanto emerge dall’indagine "Il commercio e la città - Analisi e prospettive per lo sviluppo del commercio modenese", condotta dalle agenzie Trade Lab S.r.l. e Arché S.r.l. di Milano, oltre che da Fausto Zanasi di Modena, sotto la supervisione di Luca Zanderighi e coordinata dall’Assessorato alle Politiche Economiche del Comune di Modena. Obiettivo dell’indagine è stato quello di analizzare l’attuale struttura distributiva della rete commerciale modenese, e fotografare il profilo dei consumatori - modenesi e non - che fruiscono dell’offerta della città, condotta a cinque anni dall’entrata in vigore della “riforma Bersani” del 1998, che ha modificato e liberalizzato il settore commerciale, rinnovando il ruolo dei Comuni ai quali è stato assegnato un ruolo più attivo.&lt;br /&gt;I dati dell’indagine saranno discussi nel corso di un convegno in programma il 2 ottobre a partire dalle 14,15 presso il Teatro San Carlo di Modena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I dati della rete commerciale &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Saldo positivo tra aperture e chiusure. Aumenta la dimensione media della superficie dei negozi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il 1999 e la fine di agosto 2002 a Modena hanno aperto 1116 esercizi commerciali a fronte di 961 chiusure, con un saldo pari a +155 punti vendita. Entrando nello specifico della rete commerciale, al 31/8/2002 si rilevano a Modena 2823 punti di vendita al dettaglio in sede fissa. Si tratta prevalentemente di esercizi commerciali non alimentari (83% in termini numerici, 81% come superficie di vendita). C’è stato, tra il 1998 e il 2002, un aumento deciso del numero di esercizi commerciali non alimentari (+9,0%) e una riduzione di quelli alimentari (-7,2%). La superficie media per esercizio, inoltre, è passata da 160 mq a 175 mq per il non alimentare, e da 183 mq a 199 mq per l’alimentare. A Modena si conferma la presenza simultanea di un alto numero di punti di vendita di piccole e piccolissime dimensioni (il 43% dei negozi è contenuto come superficie entro i 50 mq) e da un numero esiguo di più grandi unità (solo l’1% oltre i 2.500 mq, e l’11% compreso fra i 250 e i 2500 mq). I numeri confermano che siamo ora in una fase di assestamento, dopo la grande vivacità provocata dall’effetto della “riforma Bersani”: il saldo fra aperture e chiusure rimane positivo anche per il 2002 (153 aperture a fronte di 146 chiusure, al 31/8/2002), ma il confronto con i tre anni precedenti mostra una dinamica più contenuta. Il commercio di vicinato, che rappresenta l’88% del totale degli esercizi, nel periodo 1998/2002 ha dato forti segni di ripresa: +4,7% come numero di esercizi attivi. Anche in questo caso si assiste alla ‘forbice’ tra l’andamento delle nuove aperture nel comparto non alimentare (+7,8% ) e in quello alimentare ( -7,9% ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I dati del centro storico&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il commercio si concentra principalmente lungo via Emilia e Corso Canalchiaro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’analisi per quartiere mostra una distribuzione dei negozi e delle diverse categorie merceologiche equilibrata e sostanzialmente adeguata a alle necessità delle varie zone della città. Particolare attenzione è stata data al Centro Storico, che con la presenza del 37% del totale dei punti vendita della città  conferma il proprio ruolo fondamentale nel commercio modenese, con un’offerta che riguarda a grandissima maggioranza il settore non alimentare, caratteristica ormai comune a tutti i centri storici italiani. L’indagine mette in rilievo l’offerta ampia del commercio in Centro Storico, che copre tutti i principali comparti merceologici. Un ruolo trainante è quello del settore della moda, oltre che la presenza di alcuni esercizi di medie e grandi dimensioni in grado di svolgere il ruolo di polo di attrazione commerciale a vantaggio dell’intero sistema di offerta. Il commercio del Centro Storico è prevalentemente localizzato su due assi principali della Via Emilia Centro (e laterali) e Corso Canalchiaro, che accolgono complessivamente il 34% dei negozi del Centro.  Una situazione che offre spunti di riflessione rispetto all’opportunità di attivare politiche mirate a sviluppare ulteriormente il commercio del Centro Storico su un’area più ampia, sfruttando gli ancora numerosi locali vuoti che caratterizzano alcune vie adiacenti ai due assi principali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I dati dei consumatori modenesi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’indagine rileva un alto grado di soddisfazione dei consumatori: il 92% dei residenti a Modena e il 94% dei non residenti considera la rete commerciale modenese in linea con le proprie attese o addirittura superiore ad esse. Il 78,4% dei modenesi sostiene di non uscire mai dal territorio comunale per gli acquisti, a conferma di una buona capacità di autocontenimento della spesa da parte della struttura commerciale di Modena. Gran parte dei modenesi, inoltre, ritiene che un servizio migliore potrebbe essere offerto lavorando meglio sia sul rapporto qualità/prezzo che sulla capacità di innovazione dei punti vendita. Ponendo comunque 1 come valore massimo per un indicatore di customer satisfaction, il comparto alimentare ha ottenuto un indice di 0,934 e quello non alimentare di 0,907. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dati riassuntivi dell’indagine "Il commercio e la città - Analisi e prospettive per lo sviluppo del commercio modenese"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punti vendita al dettaglio 	&lt;strong&gt;2823&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Saldo aperture/chiusure 1998-2002	&lt;strong&gt;+ 155&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Superficie media esercizi commerciali alimentari 	&lt;strong&gt;175mq&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Superficie media esercizi commerciali non alimentari     &lt;strong&gt;199mq&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Esercizi con superficie entro i 50mq	&lt;strong&gt;43%&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Esercizi con superficie compresa tra 50 e 250 mq	    &lt;strong&gt;45%&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Esercizi con superficie compresa tra 250 e 2500 mq	&lt;strong&gt;11%&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Esercizi con superficie superiore ai 2500 mq	&lt;strong&gt;1%&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;% esercizi modenesi con sede in Centro Storico	&lt;strong&gt;37%&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;% residenti soddisfatti della rete commerciale modenese	&lt;strong&gt;92%&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;% non-residenti soddisfatti della rete commerciale modenese	&lt;strong&gt;94%&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;% residenti che dichiara di non uscire mai dal territorio comunale per gli acquisti 	&lt;strong&gt;78,4%&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106500004216063769?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106500004216063769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106500004216063769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/10/modena-punti-di-vendita-sempre-piu.html' title='A MODENA PUNTI DI VENDITA SEMPRE PIU’ NUMEROSI E GRANDI'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106458415294690956</id><published>2003-09-26T15:49:00.000+02:00</published><updated>2003-09-26T15:49:12.443+02:00</updated><title type='text'>NIGERIA: ANNULLAMENTO DELLA CONDANNA A MORTE DI AMINA LAWAL</title><content type='html'>&lt;strong&gt;MA L’USO DELLE LEGGI DISCRIMINATORIE RIMANE UNA QUESTIONE APERTA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International ha espresso soddisfazione per la decisione odierna, &lt;br /&gt;da parte della corte d’appello della sharia dello stato nigeriano di Katsina, &lt;br /&gt;di annullare la condanna a morte di Amina Lawal, emessa il 22 marzo &lt;br /&gt;2002. Secondo quanto dichiarato dal suo collegio di difesa, Amina Lawal è &lt;br /&gt;stata rimessa in libertà poiché né la condanna né la confessione sono &lt;br /&gt;state giudicate valide e dunque non è stata provata la commissione di &lt;br /&gt;alcun reato. &lt;br /&gt;“Il caso di Amina Lawal non avrebbe mai dovuto essere trattato in un &lt;br /&gt;tribunale. Nessuna persona dovrebbe vivere un’esperienza del genere” - &lt;br /&gt;ha dichiarato Marco Bertotto, presidente della Sezione Italiana di Amnesty &lt;br /&gt;International.&lt;br /&gt;L’organizzazione per i diritti umani si è detta felice per la mobilitazione &lt;br /&gt;delle organizzazioni femminili, che hanno condannato con forza le &lt;br /&gt;discriminazioni di genere su cui si basano alcune sentenze delle corti della &lt;br /&gt;sharia in Nigeria. Contemporaneamente all’annullamento del verdetto di &lt;br /&gt;Amina Lawal, ricorda Amnesty International, rimane in corso un altro &lt;br /&gt;appello relativo a una condanna a morte nei confronti di Fatima Usman e &lt;br /&gt;Ahmadu Ibrahim, sempre da parte di una corte della sharia nello stato di &lt;br /&gt;Niger. &lt;br /&gt;“La pena di morte è l’estrema violazione del diritto alla vita e costituisce &lt;br /&gt;una punizione crudele inumana e degradante, sempre e comunque. &lt;br /&gt;Amnesty International chiede al governo e alla società civile della Nigeria &lt;br /&gt;di cogliere questa occasione e affrontare un problema che è causa di danni &lt;br /&gt;e sofferenza inutili per molti cittadini nigeriani,” ha aggiunto Bertotto.&lt;br /&gt;Per Amnesty International, il governo federale della Nigeria dovrebbe &lt;br /&gt;assumere l’iniziativa di abolire la pena di morte ed emendare le parti della &lt;br /&gt;legislazione – federale e locale, compresa quella della sharia -  che &lt;br /&gt;prevedono la pena di morte e le punizioni crudeli, inumane e degradanti. &lt;br /&gt;Amnesty International ricorda che punizioni quali la lapidazione, la &lt;br /&gt;fustigazione e l’amputazione, previste nella nuova legislazione, sono &lt;br /&gt;considerate trattamenti crudeli inumani e degradanti dal diritto &lt;br /&gt;internazionale sui diritti umani. Esse sono in totale contrasto con la &lt;br /&gt;Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, ratificata dalla Nigeria &lt;br /&gt;nel giugno 2001.&lt;br /&gt;Le relazioni sessuali extramatrimoniali tra adulti consenzienti non possono &lt;br /&gt;essere considerate reati penali. Il Comitato sui diritti umani delle Nazioni &lt;br /&gt;Unite ha affermato che “è incontestabile che gli atti sessuali in privato tra &lt;br /&gt;adulti consenzienti rientrano nella sfera della riservatezza”. Incriminare e &lt;br /&gt;imprigionare donne a causa delle loro relazioni sessuali viola il loro diritto &lt;br /&gt;alla libera espressione e associazione, alla libertà dalla discriminazione e &lt;br /&gt;alla riservatezza. Amnesty International prosegue dunque la propria &lt;br /&gt;campagna per l’abolizione di tutte le leggi discriminatorie e contro la &lt;br /&gt;criminalizzazione di atti sessuali in privato tra adulti consenzienti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106458415294690956?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106458415294690956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106458415294690956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/09/nigeria-annullamento-della-condanna.html' title='NIGERIA: ANNULLAMENTO DELLA CONDANNA A MORTE DI AMINA LAWAL'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106433697601803621</id><published>2003-09-23T19:09:00.000+02:00</published><updated>2003-09-23T19:10:56.830+02:00</updated><title type='text'>“INVEST IN MODENA” IL SITO PER CHI INVESTE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il nuovo servizio realizzato e proposto dall’assessorato alle politiche economiche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marketing territoriale della città da oggi può contare su un nuovo strumento. All’indirizzo &lt;a href="http://www.investinmodena.it"&gt;www.investinmodena.it&lt;/a&gt;  è infatti on-line il sito “Invest in Modena”, progettato per segnalare i vantaggi competitivi dell'area modenese e le opportunità di investimento promosse dall'Amministrazione. Imprese e professionisti interessati a sviluppare relazioni economiche o ad insediarsi nel territorio modenese trovano tutte le informazioni utili allo sviluppo della loro attività. Il sito, progettato dall’Assessorato alle Politiche Economiche del Comune di Modena in collaborazione con il Servizio Marketing e sviluppato da Melazeta S.r.l., è organizzato in sei macroaree. La prima - 10 opportunità per investire a Modena – illustra i principali motivi che possono spingere gli imprenditori ad investire sul nostro territorio (tessuto imprenditoriale vivace, rete estesa di servizi, forte propensione all’innovazione ecc.), mentre la seconda si sofferma sulle attuali possibilità di investimento attraverso la messa in vendita di aree pubbliche e la realizzazione di opere in project financing, a partire dalla prossima costruzione del Palazzo della Formazione sino al progetto di riqualificazione della fascia ferroviaria. La terza area è appositamente pensata come un vero e proprio vademecum per gli investitori, ai quali viene offerta una guida che aiuta ad orientarsi in alcuni passaggi pratici come l’apertura di una sede o di una filiale nell’area modenese, o l’avvio di una nuova attività, oltre ad una mappa che permette di conoscere le imprese che operano nei distretti industriali modenesi. Proprio ai distretti è dedicata la quarta area, che si concentra sulla descrizione dei settori dei motori e meccanica avanzata, ceramica, tessile-abbigliamento, agroalimentare e biomedicale. La home page di Invest in Modena, infine, propone una tradizionale area di news che riporta le ultime notizie nel campo del marketing territoriale che riguardano Modena, oltre ad una sezione di approfondimento dedicata alla “Motor Valley”.&lt;br /&gt;“Per garantire le buone performance del nostro sistema economico – commenta l’Assessore alle Politiche Economiche del Comune di Modena Ennio Cottafavi - è necessario diffondere innovazione e attrarre investimenti innovativi sul nostro territorio. Il sito Invest in Modena si inserisce nel contesto di una vera e propria operazione di marketing territoriale iniziata con Cittanova2000, che ci ha consentito di intercettare molti dei più importanti investitori internazionali. E’ un’operazione necessaria, poiché in Europa oggi vi sono almeno 500 regioni, avanzate e forti come la nostra, in competizione tra loro per attrarre investimenti. E in un’economia globalizzata, la competizione si gioca non più tra singole imprese, ma tra aree e sistemi territoriali. E’ per questo che invito anche la Provincia di Modena e la Camera di Commercio, protagonisti come noi del marketing del territorio, ad una collaborazione e ad una promozione coordinata su questo tema, condividendo le risorse informative e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per un marketing davvero efficace”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106433697601803621?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106433697601803621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106433697601803621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/09/invest-in-modena-il-sito-per-chi.html' title='“INVEST IN MODENA” IL SITO PER CHI INVESTE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106404744762283981</id><published>2003-09-20T10:44:00.000+02:00</published><updated>2003-09-20T23:19:52.003+02:00</updated><title type='text'>A MODENA DAL 2 OTTOBRE GIOVEDI’ A TARGHE ALTERNE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Limitazioni per i veicoli più inquinanti da lunedì a venerdì&lt;br /&gt;I mezzi non catalizzati e non ecodiesel fermi in ogni caso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornano dal 2 ottobre prossimo e fino al 31 marzo 2004 (con l’esclusione del periodo che va dall’11 dicembre al 6 gennaio compresi) i provvedimenti di limitazione della circolazione a targhe alterne dei veicoli a motore, relativi però alla sola giornata del giovedì. L’orario in cui entrerà in vigore la manovra regionale antinquinamento va dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30. L’area interessata a questi provvedimenti è la stessa coinvolta in passato, compresa tra le vie Tangenziale Neruda, Giardini, Panni, Salvo d’Acquisto, Pallanza, Pavia, Vaciglio, Montanari, Campi, Emilia Est, Saliceto Panaro, Minutara, Divisione Acqui, dello Sport, Tangenziale Pasternak, Santa Caterina, Malavolti, Mar Adriatico, Nonantolana, Fanti, Pico della Mirandola, Razzaboni, Padre Candido, IV Novembre, Cialdini, Zucchi, Italia. &lt;br /&gt;Nei giovedì pari potranno circolare i veicoli dotati di ultimo numero della targa uguale a zero o pari, dispari nei giorni dispari. Il Comune, firmando a luglio assieme a gran parte degli altri comuni emiliane e romagnoli di oltre 50mila abitanti e alle Province il secondo Accordo di programma regionale sulla qualità dell’aria, ha deciso che il giovedì i mezzi a benzina non catalizzati (immatricolati prima del primo gennaio 1993 e non conformi alla direttiva Cee Euro1) così come i veicoli diesel non Euro1 e i motorini a due tempi non catalizzati non potranno comunque circolare nelle aree e negli orari del provvedimento dal 2 ottobre al 31 marzo (escludendo il periodo natalizio), a prescindere dal numero di targa e dal possesso del bollino blu che certifica il controllo dei gas di scarico e che è comunque un obbligo per tutti i mezzi Dal 2 ottobre al 31 marzo (senza però l’interruzione per il periodo natalizio) verrà poi bloccata la circolazione nella stessa area di applicazione delle targhe alterne non solo ai mezzi non catalizzati ma anche a quelli dotati di motore diesel non Euro1 (ovvero esclusi gli ecodiesel a iniezione diretta e common rail), dal lunedì al venerdì (il giovedì valgono gli orari di cui sopra), dalle 8.30 alle 10.30 e dalle 17.30 alle 19.30, anche se dotati di bollino blu. Lo stesso vale per i veicoli a due o tre ruote con motore a due tempi non catalizzato, non conformi alla direttiva Cee 97/24. Il provvedimento non si applica alle auto elettriche e ibride, a quelle dotate di impianto a metano e Gpl o gestite con il sistema del car sharing. &lt;br /&gt;I veicoli poi indicati nell’elenco delle deroghe ai provvedimenti di limitazione al traffico previste dall’ordinanza antismog del Comune e che quindi potranno circolare liberamente sono quelli di emergenza e soccorso (attrezzati per il pronto intervento e la manutenzione ordinaria di impianti pubblici e privati) o dei lavoratori in turno muniti di certificazione dei datori: libera circolazione anche per carri funebri e veicoli al seguito, mezzi delle forze dell’ordine, di trasporto pubblico e al servizio di invalidi o di persone sottoposte a terapie con relativa certificazione medica. Non si fermeranno pure i veicoli di paramedici, medici, assistenti domiciliari, adibiti al trasporto di farmaci e prodotti deperibili, carburanti, giornali e al servizio di manifestazioni autorizzate, oltre che i mezzi delle autoscuole durante le esercitazioni, della vigilanza privata o che devono rifornire strutture pubbliche, scuole, cantieri. Ok infine anche per i veicoli dotati di filtro antiparticolato regolarmente omologato, agli autocarri che escono o rientrano alla sede operativa dell’impresa, ai mezzi adibiti alla manutenzione ordinaria di pozzi neri o condotti fognari.&lt;br /&gt;Ovviamente nell’ordinanza comunale che definisce nel dettaglio i provvedimenti decisi dalla manovra antinquinamento regionale sono anche previste sanzioni per chi circola nell’area vietata in barba ai divieti. Nel periodo ottobre 2002-marzo 2003 la Polizia municipale ha effettuato complessivamente a questo fine 8765 controlli e 915 sono stati i modenesi che si sono beccati una multa da 66 euro, 520 il giovedì, 156 la domenica e 239 durante gli altri giorni della settimana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106404744762283981?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106404744762283981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106404744762283981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/09/modena-dal-2-ottobre-giovedi-targhe.html' title='A MODENA DAL 2 OTTOBRE GIOVEDI’ A TARGHE ALTERNE'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106398740970627850</id><published>2003-09-19T18:03:00.000+02:00</published><updated>2003-09-20T23:20:21.720+02:00</updated><title type='text'>A MODENA DIECI GIORNI DEDICATI ALL'ALZHEIMER</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Dal 19 settembre videoinstallazione di Franco Vaccari al Palazzo dei musei, letture, musica e seminari per parlare di una delle più diffuse forme di demenza senile&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblico entra in un ambiente appositamente allestito, siede su una poltrona e vede scorrere cortometraggi e fotografie che appartengono alla memoria personale dell'artista modenese Franco Vaccari, che ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1972, nel 1980 e nel 1993 e ha esposto al Museum Moderner Kunst di Vienna.&lt;br /&gt;E' la "Provvista di ricordi per il tempo dell'Alzheimer", la videoinstallazione realizzata nell'atrio del Palazzo dei Musei, in piazzale sant'Agostino, per iniziativa dell'assessorato ai Servizi sociali del Comune, dall'associazione Vecchi, dall'Azienda Usl, dalla Scuola di specializzazione in geriatria e gerontologia dell'Università di Modena e Reggio Emilia e dalla Galleria civica in occasione della giornata dell'Alzheimer, che si celebra in tutto il mondo domenica 21 settembre. &lt;br /&gt;L'installazione, che rientra nel programma del terzo Festival filosofia sulla vita e che si può visitare dal 19 al 21 settembre dalle 10 alle 23 e dal 22 al 28 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, potrebbe essere interpretata come un commento ad una frase del monaco giapponese del XIV secolo Kenko: "La bellezza della vita sta nella sua fragilità".&lt;br /&gt;Un modo per richiamare l'attenzione sull'Alzheimer, che è la forma di demenza più frequente nei paesi industrializzati e che rappresenta circa la metà di tutte le malattie degenerative cerebrali finora identificate. Oltre a provocare un lento, ma progressivo declino delle facoltà cognitive (memoria, capacità di ragionare, linguaggio, senso di orientamento), la malattia rende le persone incapaci di gestirsi in modo autonomo, di ricordare volti e cose, di riconoscere persone e luoghi. Gesti quotidiani come lavarsi, vestirsi, mangiare, uscire, muoversi in casa, diventano complicati meccanismi che il malato non riesce più a controllare.&lt;br /&gt;All'Alzheimer, il Comune, l'Azienda Usl e l'Università dedicano dieci giorni di riflessioni con l'iniziativa "Un abbraccio per non dimenticare", che oltre alla videoinstallazione di Vaccari prevede numerosi appuntamenti.&lt;br /&gt;Venerdì 19 settembre alle 21 nella Sala dell'oratorio del Palazzo dei Musei lo psichiatra e poeta Benedetto Vandesalici, accompagnato dal violino di Ezio Bonicelli,  propone una serata di letture dal titolo "Patografie. Pagine di letteratura ferita". Valdesalici presenterà brani che descrivono la malattia "dall'interno", pagine che, pur dolorose, sono spesso servite a cicatrizzare le ferite che le avevano prodotte.&lt;br /&gt;Sabato 20 il Centro servizi per il volontariato e l'Associazione Vecchi propongono stand in piazza Matteotti alla festa "Oltre gli anni" delle associazioni e degli enti che operano per la terza età (dalle 10.30 alle 19.30) e domenica 21 dalle 10 alle 18 in piazza Mazzini volontari e medici si alternano per fornire informazioni sulla malattia e sulla rete dei servizi.&lt;br /&gt;Un seminario dal titolo "Accoglienza e comunicazione nei servizi per l'anziano con problemi di demenza" è in programma lunedì 22 settembre dalle 8.30 alle 13 al Centro famiglia di Nazareth di via Formigina 319, mentre una tavola rotonda sul tema "La malattia cerebrale e le forme della comunicazione" si svolgerà martedì 23 settembre dalle 15.30 alle 18.30 nella Sala dell'Oratorio del Palazzo dei Musei.&lt;br /&gt;"Abbiamo tentato di parlare in modo nuovo di una malattia piuttosto diffusa, che coinvolge numerose famiglie e genera tante apprensioni", spiega l'assessore comunale ai Servizi sociali Alberto Caldana. "Ci occupiamo, ovviamente, di tutti gli aspetti sanitari e assistenziali, ma intendiamo anche riflettere su come la malattia entra nella vita quotidiana delle persone, su come le cambia e su come modifica i rapporti con gli altri. Per questo abbiamo chiesto il contributo di un artista come Franco Vaccari, ma anche di lettori,  musicisti ed esperti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DEMENZA SENILE, NEL MODENESE OLTRE 7 MILA CASI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ecco dove chiedere informazioni sulla rete dei servizi socio-sanitari&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sono oltre 7 mila in provincia di Modena e più di 49 mila in Emilia-Romagna le persone con problemi di demenza senile. E 44 sono i centri che si occupano della diagnosi e del progetto terapeutico, 9 dei quali nel modenese (il coordinamento è svolto dalla cattedra di Geriatria dell'Ospedale Estense). A Modena diversi servizi - Centri diurni, Case protette, Residenze sanitarie assistenziali -  hanno al loro interno nuclei dedicati alla demenza, mentre a Villa Igea è attivo il nucleo ospedaliero di psicogeriatria. Per informazioni dettagliate, familiari di persone anziane affetta da Alzheimer o da altre demenze senili si possono rivolgere al centro d'ascolto Solidalmente, punto di riferimento gestito dall'Associazione "G.P.Vecchi pro senectude et dementia". Il Centro si trova a Modena, nella Residenza sanitaria assistita 9 Gennaio, in via Paul Harris 165. La Segreteria è aperta dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì (tel. 059 283918, fax 059 282006, e-mail: centro.ascolto@comune.modena.it). Per la gestione del Centro, nelle scorse settimane è stato rinnovato per tre anni il protocollo d'intesa tra Comune di Modena, Azienda Usl, associazione "Vecchi", Centro servizi per il volontariato, cooperative Gulliver e Co.Me.Ta. 99.&lt;br /&gt;Notizie e indicazioni sulle demenze si possono avere anche all'Informanziani, gestito dal Servizio assistenza anziani del Comune di Modena e dell'Azienda Usl di Modena. Si trova in via Scudari 30 ed è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12 e risponde al numero verde 800 567772 (&lt;a href="http://www.comune.modena.it/serdom"&gt;www.comune.modena.it/serdom&lt;/a&gt;, e-mail:informanziani@comune.modena.it).&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106398740970627850?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106398740970627850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106398740970627850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/09/modena-dieci-giorni-dedicati.html' title='A MODENA DIECI GIORNI DEDICATI ALL&apos;ALZHEIMER'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106382975569977389</id><published>2003-09-17T22:15:00.000+02:00</published><updated>2003-09-20T23:23:49.686+02:00</updated><title type='text'>FESTIVAL FILOSOFIA, CENTO APPUNTAMENTI SULLA VITA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Dal 19 al 21 settembre Modena, Carpi e Sassuolo propongono lezioni di grandi maestri, ma anche cene, letture, mostre, concerti e giochi per bambini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lezioni di grandi maestri del pensiero contemporaneo - da Jack Goody a Jürgen Moltmann, da Agnes Heller a Slavoj Zizek, da Richard Sennet a Remo Bodei, da Fernando Savater e Umberto Galimberti - ma anche “cene filosofiche” ideate dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory. Letture di  Alessandro Bergonzoni, performance nelle stazioni e sui treni, ma anche mostre, installazioni, film, concerti di fisarmoniche, iniziative per bambini e un bizzarro “convegno immaginario” a cura degli scrittori Ermanno Cavazzoni e Daniele Benati. &lt;br /&gt;Sono solo alcuni degli oltre cento appuntamenti – quasi tutti gratuiti - del terzo Festival filosofia, dedicato quest’anno alla vita e in programma in una trentina di luoghi di Modena (tra cui, per la prima volta, piazza Grande, dove sarà allestito anche un maxi schermo), Carpi e Sassuolo da venerdì 19 a domenica 21 settembre per iniziativa dei tre Comuni, della Regione Emilia-Romagna, della Provincia, della Fondazione Collegio San Carlo, che ha curato il programma, e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Gli sponsor sono l’Unione industriali, Vivaceramica e Gamma Due di Sassuolo (informazioni per il pubblico al numero 059 421210 e nel sito internet &lt;a href="http://www.festivalfilosofia.it"&gt;www.festivalfilosofia.it&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Come nella prima e nella seconda edizione – dedicate rispettivamente a felicità e bellezza - il cuore della manifestazione è costituito da lezioni di grandi pensatori italiani e stranieri, conversazioni tra filosofi, testimonianze, letture e dibattiti. Si potranno ascoltare, tra gli altri, l'antropologo Jack Goody, docente emerito a Cambridge, il teologo tedesco Jürgen Moltmann, i filosofi francesi Michel Maffesoli e François Jullien, la filosofa ungherese Agnes Heller, allieva di Lukacks. E, ancora, il maestro sufi Gabriele Mandel, il genetista Edoardo Boncinelli, il filosofo e psicoanalista sloveno Slavoj Zizek, il presidente del Comitato nazionale per la bioetica Francesco D’Agostino,  i sociologi Richard Sennett, critico dell’”uomo flessibile”, e Saskia Sassen, entrambi docenti negli Stati Uniti e alla London School of Economics di Londra.&lt;br /&gt;Un vasto programma di "contorno" coinvolge la letteratura e il cinema, il teatro e la musica (la vita di Bach narrata da un attore accompagnato da un clavicembalo, un omaggio al compositore Luciano Berio, concerti di Claudio Lolli, delle fisarmoniche della città di Verona e dei salentini di "Officina Zoe", che hanno composto la colonna sonora del nuovo film "Il miracolo" di Edoardo Winspeare, presentato quest'anno alla mostra del cinema di Venezia). &lt;br /&gt;Numerose anche le mostre, tra cui "La vita delle forme", che propone a Modena oltre 300 fotografie, disegni e opere grafiche di artisti del XX secolo - da Picasso a  Warhol, da Ernst a Doisneau, da Lichtenstein a Ghirri, da Burri a Vedova - e l'originale l’installazione che l’artista Franco Vaccari presenterà al Palazzo dei Musei: il pubblico entra in un ambiente appositamente allestito, siede su una poltrona e vede scorrere in un video cortometraggi e fotografie che appartengono alla memoria personale dell’artista. E’ la “Provvista di ricordi per il tempo dell’Alzheimer”,  riflessione sulla malattia attraverso il linguaggio dell'arte.&lt;br /&gt;Alessandro Bergonzoni sarà impegnato nei racconti surreali delle vite di Steiner, Tarkovskij, Duchamps, Giacometti e con propri inediti, Ermanno Cavazzoni e Daniele Benati con un insolito convegno di sproloqui, mentre la Koiné porterà in scena a Carpi le "Georgiche" di Virgilio in latino, italiano e dialetto modenese.&lt;br /&gt;Otto diversi menu sul tema della vita, ideati dal filosofo Tullio Gregory, saranno proposti da ventisette ristoranti di Modena, Carpi e Sassuolo. Professore di Storia della Filosofia alla “Sapienza” di Roma, Accademico dei Lincei, fondatore e direttore del Centro di Studi del Cnr sul Lessico intellettuale europeo e noto gourmet, Gregory ha ideato menu per cene filosofiche all’insegna della tradizione a partire dai prodotti tipici modenesi e della cucina emiliano-romagnola. Il viaggio filosofico spazia dal “Bestiario minimo” (antologia gastronomica delle carni) alla “Vita vegetale” (trionfo di verdure e legumi), dalla “Dolce vita” (piatti dal sapore agrodolce) all’”Uovo alchemico” (paste, frittate e zabaione) passando per “Acqua e vita” (paste in brodo e bolliti misti), “Vite silenziose” (pesci della tradizione), “La vie en rose” (carni e verdure di colore rosa) e “Vite trite” (carni e dolci tritati).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737542-106382975569977389?l=modenapiu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106382975569977389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737542/posts/default/106382975569977389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://modenapiu.blogspot.com/2003/09/festival-filosofia-cento-appuntamenti.html' title='FESTIVAL FILOSOFIA, CENTO APPUNTAMENTI SULLA VITA'/><author><name>bob</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737542.post-106357012136888167</id><published>2003-09-13T13:07:00.000+02:00</published><updated>2003-09-20T23:24:28.906+02:00</updated><title type='text'>UN NUOVO CENTRO ZOOTECNICO PER GRANTERRE</title><content type='html'>Inaugurato dal Consorzio Granterre il nuovo Centro Zootecnico “La Corte” di Cortile (frazione di Carpi), realizzato nel corso del 2002, con un ingente sforzo finanziario, completamente a carico del Consorzio Granterre e senza l’intervento di finanziamenti pubblici, ha una capacità di 830 capi adulti e 250 vitelli ed è già a pieno regime. 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